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Archivio dell'autore: missloislane79

Le giuoie della futura mammanza.

E sono qui che vi immagino a sbofonchiare che voi non ce l’avete manco per la uallera di seguire l’ennesimo “mummy-blog”,perciò forse non è molto furbo da parte mia continuare a triturare gli zebedei altrui con la cosa dell’inquilino. Epperò, esimi ed esimie, nella mia esperienza questa cosa è forse la più totalizzante che mi sia mai capitata. Quindi perdonate e io farò lo stesso se decidete di abbandonarmi…ma per adesso gli argomenti si ridurranno un pochino perché…beh, perché è la mia vita, ecco.

Beh, oggi dopo tante paure volevo mettere nero su bianco alcune cose che la futura mammitudine mi ha regalato:

  1. Tocchiamo ferro e tutto il toccabile, ma io finora ho avuto una gravidanza da mettere la firma. Mai una nausea, mai un malessere. Però mentre cercavo di baciarmi i gomiti devo essermi stirata un muscolo perché appena sotto il costato per una ventina di giorni ho avuto una specie di lancia che mi trapassava. Visto che non sono ipocondriaca ho pensato a: fegato spappolato, cistifellea infiammata, costola rotta, peritonite, appendicite, pancreatite…tutto tranne la cosetta più probabile, ovvero il mio corpo che caaaaambiaaa eee caaambiaaaa (come dice Pelù). Dodici dottori me lo hanno confermato, ma mi sono tranquillizzata solo adesso che è passato. Quindi il primo dono della Fata della Gravidanza è stata La Paranoia. Però, me lo riconosco, l’ho gestita bene. Mi sono solo lamentata con tutte le persone conosciute,coi passanti e anche col gatto (che non ho).
  2. Da circa un mese è arrivata lei: La Panza. Lo posso dire? A me piace. Non troppo sul lato estetico, come tutte sembra io abbia ingollato un’anguria intera. Però la sensazione di accarezzarla mi fa tenerezza. Mi sono divertita un sacco finché si vedeva poco, perché la gente mi guardava con malcelata goduria e con la faccia da HA! E’ ingrassataaa! senza però avere il coraggio di dirmelo. Ora che è evidente, non credo ci sia stato nessuno -a partire dai miei familiari – che non mi abbia detto la formula fissa “Eh però ora si vede, eh?” e continuano  a ripetermelo più o meno ogni due giorni. Quindi il secondo dono è stata La Pazienza di sentirmi dire la stessa cosa per duecento volte al giorno. In fondo sono tutti in ottima fede.
  3. Contrariamente a molte, a me non dà fastidio la gente che prova a farmi una carezzuola sulla suddetta Panza. C’è anche chi ci parla, come se l’Inquilino potesse già rispondere. Secondo me sono segnali di affetto. Ma la gente non sa quanto è buffa a parlare con una Panza. Quindi il Terzo Dono è stato l’Ilarità nel vedere seri professionisti che si rivolgono al mio ombelico.
  4. La sensazione più bella, finora, (sono entrata nella 23° settimana) è stata sentire i primi calcetti. Giusto perché so che tra poco maledirò in turco quando lui avrà la bella pensata di saltellare sulla mia vescica. Al momento gli spostamenti dell’inquilino sono chiari. Io, il romantico sfarfallio leggiadro non l’ho mai sentito (o se fosse l’ho scambiato per altro, mi sa), mio figlio ha iniziato a prendermi a calci da subito. Da oggi sarà soprannominato Van Dammino. Quindi il Quarto Dono è stato la Cintura Nera di Calcetto.
  5. Su tutti i libri specializzati c’è scritto che il picco di ormoni mi avrebbe portato una pelle d’alabastro, capelli di seta e du’ tette così. Per tutta risposta sembro una pizza, non potendomi tingere i miei capelli sono tipo color ratto e mai così spenti…però il davanzale in effetti lievita. Per la gioia dei camionisti che mi notano quando porto a spasso il cane.Quindi il Quinto Dono è stato la Serena Accettazione di ciò che tanto non posso avere e il passaporto onorario per Brufolandia e Macchiopoli. E va be’.
  6. Ora, sappiamo tutti che le Voglie non esistono. Ma siamo proprio sicuri? No, perché io è dal compimento del terzo mese che non faccio altro che strafogarmi di cornetti di mais e formaggio. Che prima non è che non mi piacessero, però diciamo che mi erano del tutto indifferenti. Ora al solo nominare la marca più famosa (le Dixi, si accettano doni dalla San Carlo che però ahimè non mi sponsorizza) mi viene la bavetta. Quindi il Sesto Dono è stato La Giustificazione per Mangiare Schifezze. Alé.
  7. A proposito di settimane, ma secondo voi i calcoli che fanno hanno un senso? Fanno partire la mia gravidanza da due settimane prima del concepimento (ultimo giorno del ciclo). Poi non è vero che si conta per mesi, bensì per settimane più numero dei giorni. Ancora un po’ e avrei chiesto se dovevo tirare fuori il libro di algebra del liceo. Comunque, sembra che il conto dei giorni sia moooolto importante. Quindi, il Settimo Dono è stato la Consapevolezza che di Matematica continuo a non capire una mazza.
  8. I primi mesi no, ma adesso comincio un po’ più frequentemente ad avvertire qualche sbalzo d’umore.Non repentino, mi pare, ma a giornate. Tipo l’altro giorno che ero proprio giu’, oggi che ero giuissimo, ma stasera che mi sento in superforma. Quindi l’Ottavo Dono è stato l’Ormone Fred Astaire. Occhio a non farmi arrabbiare.
  9. Ancora nessuno che mi abbia fatta – che so – passare avanti al supermercato o dato un posto  a sedere in luogo pubblico. Quindi dai, ammettiamolo, devo proprio sembrare quasi normale. E pensare che a volte mi sento un topo che trascina un melone!Quindi il Nono Dono è stata la Percezione del tutto Sfasata di me. Non Male.
  10. Il decimo e ultimo dono riguarda il mio sonno. Io sono sempre stata abituata a dormire a pancia in giù e ora non posso più. I primi tempi è stata durissima, ma ora so di aver ricevuto Lo Spirito di Adattamento. E so che tornerà utile.

