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Archivi categoria: Voci Amiche

Ancora su autostima, felicità…e questione di taglie. By Fiona

Lo so, lo so abbiamo già affrontato l’argomento ma per me non se ne parla mai abbastanza. Oggi Fiona ritorna per il suo contributo, verso chi si considera “troppo” qualcosa. Una strizzatina d’occhio da chi ci è già passata, che non fa mai male.

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Vorrei vivere in un mondo in cui il peso dell’anima sia più importante di qualsiasi altro peso, misura, centimetri, chilogrammi!
Credo purtroppo che siamo ancora lontani da questo mondo, quindi  noi che siamo sovrappeso, sottopeso, fatti a pera, fatti a mela e chi più ne ha più ne metta, oltre a lottare contro questa ingiustizia, dobbiamo imparare a conviverci.

Convinverci è triste sotto un certo punto di vista, ma è l’unica cosa che non vi farà ammalare sul serio, nel breve periodo.
Care mie o cari miei, qualsiasi sia la vostra “problematica” non sarete “giusti” per ciò che la società o terzi vogliono (presentatemi il sig Terzi che gli pianto un casino!!!) insomma per l’ufficio stampa del politically correct!
Se questo obbrobrio non si ferma crescerete tra le più becere prese in giro, accompagnate da tanta cattiveria e ignoranza, esattamente come è successo a me. A me e …al  tondo intorno a me!

Ma credete forse che al “troppo” magro vada maglio? Macché, conosco bene anche quel lato, perché la migliore amica, era una taglia 38/40 (N.d.ZitellaFelice: sono io! Sono io! E notate l’ “ERA”!!!Sigh sob! :P), insomma quando si andava in giro, ridendo chissà per quale boiata della giornata, magari davanti ad una bella merenda, arrivava sempre il momento in cui piovevano commenti – non polpette ( magari!) – ma commenti: “Tesoro ma mangia un po’ di più, tu un po’ di meno!” oppure “Ma quello che mangi tu lo assorbe lei?” E mi fermo qui, se no mi incazzo ancora ora!

Che bello fare shopping, fantastico.

Ehmm non per tutti, perché se sei una taglia 48 e non hai fantasia (grazie mamma per la fantasia che mi hai donato), ti ritrovi con abiti informi, tutone, jeans da uomo o abiti che neanche la nonna 80enne metterebbe, che anziché valorizzare i punti giusti (giusti per noi stesse, non per il politically correct!) ti fanno sembrare un misto tra l’omino della Michelin è un Barbapapà!

Per la 38 va meglio? Macché, infilati un vestito, così striminzito che ti aderisce al di dietro, ma enorme un po’ più su, abiti atrofici che se non passi dal chirurgo, non hai scampo!

Parliamo delle taglie: ho pantaloni di 10 anni fa taglia 46, in cui entravo benissimo, prova a farmi entrare adesso in una 46, anche sottovuoto entra solo una coscia! E’ una 46 di Lilliput?
Le taglie si stanno restringendo, restringendo come i cervelli di alcuni, che non vedono quanto sia grave il danno che stanno facendo alla società, o forse lo vedono ma lo fanno apposta, che è peggio.

Noi ridiamo e scherziamo ma là fuori c’è qualcuno che pensa che una taglia 42 sia curvy. Ora, a questi che si dovrebbe fare?

Qualche tempo fa, la notizia della modella curvy nel calendario Pirelli. Ho letto di quelle boiate ed insulti, che mi sono venuti i brividi.  No, non si può possedere tanta cattiveria e presunzione . Intanto i vari “dottori” che danno della gravemente obesa ad una taglia 46/48 dovrebbero prestarsi a loro volta a cure psicologiche: qui non si tratta di malattia, la malattia sono gravi forme di obesità, anoressia, bulimia, non fatemi passare il desiderio obbligato di molti verso la forma fisica perfetta,quella quotidianamente imposta da ogni parte in cui voltiamo la testa, come preoccupazione per la salute dei “fuori forma”. Intendiamoci, niente contro chi quella forma ce l’ha, né invidia: io amo profondamente me stessa, ogni centimetro del mio corpo, non mi sono mai sentita brutta, né obesa, né sbagliata, né non amabile per questo. L’amore verso me stessa, l’ironia, hanno fatto il resto. Ma chi questa forza non ce l’ha? Chi non riesce ad averla? Chi violenta se stesso, pur di star nascosto? Qui non si parla di gusti… A qualcuno può piacere il magro, ad altri ancora il più magro, ad altri il morbido… Ad altri l’obeso… L’alto il basso… Etc etc… 
Attenti a parlare di salute! Non sono qui per dimostrare che il grasso è bello il magro no, ma per dire che ognuno è bello per la sua fisicità, che esistono molteplici fisicità, che prese in giro, commenti cattivi e discriminazioni, sono sbagliate; per dire che ci sono persone più deboli che si ammalano veramente per questo, persone che arrivano a togliersi la vita. Ci sono  recenti fatti di cronaca, non racconto barzellette! Attenti, attenti, attenti a come parlate.Non sapete che danni fate. Una determinata fisicità non vi piace? Nessuno vi dice niente, né vi obbliga a farvelo piacere. Non mi vuoi guardare? Girati dall’altra parte, Ma l’insulto o il giudizio non deve esistere, che io sia alta, bassa, grassa, magra, storta… che sia qualsiasi cosa… La diversità è la vera ricchezza e nessuno è giudice su cosa sia giusto, oppure no!

