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Halloween 2016. E un paio di altre cosucce.

 

Bello scherzetto ci ha fatto questo Halloween. In Centro Italia, dico. Con così tante persone disperate per la paura e per  aver perso tutto la voglia di festeggiare è davvero poca. Io mi aggrappo all’unico pensiero positivo possibile: un terremoto così forte non ha fatto vittime. Nella sfiga, vedo un miracolo, ma forse è ancora presto per offrire questa consolazione a chi non può tornare a casa.

Come sapete a me piacciono i festeggiamenti improvvisati e i costumi caserecci dell’ultimo momento e quest’anno proprio fino all’ultimo non so se mi darò nemmeno una truccatina (d’altronde se esco senza trucco son una credibilissima Figlia della Paura)…questo perché stiamo chiudendo i lavori a casa ed ho un sacco da fare.

Infatti NON SONO andata a Lucca Comics. NON HO FINITO il libro iniziato il mese scorso. NON ho studiato giapponese le ore che mi ero prefissata.

Ma sapete che c’è? Ho imparato che la vita è fatta di priorità, come diceva lo slogan del gelato.Non si può controllare tutto, provarci porta all’ansia e a ben pochi risultati.

Così, semplicemente, abbasso il tiro.

A volte lasciar andare è una ricetta miracolosa!!!

Lavorando tanto e a più cose contemporaneamente a volte si perde di vista questo piccolo segreto della vita: ci concentriamo troppo per dare il nostro meglio agli altri, per arrivare a tutto, per finire tutto…e a volte basta semplicemente fare le Rosselle O’Hara della situazione, cioè fare spallucce e pensarci domani.Non importa fare piccoli passi, importa non fermarsi mai.

E infatti ora vado, che un trasloco mi aspetta da qui a qualche giorno.

Happy Halloween!!! 😀

halloween-pumpkin

 

 

 

 

Pensiero Felice 154/1000

Non ho scritto niente ieri, che era il giorno della Festa della Mamma. Ieri, a dire il vero, la mia mamma non l’ho neanche vista.

Potrei dirvi che – con tutta la mia famiglia e Lui -lei è il mio pensiero felice di sempre. Quello che, se fossimo in Peter Pan, probabilmente mi farebbe volare. Glielo dedico oggi, anche se lei lo sa già. Con la speranza, se mai diventerò mamma a mia volta, di rendere la figliolanza felice almeno la metà di quanto lei ha sempre reso felice me.

Tanabata, la notte in cui i desideri si avverano

Tanto, tanto tempo fa nel Regno Celeste, vivevano Tentei, sovrano di tutte le divinità, e sua figlia Orihime (la stella Vega, per noi occidentali).. La principessa aveva la dote di tessere magnificamente, tanto che fin da piccola era sempre stata impegnata nel confezionare abiti di bellezza incomparabile per tutti gli dei e non aveva mai avuto tempo per pensare ad altro.

Quando Orihime crebbe, il padre pensò che fosse giunto il momento di trovarle uno sposo e la sua scelta cadde su Hikoboshi (Altair), il giovane che aveva il compito di pascolare e fare la guardia alle mandrie dl cielo.

I due non si erano mai visti prima a causa dei rispettivi doveri, ma non appena posarono lo sguardo uno sull’altra furono travolti da un amore incontenibile.

Divennero inseparabili in un fuoco di passione e per questo dimenticarono i rispettivi obblighi. Ben presto gli dei si ritrovarono senza più vestiti e le mandrie celesti venivano lasciate libere di scorrazzare.

Tentei, allora, sconvolto dall’ira, creò un fiume larghissimo ed impetuoso a cui diede il nome di “Ama no Kawa” (Via Lattea) e separò gli innamorati uno sulla sponda e una sull’altra affinché fossero divisi per sempre.

Ma il dolore impediva ai due ragazzi di tornare al lavoro ed entrambi languivano sulle separate rive del fiume, andando ad ingrossarne le acque con le lacrime. Dopo molto tempo, Tentei, mosso a pietà, decise che gli innamorati avrebbero avuto un’occasione l’anno per ricongiungersi e fissò la data la settima notte del settimo mese. Con la speranza di potersi riabbracciare, gli innamorati ripresero allora il loro lavoro di buona lena e così, ogni anno dopo tanta fatica, possono finalmente tornare insieme.

