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Statuto delle donne NON femministe (da applicarsi per coerenza)

Tra le mie letture in merito alla questione femminile, ci sono svariati blog e articoli di giornali on line. E tali articoli recano con sé spesso e volentieri centinaia di commenti. Ci sono i commenti dei soliti 4 mascolinisti che rompono da tutte le parti e non hanno nulla di meglio da fare, ci sono quelli dei suddetti mascolinisti che si nascondono dietro profili fake femminili per sentirsi supportati e infine ci sono quelli delle donne, che purtroppo credo siano veramente donne.

Ci sono donne che dicono che il femminismo è inutile/ha stufato, che non sopportano le femministe, che noialtre siamo tutte una manica di isteriche…e via così. Davanti a queste signorine, oltre a farmi cascare le braccia, a me viene una risposta sola: “NON VI RENDETE NEMMENO CONTO”, ma poiché non se ne rendono conto a me pare giusto che le nostre accettino con un grande sorriso i seguenti punti dello statuto della perfetta non femminista. Perché tutto ciò che esula da questo lo si deve al movimento femminista e se lo rifiutate almeno siate coerenti.

QUINDI, SE NON SIETE FEMMINISTE, MI RACCOMANDO:

1. Non dovete studiare. Studiare a cosa vi servirebbe? A calcolare perfettamente il grado di cottura del pollo arrosto? Per carità. Se poi non imparate a leggere è anche meglio giacché è risaputo che a una donna che legge potrebbero venire in testa strane idee (cit!). Come? Purtroppo avete già imparato? Sentitevi in colpa!!! E dopo di ciò, vi sono concessi gli Harmony, che è tutto quello a cui potete aspirare: sono racconti educativi, in fondo.

2. L’unico lavoro fuori casa concessovi è quello di andare a fare le pulizie a casa dei vostri suoceri, per il resto, il vostro regno è la cucina. Già, neanche la casa. La cucina. Quattro mura. Non vi provate a mettere il piede in salotto, dove vostro marito tiene i libri!

3. Poiché non potete avere un reddito auguratevi di sposarvi presto. Non potete comunque aspirare ad un marito ricco, altrimenti vi chiameranno puttana, e state tranquille che lui la puttana se la cercherà già fuori. Sì, perché voi a letto non servite. Voi siete la moglie per la rispettabilità, quindi non avete diritto che a saltuari rapporti quando proprio lui non ha nulla di meglio da fare. E soprattutto i vostri rapporti saranno sempre uguali, perché la vostra bocca sarà quella che bacerebbe i suoi figli, se un giorno ne avesse. Quindi voi siete l’angelo del focolare. CORNUTO, chiaramente.

4. In base al punto sopra rinunciate col sorriso a qualsiasi piacere sessuale, dato che non avete alcun diritto a rivendicarlo. Il rapporto sessuale è da intendersi esclusivamente come penetrazione e inizia e finisce quando vuole lui, stop.

5. Accogliete col sorriso il palco di corna che vi ritrovate. D’altronde, poverino, è la SUA natura.

6. Se per caso nelle rare uscite foste aggredite sessualmente, mi raccomando, vedete di sentirvi sufficientemente in colpa: siete state voi a provocare, con il vostro abbigliamento o comportamento. Nel dubbio, chiedete il permesso sempre a vostro marito, o a vostro padre, o a vostro fratello sui luoghi dove andare, l’orario, l’abbigliamento. Cercate di non decidere nulla per conto vostro. Comunque è colpa vostra lo stesso.

7. Il vostro corpo non vi appartiene. Quindi non potete decidervi nemmeno se tingervi i capelli, figuriamoci le scelte riguardanti la maternità. D’altronde è chiaro che, mentre concepivate il bambino che ora non volete, eravate da sole. Lui era nella stanza di là a guardare la partita, perché mai dovreste affibbiargli una responsabilità che è solo vostra.

8. Non intervenite mai in una discussione quando sono presenti gli uomini e, se lo fate, non azzardatevi a contraddirli. E’ risaputo che i maschi NON POSSONO GENETICAMENTE sparare cazzate, quindi zitte e mute anche se dicono che il cielo è fucsia. Se vi venisse il dubbio che sia azzurro o grigio, forse stanno per venirvi le mestruazioni.

9. Se un giorno lui si stancasse di voi, rassegnatevi serenamente a morire di fame: d’altronde non avete mai lavorato, non avete incoraggiato le vostre figlie a farlo e la casa gli appartiene, così come le vostre vite. Ora che ha deciso di buttarvi fuori sorridete e ditegli che è stato fin troppo generoso a sopportarvi per tutti questi anni!

10. Evitate attività ridicole come guidare: non siete capaci per definizione. Anche se vi sembra di poterlo fare, credete a lui: non ne siete in grado. E tanto non dovete mai uscire da sole.

11. Se vi apostrofano per strada in qualche modo offensivo, sorridete e ringraziate per l’attenzione che una creatura così superiore ha rivolto al vostro corpo fosse anche per criticarlo. In fondo, voi potete piacervi solo nella misura in cui piacete ad un uomo.

12. Se non corrispondete al canone Belen Rodriguez, mi raccomando, sentitevi in colpa e non dimenticate di far sentire in colpa anche le vostre amiche: se sono sovrappeso è perché sono delle pigre ciccione che non vogliono far nulla per piacere all’Uomo (orrore!!!), se sono troppo magre sono delle malate anoressiche. Questo vale anche per voi stesse, ovviamente. Di come siete fatte dentro, tanto, interessa solo all’osteopata.

13. Se vostro marito vi picchiasse, mi raccomando subite in silenzio. Non vi sognate di denunciarlo, volete forse rovinargli la vita? In fondo se vi ha rotto il naso avrà i suoi buoni motivi. magari perché non gli avete riportato subito il bastone che vi aveva lanciato nel prato…ah, no, quella forse è un’altra creatura.