Ecco, nell’immediato  quello che ho avuto in dono mi sembra questo. Ma ogni giorno dico grazie perché tutto sta filando liscio e sereno come non avrei mai pensato, e anche se so che è solo fortuna, la nostra, non posso smettere di essere infinitamente grata. Per tutto. La Gratitudine, la chiave di tutto -secondo me –  ed un dono che c’era già da prima.

Uno di quei giorni

Ci sono dei giorni in cui ho una sensazione brutta che mi assale.

Ma come – direte – e tutta sta felicità sbandierata dove finisce? Sotto il tappeto?

Ma no, ma no. Vi ho sempre detto che tutti gli esseri umani hanno i loro giorni “no”. Nel mio caso si tratta di qualche ora, di solito, poi mi riprendo. Per questo mi vanto di essere mediamente felice.

Ma non sono qui a parlare di statistica. Oggi sono qui a parlare di uno di quei giorni in cui mi assale il senso di inconcludenza.

Già la parola fa schifo.

Sono quei giorni in cui non riesci a fare una beata mazza di quello che ti eri prefissata. Sul web e fuori, abbondano anche i consiglieri (qualche volta a pagamento) per sconfiggere questa brutta bestia.

L’inconcludenza può assalire all’improvviso: ti svegli presto per – chessò -andare a fare le analisi del sangue e ti rigiri nel letto finché è troppo tardi. Tanto per fare un esempio. Personale. Tipo che l’ho fatto oggi.

Ma può avere anche risvolti più gravi! Tipo: “Voglio scrivere un libro” dico, da circa trent’anni.

“Voglio studiare di più il giapponese!” dico, da circa 15 anni.

“Voglio, voglio, voglio…” e poi sono qua a lamentarmi con voi sul blog. Perché mi domandavo…a voi prende mai questa assurda pigrizia che vi fa procrastinare e rimandare e pensarci dopo e…? E se sì, deriva dalla sola pigrizia, da un problema mentale della sottoscritta, dalla paura di esporsi (anche se questa non la direi, dato che mi espongo tranquillamente qui, per esempio), dai ritmi della quotidianità che stritolano? Insomma, me la date una giustificazione così mi sento meglio?

Poi, a pensarci bene, solo il fatto di scriverlo e condividerlo mi fa sentire già meglio.

PS: in questo periodo sto dando la colpa di TUTTO agli ormoni ballerini. Figata. Peccato che potrò farlo ancora per poco!!! 😀

Beata incoscienza.

Tra dieci minuti scatterà il mio compleanno. Ammappete se sto diventando vegliarda, ahò. Sono ancora nella trent’eppassennità, ma se il tempo continua a volare così mi ritroverò col quattro davanti senza neanche accorgermene!

