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Archivi categoria: Segnalazioni

La Zitella Frusciante è uscita dal gruppo.

Non so nemmeno io perché uso questo titolo roboante (E chiedo scusa ad Enrico Brizzi) per dire una cosa semplice. È che ho trovato il modo per risparmiare tempo…e sta funzionando. Per farla breve, è qualche giorno che ho tolto Facebook dal mio cellulare e, di conseguenza, dal mio quotidiano. Non ho chiuso il profilo né la pagina legata a questo blog, sia chiaro (tanto è vero che curiosamente qualcuno apprendera’ questa notizia da lì…E sono certa che dormirà lo stesso), mi riservo di andare a controllarlo ogni tanto da un computer. Solo che mi sono accorta delle seguenti cose:

1. Mi assorbiva. Moltissimo. Nel senso che credo di aver controllato gli aggiornamenti tipo 500 volte al giorno. A tutte le ore. Anche di cose di cui, tutto sommato, non mi importava granché.

2. Non mi serviva più per tenere chissà quali contatti. Le persone interessanti che non conosco di persona (per esempio la scrittrice Laura Schirru, ciao Laura!!!) hanno solitamente un blog che posso seguire, per le persone a me vicine la messaggistica istantanea basta e avanza.

3. Mi sono accorta che era diventato troppo faticoso fare lo slalom tra le bufale. Per sapere cosa succede nel mondo posso leggere i quotidiani (Mi sto trovando bene con la app di OPEN, il progetto di Enrico Mentana) e non sono costretta a subirmi quintali di commenti avvilenti di razzisti, maschilisti, qualunquisti di ogni genere. È liberatorio.

4. Non era più granché divertente. Le pagine carine che si copiano tra loro, i personaggi squallidi con seguiti oceanici…Ma chi me lo fa fare? Nessuno.

5. Mi piace l’idea di guardare di più il mondo anziché uno schermo. Credo di guadagnarci. Forse è un’impressione, ma sento per davvero la mente più libera perché, che lo vogliamo o no, quell’ondata di informazioni ci travolge e ne occupa una parte.

6. Vorrei rassicurare tutti: non è vero che se non sei su FB smetti di esistere. Se vi va, leggetemi qui. Altrimenti ciao, è stato bello.

Bambino mio

Bambino mio, che hai questi occhioni scuri e tanta fame di vita, sono contenta che tu sia qui.

Bambino mio che muovi i primi passi in un mondo così difficile, spero tu abbia la forza di vivere non aggredendo né facendoti aggredire.

Bambino mio, che rendi il mondo migliore solo esistendo…perché tutti i bambini lo fanno, ma tu oggi un po’ di più.

Bambino mio che sei fortunato e sei lontano dai posti dove si soffre.

Bambino mio che – ringraziando Dio o l’Universo o quel che è – sei in buona salute (e preghiamo, o facciamo gli scongiuri o quel che è, affinché ci resti) e quindi mi fai sospirare di sollievo.

Bambino mio…che vedo solo in foto, ti amo. Perché questo pezzo non è dedicato al mio adorato figlio, ma a te. Perché in ogni istante non dimentico che tu potresti benissimo essere lui ed in lui ti rivedo. Benvenuto. Sii felice.

Ci vorrà molto coraggio

E così scrivo per l’ultimo giorno del 2018. È stato un anno difficile per via delle perdite che abbiamo avuto (nonnina…) e che ancora fanno sentire il proprio peso. È stato faticoso conciliare i tempi tra lavoro e mammitudine e se devo dirla tutta non è stato una passeggiata nemmeno il ritrovarmi come donna e non solo come mamma.

Tuttavia, essere mamma di Ricky è stata di certo la maggior fonte di gioia. Nonostante tutto, mi sento benedetta. Anche quando sono stanca. Anche quando piuttosto che andare al lavoro mi tirerei un mattone sul piede. Anche quando litigo con lui, o mi sento inadeguata, o quando tutto questo mi colpisce assieme.

Per quest’anno ho solo tre buoni propositi, dieci non me li posso più permettere:

1. Mi vorrò più bene. Quindi farò il possibile per non rimanere dove non mi sento al mio posto.

2. Non rinuncero’ ai sogni per costruire un futuro che mi piaccia di più, cercando di renderli realtà e trovandone di nuovi, se necessario.

3. Daro’ più valore al mio tempo. E questo richiede tutta la mia buona volontà, perché tendo a lasciarmelo scivolare tra le dita.