14. Se vi chiamano “troia”, o “cagna”, non vi offendete. In fondo gli uomini dovrebbero pensare che siamo tutte così, è nella loro natura, come nella nostra è la divisione “puttane e spose”. Peccato che anche le spose sono puttane, basta dimenticarsi il sale nella pasta, certe volte.

15. Se avete qualsiasi aspirazione artistica, sportiva, o di altro genere, fatevi un favore e sopitela subito. Tanto, qualsiasi cosa facciate sarà sempre considerato di serie B. Sport, opere d’arte…verrete sempre messe in una categoria inferiore. Non sprecate fiato e sudore, che tanto vi fa venire le rughe.

Ebbene, signorine, se almeno qualcuno di questi punti vi è sembrato fuori di testa potreste anche smetterla di denigrare il femminismo e le sue (molte, per fortuna) sostenitrici. Se invece pensate che lo Statuto abbia ragione, prego, seguitelo pedissequamente come la coerenza richiede. E TANTI AUGURI!!!

Foto trovata sul sito “http://levipere.com”

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  1. Psssst! Hai scordato il diritto di voto! Le donne non possono votare, sai, altrimenti, che danni farebbero?
    V

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  2. L’ha ribloggato su Scarabocchi di Amnerise ha commentato:

    L’Otto marzo scorso scrivevo questo: http://aquanive.wordpress.com/2013/03/08/femminista-no-grazie-pero/
    Ma direi che lo statuto della Donna NON femminista è un buon punto di partenza per imparare a esser Femminista Per Davvero. Cosa che non è affatto facile.

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    • Ovviamente è una piccola provocazione, infarcita dei luoghi comuni più beceri tipici del maschilismo. Il vero pericolo c’è quando il maschilismo è molto più sottile e credo proprio di non esserne immune io stessa. Se queste righe fanno riflettere qualcuna, lo scopo è raggiunto. Io spero di non dover più sentire alcune mie amiche (!!!) dire che “loro il femminismo no, perché finisce in -ismo e allora…” 😛

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  3. Bellissimo articolo, molto intelligente… Per fortuna molti punti sono ormai sorpassati almeno per una parte delle persone… Per fortuna!

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  4. Non mi ritengo femminista per il semplice motivo che, al giorno d’oggi, il femminismo NON SERVE. Le donne hanno i loro bei diritti che le vecchie “onde” hanno sudato per avere, ma adesso cosa fanno le “nuove” femministe? Per esperienza personale posso dirti che offendono gli uomini denigrandoli dicendo che loro non hanno bisogno di diritti perché privilegiati. Le nuove femministe dicono che gli uomini sono tutti uguali e che non hanno il diritto di dire la loro in vicende che riguardano il rapporto di coppia quando si parla di aborto o affidamento di un bambino in caso di divorzio. Le nuove femministe negano lo stupro maschio-maschio/donna-maschio. Le nuove femministe non sono per l’uguaglianza, no, e basta girarsi i siti esteri per notarlo. Non mi ritengo femminista perché non voglio essere associata a queste donne qui. Sono per i diritti di ENTRAMBI i sessi, per l’uguaglianza, e non voglio sentirmi dire che sono una donna “inferiore” solo perché non accetto di essere chiamata femminista. Non voglio negare i diritti che le vecchie femministe hanno SUDATO per avere. Loro le rispetto, la nuova generazione di femministe no.

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    • Già il fatto che tu ti nasconda dietro l’anonimato mi fa pensare che tu non sia genuina nella tua risposta. Infatti, solo con poca serietà si può scrivere che il femminismo attuale denigri gli uomini e basta. I cosiddetti “diritti degli uomini” quali dovrebbero essere? Quelli forse che ESSI STESSI si sono negati in fase di legislazione pensando bene di affidare la cura dei figli esclusivamente alla madre in quanto donna senza curarsi della personalità di ogni individuo? Vogliamo di nuovo parlare di quei padri che si ricordano di fare i padri solo quando viene loro toccato il portafoglio? Liberissima di non essere femminista, cara, ma non venire a parlare a vanvera di un argomento che evidentemente non conosci. Guardati i siti italiani, ce ne sono tanti. Sono capace anche io di andare a trovare articoli in cui forse, non si sa bene come, in una località non precisata del ruanda, sembra che una donna abbia usato violenza ad un uomo…ignorando gli orrori che avvengono quotidianamente – per esempio – in Congo, dove i soldati torturano le donne (oltre a stuprarle) versando SODA CAUSTICA nella vagina. Questo per dire che non si nega nulla, ma che voler chiudere gli occhi davanti all’enormità che si ha davanti per andare a cercare il caso isolato è malafede. Ed io non sopporto la malafede.

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    • Ma guarda un pò, io sono uomo etero e femminista. Chissà che cosa ho che non va eh?

      Ho paura e tristezza, spavento, per come le mie amiche possono e vengono trattate.
      Sei mai stato in un centro anti violenza o in un ospedale? Hai mai visto i lividi di donne che sono “inciampate” o accompagnate da uomini che le guardavano male e le portavano controvoglia?
      Sono cose agghiaccianti. E non parliamo nemmeno delle violenze in famiglia davanti ai figli. Io ne so qualcosa.

      Se tu , car* Fake anonimo avessi veramente idea di quello che dici, e degli sforzi attuali… forse penseresti che o hai incontrato delle estremiste esaurite , e ce ne sono in ogni luogo e parte, oppure che c’è qualcosa di grande che non va in quello che hai scritto.
      IL VERO FEMMINISMO è l’ANTISESSISMO. Tutto il resto è propaganda.

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    • Ma che femministe hai conosciuto? Secondo me, nessuna.