Questo sarebbe un mio grande sogno, lotterò per questo fino a che avrò aria in gola: vorrei aiutare una per una quelle persone che non si accettano, vanno in depressione, o peggio, per una qualità fisica, prenderle una per una e donare loro un po’ della mia autostima e ironia, esattamente ciò che un fanciullo anni e anni fa ha fatto con me. Prenderei tutti gli esseri non pensanti insegnando loro che c’è una scelta di vita diversa dall’essere tremendamente stronzo/a è cattivo/a…. Ma da sola non posso fare molto. Mi aiutate?

L’Odio, by Fiona

Odio non è una parola che ricorre spesso in questo blog. Per mia scelta. Ma ci sono cose, come sottolinea la nostra nuova “voce amica” a cui bisogna dire decisamente…NO!

Vi presento “Fiona”, la mia amica di sempre. Finalmente, ha deciso di far sentire la sua voce. Uno sfogo che, credo, può appartenere a tutti.

fionakarate

Odio.

Odio la violenza in tutte le sue forme, odio chi prova ad alzare anche solo un dito verso una donna, odio chi la umilia, odio chi la discrimina, odio che ci siano enormi differenze sul lavoro tra uomo e donna, odio chi pensa che sia un essere sottomesso o da sottomettere.

Odio chi pensa che la prostituzione sia “normale” e si nasconde dietro a qualcosa come: “è il mestiere più antico del mondo”; odio chi sfrutta la prostituzione, odio chi rende la prostituta un suo oggetto, chi dice “ho pagato e fa quello che voglio”.

Odio chi pensa “o mia o di nessun altro”, odio chi picchia e uccide per questo, odio il maschilismo, odio chi dice anche solo scherzando: “la donna in cucina, zitta e stira le camicie”, odio chi accetta questo senza capire che non siamo le schiave di nessuno.

Odio chi prova solo a pensare di far del male ad un bambino, odio chi riesce in maniera malata a vedere qualcosa oltre ad una figura innocente, odio chi la vita a questi bambini la rovina per sempre, odio che ci sia qualcuno impunito per questo.

Odio i bigotti con la loro religiosità esteriore che sfocia solamente in intolleranza e totale inflessibilità in materia, odio gli omofobi a cui dirò sempre:”Tu non hai paura tu sei uno stronZo”; odio chi fa dell’omosessualità una discriminante.

Odio il razzismo. Il colore della pelle? È un colore e i colori sono belli.

Odio chi vede la pagliuzza nell’occhio dell’altro ma non la trave che accieca il proprio, odio chi cerca di indottrinare qualcuno, odio là xenofobia perché il diverso è una ricchezza, odio in egual modo coloro che vogliono far passare l’uomo come un inetto non in grado di non cedere alla carne, odio chi odia l’uomo in quanto tale,perché non siamo al mondo per una guerra dei sessi, ci siamo per crescere insieme.

Odio quando Una religione cerca di primeggiare su un’altra, odio le guerre e ancor di più odio le guerre portate avanti con la scusa della religione, fatte per gli interessi di pochi a discapito della vita di molti.

Odio le dittature, odio le finte democrazie, odio la mafia, odio l’omertà che l’accompagna, odio l’abuso di potere, odio se quell’abuso arriva da chi ci dovrebbe difendere.

Odio l’omologazione. Ognuno è bello nella sua diversità, perciò odio i vari: è brutta, troppo grassa, troppo magra, troppo boh. Nascosti, poi, sotto la finta preoccupazione per la salute.

Odio chi discrimina, deride, offende per una caratteristica fisica, sessuale etc etc.

Odio chi fa del male ad un’animale.

Alle volte odio anche me stessa, perché odio pure odiare, perché è il sentimento più difficile da portare avanti, è brutto e logorante, ma ci sono cose dalle quali non basta semplicemente dissociarsi, o, almeno, io non ne sono capace!

By Fiona

Tè, pasticcini e…SPOILERS! (by Only)

Per festeggiare degnamente il suo ritorno al blog, la nostra Only ha pensato da una serie di post di commento alle più seguite serie televisive del momento. Ma ATTENZIONE: questi post sono dedicati in particolare a chi segue la programmazione americana, quindi sono pieni zeppi di spoiler per chi è rimasto indietro! No, lo dico perché per aver condiviso un video fighissimo su FB, che mostrava la parte finale di Once Upon A Time (lo sanno anche i sassi, ormai che vi compare “Elsa” da Frozen, l’hanno detto in conferenza stampa e l’ha detto anche la Disney!) sono stata insultata a bomba. Mah, capisco tante cose, ma questa un po’ meno, vabbé.

Only

Riprendiamo da dove abbiamo iniziato e, cara Only, a te la parola:

Spero che abbiate letto per bene il titolo, e che quindi siate preparati al fatto che questo articolo verterà sulla terza stagione di Once Upon a Time ma soprattutto sulle due ore di final season. Siete ancora in tempo a chiudere qua se non l’avevate capito prima.

E con gli altri, chi vive di pane e telefilm e spoilers, veniamo a noi.  Tuffiamoci nel mondo magico creato da questo telefilm la cui prima stagione mi aveva incantato per la sua originalità, la seconda mi aveva a tratti catturato e a tratti annoiato e la terza…..beh, la terza è stata a mio parere un capolavoro.

LA.MIGLIORE.DI.TUTTE.

I motivi sono svariati. Iniziamo da loro, dai cattivi che hanno dato un senso a tutto questo.

Questa stagione è stata addirittura spezzata in due parti con due storylines quasi distinte, separate dal lungo break invernale: prima Peter Pan (in una versione molto inedita da quella a cui le favole ci avevano abituato!) e poi Zelena sono stati a mio parere due cattivi con la C maiuscola, grazie non solo alla sceneggiatura ma alla bravura dei due attori davanti ai quali, se ne avessi uno in questo momento, mi toglierei tanto di cappello.

