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Sul sentiero del ritorno.

Care e cari,

oppure caro Blog, perché non so se c’è ancora qualcuno che passa da qui a buttare un’occhiatina visto che sono in silenzio da mesi, eccomi tornata. Spero sia un ritorno “vero” e non un fuoco di paglia, ma il desiderio di scrivere sul blog era così forte in questi ultimi giorni che non posso esimermi anche se probabilmente questo sarà l’articolo meno letto della storia di wordpress.

Cominciamo con i convenevoli: state bene? Me lo auguro.

Io sto benone, anche se – come avrete immaginato – sono stata assorbita PARECCHIO fuori dalla rete. C’è una gioietta che ha compiuto 9 mesi da poco che reclama quasi ogni mio secondo libero ed io sono felice di regalarglielo. La maternità è per me l’esperienza più preziosa mai sperimentata finora, questo lo avrete capito dai precedenti post. Però…c’è un però. Sento un po’ il bisogno di ritornare a quella me stessa che ero prima che l’inquilino del piano di sotto facesse la sua comparsa. E forse un po’ mi sono mancata, tutta presa ad imparare come si fa a fare la mamma.

Ora, siccome tanto ho capito che non si impara ma si vive, ho pensato che qualche spazio potrei tornare a ritagliarmelo. E per me scrivere viene al primo posto.

Quindi cercherò di essere costante e tornare a dire la mia. Basta fare come quei vecchietti che scuotono la testa senza dire granché.

E da scuotere la testa ce ne sarebbe eccome.

Io però voglio continuare ad orientarmi sulla positività, perciò perdonatemi se non sarò sempre sul pezzo. Voglio anche continuare a darvi qualche spaccato della mia vita, anche se questo inevitabilmente porta il racconto sulla mammitudine e ciò che comporta. Insomma, prendo un poco questo “secondo tempo del blog” come se fosse un nuovo inizio. Non so sinceramente se riuscirò a mantenere il ritmo, ma prometto di provarci con tutte le mie forze.

Nel frattempo, come sempre, vi auguro che la Felicità bussi alla vostra porta. Io continuerò a cercare i modi per coltivarla.

10 motivi per cui mi piace Ottobre

In genere amo molto l’estate e il caldo, cose che quest’anno, purtroppo, non sono state ai massimi livelli (per usare un eufemismo!).

Se ci penso, però, devo dire che tra i miei mesi preferiti Ottobre ha sempre un posto d’onore. Ecco perché:

1. Non fa ancora quel freddo intenso che caratterizza Novembre e Dicembre, l’aria è limpida e anche se le giornate si accorciano i colori del tramonto sono quasi sempre mozzafiato.

2. I colori autunnali in generale. In tutto il mondo, Ottobre si presenta  dando agli alberi sfumature meravigliose. Talvolta malinconiche, talvolta intense al punto da scatenare la gioia. Non a caso, se non sbaglio, negli Stati Uniti l’estate indiana cade in Ottobre e anche in Giappone l’appuntamento è da non perdere con i Momiji ovvero le foglie d’albero (acero, solitamente) che assumono sfumature da favola.

3. Comincia – per me – la stagione del the coi biscotti. Ah ah ah. D’estate fa troppo caldo, ma voi sapete che io adooooro accoccolarmi con una tazza fumante. Quest’anno, poi, buon proposito: IMPARERO’  A FARMI DA SOLA I BISCOTTI SPEZIATI CHE MI PIACCIONO TANTO!

4.  Nonostante quest’anno abbia poco tempo libero a disposizione, Ottobre è il mese delle passeggiate nei boschi alla ricerca delle castagne. Lo facevo quando accompagnavo mio nonno da piccola, ho continuato a farlo, ogni tanto, da adulta. E che goduria gustarsi alla sera le caldarroste!

5. Ottobre è il mese in cui riprendono le serie tv americane, ovvero l’unica cosa che amo seguire in tv. Mi sto rimettendo in pari con Supernatural, perché – sembra incredibile – ma sono rimasta indietro…e comunque ce ne sono tante altre che voglio recuperare.