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    • Molte persone temono le istanze del femminismo, e chi lo vuole screditare da sempre lo dipinge come fosse inutile o risibile (basta leggere questo articolo – disgustoso – di pochi giorni fa de Il Giornale http://www.ilgiornale.it/news/politica/lultima-crociata-femminista-boldrini-vuole-insegnare-1036666.html). Purtroppo questi espedienti mediatici e non per distorcere la realtà funzionano bene, tanto che parlandone en passant è molto più facile sentir dire che “il femminismo oggi NON SERVE”, piuttosto che il contrario.
      Beh, il femminismo di oggi non è affatto riducibile a inutili pedanterie. Intanto è un movimento le cui riflessioni sono ormai da tempo entrate in ambito accademico da dove hanno influenzato il pensiero filosofico del Novecento, che a suavolta ha dato avvio a nuove questioni. Gli studi di genere in primis sono debitori al femminismo, che per primo ha sostenuto che la differenziazione dei comportamenti e dei ruoli sociali tra i sessi non sia affatto naturale ma sia un’impalcatura culturale che irregimenta danneggiandolo il comportamento degli individui. Per esempio, io mi ritengo femminista e ritengo anche che gli uomini che usano violenza sulle donne sono vittime con loro di questa farsa, quella che vuole l’uomo dominatore, forte, che non deve chiedere mai, che non deve perdere mai (quanto costa agli uomini essere sempre all’altezza di questo ruolo?). Questo per dire che il pensiero femminista è intrinsecamente anche “mascolinista” e che se hai conosciuto donne che odiano gli uomini, se si definiscono femministe hanno capito poco e male il significato di quella parola. Una parola per molti a dir poco fumosa, perché fa evidenetmente comodo a tutti affidare la propria conoscenza delle cose ai luoghi comuni piuttosto che cercare fonti accreditate. Certo, in occidente molte cose sono cambiate grazie alle battaglie delle femministe del passato (possiamo studiare, possiamo votare, possiamo – in teoria – essere padrone del nostro corpo, la legge non legittima più il delitto d’onore, etc. Insomma, tutte le cose urgenti sono state sistemate – ma poi davvero?), è ora di dedicarsi ad argomenti più sottili, meno sfacciatamente discriminatori (ma che un domani, chissà, saranno presupposti fondamentali per definire una società “civile”); il femminismo raccoglie le sfide della contemporaneità. Per esempio femminismo, oggi, significa battersi perché nei programmi scolastici si parli anche di donne che hanno fatto la storia dell’umanità accanto ai soliti arcinoti; perché parlando si faccia attenzione a non veicolare messaggi sessisti (vedi argomentazioni di Boldrini nell’articolo sopra); NON significa essere tutti uguali, significa avere uguali opportunità fin dalla nascita di sviluppare le proprie inclinazioni. A questo proposito in Italia invece, ancora in maniera disgustosamente marcata, maschi e femmine sono spinti verso ambiti prestabiliti e differenti. Ti consiglio, in merito a quest’ultimo tema,la lettura di “Ancora dalla parte delle bambine” di Loredana Lipperini. Anzi, proprio il confronto tra “Dalla parte delle bambine” di Gianini Belotti degli anni Sessanta e il libro di Lipperini del 2007 può essere illuminante su come sono cambiate (e non sono cambiate) le cose negli ultimi cinquant’anni e di cosa resta ancora da fare alle femministe e, perché no, ai femministi di oggi.

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    • Le donne hanno la parità su tutto? sicura sicura? va bene, ti credo sulla parola. da domani mi candido papessa. sono certa che facendo tutti i gradi della scala gerarchica ecclesiale (pretessa-vescovessa-cardinalessa…), aperti alle donne, come tutti sappiamo, arriverò presto, in piena parità con i maschi, a diventare papessa. e ovviamente, in piena parità (perché non esiste più il maschilismo!) a pregare una Dea Madre che sei nei cieli.

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  5. L’unica cosa che confonde secondo me è l’uso della parola “femminismo” oggi, perché a un certo punto della storia c’è stata una separazione interna.
    Etimologicamente con “maschilismo” si intende la forma si sessismo dove l’uomo è superiore alla donna, mentre con “femminismo” inizialmente si è voluto intendere il movimento che voleva opporsi a quel sessismo promuovendo la parità.
    Però una corrente femminista poi ha adottato la parola per quello che realmente vuol significare: corrente sessista dove la donna è superiore all’uomo.
    Da qui molte si son rifiutate di definirsi femministe.(compresa me)
    Perché non chiamare la lotta alla parità semplicemente che so “paritatismo” per non confondere le idee?

    Vedo in giro due categorie di donne che si potrebbero definire “femministe”:

    Vedo donne che puntano alla parità, o meglio ci vivono perché si sentono pari: che studiano, lavorano, indipendenti, tranquille, che seguono i loro sogni con passione. Vedo coppie dove magari è il marito a chiedere i mesi di paternità perché il lavoro della moglie è superiore e conviene così per la famiglia,ecc
    Ecco queste donne mi rappresentano, sono diventate le donne per cui tutte le femministe passate si son battute!

    Poi vedo donne che sbraitano, che per dimostrare quanto valgono sanno solo denigrare il sesso opposto ,.Che fanno le finte indipendenti, escono solo tra donne esaltando la cosa perché così sono “emancipate” (ma che siamo negli anni 50?oggi giorno è la normalità mica ci si deve vantare o postare mille e mille foto su fb per dimostrarlo!)e poi spesso fanno o la figura delle sgualdrine cacciatrici di uomini-oggetto, o la figura delle zitellone inacidite che mandano macumbe agli uomini.
    Poi si stupiscono se vengono trattate male o derise, sopratutto dal sesso maschile che loro stesse criticano per prime.
    Dire “uomo tu per anni mi hai trattata male e ora io tratto male te” non è giusto, non è parità e si rischia una spirale infinita di scontri.
    Si deve dire “uomo,donna imparate a non trattare male nessuno, Rispettiamoci tutti come esseri umani!”
    Donne che parlano e si lamentano di continuo, qualsiasi discorso tu prenda ci infilano il femminismo, anche quando non c’entra nulla (un tedio!), a volte lo usano pure come giustificazione del perché non hanno un lavoro, una relazione appagante o non prendono 30 all’esame.
    Ecco queste donne non mi rappresentano, ed è per colpa loro che ora se si dice “femminismo” si viene criticate.
    Direi a queste: ma se davvero ci credi e ci tieni, invece di lamentarti e sbraitare fai concretamente qualcosa. Grazie alle donne del passato ora abbiamo i mezzi per farlo!
    Che so studia legge e difendi realmente i casi di maschilismo che ancora ogni tanto ci sono nei posti di lavoro; vai nei paesi arretrati come medico e dai cure alle donne maltrattate e insegna loro a farsi rispettare e difendersi,.ecc
    (o semplicemente dedicati anima e corpo a una cosa e dimostra quello che sai fare al mondo senza dover per forza rompere i coglioni al vicino che si fa i fatti suoi!)