Infine, dico la mia parola magica, l’unica preghiera che conosco e che ha sempre funzionato: GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE.

Felice Anno Nuovo!

Quando il gioco si fa duro.

È quasi sera. Ho passato l’otto dicembre a fare le pulizie perché non sono mai a casa ed ora che l’erede gattona e si rotola nei suoi tentativi di deambulazione autonoma, occorre una botta di straccio in più anche se io non sono né sarò mai la casalinga del millennio e Lui meno di me.

Dalla tv arrivano le notizie politiche: adunate a favore del governo e marce per protestare contro l’alta velocità. Provo a reprimere il mio senso critico ma non ce la faccio. Mi dispiace sentir citare Luther King da uno che giorno dopo giorno attua una politica che alimenta l’odio e la diffidenza verso i più poveri. E nel farlo manipola dati e notizie forte del fatto che il suo elettorato sa mettere a stento quattro concetti assieme e il pensiero che con grande sforzo esce fuori è il prestampato: E allora quelli di prima? Che è un po’ come dire che dèvo restare con un fidanzato che mi picchia perché quello di prima mi urlava. Va va’.

Spero che questo clima non duri a lungo. La gente è incattivita all’inverosimile. La cosa che fa effetto è che i più incarogniti non sono quelli con oggettive difficoltà economiche, ma gente che sta bene, il cui problema è dover rinunciare a cambiare il telefonino da mille euro una volta al mese. Che dente avvelenato, questi. Completamente a-critici nei confronti dei loro eletti, che ogni giorno ne fanno di pessime, infestano i social ma sono un po’ ovunque e senza vergogna ammettono di pensare solo a se stessi e di vivere male perché hanno perso persino un poco di compassione. E io penso Poveri Infelici. Ma allo stesso tempo vorrei che si rendessero conto di come stanno avvelenando l’aria, magari guardando il presepe a cui sono tanto affezionati e cercando di capire quello che per davvero rappresenta.

Infine, uno spiraglio è dato dal fatto che almeno queste schifezze una dietro l’altra contribuiscono a creare la coscienza che NO, così non va. Che possono fare anche le manifestazioni di piazza con 100000 persone ma non sono veramente una maggioranza schiacciante. Gli italiani sono meglio di così. Abbiamo superato ben di peggio, speriamo di non cadere nei vecchi errori. Se no consigliero’ a mio figlio di andare a vivere in Svezia. O in Giappone. O dove vorrà purché lontano da questo odio.

Ps: dovrei mettere un’immagine ma siccome sono stufa di vedere ovunque il Ruspa credo che per stavolta scioperero’.

Ed è Halloween 2018!

Potrei lasciarvi senza qualche riga il giorno di Halloween, cioè una delle mie feste preferite?

Il mio progetto di travestimento è naufragato miseramente per via del maltempo che ha falcidiato la mia zona e la conseguente impossibilità di spostarmi e fare acquisti come avrei voluto. Pazienza…Non vi svelo cos’era perché potrei sfruttarlo l’anno prossimo!

Passerò dunque questo Halloween facendo da sostegno ad un certo signorino che sta provando i suoi primi passi (ci pensate? Di già!!!) e se il suddetto si addormentera’ presto io e suo padre ci daremo alla pazza gioia : un bicchiere di vino, Netflix (Avete visto la nuova serie su Sabrina Spellman? Io la trovo fighissima!) e…tanti baci! Oppure più verosimilmente, lui che ronfa alle nove e un quarto sul divano e io che faccio avanti e indietro cantando Carissimo Pinocchio a mio figlio sveglio come un grillo.

E anche così…THIS is Halloween! Auguro a tutti una magica serata!!!

Fermate ‘sto scempio prima che sia tardi.

Spero vi siate tutti/e informati/e su cosa sia il ddl Pillon che sta per venire discusso. Se ancora non l’avete fatto è il momento di cominciare, perché questa riforma del diritto di famiglia rischia di passare e di prendere le istanze dei soliti misogini separati e renderle legge. Faccio un brevissimo riassunto su quanto prevede l’obbrobrio:

1. Il bambino dovrebbe passare il tempo ripartito in modo uguale tra i due genitori. (Cosa di per sé impraticabile nella realtà: vi immaginate una cosa semplice come la gestione scolastica? Dove hai lasciato il libro di inglese? Dalla mamma! Mannaggia!…figuriamoci il resto).