6. Ottobre è il mese in cui riprende tai chi. E durante l’estate sento molto la mancanza di questa pratica, sebbene a causa dei sopraggiunti impegni, riesca a seguire la lezione soltanto una volta alla settimana. Però i benefici si sentono comunque, quindi…

7. Ottobre è il mese in cui ci si prepara ad Halloween e come sapete a me si sveglia l’istinto per questa festa, non chiedetemi perché. Probabilmente ho un piccolo germe di paganesimo che in questo mese si esalta. Ma non vado oltre, perché non vorrei irritare chi di queste cose ha fatto per davvero la propria religione.

8. Ottobre, forse ancora più di Settembre, è il mese che mi dà l’impressione di essere un “inizio” e quindi mi stimola a muovermi e fare qualcosa di nuovo.

9. Ad Ottobre, solitamente, riprendo ad andare al cinema (d’estate non lo faccio quasi mai) o comunque a vedere dei DVD.

10. Ad Ottobre mi viene voglia di scrivere. Di tutto. Non so perché…poi di solito questo fervore si affievolisce un po’. Chissà che quest’anno non completi uno dei miei molteplici romanzi. 😀

Sideprojects 2

Che soddisfazione. Erano ANNI che non avevo così tanto tempo per me stessa e – incredibilmente – ora le giornate volano via così veloci che vorrei avere qualche ora in più durante il giorno!

C’è il lato oscuro della disoccupazione, ma c’è anche il lato positivo. Qui, non parlerò del lato oscuro: condivido con tutti le preoccupazioni, le ansie, il desiderio di non sentirsi inutili, la paura di non arrivare a fine mese (nel mio caso, per ora, mitigata dai risparmi e dal fatto che divido le spese con Lui).

No, in questo spazio vorrei parlare dei pensieri positivi e dei buoni propositi.

1. Mi sono rimessa a studiare. Ora, forse qualcuno non lo sa ma ho una laurea in giapponese. La cosa bella è che credevo di aver dimenticato praticamente tutto e invece no. E’ bastata una rinfrescata e la comprensione dei testi e dei drama è migliorata sensibilmente ed anche gli ideogrammi non sono finiti nel cassetto più nascosto del cervello, come temevo. Perciò la cosa mi ha motivata ed ho ripreso a ripassare un po’, grazie anche ai podcast (sono programmi tipo radio), che mi permettono di ottimizzare i tempi mentre – per esempio – faccio le pulizie (sì, anche le femministe fanno le pulizie, perché non ci piace vivere nel degrado 😀 ).

2. Ho cominciato a scrivere una storia che mi ispira. Un po’ alla “Supernatural”, forse, ma con ambientazione italiana. I protagonisti sono due cugini che aprono un bar in cui avvengono cose strane…per ora non posso dire di più. 🙂

3. Spedisco curricula a destra e a manca. Lo so, tutti lo fanno, comunque sappiate che è molto impegnativo. Non mi ricordo chi l’ha detto ma è vero che “la ricerca del lavoro è essa stessa un lavoro”.

4. Dormo. Oh, ragazzi, come dormo. Lo so che molti vorrebbero darmi una martellata per questo, ma dormire abbastanza è un lusso.

😀

Detto ciò il motivo per cui non riesco a pubblicare tutti i giorni è che non sto più al computer tutto il giorno. E da un lato – lo devo ammettere – è un gran bene. E poi vedo che il blog non ne risente, perché siete fedelissimi (GRAZIE!).

Insomma, questo post è in risposta a chi – carinissimo – si è preoccupato per me. Avrete presto news.

Immagine trovata sul sito cristallovestars.blogfree.it KAWAII NE? 😀

Su Bloggers, libertà d’opinione, diffamazione e soldi per scrivere.