    Dal mio canto penso che la prima cosa da fare è sentirsi davvero pari interiormente.
    Io non mi sono mai sentita inferiore all’uomo e per questo non ho mai sentito il bisogno di rivendicare il contrario (ma nessuno mi hai mai trattato da inferiore in realtà).
    Conosco i miei pregi e conosco le mie debolezze, so dove posso eccellere e dove no, a prescindere che i miei avversari siano uomini o donne, (così come ci sono donne e uomini più bravi di me in un campo, così ci sono donne e uomini meno bravi di me in quel campo). Così come ho conosciuto uomini volgari e prepotenti, così ho conosciuto donne volgari e prepotenti, e in entrambi i casi avevano poco rispetto dell’altrui esistenza.
    Ma ho anche conosciuto sia grandi uomini, sia grandi donne, che con i loro esempi mi hanno ispirato.
    Non ho mai avuto limitazioni per fare tutto quello che volevo(a parte limitazioni economiche), e penso che la mia vita, fossi nata uomo, sarebbe stata esattamente la stessa: gli stessi sport, lo stesso percorso di studio, gli stessi hobby (ok forse non lo stesso fidanzato, che essendo etero mi sa che con me-uomo non ci avrebbe fatto coppia!XD)
    Comunque è questo che vuol dire parità, no?
    Allora, viviamo e pensiamo da esseri umani paritari prima di tutto.

    P.S: comunque alcuni punti nell’articolo secondo me non riguardano il maschilismo o femminismo, ma la semplice ignoranza culturale.

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    • Cara Elisa, puoi anche non volerlo ammettere, che non ti piaccia la parola è un conto…tu però sei decisamente femminista. Mi dispiace per le persone che conosci e che si definiscono femministe solo per denigrare il maschio. Per fortuna, la maggior parte di quelle che conosco io non lo fanno. 🙂 Neanche io mi sono mai sentita inferiore a nessun uomo “in generale” e se ci sono alcune cose che non so fare voglio la possibilità di poter dire che sono IO COME INDIVIDUO a non eccellere e non “tutte le donne”. Ciò che manca nel tuo intervento è semplicemente l’uscire un po’ fuori dal tuo orticello, perché purtroppo molte donne sono cresciute senza potersi sentire pari interiormente per via dell’ambiente che le circonda. E i condizionamenti culturali sono duri a morire…
      Per tanto cosa ti aspetti che ti diciamo? Brava, sei la migliore, vorremmo essere tutte così! Invece no. purtroppo, perché se sei così determinata e ammirevole sicuramente tanti componenti hanno concorso nella tua vita. Tante fortune di cui forse non ti rendi conto. Ti auguro comunque di continuare su questa strada, specie quando dici di ispirarti a grandi uomini e grandi donne. Questo tuo commento è un bello spunto di riflessione. 🙂

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      • 🙂 a me piacerebbe sapere qual’è la “corrente sessista dove la donna è superiore all’uomo” e perché la parola “femminismo” dovrebbe “realmente” voler “significare” ciò. Da dove trae la commentatrice queste strambe informazioni? Consultare la voce su Wikipedia per cominciare, sempre meglio che niente.

      • Uomini-oggetto? non ti sembra che stai esagerando adesso Lisa? se un uomo è libertino,non è un oggetto.

      • Silvano Casiraghi

        Perché l’uomo libertino sarebbe un oggetto? fammi capire

      • Femminista una che parla di sgualdrine? Per me no, anzi, direi l’opposto.

    • @ Lisa.. Secondo me fai molta confusione sui termini e il loro reale significato, ed esprimi solo pregiudizi e preconcetti e ti spiego perché. Quando dici: “Vedo in giro due categorie di donne che si potrebbero definire femministe.” Si potrebbero, ma non lo sono.. le definisci te come tali, ma non loro. Il femminismo, non sono degli atteggiamenti e non basta dichiararsi femminista per essere femminista. Poi le femministe passate, sono migliori perché sono passate, non danno più fastidio, forse, quelle presenti danno fastidio? Alla fine degli anni 70 io ero una ragazzina, ma le frequentavo, e ti posso dire che se facevi questo commento a una di loro, a quelle che dici che ti rappresentano, non ti avrebbero nemmeno risposto, ma ti avrebbero “sputato in faccia” e detto, “fuori il patriarcato da qui”, al contrario quelle di oggi che sbraitano e sono cattive dialogano con te…. Strano vero!
      Poi quali sono tra gli attuali movimenti femministi che trattano male gli uomini? Quando denigrano il sesso opposto? Qui fai una serie di affermazioni che non hanno riscontro con la realtà, ma solo con dei pregiudizi.. a tal punto che io dubito che tu possa essere una donna.. Comunque, lasciamo perdere e ti volevo anche spiegare che il femminismo non è un corpo unico, non lo è mai stato. Non tutti i movimenti femministi sono uguali, per chiarezza faccio delle distinzioni tra i vari movimenti del presente.
      Uno: femminismo che potremmo definire borghese, o liberale e riformista, che mira ad estendere alle donne i poteri e i privilegi degli uomini, ma non si cura del destino della donna in senso globale. Parte dal presupposto “uomo è meglio”. E cerca di tagliarsi degli spazi individuali, cercando di non disturbare il “patriarcato.”
      Due: femminismo Radicale: secondo questa corrente ha le proprie radici nella diversità biologica. Non risolvono il problema annullando le diversità tra uomini e donne, bensì schierandosi dalla parte delle donne e pone l’accento sulle differenze pìù che sulle somiglianze. “Donna è meglio”. Attribuiscono valore al ghetto femminile che considerano fonte di libertà, e affermano seguendo l’esempio di Virginia Woolf di non voler entrare nel mondo maschile.
      Tre: femminismo socialista: è uno strano ibrido tra il femminismo liberale e il femminismo radicale, seguendo l’esempio di Simone de Beauvoir, cercano di integrarlo con il materialismo storico Marxista. E poi quello Anarchico, perchè combatte il dominio, anche quello di genere.(il patriarcato) denunciando lo sfruttamento capitalistico, le politiche militariste e colonialiste, il razzismo, lo specismo e il sessismo, la degradazione della donna ridotta a oggetto sessuale o a macchina di riproduzione della specie, la millenaria discriminazione esercitata dalle ideologie reazionarie. Tutti gli anarchici uomini e donne sono femministi, anche se va sempre ricordato quello che diceva Louise Michel: “Ho potuto constatare che come prima e come sempre ancora gli uomini, (anarchici) senza volerlo, vuoi per abitudini o vecchi pregiudizi, vogliono sì aiutarci, però si accontentano solo di sembrarlo. Donne; prendiamoci allora il nostro posto e non aspettiamo d’averlo.”
      Certo la mia è una semplificazione brutale e superficiale che non contempla tutte le sfumature e diversità che ci sono, ma ti ho fatto questa distinzione per farti capire che non esiste nessun movimento femminista che odia gli uomini o che tende al dominio sull’altro sesso. Quelle di cui parli te, sono solo delle proiezioni paranoiche di uomini che hanno paura di perdere dei privilegi.
      Io mi ritengo femminista, perché sono anarchica e sono donna, e ritengo che ci sia ancora molta strada da fare, e nascere donna o uomo , ancora non è lo stesso……..