2. Obbligo di mediazione familiare A PAGAMENTO per chi si vuole separare. (Ma dico io, siamo scemi? Se decido di separarmi lo decido, punto. E chi non ha i soldi che fa, deve restare sposato per forza? Si vocifera altresì che l’eponimo del ddl sia titolare di uno studio di mediazione familiare…vogliamo parlare del conflitto di interessi?)

3. Abolizione dell’assegno di mantenimento. Questo sarebbe possibile se vivessimo in un paese decente dove uomini e donne avessero sul serio le stesse possibilità lavorative e dividessero equamente la genitorialità e i ruoli di cura. Lo sappiamo tutti/e benissimo che siamo lontani anni luce. Quindi questa è una forma di ricatto economico verso le figure deboli della coppia, che sappiamo bene essere in gran parte donne. Se ci pensiamo, la grande ipocrisia è vomitosa: finché si è sposati fa comodo che tua moglie lavori part time o addirittura stia a casa per fare un saaaacco di lavoro gratis che altrimenti dovresti appaltare a una costosissima colf/infermiera/Baby sitter eeeh? Ma al momento della separazione una cinquantenne dovrebbe diventare all’improvviso top manager e mantenere se stessa e due figli! Che infima malafede. Che ingratitudine. Che schifo.

4. C’è di peggio. Qualora il/la minore dovesse manifestare disagio nei confronti di uno dei genitori verrebbe immediatamente allontanato dall’altro a questo punto considerato alienante da quella PALLA ASSURDA chiamata PAS -riconosciuta come idiozia da qualunque fonte scientifica – e confinato in una casa famiglia (!!!) dove subirebbe una RIEDUCAZIONE COATTA. Ma ci pensiamo all’impatto psicologico? E se un genitore fosse un violento, un abusante? Il bambino, la bambina dovrebbero vederlo lo stesso e subire perché il ddl non prevede che il giudice possa intervenire e non prevede l’ascolto del minore! Rendiamoci conto dell’orrore. Non ne faccio una questione politica, questo è semplice buon senso, che chiaramente manca se uno schifo simile ha potuto vedere la luce. Se passasse, ragazze, C’è un solo modo per evitare di essere incatenate per sempre e vedervi strappati i vostri figli: NON VI SPOSATE E NON FATE BAMBINI. Se vogliono che il poco che resta di questo paese vada in malora, l’avranno.

Lombroso, ti rivalutiamo…

Sul sentiero del ritorno.

Care e cari,

oppure caro Blog, perché non so se c’è ancora qualcuno che passa da qui a buttare un’occhiatina visto che sono in silenzio da mesi, eccomi tornata. Spero sia un ritorno “vero” e non un fuoco di paglia, ma il desiderio di scrivere sul blog era così forte in questi ultimi giorni che non posso esimermi anche se probabilmente questo sarà l’articolo meno letto della storia di wordpress.

Cominciamo con i convenevoli: state bene? Me lo auguro.

Io sto benone, anche se – come avrete immaginato – sono stata assorbita PARECCHIO fuori dalla rete. C’è una gioietta che ha compiuto 9 mesi da poco che reclama quasi ogni mio secondo libero ed io sono felice di regalarglielo. La maternità è per me l’esperienza più preziosa mai sperimentata finora, questo lo avrete capito dai precedenti post. Però…c’è un però. Sento un po’ il bisogno di ritornare a quella me stessa che ero prima che l’inquilino del piano di sotto facesse la sua comparsa. E forse un po’ mi sono mancata, tutta presa ad imparare come si fa a fare la mamma.

Ora, siccome tanto ho capito che non si impara ma si vive, ho pensato che qualche spazio potrei tornare a ritagliarmelo. E per me scrivere viene al primo posto.

Quindi cercherò di essere costante e tornare a dire la mia. Basta fare come quei vecchietti che scuotono la testa senza dire granché.

E da scuotere la testa ce ne sarebbe eccome.

Io però voglio continuare ad orientarmi sulla positività, perciò perdonatemi se non sarò sempre sul pezzo. Voglio anche continuare a darvi qualche spaccato della mia vita, anche se questo inevitabilmente porta il racconto sulla mammitudine e ciò che comporta. Insomma, prendo un poco questo “secondo tempo del blog” come se fosse un nuovo inizio. Non so sinceramente se riuscirò a mantenere il ritmo, ma prometto di provarci con tutte le mie forze.

Nel frattempo, come sempre, vi auguro che la Felicità bussi alla vostra porta. Io continuerò a cercare i modi per coltivarla.