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Archivi tag: relax

In diretta dalla Magione

E qui, con una tazza di the caldo, davanti ad un vecchio film, posso dire – dopo tanto tempo – di essere a casa MIA.

La Magione ha inghiottito, per più di due anni, tuuuuuutti i nostri soldi, tuuuuuutto il nostro tempo libero. Ci è costata fatica, nervosismo, litigi, lacrime…e sorrisi. E parole di scusa. E il pensiero che ce la potevamo fare NONOSTANTE tutto.

La nostra casa è un pensiero incredibilmente felice, anche se ci ha ricoperti di responsabilità (ma hei, non siamo mica bambini) che prima non avevamo.Siamo al contempo entusiasti e spaventati.

Ci è venuta quasi tutta sui toni dell’azzurro, come si addice ad un posto di mare. Non l’abbiamo voluto, semplicemente…è capitato, una cosetta dietro l’altra. Così vi scrivo da un divano azzurro, avvolta da una copertina azzurra con i piedi appoggiati su un tavolo di vetro azzurrato…è un colore che calma.

Avendo rotto le palle a tutti per due anni, adesso abbiamo un carnet di inviti a cena che durerà fino al 2018. Ed è la cosa incredibilmente fantastica: avere qualcuno con cui condividere questa gioia. I nostri genitori, gli amici, persino i colleghi!

E poi, quando viene la sera, chiudere la porta e trovarci…le cose da fare non sono diminuite, ma tutto ha un sapore diverso, migliore. Inutile dire che spero che duri, il più possibile.

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La felicità è anche questo: una tavola apparecchiata in attesa di persone care!

 

 

 

 

Halloween 2016. E un paio di altre cosucce.

 

Bello scherzetto ci ha fatto questo Halloween. In Centro Italia, dico. Con così tante persone disperate per la paura e per  aver perso tutto la voglia di festeggiare è davvero poca. Io mi aggrappo all’unico pensiero positivo possibile: un terremoto così forte non ha fatto vittime. Nella sfiga, vedo un miracolo, ma forse è ancora presto per offrire questa consolazione a chi non può tornare a casa.

Come sapete a me piacciono i festeggiamenti improvvisati e i costumi caserecci dell’ultimo momento e quest’anno proprio fino all’ultimo non so se mi darò nemmeno una truccatina (d’altronde se esco senza trucco son una credibilissima Figlia della Paura)…questo perché stiamo chiudendo i lavori a casa ed ho un sacco da fare.

Infatti NON SONO andata a Lucca Comics. NON HO FINITO il libro iniziato il mese scorso. NON ho studiato giapponese le ore che mi ero prefissata.

Ma sapete che c’è? Ho imparato che la vita è fatta di priorità, come diceva lo slogan del gelato.Non si può controllare tutto, provarci porta all’ansia e a ben pochi risultati.

Così, semplicemente, abbasso il tiro.

A volte lasciar andare è una ricetta miracolosa!!!

Lavorando tanto e a più cose contemporaneamente a volte si perde di vista questo piccolo segreto della vita: ci concentriamo troppo per dare il nostro meglio agli altri, per arrivare a tutto, per finire tutto…e a volte basta semplicemente fare le Rosselle O’Hara della situazione, cioè fare spallucce e pensarci domani.Non importa fare piccoli passi, importa non fermarsi mai.

E infatti ora vado, che un trasloco mi aspetta da qui a qualche giorno.

Happy Halloween!!! 😀

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Compiti per le vacanze

Forse per molti di voi non è così, ma oggi per me è arrivato il giorno delle tanto sospirate ferie.

Per la verità non so quanto tempo avrò a disposizione, dati i lavori in corso alla casetta (verosimilmente poco perché il Generale Lui non konzente pauseh, jaaah!), ma diciamo che mi viene spontaneo – quando so che avrò un po’ di tempo – farmi la lista mentale di ciò che vorrei fare. NB: non che DOVREI. Che VORREI. Che è molto diverso.).

E’ la sindrome da “compiti felici delle vacanze”, che serviva a bilanciare quelli che ci davano a scuola.

Quando ero piccola comprendeva cose come: “stare in acqua tutto il giorno”, perché altri piccoli piaceri erano scontati. Oggi mi rendo conto che la lista è cambiata molto.