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  6. Mettetela come vi pare! Avete geneticamente ragione su tutto, tranne che sulmpunto 10! Per quanti sforzi possiate fare…NON saprete mai guidare e il traffico é colpa vostra!
    Sentitevi in colpa!
    😏

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  7. Non so come sono finito qui e dico la mia. Tutto giusto, i diritti delle donne, che devono andare a lavorare (chi la vorrebbe una donna 24h su 24 in casa a romperti le p***e?!?), farsi una vita di indipendenza, decidere dovecomequando avere un figlio ecc ecc. Faccio una domanda a queste donne emancipate però su un comportamento che ho trovato ricorrente in loro: perché la donna moderna è in perenne ricerca dell’uomo Lancillotto, l’uomo romantico che corre in suo aiuto cavallerescamente? Capite bene che l’accostamento è improponibile, per una donna moderna serve un uomo moderno. Lancillotto richiama ad un retaggio del passato che voi stesse schifate. Quindi i problemi, le vostre crisi risolvetevele da sole. Gli uomini Lancillotto corrono in soccorso solo della loro amata Ginevra ed ella giammai è ingrata col proprio cavaliere.

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    • Sai, c’è differenza tra la gentilezza e il fare qualcosa per qualcuno solo per avere un tornaconto. E’ quella sottile differenza che ci lascia perplesse quando un uomo ci offre una cena e pretende SESSO in cambio. Dico, dipenderà dalle intenzioni, giusto? Una persona può offrire una cena ad un’altra indipendentemente dal sesso, eppure nella gran maggioranza dei casi l’uomo si sente in obbligo, ma poi si sente anche in DIRITTO DOPO. E qui, direi che Lancillotto comincia a piangere. Il romanticismo sta anche nelle piccole cose come l’aiutarsi RECIPROCAMENTE. Non stabilire dei compiti definiti da quello che c’è dentro le mutande, ma arrivare, semplicemente, dove l’altro per qualsiasi motivo non arriva. Sinceramente parlando vedo più uomini in crisi, piuttosto che le donne. Perché gli uomini hanno sempre avuto un po’ la pappa pronta e stranamente non si sono mai interrogati sul loro ruolo. E ora che quel ruolo sta crollando, provano una reazione che a me sembra dura e disperata. E che “purtroppo temo” che non vincerà: manca loro l’allenamento a cambiare punto di vista, manca completamente l’empatia. PS: Auguri alla tua donna, di cui pensi così bene, spero abbia una lavoro. 🙂

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      • Sai, c’è differenza anche tra la gentilezza di cavalleria e la gentilezza di cui parli tu (mi dispiace che hai incontrato solo uomini del genere dev’essere stata dura). Ed è quella sottile differenza che passa tra l’essere gentile e il passare per maleducato o nel peggiore dei casi, essere etichettati come tirchio. Il romanticismo non sono quei gesti che hai citato tu, quelli li definirei il minimo sindacale di un rapporto, il romanticismo è un’interpretazione appassionata, travolgente dell’amore. Quindi mi chiedo è possibile ancora oggi vivere un sentimento del genere che è fuori da ogni schema se ci sono donne come te che stilano un decalogo su come comportarsi da perfette donne moderne? no. Uomini in crisi? dipende da cosa si vuole dalla vita, se seguire uno schema o lasciarsi andare. PS la mia donna sa che per me lei sarà sempre la mia regina, ma lei sa che io sarò sempre il suo re.

      • Tu non puoi avere la più pallida idea degli uomini che ho incontrato nella mia vita, quindi ti prego, evitami la sfera di cristallo per cercare di attaccarmi sul personale. I piccoli gesti che ho citato io sono decisamente i più romantici (o devi venire tu ad insegnarmi cosa sia romantico per una donna?) e purtroppo no, non sono il minimo sindacale attualmente e non lo erano nemmeno prima, perché il rapporto tra i sessi si è sempre basato sul mettere la donna in posizione di sudditanza (a volte direttamente, a volte mettendola sul piedistallo, cosa che non ne fa un individuo completo!). Io l’età per giocare al re e alla regina l’ho passata, e mi sa che a “quelle come me” non basta più un principe che ti chiama principessa e poi ti piazza in mano la camicia da stirare. Gli schemi li hanno fatti gli uomini ed ora che saltano devono difenderli con le unghie e con i denti per chissà quale paura…Buone cenette romantiche!