Questa leggenda, di origine cinese, in realtà, è il cuore della festa giapponese del Tanabata, la Settima Notte del Settimo mese, appunto.

In Giappone è una festa molto sentita, specie dai giovani, che hanno un’occasione per indossare lo yukata, ammirare i fuochi di artificio e divertirsi nei vari Matsuri (festival) che si tengono in molte città.

Ho deciso di parlare del Tanabata, semplicemente, perché non solo è la festa dell’amore, ma perché è la notte dei desideri. Infatti, è tradizione scrivere il proprio sogno o la propria preghiera su una strisciolina di carta colorata che poi verrà appesa ai rami di un bambù. La leggenda vuole che, nella loro gioia di essersi ritrovate, le stelle innamorate esaudiscano i desideri dei mortali.

Immagine dal blog: tokyobling.wordpress.com

Le feste “moderne” sono fiere coloratissime, piene di bancarelle e luci. L’atmosfera è spesso magica, laddove la società vuole tutti molto seri e impegnati. A mio parere, in Giappone questa festa è molto più bella e più autentica di San Valentino, perché celebra i sogni, l’amore, l’impegno per raggiungere uno scopo e una quantità di altri sentimenti positivi. Io credo che stasera scriverò una strisciolina di carta, anche se – devo dire – è un periodo in cui mi sembra di avere già tanto tanto.

E voi…avete voglia di condividere qui i vostri desideri? 😀

Immagine del sito http://www.zerochan.net

 

Halloween: il Party Perfetto 2

E dopo aver sbirciato le possibilità per dei costumi coi fiocchi è tempo di decorare la casa per il nostro party!  E’ ovvio che nei negozi troverete di tutto e di più, ma se non vi va di spendere troppi soldi o, semplicemente, avete un po’ di tempo a disposizione per divertirvi da soli o con i vostri bambini, vediamo quali sono le trovate più semplici e simpatiche:

1. Oltre alla famosissima zucca intagliata si possono spargere per casa altre lanterne che si possono ricavare da comuni barattoli di vetro. Tutto quello di cui avete bisogno, oltre ai barattoli debitamente puliti, è un pennarello nero indelebile, colori acrilici in quantità, un pennello e  candeline di quelle che si mettono nei bruciaessenze (si trovano in tutti i supermercati).

Dunque prima di tutto ricoprite i barattoli con i colori acrilici. In particolare vi consiglio i colori bianco, arancione e verde. Quando i barattoli saranno asciutti dovete disegnare sulla superficie delle faccine tipiche di Halloween, come vedete nella fotografia. I barattoli qui illustrati sono ricoperti di carta, ma io vi consiglio di pitturare il vetro, perché con il fuoco delle candele almeno sarete certi di non incendiare nulla.

2. Se volete creare degli striscioni, vi bastano una forbice, dello spago, una pinzatrice e dei cartoncini colorati insieme al pennarello indelebile di prima, grazie al quale modellerete le forme che desiderate. Se comprate del cartoncino arancione potete disegnare e ritagliare delle zucche, se lo comprate bianco potete creare dei simpatici fantasmi, se è nero ragni e pipistrelli…e perché non tutti insieme? Dopo averli ritagliati accuratamente non dovete far altro che fissarli allo spago con la pinzatrice a pochi cm uno dall’altro.

3. Se avete del cartoncino nero e avete ritagliato dei pipistrelli, un modo carino di appenderli è anche quello di legarli con del filo di nylon a un ramo secco, che potete attaccare al muro oppure mettere in un vaso, creando una sorta di “Albero di Halloween” un po’ lugubre ma di sicuro effetto.

4. Per il centro tavola, vi consiglio di utilizzare candele colorate in arancione, oro, nero e verde, nastri degli stessi colori e, se l’avete, una piccola zucca da intagliare. Dopo aver creato il viso che preferite per il vostro piccolo Jack O’Lantern, ponetelo al centro di un piatto di plastica (possibilmente nero e di forma rotonda) e disponetegli attorno, a vostro piacimento, le candele legate con i nastri e le foglie secche. Innaffiate il tutto con una pioggia di brillantini dorati e arancioni.