E dunque, è arrivata la panza.

E con lei i seguenti fenomeni:

  1. TUTTI, ma proprio tutti quelli che sanno dell’inquilino e che fino a due settimane fa mi dicevano “ma sei sicura? Non si vede niente.” ora cinguettano: “Eh sì, ora si vede eh?” un po’ con l’aria da haivistobruttastronzamagrolinacheadessoc’hailapanzapuretuesaicomecisisente?Beh, sì per me la rotondità è una cosa nuova, ma dato il suo scopo non mi preoccupa granché. Beata incoscienza.
  2. Mi fa male il sottocostola. Io credo di avere un’ernia, ma quelli più saputi (tranne il medico che non ho ancora consultato!) mi dicono che no, è tutto questo popo’ di viscere che si stirano e si allargano per far stare più comodo l’inquilino. Vedremo chi ha ragione. Spero loro perciò me ne frego. Beata incoscienza.
  3. L’inquy ha finalmente deciso di cominciare a far capire che c’è, tramite calcetti. Dall’una alle tre di notte. ‘Nnnnamo benissimo fin da subito, proprio. Per di più non riesco a far sentir ancora niente a Lui, sia perché un calcio che si sente dall’esterno sarà capitato finora due volte e sia perché appena il Papà-to-be prova a mettere una manina, l’Inquy che ha il sesto senso resta immobile come un topo davanti al gatto per ORE. E tutti che ridacchiano e mi dicono: “Vedrai quando comincerà a saltellarti sul fegato!” e io abbozzo e aspetto che succeda. Che ci posso fare, tanto? Beata incoscienza.
  4. Mia madre sta già pensando a quando dovremo traslocare, perché la Magione è veramente picciotta. Ma sapete che c’è? Ci stiamo da sei mesi dopo due anni di lacrime e sangue. Non penso che un bambino di due anni terrà così tanto alla sua privacy. Perciò per ora  cccccuuuuu cazz’ che penso di andare altrove. Eh lo so, sarà beata incoscienza, ma per ora è così.
  5. Ho appena cominciato a fare shopping premaman. Ovvero pantaloni con la coulisse e top o vestitini tagliati sotto il seno. E sì, mi è anche venuto il seno. I camionisti, l’altra mattina mentre portavo a spasso Bubu col mio sobbbbrio vestitino rosso che mi faceva sembrare Jessica Rabbit appena un po’ più incintola si sono scatenati. Non ho nemmeno avuto la voglia di indignarmi, saranno gli ormoni. E qui non è stata incoscienza, è stata proprio mancanza di reazione. Sarà la panza? Boh.

Nel frattempo la mezzanotte è arrivata e no, non mi sento più saggia. E’ che quasi non sto pensando. Al tempo che passa, alla panza, al fatto che in un tempo ragionevolmente breve qualcuno farà le prove per chiamarmi “mamma”. E io mi volterò per vedere se c’è qualcuno alle mie spalle, ma poi no, mi ricorderò che sono io. OPS.

Alla parola con la M applicata alla mia persona faccio ancora un po’ fatica a pensare.

Sarà anche questa beata incoscienza o paura schiffa? Un po’ l’una e un po’ l’altra.

Nel frattempo mi auto-faccio gli auguri e brindo (con acqua e menta) alla mia salute, alla mia famiglia che si sta formando e anche alla mia beata incoscienza…ad maiora!

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Wonder Woman, di Patty Jenkins

Ora che non è più una novità e che dunque il rischio spoileroso è minimizzato, sono qui pronta a dire la mia su un film che tenevo molto a vedere, ovvero Wonder Woman.

Probabilmente le cose più importanti sono già state dette altrove, ma anche io vorrei dare il mio obolo sul perché mi è piaciuto. Prima di cominciare: sì Gal Gadot è israeliana, no non boicotto il film per questo. Onestamente, non ho trovato alcun riscontro delle nefandezze millantate dai suoi detrattori. Ergo, per me al momento Gal Gadot  è una bonazza inaudita nonché una splendida protagonista per una pellicola cinematografica dedicata ad una supereroina finalmente decente (dopo la tristezza di Electra e Catwoman) con protagonista (e regista) femminile.