    • Chissà cosa ho che non va io, che non sono Lancilotto come dici tu.
      Io non difendo donne o uomini in quanto tale.
      Io difendo e mi schiero di fronte alle ingiustizie di genere, chi toccano toccano.
      I problemi di genere li devono affrontare TUTTI quelli che hanno a cuore LA GIUSTIZIA.
      Qualunque altra discussione è purfamente aria fritta: di che vuoi fare l’eroe per guadagnare punti sessuali, almeno sarai onesto.

      Rispondi
  8. Hai dimenticato che una donna è obbligata a partorire solo maschi, se nascono femmine logicamente la colpa è solo sua 😛

    http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/indiano_picchia_moglie_femmina_comprata/notizie/407386.shtml

    Rispondi
  9. ma chi cacchio sarebbe l’uomo Lancillotto? (che Ginevra,a essere pignoli,era la moglie di Artù,eh….) Cosa vuol dire che cerchiamo il cavaliere che ci salva? salvarci da cosa? da chi? da un ipotetico aggressore per strada? beh,è ovvio che se qualcuno mi aggredisce per strada spero che qualcuno venga ad aiutarmi,uomo o donna che sia,ma un uomo magari fisicamente è più forte,quindi mi garantirebbe maggior sicurezza di successo nell’operazione “scaccia l’aggressore”….se invece intendi qualcuno che mi aiuti se la mia macchina rimane in panne,sinceramente non m’interessa il sesso,basta che sappia dove mettere le mani,perchè io ho fatto altri studi,e di solito mi muovo in bici,per cui di macchine non m’intendo (ma so guidare bene)…..se mi si fulmina una lampadina la cambio da me,se mi si brucia l’arrosto…ah no,non succede mai,odio stare davanti ai fornelli,il mio massimo è pane e pomodoro…..come vedi non so cosa tu intenda,forse avere un sostegno pronto quando mi sento giù,e sì,dal mio fidanzato lo pretendo,perchè io ci son sempre quando ha bisogno lui…..salva gli uccellini caduti dal nido và,che ti rendi un minimo utile

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  10. Il problema sta nel fatto che a quanto pare se una femmina (perchè si parla di sesso femminile, di qualsiasi età) rifiuta di definirsi “femminista” intesa in senso moderno -ovvero che essa è superiore all’uomo, più che alla ricerca di una parità-, allora di conseguenza è una debole fanciulla indifesa e seviziata da tutti gli uomini del pianeta, che deve sottostare e ubbidire perché le sta bene così dato che ha scelto la via del non essere femminista.
    Beh, io sinceramente non mi definisco femminista, non se esserlo significa voler prevaricare sempre e comunque e dimostrare di essere sempre e comunque migliore di un uomo o in grado di competere con lui in ogni campo (quante donne camioniste esistono in giro? O quante donne pompiere?), ma non per questo devo necessariamente essere “coerente” con la donna non femminista descritta nell’articolo. Non tutte le donne non femministe sono così, sapete? Qui generalizziamo un po’ troppo: ci sono donne che non dovrebbero lavorare perché davvero non sanno fare il loro mestiere, e ci sono uomini invece che sanno fare mestieri meglio di una donna (i migliori chef sono tutti uomini. Strano, vero?)
    Io credo nella PARITA’ (molto diversa, a quanto pare, da quello che predicano molte femministe), ma biologicamente parlando uomini e donne non sono sullo stesso livello e la colpa non è di nessuno; non si può fare una lotta sociale per una cosa che ha deciso la Natura: le donne hanno il cervello più piccolo, sono più deboli e sono adatte a certe cose, mentre ad altre no. Sia chiaro che con questo non intendo dire che siamo più stupide o dobbiamo stare in cucina e fare figli, semplicemente abbiamo dei limiti, così come ce li hanno anche gli uomini, perchè non sono tutti tanto stronzi-cattivi-mostruosi come li descrivete voi “femministe”, ne conosco di maschi che credono nella famiglia più fermamente di me, che non si lasciano rabbonire dalle donne ma non alzerebbero un dito se non per togliere loro una ciglia dall’occhio o spostare un ciocca di capelli.
    Ciò non toglie che, giustamente, ci siano uomini che se vedono una donna con i preservativi la etichettano come puttana e sono rimasti indietro coi tempi, e allo stesso modo ci sono donne che sono talmente sottomesse ai mariti che non sanno accendere una lampadina se il consorte non alza loro il dito per farlo. Queste persone fanno schifo anche a me che non sono femminista, risvegliano il mio orgoglio femminile ( c’è, inutile negarlo), ma non mi fanno desiderare di rinchiudere tutti gli uomini in un lager nazista solo perchè uomini.
    Sono d’accordo che la bravura o il nostro dovere non dipenda da ciò che abbiamo nelle mutande, sono d’accordo al non essere sottomesse, ma ciò non fa di me una femminista alla ricerca di un uomo-oggetto per rivendicare il periodo in cui c’era la donna-oggetto.

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    • Nel tuo commento c’è un bell’intruglio di luoghi comuni errati sul femminismo, ed è un peccato perché cominciare il discorso facendo intendere che il femminismo sia l’esatto opposto del maschilismo ti squalifica a persona che non sa di che cosa stia parlando. Ti invito ad aprire un libro di storia, ma anche solo wikipedia – che forse è più a portata di mano – per avere una definizione più esatta di ciò che è il femminismo. Anzi, di che cosa sono “i femminismi” visto che troverai varie correnti. Ci saranno senz’altro persone frustrate che odiano gli uomini, può darsi che costoro si definiscano femministe, ma mi spiace doverlo ribadire per l’ennesima volta, la gran parte del femminismo non ha a che fare con queste stupide esagerazioni. Femminismo è uguale ad anti-sessismo, non vuole il privilegio di un genere sull’altro e non demonizza il maschio in quanto tale, infatti ci sono molti uomini femministi! Però occorre anche essere oggettive e guardare a quali sono le ingiustizie che si subiscono a causa del genere, tra cui quelle per cui giustamente ti indigni anche tu. Io credo che per una donna, se vuole essere trattata da PERSONA, essere femminista sia naturale e che volersi “distinguere” sia solo un modo per ottenere l’approvazione di gente così ignorante da non sapere cosa il femminismo sia davvero. Detto questo, ti invito ad informarti meglio, mi sa che scoprirai un altro mondo. 🙂