Con tutta la carne che hanno messo ad arrostire in questi mesi, gli autori avrebbero potuto addirittura girare due stagioni: la scelta di farne una sola ha certo dato tanto ritmo a gli episodi (non ci sono state puntate tappabuchi come, a mio parere, è successo con la seconda), ma ha per contro penalizzato quello è stato lo stupendo personaggio di Zelena che meritava, forse, un approfondimento maggiore. Non ho del tutto abbandonato le speranze che non sia morta davvero, che torni prima o poi a trovare sua sorella e vedere cosa sta combinando.

Già Regina, appunto. Uno dei due personaggi che in questa stagione è stata artefice di un grande cambiamento: dismessi del tutto i panni della Evil Queen (ma in un lungo percorso che ho adorato, che l’ha reso credibile e affatto forzato), è sicuramente cambiata molto durante nel viaggio che l’ha portata da Storybrooke a Neverland alla Foresta Incantata, e poi a Storybrooke di nuovo. La dimostrazione che il cambiamento è davvero avvenuto, quel cambiamento a cui credeva solo il figlio Henry tra tutti, Regina compresa, è stata quando lei decide di rinunciare a lui, cancellando la memoria di Henry e di Emma nell’ultima puntata prima del break invernale. Lui si salverà, ma in cambio non ricorderà della sua esistenza: questo sacrificio, che una madre fa per il proprio figlio per il quale nutre un amore veramente puro e disinteressato, è la cementificazione di un cambiamento che spero gli autori non decidano di frantumare durante la quarta stagione. Eh sì, perché Regina nel corso della terza stagione non ritrova solo  sé stessa. Incontra anche l’uomo che Trilly le aveva rivelato esserle destinato e da cui era precipitosamente fuggita, tanti anni prima. Si sente attratta da Robin quasi subito, sentendosi portata a concedergli una fiducia che non ha mai elargito tanto facilmente (a lui, ricordiamocelo, consegna il suo cuore prima dello scontro con Zelena) e, quando scopre  che proprio lui Robin Hood è l’uomo a lei destinato riconoscendo il tatuaggio dell’uomo, tutto sembra  perfetto. La sua seconda occasione di felicità è arrivata.

Peccato che Emma, come Snow tanti anni prima di lei, frantumi i suoi sogni riportando, nel finale di stagione, Lady Marian a Storybrooke niente meno che dal passato, cambiando il fatto che lei è morta tempo prima che Robin e Regina si conoscessero. Povera Regina, il lieto fine sembra non volerne proprio sapere di lei: i fan della coppia, gli outlawqueen, sono comunque pronti a scatenare l’inferno e  lo stesso Sean Maguire (l’attore che interpreta Robin) ha recentemente twittato che la strada verso il vero amore sarà densa di ostacoli, perciò…cosa decideranno gli autori? Rimetteranno Robin con il suo amore storico o lui sceglierà Regina, creando la prima vera coppia che in OUAT stravolgerà del tutto le regole classiche? Staremo a vedere per chi sarà il lieto fine.

Ma a proposito di happy ending, non sono poi così certa che Rumple e Belle ne avranno davvero uno. Nel finale di stagione, i due si sono sposati, scambiandosi delle promesse che sono state davvero struggenti.

Peccato però che Rumple, ancora una volta, non si sia smentito: ha dato il dark one’s dagger a Belle come pegno di amore, subito dopo averle chiesto di sposarlo, peccato che abbia rifilato alla poverina una cineseria. Come se non bastasse, se n’è prontamente servito per vendicare la morte di Neal, uccidendo Zelena e contravvenendo al desiderio di Regina di dare una seconda possibilità alla sorella. E tutto alle spalle degli altri, Belle compresa. Mi fate una colpa se non riesco perciò a dare neanche un briciolo di fiducia alla coppia? Purtroppo, anche se il desiderio di vendetta di Rumple era capibile, il non aver consegnato il vero pugnale a Belle NEANCHE DOPO aver giustiziato Zelena dimostra che il suo percorso, a differenza di quella di Regina, è stato ahimé circolare. E’ tornato esattamente al punto di partenza. Tutta colpa della morte di Neal? Può darsi, ma non ne sono convinta del tutto.

A proposito dell’uscita di scena di questo personaggio, nonostante non sia mai stata una sua grande fan, devo dire che gli hanno fatto fare un’uscita di scena grandiosa: è morto da vero eroe, per dare una chance a tutti loro di sopravvivere. Impossibile non commuoversi prima al suo funerale, poi alla scelta di Charming e Snow di chiamare il secondo figlio proprio Neal, per onorare il suo sacrificio.

Una stagione intensa, quindi: di nascite e di morti, ma anche di rinascite e cambiamenti. Dopo quella di Regina, l’artefice del più grande cambiamento è stata senza dubbio la sua (ex?) antagonista per eccellenza: Emma.

Nel corso della stagione  il suo personaggio ha fatto un percorso incredibile, una crescita esponenziale sintetizzata dal titolo del vero episodio finale: Home.

Ostinatamente, Emma rifiuta di sentirsi a casa a Storybrooke. Sfoglia il libro delle favole di Henry e non vi ritrova la storia dei suoi genitori: vede solo delle favole in cui non riesce a rispecchiarsi. Per fuggire, si aggrappa persino all’anno di oblio vissuto a New York anche se non era reale, anelando solo di tornarci presto. Le ci vuole il ritorno al passato nella grandiosa season finale per completare il percorso di crescita che ha iniziato a Neverland, per capire ciò che ha sempre avuto davanti agli occhi. Assistere alla morte di sua madre, credendo di averla persa per sempre, le fa capire che allontanando sempre le persone che ama, i suoi genitori in primis,  ferisce solo loro e sé stessa. Non ha bisogno di cercare casa chissà dove, ne ha già una. A Storybrooke. Appena accetta di smettere di fuggire, accetta anche di ascoltare ciò che il suo cuore le sta dicendo da un po’, sull’uomo che le è stato accanto in tutto questo percorso. E veniamo alla coppia che tanti fan, compresa la sottoscritta, hanno voluto con tutto il cuore.