Quindi, i motivi per cui vale la pena sborsare 8 euro sono:

  1. Gal Gadot è perfetta. Ve l’avevo già detto, lo so. La storia parte proprio dalle origini del personaggio, quindi quando la nostra ancora bambina si addestra (o per lo meno ci prova) con le amazzoni a Themiscyra. Diana, questo il nome della piccola, impara fin da subito che l’unico vero nemico è il dio della guerra Ares e che al suo popolo è stato dato il compito di fermarlo quando egli si ripresenterà a chiedere il suo tributo di sangue. Ecco, nel personaggio di Diana prima di lasciare la sua patria, c’è tutta l’ingenuità infantile di chi ancora ne ha viste poche e questo mi è piaciuto, perché giustifica il suo bruciante desiderio di partire. E, come dicevo, Gal Gadot sia per fisicità che per evoluzione del personaggio, veste il gonnellino e il bracciali cromati alla perfezione.
  2. Le amazzoni. Chi non riconosce la principessa Bottondoro nel ruolo della zia Antiope si butti giù da un marciapiede di faccia. Ma qui la bellissima Robin Wright è una tostissima generalessa, nonché colei che più di tutte crede nella forza di Diana e nel suo essere l’arma più efficace contro Ares.
  3. L’ambientazione – Europa durante la prima guerra mondiale – è abbastanza inusuale per un film sui supereroi.
  4. Steve Trevor (interpretato da Chris Pine) è un modello maschile positivo. E’ lui che, approdato a Themiscyra per puro caso, porta con sé Diana nel mondo “reale”. Steve è una spia, ma è un buono, il cui unico desiderio è fermare la guerra. Quindi tra lui e Diana c’è subito comunione di intenti. E’ lui che la sostiene e la aiuta ad orientarsi nel nuovo mondo e la storia d’amore è inevitabile (e che c’è di male? TUTTI i supereroi hanno una fanciulla che li ispira, non si capisce perché WW non dovrebbe).

 

5. I cattivi. Sono più di uno, ma spicca la dottoressa Maru, che studia nuovi e letali veleni per distruggere l’Europa…e poi Ares che c’è, ma non si trova dove pensa Diana…

6. Le battaglie e gli effettoni. Il film non spicca per una particolare originalità, se consideriamo il solco dei supereroi.Diciamo che la trama è piuttosto lineare. Però le battaglie sono avvincenti, in particolare quella finale. Belli gli effetti speciali e le armi di lei, i bracciali che fanno tanto telefilm anni settanta, il lazo, e la spadona Ammazzadei. Bhwah Bhwah.

7. Il ricordo di Xena. Eh sì, non so voi ma a partire dai costumi, per continuare con gli accenni mitologici, a me questo film ha ricordato un po’ la “Principessa Guerriera forgiata dal fuoco di mille battaglie”. Questione affettiva che mi ha fatto piacere.

8. Diana che vince grazie alla forza dell’Amore. E’ una scelta così ingenua che mi ha fatto tenerezza. E non si parla dell’amore per un uomo in particolare, anche se è Steve a ricordarglielo, ma per l’Amore Universale. Superman docet…ed è giusto che Wonder Woman gli si collochi accanto, come sarà nella Justice League.

9. L’esempio che può dare alle bambine. E’ bello che anche e ragazzine abbiano una protagonista a cui ispirarsi e non la solita comprimaria. Non è esattamente una novità, però non è nemmeno la norma.

10. Il fatto che questo film abbia fatto arrabbiare alcuni MRA. Bhwah bhwah bhwah (2). Eppure non è che abbia chissà quali spunti femministi, se non semplicemente che per una volta quella con i poteri forti è una Lei. Quello che succede con film del genere, però, è che di solito gli sceneggiatori si preoccupano di sfornare personaggi a tutto tondo, molto tridimensionali seppure nel ristretto range dei personaggi da fumetto e di queste scelte guadagna la pellicola in generale.

Quindi, che dire, a mio parere se l’avete perso al cinema vale la pena di recuperarlo. Fatelo vedere a quelle bimbe un po’ timide, a quelle che spontaneamente si mettono nel ruolo di “aiutanti”, perché questo che hanno assorbito finora.

Fate vedere loro che possono essere protagoniste.

L’inquilino del piano di sotto (Pensiero Felice 165)

L’inquilino del piano di sotto si è presentato all’improvviso una sera di marzo,anche se sembra fosse già lì da qualche giorno (più o meno meta’ febbraio, si vocifera) . Certo, io e Lui avevamo dato il “via libera” ma nessuno dei due pensava che la questione sarebbe cominciata in così breve tempo.