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      • Non sarò esperta, né conoscerò cos’è il femminismo in ogni sua corrente, ma sono abbastanza sicura di ciò che ho detto. Passerò per ignorante, ahimè, non ho la scienza infusa. Dimostrare di avere un cervello, prendere una laurea e sapere di cosa si sta parlando in un ambiente che non è la cucina (per citare esempi a random) sono dirette conseguenze di femminismo? Cioè, solo coloro che si considerano femministe lo fanno?
        Per carità, io riconosco che il movimento femminista abbia dato un contributo notevole nei tempi passati, abbia avuto un peso e gli siano riconosciuti dei meriti non indifferenti per certe questioni care a noi femmine, ma questo non significa che essere femministe è cosa naturale, così come non lo è far parte di qualche altro movimento di qualunque altro genere (solo perchè uno è razzista significa che è della Lega?), è una scelta che rispecchia o meno i propri ideali e le proprie convinzioni, stop.

  11. Ah ah ah ma sei seria? Studiare e prendere una laurea sì, è molto femminista per il semplice motivo che prima alle donne non era concesso. Questo per quanto riguarda il femminismo storico. Hai notato che in molte parti del mondo alle ragazzine non è concesso di studiare? Secondo te perchè? E qual è il movimento che si batte per un’istruzione equa per tutti e tutte? Fai due più due. Poi, oh, se non vuoi chiamarti femminista fai pure, grazie al cielo il femminismo ci ha procurato la libertà di dissentire e la esercitiamo a piacimento, ma sarebbe meglio esercitarla con cognizione di causa. la scienza infusa non ce l’ha nessuno, queste cose però si possono benissimo studiare ed approfondire. 🙂

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  12. Non serve essere femministi per essere contrari a questa pseudo carta dei “diritti”!! è sufficiente essere civili!! Prendo ad esempio il primo documento che ha ispirato numerose carte costituzionali la “Dichiarazione dell’uomo e del cittadino” (1789). Ovviamente acqua sotto i ponti ne è passata tanta, ma è palese affermare che la libertà, uguaglianza tra TUTTI GLI UOMINI (uomini e donne) è un principio ormai da tempo assodato almeno in Europa, invece sulla fratellanza mi sa che dobbiamo arrivarci.

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    • In un mondo ideale lo sarebbe…ma no, no è vero che c’è questa uguaglianza.
      Per dirne una : http://www.blitzquotidiano.it/economia/stipendi-uomo-donna-la-parita-solo-nel-1840670/
      Poi quando vedi i colloqui, puoi notare se tra uomini e donne non c’è differenza.
      Nessuno chiede agli uomini se vogliono mettere su famiglia o li licenziano appena hanno figli…

      Senza contare che nessuno dice ad un uomo che è un porco per come si veste…

      Rispondi
      • é vero che nel mondo del lavoro ci sono molte ingiustizie riguardo le donne, ma è pur vero che ci sono delle inesattezze riguardo la rielaborazione dei dati.

        le donne nella media totale guadagnano meno perchè moltissime non hanno voluto/potuto/consentito accedere al mondo del lavoro, e molte lavoratrici per gli stessi motivi hanno contratti partime.

        Nessuna è mai stata licenziata perchè ha avuto figli,se fosse successo è un reato, probabilmente mobbingzata sì ma èsempre un reato! o non rinnovato in contratto a termine ma purtroppo questo non è reato.

        Nella Sicilia occidentale un uomo diciamo “dai facili costumi” veniva definito in senzo spregiativo RICUTTARU tradotto letteralmente ricottaro cioè pastore casearo che produce ricotta e i pastori non godevano di particolare stima! allo stesso tempo rievoca Enrico ottavo che per divorziare dalle mogli (ha ammazzato) si è ribellato al Papa provocando lo scisma.
        Enrico ottavo – Enricu uttavu – RICUTTARU
        Quindi: Turiddu esti nu ricuttaru!!
        Salvatore è depravato senza Dio come Enrico VIII e sembra che non abbia mai visto una donna come quei i pastori che vivono emarginati!!

    • Non usare la parola uomini per riferirti all’umanità… è un uso (inconsapevolmente) sessista della lingua italiana. è noioso far parte di un sottogruppo e che il linguaggio te lo ricordi continuamente.

      Rispondi
      • Non concordo. Per me è un valore che altre lingue non hanno (forse solo il giapponese) la forma neutra ereditata dal latino.
        Un sottogruppo c’è chi si sente!! Questo è proprio l’esempio che mi dimostra che manca la fratellanza tra Uomini!! in questo caso uomini contro donne e viceversa!!
        Bisognerebbe imparare che siamo tutti uguali, liberi e almeno collaborativi

      • è veramente snervante. Mi limito a puntualizzare che il neutro ce l’ha il tedesco, l’italiano non ce l’ha.

      • Il giapponese non è esattamente la lingua più giusta da citare, dato che ci sono parole diverse per il genere femminile e per il genere maschile…(es. per dire “io” una donna non userebbe mai BOKU o ORE)

  13. Pingback: Breve lettera un po’ paternalista. | Un disinvolto mondo di criminali

  14. Alessandro 😄 perdonami, ma non hai mai sentito parlare delle dimissioni in bianco ? 😉
    Quelle belle cosine fatte firmare alle donne? Ecco.
    Certo, sei libero di pensare che siano tutte fesserie e salvaguardare l’illusione, o che sia colpa delle stesse donne… lo capisco: è più rassicurante pensare che sia SEMPRE COLPA DELLE VITTIME.
    Ci fa sentire meno in colpa, non ci pone il quesito di cosa possiamo e DOVREMMO fare per cambiare le cose.