Da quando Hook era tornato con la Jolly Roger per portarla al salvataggio di Henry, nel finale della seconda stagione, le è sempre stato accanto in molteplici vesti: amico devoto, compagno di battaglie, confidente, senza mai nascondere quello che provava a un’ostinata Emma che non riusciva mai ad accettarlo ma neanche ad allontanarlo davvero.

Sono loro i protagonisti indiscussi del doppio finale di stagione, c’è poco da fare: loro cascano nel portale del tempo aperto da Zelena (o meglio Emma casca e Hook la segue, come fa sempre) e si ritrovano nella Foresta Incantata del passato, quando Charming e Snow si incontrano per la prima volta. Mentre cercano un modo per tornare indietro, i due devono stare attenti  a non cambiare il passato, altrimenti Emma stessa rischia di non nascere affatto, ma ovviamente nella sua curiosità di assistere al primo incontro tra i suoi genitori (come darle torto? Chi di noi non farebbe la stessa cosa avendone la possibilità?)  finisce proprio per non farlo avvenire. L’analogia con la celebre trilogia creata da  Zemeckis non è causale: c’è un vero e proprio riferimento di Emma a Marty Mcfly, riferimento che Hook ovviamente non coglie  e pensa che lei stia parlando di un mago. 😛 Dal “fattaccio” i due si lanciano in avventure rocambolesche per sistemare la faccenda: la richiesta di aiuto a Rumple, il  ballo  alla corte del Re Mida, l’incontro con l’Hook del passato (vedere Hook geloso di sé stesso è stata una delle parti migliori dell’intera puntate), prigionie e fughe, esecuzioni fallite, magie ritrovate.

E quando,  tornati a Storybrooke, Emma finalmente realizza che Killian ha davvero sacrificato tutto quello che poteva per lei, compresa la sua amata nave, lui ha la ricompensa che un amore così devoto meritava: siamo o non siamo in una favola?

Traduzione:

Emma:“così, pensi che Tremotino abbia ragione? Sono nel libro ora. Ha detto che tutto, a parte la nostra piccola avventura, tornerà alla normalità. Pensi che sia così?”

Hook: “ha ragione, altrimenti mi ricorderei di quella dannata ragazzaccia da taverna che ho baciato”.

E: “e questo come proverebbe qualcosa?”

H: “So come baci. L’avrei cercata. Ma non l’ho fatta, la mia vita è proseguita esattamente come prima.”

E: “già, dev’essere stato il rhum”.

H: “tutto è tornato alla normalità. Sei una dannata eroina, Swan”.

E: “anche tu. Volevo ringraziati, Killian. In primo luogo, per avermi riportato indietro da New York. Se tu non l’avessi fatto…”.

H: “era la cosa giusta da fare”.

E: “Come l’hai fatto? Come sei tornato da me?”

H: “Beh, la maledizione stava arrivando. Ho lasciato il mio equipaggio, e ho fatto navigare la Jolly Roger più veloce che ho potuto, e l’ho superata.”

E: “Hai seminato una maledizione?

H: “sono un capitano dannatamente bravo….e una volta fuori dalla portata della maledizione, ho saputo che i muri si erano di nuovo abbassati. Il passaggio tra i mondi era di nuovo possibile, tutto ciò di cui avevo bisogno era un fagiolo magico.”

E: “non così facili da trovare.”

H: “lo sono, se hai qualcosa di valore da scambiare.”

E: “e cosa era?”

H: “La Jolly Roger, ovviamente.”

E: “Tu..hai scambiato la tua nave per me?”

H: “sì”

Spiace solo che dovremo attendere l’autunno ora: chissà se gli autori riusciranno a compiere la vera magia, ovvero darci una stagione bella come questa?

 

E ora, i credits. I testi sono farina del mio sacco.

Le foto invece sono tutte della pagina Facebook  “Once Upon a time Emma e Hook”, che ringrazio per avermi permesso di usarle qui.

 

 

 

 

92 minuti di applausi

In questo post raccolgo 4 interventi, tre dei quali trovati su FB e uno sul blog della MITICA (signora Di Rienzo, che altre mitiche conoscete?). Sono interventi diretti che non indorano la pillola a nessuno. Sono, per me, più che giusti. Talvolta un po’ aggressivi, ma ogni tanto ci vuole. E siccome ho commentato (e potrei commentare solo) con la fantozziana frase che ho messo nel titolo, li riporto così come sono, cercando brevemente di introdurre il tema, in modo da non farvi pensare di esservi perduti nel paese dei balocchi.

Aaaaallora. 1° intervento sul nuovo governo. Come sapete (spero) tutti, Renzi ha staccato la spina al governo Letta e si è piazzato al suo posto. Il clima del paese è incerto: da un lato l’innegabile ottimismo italiano del “vabbe’-non-ci-eravamo-scelti- nemmeno- quell’altro-vediamo- cheffà”, dall’altro le grida al colpo di stato. Su tutto, alcune considerazioni del tipo che Renzi ha reputato inutile i ministeri delle pari opportunità e dell’integrazione. Per dimostrare  che lui tiene alle donne ha realizzato un esecutivo 50 e 50. Tra cui “una certa” Madia, incinta all’ottavo mese. Il fatto è che questa Madia pare essere una di quelle che “lafamigliaèsoloquellatradizionale, l’abortoèomicidio, l’eutanasiaperamordelcielonochisiamonoiperdecidere”. Brrrr. Come vedete, sul suo pensiero ci sarebbe quanto meno da discutere. Ma per cosa viene criticata, ancor prima di giurare sulla costituzione? Tà-dààààààn! Perché è incinta.

