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Di cosa abbiamo bisogno?

Alle scuole medie mi è capitato di leggere una di quelle dediche da Smemoranda, che si ripetevano uguali uguali sui diari di tutte. Quella dedica era: “Se sei felice non dirlo a nessuno:la gente è troppo invidiosa per permetterti di esserlo”.

Me lo ricordo come fosse adesso, perché già allora – anche se lo aveva detto Jim Morrison, o non so chi altro – so di aver pensato “Che boiata immonda”.

Infatti è un concentrato di pessimismo e sfiducia che forse nell’adolescenza possono apparire attraenti, ma ai miei occhi di Zitella sono incredibilmente spiacevoli. Perché pessimismo e sfiducia sono purtroppo tentacoli soffocanti che, mi sembra, stanno avvolgendo la nostra società e generando mostri.

Non è forse per pessimismo e sfiducia che non siamo più in grado di affidarci alla scienza e preferiamo dar credito a santoni di vario genere? Eppure la scienza non ci ha delusi: per sua natura non può farlo, in quanto richiede prove oggettive. Però non è immediata. E perciò basta il sospetto che la scienza sia asservita a chissà quale società segreta per toglierle la credibilità che diamo a quelli che, porco mondo, ci dicono che l’essere umano può nutrirsi d’aria.

Il complottismo è figlio della sfiducia.

La politica si è meritata sfiducia, questo lo so. Ma il pessimismo fa sì che – almeno nelle menti di molti ragazzi – il cambiamento sia diventato impossibile e doloroso. E per cambiare ci si affida sempre più ad estremismi, si calpestano nozioni di logica elementare per dar retta a chi parla alle nostre pance in un gioco perverso che ci rende nemici gli uni con gli altri e ci divide in base al colore della pelle, ai gusti sessuali, allo status sociale.

La sfiducia coinvolge anche gli ambienti intellettuali. Ecco, per me la più grande sconfitta è l’ aver smesso di credere che essere colti ed intelligenti sia una ricchezza assai maggiore di quella materiale. Abbiamo abbandonato i libri al punto che i nostri ragazzi non sanno più scrivere e sono pochi gli insegnanti in grado di rilevarlo. Peggio, siamo quelli che non vogliono essere corretti, che sui social si beano della propria ignoranza e del degrado, facendo gruppo con altri come noi per sfornare idiozie con cui riempiamo le giornate. E guai a chi osa sollevare il problema.

Di cosa c’è bisogno, dunque? Beh, secondo me c’è bisogno – lo dico da tanto tempo – di persone che siano in grado di vedere il bello e il buono che ancora esiste e resiste. Che lo dicano a voce alta. Persone in grado di distribuire in giro il giusto grado di fiducia. C’è immenso bisogno di persone che si prendano la responsabilità di essere felici.Oltre le invidie, oltre gli ostacoli che esistono per tutti. Non parlo di unicorni, parlo di ognuno di noi.

C’è bisogno di tornare a dare fiducia a chi la merita.

C’è anche bisogno di fare la fatica di andare contro la disinformazione e provare a pensare con la propria testa, senza dettami politici. Una buona linea guida? Io la butto lì: il rispetto dei diritti umani prima di tutto. Informarsi su più fronti e provare a capire (che non vuol dire approvare, attenzione) cosa genera le opinioni opposte alle nostre. E’ una strada lunga.

E poi, di cosa c’è bisogno? Di bellezza. Di meritocrazia. Di accoglienza. Di rispetto delle regole e più ancora di rispetto per le persone. Di ritrovare una cultura e desiderare di ampliarla. Di divertirsi. Di ridere.

Secondo me.

Considerazioni appena sveglia.

Ve l’ho detto, mi succede. Dopo il fervore scrittorio di Ottobre-Novembre a Dicembre entro in una sorta di letargo, in cui tutto succede, ma aggiornare il blog diventa l’ultimo pensiero del giorno.

Da un lato è un bene: ho da fare “fuori”, e continuo, un passetto per volta, a portare avanti i miei piccoli progetti, visto che il lavoro continua a latitare. E fa paura, questo pensiero, ma…cosa ci siamo sempre detti? Più ci si preoccupa e peggio è.

Perciò continuo ad approfondire le mie vecchie passioni con la SPERANZA che mi aprano la strada.

Ho smesso di ascoltare il TG, perché secondo loro  la mia generazione è quella che ce l’ha nel..lo stoppino.

Non ci credo. I miei piccoli progetti ci sono, sono lì e – anche se sono lenta – vado avanti fiduciosa.

So che non è facile per tutti, so che non tutti hanno comunque un tetto sulla testa e un piatto di pasta. Io, ancora, ho tante di quelle fortune che non si contano nemmeno più e me ne accorgo ogni volta che vado a fare la spesa e torno con i sacchetti pieni. Certo, mi capita di dover rinunciare a qualcosa, ma è talmente poco che un minuto dopo non ci penso più.