Tutti mi avevano detto che affittare ad un inquilino non sarebbe stata una passeggiata: che mi sarei stancata, che mi sarei sentita male, che praticamente i vantaggi sono zero. In realtà questo inquilino si è dimostrato fin d’ora molto bravo. O, per lo meno, a me sembra così perché sinceramente io tutto sto malessere da quando c’è lui non l’ho mai avvertito.

Sì, so che l’inquilino è un lui, perché non l’ho mai visto in faccia, ma…ecco…gli ho visto il Coso. Che al momento è proprio un Cosino, ma c’è. Se devo essere sincera questa cosa di vedergli il Coso mi ha anche un po’ spiazzata, innanzi tutto perché da anni io – non so perché – immaginavo un’inquilina, ma poi è arrivato lui e mi son detta “e va be’, diamogli una possibilità”.

Sebbene riesca a vedere l’inquilino solo in foto o, quando va bene, in video, devo dire che mi sembra anche carino. E vivace, non fa altro che muoversi, sculetta, si gratta, si gira, si guarda le mani…però è discretissimo, eh, non si fa sentire anche se sono certa che la situazione a breve cambierà.

Lui è felicissimo dell’inquilino del piano di sotto, anche se finora ha avuto meno occasioni di vederlo. Ogni tanto ci guardiamo e pensiamo che – hei – toccherà davvero a noi prenderci cura dell’inquilino del piano di sotto, a noi che normalmente facciamo appassire le piante grasse. In quei momenti un po’di paura viene, ma poi ci diciamo che va bene così, che tanto non c’è niente che ti prepara ad accogliere come si deve un inquilino e allora faremo come tutti gli altri: lo accoglieremo con amore quando finalmente deciderà di farsi conoscere e faremo del nostro meglio, traballanti.

No, non lo sappiamo per davvero a cosa stiamo andando incontro e forse è meglio così.

Tanto non ci farà dormire. Tanto ci farà ammattire. Tanto stravolgerà tutti i nostri equilibri.

Io riesco solo a pensare che sarà un’altra persona da amare immensamente.

(sì, per chi in tutto questo non ha capito un accidente: c’è uno zitellino in arrivo). 😉

 

American Gods – il telefilm (finalmente!!!)

Dopo SECOLI, torno al blog (sperando di poter scrivere un po’ più spesso) perché avrei un saaaaaacco di cose da dire, ma siccome sono per i “nuovi inizi soft” non sparerò subito uno dei miei pipponi, ma vi darò le mie impressioni sul primo episodio della serie tv di “American Gods”, che per i pochi che non lo sapessero è finalmente uscita sia da noi che negli USA e che promette di essere la mia prossima cotta telefilmica, dopo Supernatural e – ultimamente – Sense8.

Tanto per cominciare Neil Gaiman qui è produttore e credo che questo sia di per sé già una garanzia di fedeltà al romanzo. Infatti, per ora, il primo episodio mi ha incollata al televisore.

Trama in breve per chi non avesse letto i libri: Shadow Moon e’ un ex galeotto che si trova all’improvviso privato di ogni certezza. La moglie Laura muore in un incidente, nel quale resta coinvolto anche l’amante della donna che avrebbe dovuto dare al nostro eroe un nuovo lavoro e un’opportunità per ricominciare. Durante il viaggio verso la sua città natale, dove avrebbe dovuto assistere ai funerali, Shadow incontra un tizio che si fa chiamare Wednesday e che gli propone di fargli da autista/guardia del corpo. Al principio l’aria poco raccomandabile dello sconosciuto vorrebbe far desistere il protagonista che però si trova costretto dagli eventi a imbarcarsi in questo strano viaggio, durante il quale incontrerà una quantità di personaggi bizzarri e spaventosi, qualcuno benevolo, qualcuno totalmente malvagio…e si troverà suo malgrado coinvolto in una guerra all’ultimo sangue tra gli antichi dei e le nuove divinità emergenti quali ad esempio Internet, o la Televisione.

Già vi ho svelato fin troppo, ma sono certa che gran parte di coloro che si stanno avvicinando a questo telefilm o sono appassionati del libro e dell’autore (tipo me) e quindi sanno già tutto, o troveranno comunque decine di motivi per rimanere a bocca aperta.