Così, Giuliana Maria Dea sintetizza per me:

Tutti a preoccuparsi se la Madia potrà fare il ministro durante i tre mesi di gravidanza obbligatoria. Mica vedo tutta quest’ansia per le gravidanze delle commercianti o delle libere professioniste in gestione separata. (ma davvero, c’è di peggio da dire sulla Madia, perché proprio sulla gravidanza rompete le palle? O meglio, perché non rompete le palle perché a lei è stato proposto il ministero nonostante la gravidanza mentre a donne che nemmeno hanno in previsione di mettere al mondo figli vengono fatti firmare impegni a non procreare se vogliono essere assunte? Perché non ne fate un precedente, invece di scassare gli zebedei?)

Sempre prima che il governo abbia giurato, sono fioccati articoli, status e tweet a corredo che -pensate un po’ – tutto ciò che sapevano fare (oltre a criticare il pancione della Madia) era dare un voto al look dei ministri donna (ma nemmeno una parola sulle cravatte di Alfano, ecchecchezz…), commentare l’atteggiamento della moglie di Renzi, ecc.

Così, Laura ZG Costantini ha espresso ESATTAMENTE quello che avrei tanto voluto scrivere io:

Capita a tutti. Anche ai migliori. A dimostrazione che la cultura e il condizionamento sociale hanno lavorato bene e inciso anche le pietre più pregiate. Ora, nessuno è perfetto e tutti/tutte sono criticabili. Ma:
– a me se vi piace o no la moglie di Renzi non me ne frega niente e, credetemi, non frega niente neanche a lei;
– a me se le ministre sono ben vestite o no, non me ne frega niente e, credetemi, neanche agli italiani alle prese con problemi veri;
– a me che la Madia veda Peppa Pig e sia (orrore?) incinta, non me ne frega niente, mi frega quello che dice e che pensa (che è orrore vero, reale e tangibile);

Fate uno sforzo. Lo so che vi chiedo molto. Ma fate uno sforzo. Titanico. Piantatela di giudicare le persone dall’aspetto, dal look e da ciò che, eventualmente, si ritrovano tra le gambe. Basta!

Pensateci, cosa chiedete a un/una amministratore della cosa pubblica? Che sia bello, che sia sorridente, che abbia un/una coniuge trombabile (a vostro insindacabile giudizio), che veda i programmi che piacciono a voi, che sia sterile/fertile? O, piuttosto, che sia onesto/a, leale, affidabile e capace?

E allora basta! 
Giudicate e criticate i fatti, quando saranno giudicabili e criticabili. Non a prescindere.

L’ho già detto basta? Sì? Lo ridico: B A S T A!

Quindi veniamo ala signora Di Rienzo. Vi invito a leggere il suo post “Non puoi avere tutto” a questo link. Ma da questo post voglio trarre una citazione, perché si è parlato tanto in questi giorni del “conflitto”  tra grillini e la presidente della Camera Boldrini. E i toni dei grillini sono stati da mani nei capelli. A coloro che si incazzano perché si pone l’attenzione sulla misoginia insita in molti atteggiamenti del Movimento 5 Stelle (E no, non c’è BEN ALTRO di cui parlare, a me interessa QUESTO.), Maria risponde con queste righe:

“Dire su Facebook che metterei a pecora la Boldrini e poi la fotterei in culo fa di me un potenziale stupratore?” Sì. Hai appena attestato pubblicamente che la stupreresti per punirla dei suoi comportamenti a te sgraditi. Perciò: Sì. Sì. Sì. E non solo. Quel che hai detto dà una pacca sulla spalla al prossimo violentatore, ridicolizza e umilia e ferisce chi è stata vittima di violenza sessuale, insegna con l’esempio ai più giovani come si maneggiano le donne e che il consenso nei rapporti sessuali non è necessario. Non sei solo un potenziale stupratore, sei un emerito e meschino stronzo.

“E se in Parlamento dico “figli di troika” ai miei avversari o sventolo il cartello con su scritta tale frase, sarei un sessista?” Sì. Se per prendertela con un uomo devi passare attraverso sua madre (o un’altra di quelle che ritieni essere le “sue” donne: figlia, moglie, amante) sei un sessista. Non solo, poiché pensi che la lotta politica si faccia a palate di insulti, sei anche uno sguaiato incapace. L’unico risultato che ottieni con i “figli di troika” è il gonfiare il tuo ego, già ipertrofico, con la “visibilità” che l’essere cafone ti guadagna.”

(aggiungo qui ai 92 minuti di applausi la mia personale standing ovation).

E infine, ho letto, condiviso, piacciato (e volevo pure tatuarmelo in fronte, ma mi sembra una soluzione un po’ estrema) questo status di una ragazza che non conosco (ma che spero non se ne avrà a male), che è rimbalzato su praticamente tutte le pagine che seguo. E’ una sintesi diretta di quello che penso quando certi commenti, certi atteggiamenti, certi “ma tu sei esagerataaa” mi fanno cascare le braccia.

 Alessandra Pacelli, senza saperlo, ha scritto un bignami per avere a che fare con me senza che io pensi qualcosa tipo “ma guarda quest* che stronz*”. Tranquilli, perché non è lungo:

– “Troia” (o qualsiasi variante) usato come insulto nei confronti di una donna vi garantirà un immediato calcio in culo (no, non metaforico) da parte della sottoscritta. No, non mi importano le vostre ragioni. Anche perché dubito che la persona che avete in mente si faccia pagare per prestazioni sessuali. That word doesn’t mean what you think it means, gente.