A chi mi chiede se sono “comunque” felice, rispondo sempre CERTO! La Felicità non si trova in assenza di difficoltà, ma nonostante esse. E invece sto riscoprendo in me una sicurezza che pensavo di non possedere. Al punto che oggi mi chiedo perché da ragazzina fossi solita tirare il freno e farmi così tante paranoie mentali quando dovevo farmi valere in qualcosa.

Sicurezza. Credo sia il modo migliore con cui “iniziare” il 2014. Sì, sì, lo so che tra poco sarà già Febbraio, non facciamo i pignoli. 😀

Scuola di Felicità 1 – Gli strumenti del “mestiere”

Ebbene, giovani Padawan (eh eh), abbiamo “aperto i battenti” con qualche avvertenza. Si tratterà senz’altro di un’avventura un po’ bislacca e forse molti di voi mi manderanno a quel paese sghignazzando e dicendo che vivo nel Mondo della Frutta Candita. E’ vero, se volete vi mando una cartolina, giacché vi si sta benissimo. Ma – assurde giustificazioni a parte (questo vi dimostra quanto io tema ancora il giudizio altrui!) – qualsiasi impresa, grande o piccola che sia – ha bisogno degli strumenti giusti.

Non si va a scuola senza cartella, vero?

Ecco, allora, cosa ci servirà per cominciare. Procuratevi:

 

un quaderno. E lo so che siamo nell’era delle telecomunicazioni, ma il quaderno è più leggero e portabile di un computer e funziona anche se va via la luce o se si scarica la batteria.

una penna. In particolare io vi consiglio dei pennarelli colorati perché, come abbiamo visto in alcuni post precedenti, i colori sono spesso importanti per il nostro umore.

un buon libro (o più). A me non importa quale libro sia, purché voi lo apprezziate molto.

uno o più cd con della buona musica (idem)

un oggetto che vi è caro, possibilmente di piccole dimensioni. Qualcosa che possiate tenere agevolmente in tasca, o in borsa.

Fantasia. Sì, lo so che è una richiesta bizzarra, ma la fantasia è indispensabile. So che moltissimi di voi sono convinti di non averne, eppure tutti ne abbiamo un piccolo tesoro. C’è solo chi riesce a tirarlo fuori più facilmente e chi meno. Vi chiederò MOLTI sforzi di fantasia, soprattutto all’inizio.

E la risposta: “Non sono capace” non è ammessa. Se ci si allena, si impara a fare tutto, persino a sognare.

Fiducia. E’ una parola grande, lo so. Ma io non vi chiedo di avere fiducia in ME o in quello che scriverò io. Lì potrete sbugiardarmi quanto vi parrà, se riterrete che io abbia scritto idiozie. La fiducia che ci/vi serve è, principalmente, quella che si ripone nelle nostre sensazioni. A volte abbiamo emozioni e impressioni molto forti, ma le soffochiamo per paura di come saremo giudicati. Perché affidare agli altri questo potere?

Un po’ di Tempo. So che molti di voi hanno i minuti contati e tanto stress deriva anche da questo. Quello che vi chiedo è di dedicare alcuni di questi minuti agli “esercizi” che costruiremo insieme. Vi prometto che non vi occuperanno troppo spazio e che potrete “pensarli” anche mentre fate altro.

 

Tutto qui. Mi sembra che come equipaggiamento iniziale sia più che sufficiente.

Una piccola nota su uno degli “strumenti”, ovvero la Fantasia: questa parola è spesso usata con una sfumatura leggermente negativa, nel senso che si dice che “ha tanta fantasia” chi si illude di qualcosa. Ecco, farsi i film mentali, le cosiddette “illusioni” non è un male come la società dei pessimisti ci vuol fare credere.

La famosa frase attribuita a Walt Disney “ Se puoi sognarlo, puoi farlo” contiene un fondo di verità. Certo, chi sogna – che so – di volare e andare su Marte forse non vedrà immediatamente la propria aspettativa realizzata, ma…chissà. Se il desiderio e l’immaginazione sono forti, probabilmente, si avvicinerà allo scopo molto più di quanto non avvenga per qualcuno che getta subito la spugna liquidando i propri sogni come “stupidate”. La vita poi ti spinge a diventare impiegato piuttosto che astronauta, ma puoi comunque trovare una via di mezzo e diventare espertissimo di astronomia…capite cosa intendo? La bacchetta magica non ce l’ha nessuno, ma sottovalutare la forza del pensiero positivo e ascoltare piuttosto chi dice che è meglio non sognare per non rimanere delusi è una tra le principali cause di insoddisfazione nel mondo.

Quindi non sentitevi ingenui, per lo meno…non quando siete in questo piccolo spazio. E lasciamo le briglie sciolte a fantasia e immaginazione. Credere è la chiave di tutto: credere che il meglio stia arrivando.

Pensiero Felice 71/1000

A volte mi sento insicura.  Non so da cosa derivi (forse perché sono goffa, o perché ho il senso dell’orientamento di un girino ubriaco). Perciò faccio un po’ di fatica nelle cose “pratiche”. Per questo, il pensiero felice di oggi è quando qualcuno mi fa capire di avere fiducia e stima riposti in me.