Se volete essere particolarmente carini, disponete, accanto al piatto di ciascun invitato, un piccolo biglietto personalizzato, magari fatto a pergamena, in cui gli esprimete il vostro affetto, ma anche un sogno che desideriate si avveri per lui o lei.  Halloween è la notte dove tutto è possibile e il confine tra i mondi si assottiglia: chissà che suggerire i nostri desideri all’universo in questo momento speciale non sia più efficace…

 …continua…

 

This is Halloween 7 – Dove Festeggiare

Molti di voi non festeggiano Halloween, perché è una festa “troppo commerciale”. Il che è comprensibile. Sinceramente l’idea di andare in un locale qualsiasi non stuzzica neanche me, sarà che non sono un’amante della discoteca in generale e mai lo sono stata.

Il consiglio universale è una festicciola in casa, ma qualcosa di tranquillo: dolciumi, maschere autoprodotte, un po’ di musica e quattro chiacchiere davanti ad un bicchiere di vino speziato. Di quello buono, però.

Con questo freddo, mi sembra un’opzione dignitosa.

Se però volete qualcosa “di più” , secondo me potrebbe essere molto divertente andare a Gardaland (sì, per par condicio dovrei dire anche  “o Mirabilandia”, ma lì ancora non ci sono mai stata e sono una Gardalandofila convinta!) proprio in questo week end. Il parco è stato aperto tutti i fine settimana del mese di ottobre e lo resterà fino al 4 Novembre con particolari decorazioni e spettacoli espressamente dedicati proprio ad Halloween.

Una veduta della celeberrima Valle dei Re con le decorazioni a tema.

Ci sono andata per tre anni di fila e, anche se chiude alle 22.00, vi posso assicurare che è uno dei periodi più belli per andare. E’ vero che, a causa del freddo, non si possono fare i giochi ad acqua, ma c’è molta meno gente che in estate e primavera ed è simpatico vedere le maschere in giro e le bancarelle addobbate di zucche e fantasmini… Insomma, questa soluzione è sicuramente molto d’atmosfera e, se avete dei bambini, è qualcosa che li farà sicuramente felici. (ma secondo me anche se non li avete. Insomma, dai, l’avrete capito, sto cercando di farmi consegnare la cittadinanza onoraria di Gardaland, mi piace troppo! 😀 ).

Ovviamente, con la crisi, capisco che Gardaland sia una possibilità che non tutti possono permettersi.

Per chi abita in Toscana o nelle zone limitrofe, per me, esiste un’alternativa che non lo fa rimpiangere: si tratta dell’Halloween Night che si tiene a Borgo a Mozzano, un paesino nei pressi di Lucca che vanta ormai 19 anni di tradizione e di “Notti Nere”.

ATTENZIONE, PERCHE’ A CAUSA DEL PREVISTO MALTEMPO LA NOTTE NERA DI QUEST’ANNO E’ SPOSTATA A VENERDI’ 2 NOVEMBRE.

 

Borgo a Mozzano è famoso in zona per il Ponte dei Diavolo, una sinistra costruzione medievale presso cui, si diceva, si riunissero le streghe per celebrare il loro Sabba. Leggende e vecchie storie legate ai fantasmi, ai demoni e al campionario di creature infernali che il folclore ci offre, qui, sono strettamente legate al territorio. Così, nel 1993, è fiorita l’idea di una celebrazione di Ognissanti che riprendesse le tradizioni (c’è infatti anche una ricostruzione storica) e fosse al tempo stesso fonte di divertimento e festa con gli amici.

Suggestiva immagine del Ponte del Diavolo.

Il risultato è La Notte Nera, piena di maschere, spettacoli, art shop, mercatini, buon cibo e risate. Ci sono stata l’anno scorso e mi sono divertita tantissimo.

Solo un consiglio: scegliete una maschera che vi copra bene, perché il posto è un po’ umido e tutto (o quasi) si svolge all’aperto, perciò rischiate di aver freddo! L’anno scorso io me la sono cavata con un po’ di lana addosso…ma diciamoci la verità: i travestimenti di Halloween sono belli anche perché sotto un mantello nero potete mettere quello che volete.

Qui il sito ufficiale della Notte Nera, se volete saperne di più.

Vuoi leggere gli altri post di questa serie? Clicca qui sotto:

– This is Halloween 1 – Samhain

– This is Halloween 2 – Jack O’Lantern

– This is Halloween 3 – La Strega

– This is Halloween 4 – Trick or Treat?

– This is Halloween 5 – Letture “made in Italy”

– This is Halloween 6 – Un dolcino da sbafare per i festeggiamenti

This is Halloween 4 – Trick or Treat?