– Con l’uso della parola “friendzone” in maniera non ironica il calcio vi arriva nei coglioni. Se non siete in grado di apprezzare l’amicizia di una donna non meritate nemmeno quella. Figurarsi la gnocca.

– Se una donna si incazza e alza la voce magari – ma MAGARI, eh! – ha motivo di incazzarsi. A torto o a ragione. Qualsiasi battuta quale “ha le sue cose” o “ha bisogno di cazzo” vi qualifica come un pezzo di merda misogino. Nessuno si mette a sminuire le vostre incazzature con “ha solo bisogno di svuotarsi le palle”.

– Se vi viene in mente di uscirvene con “frocio” o “travella” come insulti, aprite bene gli occhi. Un po’ di più, che ci devo sputare bene.

Mi scuso per le parolacce, ma quando ce vò ce vò.

Sfogarsi con parole altrui non è proprio il massimo, ma non so se sarei riuscita a scrivere qualcosa di più efficace, quindi tanto vale fare un passo indietro e lasciare il microfono a queste “voci amiche”. A proposito di “amiche”, la signora Di Rienzo ha messo il link a questo blog tra le sue. Cosa che mi onora e mi rende “La Zitella Felicissima”. Spero che legga e che sappia che ogni giorno mi fa sorridere, anche quando scrive di cose difficili da sopportare.

Halloween: il Party Perfetto 5 – Suggerimenti per il menù, by Only

Beh, che festa è senza tante cosine buone da mangiare? Che io vi suggerisca delle ricette è abbastanza ridicolo, perciò ancora una volta Only viene in nostro soccorso.

Only

 

Anche io, come la nostra missLoisLane, adoro da matti Halloween.

Quest’anno il buffet si terrà a casa di un’amica, ed ecco le due ricette molto semplici e molto veloci, una dolce e una salata, con cui contribuirò io.

 DITA DI STREGA SALATE

Ingredienti:

wurstel piccoli

rotoli di pasta sfoglia (uno ogni 12 wurstel)

ketchup

Accendete il forno a 200 gradi e intanto tirate fuori la pasta sfoglia dal frigo: se la lasciate 15 minuti a temperatura ambiente prima di lavorarla, non rischiate che si rompa.

Ora procediamo alla preparazione dei nostri salatini: con un tagliapasta, tagliate dei rettangoli di pasta sfoglia appena più corti dei nostri wurstel: una parte di essi deve sporgere dal salatini, perché è l’unghia del nostro dito. Bagnate la pasta sfoglia con del ketchup e poi avvolgete il rettangolo di pasta intorno al wurstel, e adagiatelo sulla teglia foderata di carta forno. Con un coltellino, fate due taglietti a simulare le nocche, che oltre che per l’estetica servono a far “sfiatare” la pasta ed evitare che si rompa durante la cottura.

Cuocete in forno per 15-20 minuti.

Prima di servire, con un pennello dalla punta piccola potete pitturare le unghie del vostro dito con dell’altro ketchup per rendere l’effetto ancora più macabro!

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CROSTATA COMMEMORATIVA

 

Ingredienti: 

150 gr di burro

150 gr di zucchero di canna

300 gr di farina 00

2 uova piccole

200 ml di panna fresca

200 gr di Nutella

 

La pasta è una classica pasta frolla, quindi è abbastanza semplice da preparare: dovete fare una fontana con tutti gli ingredienti, il burro deve essere ammorbidito a temperatura ambiente (o se avete fretta, bastano 20 secondi nel microonde).

Una volta impastati bene tra loro tutti gli ingredienti, fate una palla e mettetela in frigo a riposare per almeno mezz’ora. Intanto accendete il forno a 180 gradi e in una ciotola unire tra loro la panna e la Nutella, fino a formare una crema ben amalgamata.

Trascorso il tempo, prendete la palla di pasta, tenetene una piccola parte per la decorazione e stendete il resto in una teglia da crostata. Farcite con la crema e poi componete con il resto della pasta la scritta commemorativa.

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Queste sono le ricette di quest’anno. Di quelle dell’anno scorso non ho le foto, ma vi lascio lo stesso le ricette, magari vi danno spunto per il vostro buffet. Buon Halloween a tutti!

 

CAMPOSANTO AL GORGONZOLA

 Ingredienti:

Radicchietto, o rucola, o qualsiasi insalata verde.

Pane per tramezzini

Gorgonzola

Mascarpone

Noci

Ketchup

Stuzzicadenti di legno

Attack

 

La cosa più laboriosa di questa ricetta è preparare tutte le croci, che infatti ho preparato la sera prima! Procedete così: stendete due fogli di carta di giornale sul tavolo e preparate delle croci, una per ogni tramezzino, utilizzando un goccio di attack per fissare le due estremità degli stuzzicadenti. Stendete le croci ad asciugare sul foglio di giornale, per distanti tra di loro così non si attaccano!

Con un coltello, o con l’apposito stampino da biscotti se lo avete, tagliate delle bare dal pane per tramezzini: in numero pari, perché poi andranno accoppiate. Se usate uno stampo da biscotti, tenete umido lo stampino…è più facile che il pane non si rompa!

Per i buffet di Hallowen, possono essere molto utili degli stampini a tema. Io ho quelli della Wilton.

Fatto ciò, preparate la crema di mascarpone: se avete un mixer fate prima. Basta usare mascarpone e gorgonzola in parti uguali, e gherigli di noci (con 300 gr di formaggio, ne basta un pugno).

Con un coltello farcite le vostre bare e chiudetele come fossero un tramezzino.

Poi le adagiate su un vassoio, dove avrete preparato l’erba del vostro camposanto versandoci dell’insalata sopra. Conditela leggermente, così se qualcuno vuole se la può mangiare.;)

Su ogni tramezzino, con un pennello dalla punta molto sottile, scrivete RIP con il ketchup e poi ficcateci sopra la croce, che avrà anche la funzione di tenere chiusi i vostri panini.