  1. DORMIRE FINO ALLE UNDICI ALMENO UNA MATTINA. Fino alle undici. E non ci devono essere interruzioni, nemmeno Bubu da portare fuori.
  2. LEGGERE UN LIBRO. Mamma mia, mi prende male a capire che non ho il tempo di finire un libro quando lavoro, ma è così. Alla sera arrivo così stanca che non ho la testa per mettermi sulle pagine. E devo dire che ho fatto fatica a trovare qualcosa di accattivante, ultimamente.
  3. FINIRE LA 10° SERIE DI SUPERNATURAL. Cioè, praticamente non sono più io. Sono indietro di una serie.
  4. ANDARE AL MARE AL MATTINO PRESTO QUANDO NON C’E’ NESSUNO E VENIRE VIA PRIMA DI MEZZOGIORNO. (Attorno alle undici arriva il Mondo Conosciuto e diventa un carnaio).
  5. ANDARE AL MERCATO CON MIA MAMMA (se avrà voglia di venirci. Di solito non compriamo niente, ma è un revival dei vecchi tempi)
  6. DORMIRE. Ah, l’ho già detto?
  7. DEDICARMI UN PO’ AI MIEI SIDEPROJECTS e soprattutto al giapponese, che come sapete è un po’ più di un hobby.
  8. ANDARE A QUALCHE SAGRA DOVE SI BALLA.
  9. RIVEDERE GLI AMICI DI UNA VITA. Il fatto è che mi sto rendendo conto che la mia strada mi ha portata lontano da persone a cui tengo. Un po’ perché alcuni abitano lontano (Ciao Riccardo!), un po’ per gli impegni di ognuno (Ciao Anna, Seba, Andrea…ecc. ecc.) abbiamo finito per allontanarci. Ieri, per esempio abbiamo fatto un revival con mia sorella e due nostre amiche che non vedevamo da ANNI. Era come se non fosse passato un giorno e a volte mi domando com’è possibile che ci siamo quasi perse di vista!
  10. PRATICARE TAI CHI, perché con la cosa della casa ho allentato anche su quel piano. E il mio fisico me lo richiede.

So che non è una lista molto poetica, ma mi sembra pazzesco non riuscire a fare almeno parte di queste cose nella mia vita “normale”.

E voi ce l’avete una lista delle vacanze?

Ne approfitto per augurare buon riposo a chi va in ferie e buon lavoro a chi deve tenere duro ancora un po’. Non so se aggiornerò il blog in questi quindici giorni…nel dubbio, ci vediamo a fine mese!

CONCHIGLIA

Jamaica: One Love 2

E rieccoci qui. Ci eravamo interrotti al nostro arrivo a Long Bay.

Se dovessi dire che tutto era come mi aspettavo, mentirei. Per carità, non è che volessi il resort-tutto-compreso per cui non sai se sei in Jamaica o a Riccione, però devo dire che mi immaginavo tutto un po’ meno…selvaggio. Per tutta la vacanza, mi sono ripetuta che mi sembrava più di essere nella giungla che ai caraibi. Che poi a pensarci bene vorrei capire che idea assurda mi fossi fatta prima di partire…quel che è certo è che dopo una bella dormita e un paio di giorni mi sono abituata così bene al posto che ho capito subito che andar via sarebbe stato difficile.

Vediamola così: solitamente io e Lui siamo dei gironzoloni. Durante questa vacanza, invece, complice un po’ di stanchezza accumulata, siamo stati decisamente pigri e felici di stare dove stavamo. Ovviamente questo è stato possibile anche perché i dintorni di Long Bay sono deliziosi e ci sono diverse spiagge in cui spaparanzarsi indisturbati.

Ecco una delle cose più belle di questa parte della Jamaica: l’assoluta tranquillità del posto. Sulla guida c’è scritto che se sei bianco e con l’aria vagamente turistica verrai assalito da decine di personaggi che pretenderanno di venderti qualcosa. Beh, a Long Bay no. A Long Bay qualcuno ti si avvicina col sorriso, ti chiede come stai, ti chiede SE può mostrarti qualcuno dei suoi lavori. E se dici di sì è contento di spiegarti che fa le sue collanine/braccialetti con materiale naturale, come li fa e perché. Se dici di no ti saluta col medesimo sorriso con cui è arrivato.

Una delle cose più difficili è stato aver a che fare col fuso orario: la mattina ci svegliavamo prestissimo, mentre la sera alle otto ci pigliava un abbiocco da cascare con la faccia nel piatto.