Nel nostro immaginario di nerd cresciuti a pane, nutella e telefilm americani, la Festa di Halloween è indissolubilmente legata alle bande di bambini e bambine travestiti che scorrazzano allegramente lungo i marciapiedi di New Yor…Casalguzzante Di Sopra (così i miei detrattori non mi tacciano di anglofilia…eh eh eh ), bussano alle porte e domandano con aria sbarazzina: “Dolcetto o Scherzetto”? Che è la variante italiana del più celebre “Trick or Treat”? E l’equivalente meno camorrista di “Caccia i dolci, vecchiaccio”.

Coloro che ricevono la visita dell’allegro gruppo di mostriciattoli, sono tenuti a donare generosamente caramelle e dolciumi vari, altrimenti non succede niente, ma verranno ricordati come maledetti taccagni nei secoli dei secoli. (E se state in un paese piccolo, vi avverto, è una condanna).

Forse non tutti sanno che questa tradizione non risale ai celti, come la Festa di Halloween, ma è un’aggiuntina “tutta cristiana”. (chiamali scemi!!!)

Infatti sembra che la questua di dolciumi vari sia cominciata nel IX secolo d.C e che fosse usanza mandare i bambini di casa in casa ad elemosinare dolci, e in particolare la torta chiamata “Torta delle Anime” (soulcake), una ricetta molto semplice con pane e frutta secca. Per ogni pezzetto di dolce ricevuto, il bambino recitava una preghiera in favore di un defunto caro al donatore, la cui anima si trovava in purgatorio e ne favoriva, così, il passaggio in Paradiso. La versione zuccherata della vendita delle indulgenze, insomma. E’ proprio vero che certi vizi non vanno mai via.

Ma non sono qui a far polemica sulla Chiesa, tanto più che ne ho già spruzzata un po’ nel post precedente e non mi voglio trasformare in Don Zauker. Volevo solo sottolineare quanto mi piaccia l’idea di travestirsi ad Halloween. Sono anni che lo faccio e non so se questo ne avrò la possibilità, però devo dire che le feste passate ho avuto un successo pazzesco vestendomi da sposa assassinata.

Non la sposa-cadavere di Tim Burton, no. Ho semplicemente preso un abito bianco lungo che possiedo, l’ho indossato sopra un body di pizzo (6 Euro da “Stefan”!), l’ho adornato con un crocifisso ed ho comprato due metri di tulle che poi ho pinzato ad un cerchietto per dare l’idea del velo. Poi fiori finti (1 euro dai cinesi), un po’ di bianco e nero in faccia, lacrime di sangue finto…ed ecco il risultato:

Faccio o non faccio effetto? Sì, sono proprio io. Ma di solito non sono così triste.

Ma cosa sarebbe successo se,invece di autoprodurre il costume, avessi dovuto cercarlo su internet? Beh, o sexy o niente.

Ecco cosa ho trovato sotto la voce “costumi da donna”:

Sexy Strega, Sexy Infermiera, Sexy Diavolessa, Sexy Cappuccetto Rosso, Sexy Piratessa, Sexy Vampira, Sexy Alice nel Paese delle Meraviglie, Sexy Poliziotta…e così via. Si tratta di costumi carini, per carità, per lo meno sul corpo delle modelle con taglia di reggiseno il triplo della mia su 40 Kg scarsi…però la cosa che mi ha lasciato basita è che non ci sono alternative! Porco mondo guardate cosa sono riusciti a rendere sexy:

Mercoledì Addams. Sexy. Santoddio.

Ora, non mi voglio lamentare di questi bei costumini, mi lamento per la mancanza di altro.Perché, se notate, nella mia foto io ho su un PONCHO DI LANA. Questo perché non ho partecipato ad una festa in casa, ma ad una che si svolgeva all’aperto (in uno dei prossimi post vi presenterò dove). E tenete conto che lo scorso autunno la temperatura era moooolto mite. Con questi costumi micragnosi che cosa vogliono, gli ideatori, farci morire di freddo solo per mostrare un po’ le tette a tanti fantasmini, vampirozzi, diavoletti arrapati?

Io sexy mi ci vesto in camera da letto (forse!!!), per strada con sto freddo non ne vedo l’utilità. Non vorrei mai passare tutta la sera a tremare coi ghiaccioli sotto il naso!