Questa prima puntata è stata molto più splatter di quanto immaginassi e tuttavia fedelissima al testo scritto. Se devo trovare il pelo nell’uovo, mi pare che l’interprete di Shadow, Ricky Whittle,  sia molto più carino (E PELATO!) rispetto a come me lo fossi immaginata, ma solo proseguendo potrò dare un vero e proprio giudizio sulla resa del personaggio.

 

Quel che già so è che Ian McShane nel ruolo di Wednesday mi sembra perfetto.

Gli effetti speciali e tutto quel sangue mi sembra paghino un po’ a serie che ultimamente hanno sbancato, tipo Game of Thrones, o anche Spartacus…ma spero che American Gods vada ben oltre questo. Per adesso siamo all’inizio dell’avventura: Shadow è uscito di prigione dopo aver saputo la notizia della morte di  Laura ed è stato assunto da Wednesday come da copione. Ciò che mi ha impressionata di più finora è la resa visiva degli ambienti e dei colori ed in particolare il pub dove si svolge la lotta con Mad Sweeney, il leprecauno che gli regala la famosa moneta d’oro che creerà il miracolo…beh, non voglio certo spoilerare più di tanto.

Per chi non sapesse dove e’ possibile vedere American Gods…basta fare l’abbonamento ad Amazon Prime e collegarsi sulla relativa app, se avete una smart tv. Altrimenti – mi raccomando NOOOON USAAAATE i tanti siti di streaming, NON CE NE SONO COSI’ TANTIIII……;)

Marie Kondo…ma sei seria?

Dunque, sono due mesi ormai che vivo alla Magione e che cerco disperatamente di trovare il mezzo che mi faccia avere la casa in ordine senza fatica come promesso da alcuni siti. Nella mia affannosa ricerca, ho anche acquistato il libro-cult del momento (va be’, dai…di sei mesi fa) ovvero “Il magico potere del riordino” in cui la giapponese Marie Kondo dispensa i suoi consigli per avere una casa zen che più zen non si può.

Il libro si può riassumere – almeno così pare a me – in due frasi:

  1. Butta via tutto quello che puoi.
  2. Se non riesci a buttare via hai un problema.

Ok, nihonjina mia (per i non nippofili: nihonjin=persona giapponese), io avrò un problema ma tu probabilmente in casa non ci vivi. Il consiglio più avvilente? Buttare via i libri, magari STRAPPANDO le pagine che ci sono piaciute di più e conservando solo quelle.

Mi aveva attirata perché scritto da una giapponese, però, dopo questa, penso che l’unico libro che butterò sarà il suo.

Scherzi a parte, questo manuale mi sembra scritto in parte con una dose eccessiva di ovvietà e in parte…come se la persona che lo dovesse seguire non vivesse per davvero la propria casa. Posso dire di essere d’accordo solo alla radice, ovvero: in una casa ordinata si vive meglio.(MADDAI!!!)

E come si può arrivare ad avere una casa davvero ordinata (o per lo meno di cui non vergognarsi se qualcuno viene a trovarti?).

La prima parola che mi viene in mente è COLLABORAZIONE.

Lui fa il suo. Notate bene che non dico che “mi aiuta”. La casa non è solo un mio compito, non l’ho mai pensato e sono felice che lui ci sia arrivato da solo (forse, altrimenti, non saremmo a questo punto)…quindi, dicevamo, con la collaborazione le cose sono già molto più facili.

Il secondo “segreto di Pulcinella”, quello che veramente funziona e che si trova nella maggior parte dei blog relativi all’organizzazione è FARE UN POCO OGNI GIORNO. Anche solo pochi minuti.

Sto applicando  questo principio a tutto ciò che mi riesce:pulizie, scrittura, studio del Giapponese…e devo dire che forse è l’unico che riesco a seguire. Certo occorre liberarsi dal senso di colpa se non si riesce a finire tutto ciò che si vorrebbe e per certi caratteri non è facile, però per il mio sì, quindi tra le mie fortune annovero anche questa!

Infine, ammettiamolo, non ci sono bacchette magiche. Straccio e detersivo…e via con l’olio di gomito. Però è vero che pulire non è sempre una tortura: a volte dà il tempo di pensare ad altro e spesso a me dà la sensazione di  stare facendo qualcosa di buono, per prendermi cura anche di me stessa. No, tranquilli, questo non diventerà un blog di pulizie e consigli, sarebbe davvero il colmo dato che io sono l’anti-casalinga quasi perfetta.

E’ che la mia vita, ora, è fatta anche di mocho vileda e lavatrici. Panta rei. 😛