La prima giornata ci siamo abbronzati a Long Bay, mentre il giorno dopo siamo andati a rilassarci a French Man’s Cove, una spiaggia privata (appartiene ad un resort) ma aperta al pubblico dietro pagamento di un biglietto di 10 $. Si paga, ok, ma devo dire che merita, sia per la bellezza del posto che per i servizi offerti. Suna mi ha detto che sembra che sia la spiaggia dove Kennedy portava Marylin aumm’aumma. Hai capito il marpione? Comunque, sono stata benissimo a fare la fyga sulla sdraio, pensando che era dicembre!!! 😀

La cosa bella di tutte queste spiagge è che sei “quasi” da solo. Magari ti raggiungono una dozzina di altri turisti, ma considerando come siamo abituati in Italia sembrano deserte!

La sera, tornando con un taxi, ci siamo fatti lasciare a Boston Bay, che oltre ad avere una piccola spiaggia popolare tra i surfisti, vanta anche il miglior jerk della zona.

Per chi non lo sapesse, il Jerk è una particolare marinatura piccante che i giamaicani mettono sulla carne alla brace (maiale, pollo e aragoste). A me non è piaciuta, ma Lui ne andava matto e da quel momento, la “merenda” è diventata quasi tappa fissa!

La sera…faccia nel piatto alle otto, perciò siamo andati a dormire. Suna ed Enrico ci hanno proposto di rompere il fuso orario uscendo con Suna la sera dopo, che sarebbe stato sabato.

Per la giornata, di sabato abbiamo scoperto quella che sarebbe stata un po’ la nostra “base” per tutta la vacanza: la spiaggia libera di Winnifred Beach.

A parte il posto, che è bellissimo (acqua limpida e calda, sabbia bianca, chioschetti per mangiare o bere qualcosa…), questa spiaggia merita di essere frequentata perché appartiene ai giamaicani i quali la condividono tranquillamente con i turisti. C’è stata anche una lunga battaglia legale per evitare che vi fosse costruito sopra un resort (cosa che sarebbe alquanto ingiusta). Siamo stati bbbbbbeeeeenisssimooooooooooooooooooooo! Oltretutto lì si può mangiare presso un chiosco gestito da Cinthia, una signora molto simpatica, che serve piatti unici molto buoni. E le sue aragoste (20 $) sono molto abbondanti e molto saporite!

La sera, come da accordi, siamo usciti con Suna e siamo andati ad un party in strada, poco oltre Port Antonio. Io purtroppo ero fusa dal fuso, se no me lo sarei goduta molto di più, comunque è stata una serata molto particolare, con il Sound System (ovvero un palco dove il dj metteva la musica, più un camionicino che fungeva interamente da cassa…) e la gente che ballava in mezzo alla carreggiata interrompendosi solo per far passare le macchine. E COME. BALLAVANO. Non per generalizzare, ma erano tutti bravi. E sfrenati. Io ci ho provato a fare il twerking, ma mi è venuto il colpo della strega al secondo movimento di chiappa, quindi ho desistito per sempre. Tra un ballo e l’altro, non senza qualche disavventura (a Suna hanno rubato la borsa, per fortuna poi sono state restituite subito le chiavi della macchina e i documenti!), abbiamo tirato le sette del mattino! FUSO INFRANTO!

La domenica, verso l’una del pomeriggio, eravamo tutti insieme a Winnifred Beach.

Pensiero Felice 140/1000

Era un bel po’ che non vi proponevo un pensiero felice, eh? Vi sono mancati? A me sì…ma per fortuna c’è sempre un motivo per sorridere. Quello di oggi, dato che è arrivato il freddo, è semplice semplice: il tepore del piumone! 

In attesa che gli amministratori del condominio si decidano ad accendere i caloriferi!!!

Pensiero Felice 131/1000

Non ce l’ho più un gattino, ora ho un cagnetto, ma il pensiero felice di oggi mi è venuto in mente quando l’altra sera la miciotta della mia amica si è stabilita sul mio petto per riposarsi dopo ore di corse scalmanate.

Insomma, il pensiero felice di oggi (nonché infallibile metodo di rilassamento) sono le fusa di un gatto!

PRRRRRRR PRRRRRRR A TUTTI VOI!!! 😀

Pensiero Felice 96/1000

Il pensiero felice di oggi è anche un accorgimento per alleviare lo stress della giornata. In Giappone è di uso comune, ma da noi (anche per un motivo etico perché si  spreca un bel po’ d’acqua in più!) si fa molto meno. Comunque, dicevo, il pensiero felice di oggi è un bel bagno caldo e profumato.