Ovviamente, questo è un suggerimento di farcitura. Per lo stesso effetto scenico potete preparare dei sandwich farciti come volete: Per esempio, con miele e lardo. Anche dolci, con nutella e nocciola. Usate il vostro gusto e la vostra fantasia.

 

SCOPE SALATE

Questa è una ricetta davvero molto veloce che può fare da accompagnamento a un piatto di salumi.

Serve del formaggio grattugiato, tipo grana, e della pasta sfoglia.

Con un coltello molto appuntito, più preciso di un tagliapasta, disegnate i salatini a forma di scopa nella pasta sfoglia. Prima il bastone, poi disegnate il ventaglio da cui taglierete le varie frange della scopa. Cercate di allargare un po’ le frange, facendo attenzione a non romperle, in modo che non si incollino durante la cottura. Poi spennellate con l’ uovo e spolverate con abbondante parmigiano grattugiato. Infornate per 10-15 minuti a 180 gradi. Fate attenzione che non scuriscano troppo.

Halloween: il Party Perfetto 4 [Dracula della NBC, by Only]

A volte un party ha bisogno di decollare. A volte alcuni ospiti arrivano in anticipo o…in ritardo e quindi come fare a mantenere l’atmosfera giusta? Un intero film, di solito, è troppo lungo. Ebbene, Only ha la soluzione per noi.

Only

 

Ed eccolo qua, il pilot che aspettavo con grande ansia in questa stagione televisiva.

Per quanto ami i telefilm sovrannaturali della CW, devo ammettere che il target di pubblico a cui si rivolgono, molto più giovane della sottoscritta!, li rende spesso dei prodotti un po’ depurati. Persino Supernatural, dove visivamente si depura molto poco, si punta però spesso sull’ironia per alleggerire l’impatto emotivo della trama su un pubblico considerato “giovane”.

Da questo Dracula mi aspettavo parecchio. L’NBC, l’emittente che lo trasmette, ha un target di pubblico più adulto, e i promo trasmessi promettevano:

-Un’atmosfera cupa, a tratti gotica. In fondo è di Bram Stoker che stiamo parlando.

-L’eleganza della fotografia e la cura nelle ambientazioni. Fondamentali se non si vuole apparire grotteschi, quando si mette in campo la Londra dell’epoca vittoriana.

-Sangue, ma proprio tanto, in senso reale e metaforico. Quando non scorre a fiumi, volevo almeno immaginare che.

Devo dire che dopo la visione del pilot, poco di cui sopra è stato disatteso.

Forse giusto il sangue: ecco, di quello se n’è visto pochino. Mi aspettavo molta più violenza, una maggiore brutalità, molte più scene al limite. Invece tutto ora mi è parso controllato, pure troppo, come se qualcuno stesse tastando il terreno…pardon, volevo dire il pubblico, per vedere fino a che punto potesse spingersi.

La trama del telefilm, personaggi a parte, ha poco in comune con il romanzo di Bram Stoker, ma altri telefilm da me molto amati mi hanno insegnato che questo non è necessariamente un lato negativo.

Qua Dracula assume l’identità di un facoltoso uomo d’affari americano per recarsi nella Londra del 1896, allo scopo di vendicarsi di un ordine segreto che gli distrusse la vita.

Per far ciò, si inserisce nella stretta maglia della società londinese, e qui incontriamo i personaggi del romanzo di Stoker: Jonathan Harker, Mina Murray, Lucy e il professor Van Helsing. Sarà interessante vedere come si intrecceranno, nel telefilm, le relazione tra loro e il conte Dracula. E quanto queste saranno fedeli a quanto ideato dal creatore del celebre vampiro.

Accanto a questi personaggi “storici”, diciamo così, ci sono ovviamente i personaggi inediti, tra i quali i cosiddetti nemici, ovvero gli appartenenti all’Ordine del Drago.

La parte di Dracula, o dell’americano Alexander Grayson se preferite, è affidata all’attore Jonathan Rhys Meyers , già noto al pubblico televisivo per aver interpretato Enrico VIII nei “Tudors”.

Se cercavano un attore carismatico, che fosse capace di trasudare sensualità ma anche un senso di repulsione verso la parte bestiale dell’essere un vampiro, credo che abbiano fatto la scelta azzeccata. Meyers è molto bravo a interpretare personaggi ambigui, come penso si rivelerà essere questo Dracula.

La parte di Mina Murray è di Jessica De Gouw, che chi ha visto la prima stagione di “Arrow” ricorderà nei panni di the Huntress.

Mi è piaciuta subito: secondo me è semplicemente una creatura meravigliosa, e i suoi lineamenti delicati si sposano benissimo con l’epoca vittoriana. La trovo una Mina perfetta.

Sugli altri personaggi ancora non mi pronuncio: si è dato loro troppo poco spazio per poterli già giudicare, e la più carismatica per ora mi è parsa Victoria Smurfit nei panni di Lady Jane, l’unica oltre ai due sopra citati a cui si sia dato per ora vero risalto.

Non che mi aspetti poi chissà che da Harker e Lucy, che erano due piattole anche nel romanzo di Stoker: bisognerebbe fare una vera rivoluzione del loro essere per renderli veramente interessanti.

La NBC ha commissionato una prima stagione di Dracula di dieci puntate, e chi è incuriosito ma non ha voglia di fare fatica con l’inglese sarà felice di sapere che da noi arriverà già a marzo su Mediaset Premium.