Lucia Annunziata – ora direttrice dell’edizione italiana dell’Huffington Post – pensa che i blogger (anche quelli che scrivono per testate online importanti) non debbano essere pagati in quanto gli articoli sono semplici “opinioni” su fatti già noti. Si aggiunge poi la notizia della condanna di Alessandro Sallusti – oggi direttore de “Il Giornale”, ma responsabile di “Libero” ai tempi considerati nel processo – il quale permise nel 2007 la pubblicazione di un articolo a firma “Dreyfus” che conteneva illazioni in merito alla vicenda di una tredicenne che è dovuta ricorrere al giudice per poter abortire, in quanto i genitori erano separati e la ragazza non voleva informare il padre.

Alessandro Sallusti. No, non mi sta molto simpatico, ma non si può piacere a tutti, giusto?

QUI trovate l’articolo, QUI invece c’è il commento di Alessandro Robecchi in merito alla contraerea che si sta sollevando da più parti in difesa del giornalista e della “libertà di opinione”.

Ora, probabilmente, a voi le due notizie appariranno quasi totalmente scollegate, ma a me è salita una certa indignazione.

1° : sono assai delusa del fatto che la Annunziata – che di certo ha un curriculum invidiabile e un’esperienza giornalistica rara – si dimostri così cieca nei confronti dei bloggers. Sembra quasi che non si sia accorta che la Rete oggi non solo “rimaneggia” i contenuti, ma li produce. I bloggers sono il cuore del giornalismo in rete, che molti lo facciano per “passione” e non per guadagno è semmai un punto a loro favore. Certo, mettere a capo di una testata online che ha fatto successo grazie ai bloggers una persona che come prima dichiarazione enuncia come i bloggers stessi siano niente più che “opinionisti di serie B” fa un po’ ridere, non trovate?

Verrebbe  da domandarsi se senza di loro le testate online potrebbero restare a galla, ma vabbe’.

2° Se i bloggers sono “opinionisti” e i “giornalisti con tesserino” non lo sono, allora non è possibile difendere Sallusti. Significa che l’articolo incriminato – essendo prodotto giornalistico e non opinione – è pura e semplice diffamazione a mezzo stampa.

3° Trovo disgustoso che un giornalista stipendiato possa mettere su carta una simile ridda di falsità solo per veicolare la propria idea. Oltretutto trovo un’aggravante nel fatto che l’articolo riguardi proprio il discusso tema dell’aborto e la Legge 194. E’ davvero rivoltante constatare che gli attacchi a questa norma continuano su più fronti e che si cerca di svuotare il significato di tale legge proponendo una simile, stucchevole retorica ed infarcendola di bugie.

4° La collaborazione volontaria dei bloggers non dovrebbe significare “sfruttamento”. Scrivere un articolo – persino uno superficiale come questo – implica impegno nel ricercare le fonti, nel produrre un testo che crei informazione, nel raccogliere spunti il più possibile affidabili ed adeguati. Se una testata online produce utili per  migliaia di euro, continuare a basarsi sul “volontariato” è totalmente sbagliato, nessuno mi convincerà mai del contrario.

Certo, si potrebbe dire che ci sono troppi “scribacchini” disposti a scrivere gratis (o per prezzi irrisori) che in qualche modo “rovinano” il mercato dei cosiddetti “professionisti”, ma temo che questo discorso non sia applicabile alla Rete.

Un blog seguito da centinaia di migliaia di persone ha un bacino di utenza superiore a quello di alcune testate. Nel caso di un blog personale (i casi sono rarissimi, ma ci sono!) il blogger – di sicuro capace e fortunato – ricaverà qualcosina dalla pubblicità. Nel caso di un blogger facente capo ad una qualche organizzazione che guadagna, invece, dovrebbe essere stipendiato come un qualunque dipendente. In fondo, scrivere è ancora un lavoro. Serio, per giunta.

Pensiero felice 39/1000

Se ci penso, è da quando riesco a ricordare che lo faccio. Non solo quando mi sento triste, ma sempre…sempre…sempre. Sarà la mia poca memoria (ce l’ho infinita, in realtà, ma solo per le informazioni inutili), sarà che mi aiuta a riflettere. E vorrei che fosse la mia vita. Insomma, il pensiero felice di oggi (ma anche di sempre) è scrivere.

Sì, sono proprio io.