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Sul sentiero del ritorno.

Care e cari,

oppure caro Blog, perché non so se c’è ancora qualcuno che passa da qui a buttare un’occhiatina visto che sono in silenzio da mesi, eccomi tornata. Spero sia un ritorno “vero” e non un fuoco di paglia, ma il desiderio di scrivere sul blog era così forte in questi ultimi giorni che non posso esimermi anche se probabilmente questo sarà l’articolo meno letto della storia di wordpress.

Cominciamo con i convenevoli: state bene? Me lo auguro.

Io sto benone, anche se – come avrete immaginato – sono stata assorbita PARECCHIO fuori dalla rete. C’è una gioietta che ha compiuto 9 mesi da poco che reclama quasi ogni mio secondo libero ed io sono felice di regalarglielo. La maternità è per me l’esperienza più preziosa mai sperimentata finora, questo lo avrete capito dai precedenti post. Però…c’è un però. Sento un po’ il bisogno di ritornare a quella me stessa che ero prima che l’inquilino del piano di sotto facesse la sua comparsa. E forse un po’ mi sono mancata, tutta presa ad imparare come si fa a fare la mamma.

Ora, siccome tanto ho capito che non si impara ma si vive, ho pensato che qualche spazio potrei tornare a ritagliarmelo. E per me scrivere viene al primo posto.

Quindi cercherò di essere costante e tornare a dire la mia. Basta fare come quei vecchietti che scuotono la testa senza dire granché.

E da scuotere la testa ce ne sarebbe eccome.

Io però voglio continuare ad orientarmi sulla positività, perciò perdonatemi se non sarò sempre sul pezzo. Voglio anche continuare a darvi qualche spaccato della mia vita, anche se questo inevitabilmente porta il racconto sulla mammitudine e ciò che comporta. Insomma, prendo un poco questo “secondo tempo del blog” come se fosse un nuovo inizio. Non so sinceramente se riuscirò a mantenere il ritmo, ma prometto di provarci con tutte le mie forze.

Nel frattempo, come sempre, vi auguro che la Felicità bussi alla vostra porta. Io continuerò a cercare i modi per coltivarla.

Il settimo mese.

Da panciolandia, la vita si vede con occhi un po’ diversi.

Uhm…ho usato la parola panciolandia ma vi supplico di non accomunarmi a quelle “pancine piene d’amore” che sono assurte ai DISonori(???) di FB per via delle loro sconcertanti affermazioni e richieste nei gruppi segreti dedicati.  Non credo che la panciotta mi abbia instupidita. Però un po’ mi ha cambiato le priorità per davvero.

Esempio: io volevo lavorare fino al mese di ottobre, sfruttando la flessibilità concessa dalla legge. Il mio dottore, molto delicatamente, mi ha risposto: “Ma sei scemaaaaaa???”…e io non ho nemmeno insistito. Contrariamente a quanto pensavo quando la prospettiva di una gravidanza era ancora un po’ lontana.

E’ che ho una priorità diversa, in questo momento, credo naturale. O, per lo meno, per me è così. Quando sento i calcetti, penso di aver fatto la scelta giusta: ho tante, tante cose a cui pensare e sono felice di avere il tempo per farlo.

Sono a casa da poco meno di quindici giorni eppure mi è passato il tempo in un secondo.

Mi sono “data una calmata”, anche se onestamente non so quante ragazze possano vantare una gravidanza serena come la mia.

E’ che dopo aver finito la casa non pensavo che si sarebbe potuto superare il livello di felicità…invece cavolo, l’ho superato. Quando alla sera ci sediamo sul divano e Lui mi abbraccia, anche se so che tra poco le nostre seratine intime saranno finite, mi sento svolazzare. Anche la realtà animale del parto, quella cosa che mi ha un po’ spaventata tutti questi mesi, il dolore e il sangue e le lacerazioni e tutte quelle cose lì…beh, sto cominciando a prenderla con discreta filosofia.

Mi sto organizzando piano piano, recupero le tutine dei miei nipoti, faccio la lista di quello che mi serve…e mi sento unica nel fare quello che hanno fatto miliardi di donne prima di me. Non sono qui a promuovere la mistica della maternità, solo a dire che se è una scelta consapevole e condivisa…cavolo è proprio bello. Ma bello, bello, bello!

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