Speriamo che il venerdì sera, un po’ di stanca per tutta la tv americana, non sia penalizzante per gli ascolti, ma c’è da dire che questo nuovo “Dracula” è stato messo al traino dell’ottimo “Grimm”, serie che raccoglie un nutrito pubblico che dovrebbe avere gli stessi gusti televisivi.

Capito gente? Mentre aspettate gli invitati o se volete “scaldare” la serata niente di meglio di un telefilm “a tema”. Dura il giusto e vi proietta immediatamente nella giusta atmosfera! 😀

Witches of the East End (Tremate, tremate, le streghe son tornate!) By Only

In un turbine di mille progetti che mi tengono sempre più lontana dal blog ci pensa Only a ricordarci che…tra poco è Halloween, una tra le mie feste preferite. E lo fa con una nuova recensione…

Only

Visto che Halloween si avvicina, direi che una recensione sul nuovo telefilm di Streghe targato Lifetime capita a fagiolo.

Alzi la mano chi si ricorda il telefilm Charmed.

Non so per voi, ma per me il famoso “Streghe” (come si chiamava in Italia) è stato l’ingresso nel mondo del telefilm di ambiente soprannaturale, ingresso poi cementificato da Buffy.

Sono entrata in quel mondo per non uscirne più e ormai è diventato il mio genere preferito, almeno quando si tratta di telefilm.

Inutile fingere che “Witches of the east end” non abbia niente in comune con Charmed, che non vi si ispiri nemmeno un po’, perché non è così.

Altrettanto inutile precisare che per me questa, anche se può sembrare mancanza di originalità, è un punto a favore: io amavo Charmed, e di conseguenza anche questo “Witches of the east end” mi sta piacendo parecchio.

Ve l’ho premesso, perché già nel pilot i punti di connessione tra i due telefilm sono di quelli che non si scherza, e a me in primis hanno fatto un po’ storcere il naso.

In Charmed le sorelle streghe erano tre, e nel Pilot ignare di quello che realmente sono: sarà la riunione nella casa di famiglia dopo tanto tempo (e tanti dissapori) e la scoperta di un libro nella soffitta a far riemergere i loro poteri, da sempre scritti nel DNA. Poteri strettamente connessi al loro essere una triade, in profonda unione una con l’altra.

In questo nuovo telefilm, le sorelle streghe sono due, anche se in realtà la famiglia è composta da quattro elementi: Freya e Ingrid, a differenza delle sorelle Halliwell, non sono orfane ma hanno una madre e una zia, che si riunisce a loro nel corso del pilot. Anche Freya e Ingrid sono ignare dei loro poteri ma per motivi completamente diversi: anche se loro non lo sanno, hanno già vissuto diverse vite in quanto tutte la loro famiglia è immortale. Immortale, ma non esente da una maledizione: quella di Freya e Ingrid è di morire in ogni vita prima dei trent’anni. Ai giorni nostri la madre, una strega potentissima, tenta qualcosa di diverso per evitare di dover dare alla luce all’infinito due bimbe destinate a morire ancora molto giovani: sceglie di tenerle lontane dalla magia, nascondendo le loro origini, sperando che ciò spezzi la maledizione e di conseguenza cambi il loro destino. Inutile dire che ciò non sortirà nessun effetto e che ben presto Frya e Ingrid scopriranno chi sono davvero, mentre il mondo soprannaturale comincerà a intromettersi nelle loro vite, anche in modo violento…

Premettiamo anche che the “Witches od the east end” non è una sceneggiatura originale, ma è tratto da libro omonimo di Melissa de la Cruz, uscito se non erro qualche anno fa. La somiglianza al famoso Charmed comunque rimane, si vede che la Cruz era una fan, e in alcuni tratti fa sorridere, anche a me che è piaciuto uno e sta piacendo altro.

Per dirne una, questa era la magione delle sorelle Halliwell in Charmed:

E questa quella delle Beauchamp nella nuova produzione :

Notato niente?? Io sì, che nessuna strega che si rispetti può vivere in un appartamento in un cacchio di condominio!!

Sui protagonisti/protagoniste è ancora presto pronunciarsi, dopo soli tre episodi. I personaggi si stanno abbozzando ora, ed è ovvio che per ora le protagoniste femminili stanno avendo la meglio sul resto dei personaggi. Quel che è certo è solo che, in ambo i sessi, la figaggine abbonda. Ma proprio tanto.

Freya:

Ingrid:

La parte della madre è interpretata da Julia Ormond. Sono passati anni da quando faceva Sabrina e Vento di Passioni, ma rimane una brava attrice.

Poi c’è quella sventola della zia, quella che in una famiglia normale col cacchio presentereste al fidanzato:

Madchen Amick è sicuramente tirata a lucido da quando faceva Twin Peaks, ma non si può proprio dire che lo abbia fatto male!

Ma veniamo ai maschietti, almeno quelli visti fino ad ora.

I fratelli Dash e Killian:

Che…indovinate un po’?? Non vanno affatto d’accordo (Salvatore docet).

Adam, perché non poteva mancare il poliziotto che corteggia una delle sorelle Halliwell…scusate, volte dire Beauchamp!

Speriamo solo che non faccia la fine di Andy in Charmed perché a me sta simpatico!

Quindi, ragazzi e ragazze, guardarlo o non guardarlo? Da quel poco che ho visto, le atmosfere non mancano, la suspence pure. La trama, ve ne siete accorti, non brilla per originalità e scopiazza un po’ la sorella maggiore, ma direi che tre episodi sono presto per scagliare giudizi troppo severi: chiunque abbia visto la prima stagione di Buffy e poi le altre sei penso che sia d’accordo con me!

Quel che ho visto mi è piaciuto abbastanza dal continuare con la visione: non sarà il telefilm rivelazione dell’anno, ma c’è tutto quello che serve per divertire una patita di soprannaturale come me.