    Rispondi
    • Sì, ho sentito parlare delle dimissioni in bianco, ed è reato!! io ho voluto semplificare con una parola sola: “mobing”.
      Continuano a fare compagne contro le violenze, in questo caso verso le donne, mettendo in evidenzia che bisogna denunciare i propri aguzzini, ma se non tutti non lo fanno tutti non possono essere aiutati! Chiedete e vi sarà dato diceva un tipo di 2000 anni fa! Per quanto mi riguarda il mio dovere civico lo faccio e se tutti lo facessero non ci sarebbero vittime e carnefici.

      Rispondi
      • Ma infatti nessuno dice che è giusto Alessandro, ma volevo farti notare che certi atteggiamenti colpiscono più le donne in quanto tali… non è che possiamo far frinta di niente x.x
        Ammettiamolo: siamo bianchi etero? Abbiamo privilegi che non abbiamo chiesti, che non vorremmo nemmeno… ma ce li appioppa un sistema che è da correggere.

  15. Mi ero dimenticato il tuo bellissimo discorso riguardo gli insulti…sai, io ci vivo in Sicilia a Palermo.
    CHISSA COME MAI, in vita mia ho sempre sentito troia puttana e cagna, ma ricottaro…guarda guarda….
    Non ho parole. Continua pure a credere che le donne sono amate protette e rispettate: è quello che desideri più della verità. Auguri.
    Io preferisco vedere il marcio e farci qualcosa.

    Rispondi
    • Non so che dirti!
      probabilmente dipende forse dalla gente con la quale vieni a contatto?
      Io l’ho sempre sentito da che ho memoria!
      Può darsi sia cresciuto in un ristretto contesto “evoluto” in una società contadina di tipo matriarcale dove si dava importanza al rispetto delle regole e delle persone e dunque certe brutture mi sono state risparmiate!
      Quello che vedo che non solo le donne non sono rispettate! Ribadisco, se non si denuncia, non ci si comporta rispettando le regole quello che stiamo facendo qui è solo chiacchiera!

      Rispondi
      • Ok ti credo sulla parola: ma dare del ricottaro o della troia ti pare , “uguale”? Secondo me no.
        Senza contare tutto quello che ne consegue.
        Credo che si, sei in contatto con un ambiente particolare rispetto alla norma: non una cosa di cui hai alcuna colpa, ci mancherebbe.

        Tuttavia sul discorso delle denuncie…. ma tu sai quante sono le denunce che vengono fatte dalle donne in caso di violenza e simili e non intervengono?
        Certo che bisogna denunciare, dici bene, ma non dare per scontato che sia una questione di pigrizia o omertà.
        Quella c’è pure, ma non è solo un problema di donne timorose… ma di donne inascoltate.

  16. Ripeto, non so che dirti!
    d’accordo che non è tutto “tarallucci e vino”, ma nemmeno tutto fango come vorresti intendere!
    le leggi ci sono, per quanto riguarda i diritti delle donne e non solo lo Stato italiano li riconosce e li garantisce (art.2, art.3, art.4 della nostra costituzione 1947) e sfido un qualsiasi comandante di stazione dei carabinieri/polizia o magistrato a venir meno al suo dovere!!
    Non voglio immaginare che gran macello salterebbe fuori se spubblicati a mezzo stampa!!
    Visto e considerato ce sei di Palermo, hai forse dimenticato Franca Viola? o Alcamo è un piccolissima isola felice?
    Fatto accaduto nel lontano 1965! Se magari lo avresti dimenticato si suggerisco di visitare http://it.wikipedia.org/wiki/Franca_Viola.
    Ormai grazie anche alla DENUNCIA di Franca Viola anche in Sicilia non esistono più storie alla “Divorzio all’italiana”; “Matrimonio all’italiana”; “Gli indifferenti” e altri film.
    Ribadisco, le leggi ci sono e DENUNCIANDO i soprusi subiti che si ottiene giustizia!!
    Poi se abbiamo paura degli eventuali rischi che si corrono aspettiamo che ci sia un’ altra Franca Viola o per altri problemi un altro Don Pino Puglisi e lasciamo che a correre i rischi siano loro. Attenzione però, se tutti la pensassero così non cambierebbe più nulla.

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    • Se tutte le persone che denunciano ottenessero giustizia di sicuro sarebbe un mondo più bello in cui vivere. Purtroppo, però, non è così. Ti invito a vedere il film “Processo per stupro”, del 1970. Non è cambiato nulla.

      Rispondi
      • Il film che hai tirato in ballo non fa altro che darmi ragione!!
        Avvocati e magistrati venuti meno al loro dovere sono stati spubblicati a mezzo stampa con la conseguente indignazione della gente civile italiana e internazionale!!
        Se tutto fosse stato messo a tacere allora sì che non c’è giustizia!
        La società civile condanna certi comportamenti, anche si mi tocca ammettere a malincuore che certe volte non basta nemmeno l’insindacabile giudizio di Dio in quanto arriva tardi!!

      • Scusa, ma dove la vedi tu tutta questa indignazione??? 😀 Magari ci fosse!!!

  17. Tornando al vero motivo del mio intervento in questo forum, e che sono rimasto stupito di come mai certe “femministe” apparentemente vogliano negare ad altre donne i principi fondamentali dell’Uomo (uomini/donne), redatte molto tempo prima del movimento femminista, magari perché sono in disaccordo su alcune idee!!
    Se così fosse non ho parole!
    Forse è questa la Libertà, l’Uguaglianza, la Fratellanza fra gente civile? O forse è “solidarietà femminile”? O cos’altro?

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    • No, nessuno nega qualcosa a qualcun’altro. Ma richiedere la coerenza mi pare il minimo. Oppure si lancia il sasso e si nasconde la mano? Nella libertà di opinione, legittima, è implicito anche il prendersi le responsabilità delle proprie.

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  18. Pingback: Personaggi femminili credibili: la triste realtà

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