Vuoi leggere gli altri articoli di questa serie? Clicca qui sotto:

– This is Halloween 1 – Samhain

– This is Halloween 2 – Jack O’ Lantern

– This is Halloween 3 – La Strega

This is Halloween 1 – Samhain

Di solito non ho la passione per le cose macabre, ve ne sarete accorti. Anzi. Quindi non so spiegarvi il motivo esatto della mia attrazione verso la festa di Halloween, che si celebra tra una settimana esatta. Benché mi sia allontanata dal cattolicesimo così come me lo hanno insegnato, non penso di poter affermare a cuor leggero di essere “pagana”. Sto cercando la mia dimensione spirituale, vediamola così, e credo che in questo non finirò mai, anche se in questi giorni vi spiegherò perché mi piacerebbe essere una strega. Comunque, Halloween mi attira tantissimo.

Non tanto per il corredo di maschere e sangue finto, per i cappelli a punta, le ragnatele di zucchero e i lustrini viola. Beh, non mi dispiace anche la parte ludica, lo ammetto, mi diverte più del carnevale. Però non si esaurisce qui.

Pertanto ho deciso di scrivere, durante questa settimana, una serie di post legati ad Halloween, per approfondire un poco e “festeggiare a modo mio”.

Oggi parliamo delle origini, cioè Samhain.

Gif presa dal bellissimo sito “La strega delle mele”

Il nome “Sam-hain” deriva probabilmente dalla lingua celtica Sam e Fuin che messo insieme significherebbe “Fine dell’Estate”. Per i celti si trattava di una festa molto importante, insieme a Beltane (o Beltain). Rappresentava la notte in cui “si spengono i fuochi”, la fine dell’anno agricolo e l’inizio di un periodo di ritiro (dovuto anche al freddo in arrivo, immagino!) e quindi di tutte le attività più legate, spiritualmente, all’interiorità.

Nella dimensione ciclica del tempo propria della visione celtica, Samhain si collocava in un punto indefinito: era sia l’inizio di un nuovo anno che la sua fine, quindi andava a trovarsi in una dimensione differente; forse è per questo che la tradizione vuole che in questa notte il velo tra i mondi si assottigli e sia più facile trovare aperte le porte di Annwn (il regno degli spiriti) e di Sidhe (il regno delle Fate). Nei villaggi venivano spenti i fuochi domestici per evitare che gli spiriti maligni si impadronissero delle persone, si credeva che gli spiriti dei defunti e gli esseri fatati invitassero i mortali a passare un anno con loro mentre i druidi scrivevano messaggi e li affidavano al fuoco anche per ottenere la divinazione. L’antica festa irlandese, che durava sei giorni e sei notti, prevedeva poi sacrifici, rituali ed incantesimi in onore dell’unione tra il dio della fertilità Dagda e la sua sposa Morrighan. Come Festa dei Morti era molto importante, perché per i celti vivere con dignità e morire con onore, tanto da essere ricordati a Samhain, era motivo di grande orgoglio.

Tra i riti che si praticavano a Samhain vi era quello dell’immersione delle mele (chi riusciva per primo a mordere la mela nella bacinella si sarebbe sposato entro l’anno) o la sbucciatura delle stesse (tanto più lunga era la buccia, tanto lo sarebbe stata la vita di chi eseguiva la prova), tanto è vero che ancora oggi tra i dolciumi più diffusi per Halloween  abbiamo le mele caramellate.

Per i pagani – ma direi anche per tutti noi- questo è un periodo propizio per entrare maggiormente in contatto con noi stessi. Senza stare a disturbare gli spiriti, per chi crede nella loro esistenza, è però possibile fare caso con maggiore attenzione ai piccoli messaggi dell’Universo: sogni, ricordi, intuizioni.

Per chi pensa che celebrare la Morte sia qualcosa di brutto, posso dire che lo è se non si ricorda che la morte fa parte di un ciclo e che la Morte può essere una fine, ma anche un inizio ed è giusto ricordare che ci ha amato e chi noi continuiamo ad amare, anche se non è più visibile ai nostri occhi.

Samhain porta con sé i colori dell’autunno, zucchero, mele, cannella e quel pizzico di malinconia che è vitale anche per tutti coloro che desiderano essere felici (come ci accorgeremmo della felicità, altrimenti?). Per questo mi piace e lo festeggio con gioia.

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– This is Halloween 2 – Jack O’ Lantern

– This is Halloween 3 – La Strega

– This is Halloween 4 – Trick or Treat?