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Halloween 2016. E un paio di altre cosucce.

 

Bello scherzetto ci ha fatto questo Halloween. In Centro Italia, dico. Con così tante persone disperate per la paura e per  aver perso tutto la voglia di festeggiare è davvero poca. Io mi aggrappo all’unico pensiero positivo possibile: un terremoto così forte non ha fatto vittime. Nella sfiga, vedo un miracolo, ma forse è ancora presto per offrire questa consolazione a chi non può tornare a casa.

Come sapete a me piacciono i festeggiamenti improvvisati e i costumi caserecci dell’ultimo momento e quest’anno proprio fino all’ultimo non so se mi darò nemmeno una truccatina (d’altronde se esco senza trucco son una credibilissima Figlia della Paura)…questo perché stiamo chiudendo i lavori a casa ed ho un sacco da fare.

Infatti NON SONO andata a Lucca Comics. NON HO FINITO il libro iniziato il mese scorso. NON ho studiato giapponese le ore che mi ero prefissata.

Ma sapete che c’è? Ho imparato che la vita è fatta di priorità, come diceva lo slogan del gelato.Non si può controllare tutto, provarci porta all’ansia e a ben pochi risultati.

Così, semplicemente, abbasso il tiro.

A volte lasciar andare è una ricetta miracolosa!!!

Lavorando tanto e a più cose contemporaneamente a volte si perde di vista questo piccolo segreto della vita: ci concentriamo troppo per dare il nostro meglio agli altri, per arrivare a tutto, per finire tutto…e a volte basta semplicemente fare le Rosselle O’Hara della situazione, cioè fare spallucce e pensarci domani.Non importa fare piccoli passi, importa non fermarsi mai.

E infatti ora vado, che un trasloco mi aspetta da qui a qualche giorno.

Happy Halloween!!! 😀

halloween-pumpkin

 

 

 

 

Regina di Fiori e Radici, di Laura MacLem

Vi parlo di un libro che non è ancora ufficialmente uscito, che potete trovare su Amazon al momento, ma che sarà disponibile solo tra qualche giorno. Ve ne parlo adesso perché è una delle cose che ha “salvato” la mia estate, perché ho paura di dimenticare qualcosa se aspetto troppo e perché dopo giorni che l’ho finito ne conservo ancora il ricordo vivo, la nostalgia dei personaggi e la sete di loro nuove avventure.

Eppure…eppure si tratta di una rilettura. Per di più, della rilettura di un mito e – voi direte – potremmo anche averne abbastanza. Invece no.

“Regina di Fiori e Radici” ripercorre la leggenda di Ade e Persefone, dal punto di vista fino ad oggi inesplorato della fanciulla. E già: le leggende ci hanno tramandato della passione che indusse il Signore degli Inferi a rapire la bella dea della primavera e dell’ira funesta della madre di lei, Demetra, che per rappresaglia, o per il troppo dolore, tolse le messi agli uomini…a nessuno era mai venuto in mente di indagare che cosa ne pensasse lei, la giovane spostata come un pacco da un regno all’altro.

Laura se lo è domandato e la sua risposta è prima di tutto un romanzo di formazione, una storia d’amore in cui finalmente il bel tenebroso NON si innamora della scema di turno e, ebbene sì, un inno alla femminilità ( e al femminismo).

I personaggi sono tratteggiati con puntualità e precisione. Mi capita raramente di riuscire ad identificarmi nella protagonista di una storia d’amore, non so perché. Forse perché mi sembrano tutte una fila di ebeti in attesa di essere travolte. Persefone no. Persefone è quasi una bimba all’inizio della storia, perché è una persona buona. La sua ingenuità,spesso derisa da chi la vede accontentarsi solo dei suoi fiori, è solo apparente: Persefone cela un lato molto più profondo, che si scopre a poco a poco. Il suo amore per le radici non è che una metafora, ma molto azzeccata di ciò che in effetti sottende alla sua personalità. Persefone non è una lagna. Non è una vittima. Ed è davvero appassionante vederla affrontare le situazioni di pericolo, innamorarsi di quello “zio” tanto cupo quanto saggio, tanto affascinante quanto sensuale, vederla crescere e prendere coscienza di sé.

Persefone ha suscitato in me un senso di tenerezza ed identificazione come non mi succedeva da tempo.

Ade è il figo della situazione ed è ben lontano da  quei bellocci pieni di sé a cui tanta letteratura fantastupida ci sta abituando. Lo immagini bello, ma in modo sinistro. Saggio al punto da essere preoccupante. Orgoglioso, ma non troppo paternalista. E, soprattutto, innamoratissimo. Ade è l’unico che vede Persefone da subito per ciò che è: una vera regina. E non è forse questo il segreto dell’amore?

Belli e intensi sono anche i personaggi di contorno, alcuni più conosciuti, altri frutto di un meticoloso lavoro di studio del mito in molte sue versioni, che si intuisce possa sostenere un’opera come questa. Le descrizioni sono coinvolgenti e le sensazioni durante la lettura si alternano come colori di un arcobaleno.

Chi dovesse storcere il naso solo perché è un’autopubblicazione commette un grave errore: nel mare magnum della rete, questo testo emerge come una perla, riuscendo ad essere originale pur nella storia risaputa, vibrante nel tono, ricco di sfumature. Un punto a favore è, infatti, lo stile: lieve, ma con pennellate di poesia che sembrano inconsapevoli e per questo non ingombranti. L’insieme è un testo armonioso e avvincente, che vi straconsiglio.

E sì, mi è piaciuto un mondo, non so se si nota. 😛 Preferisco essere sincera e rendermi un po’ ridicola con il fangirling, piuttosto che mantenere un distacco che non sento, per la facciata di “critica letteraria”.

Spero in un seguito, anche se non so se sarà possibile. Per adesso, mi basterebbe anche la versione cartacea da regalarMi (e regalare) a Natale.

Eleanor & Park – Per una volta nella vita, di Rainbow Rowell (trad. di F. Merani)

Siccome sono una discepola devota, quando qualche giorno fa la signora Di Rienzo ha indicato questo libro tra le scelte per un regalo ad un’adolescente, mi sono incuriosita e sono corsa a cercarlo. Anche se adolescente non lo sono più da un pezzo.

Me lo sono letta poco per volta, la sera, per tutta la settimana, gustandomelo enormemente. Era tanto che non mi sembrava di avere un appuntamento fisso così imprescindibile con la lettura.

E, voi vi chiederete, cos’avrà di tanto eccezionale?

Primo: l’ha consigliato Maria. E sapevo che mi sarebbe piaciuto. Io non ho mai visto questa donna, ma il suo essere (e soprattutto il suo scrivere) mi toccano corde che risuonano in armonia. Una delle cose belle di internet.

Secondo: il libro è una storia d’amore che, seppur destinata agli adolescenti, non riuscirei a definire leggera. E’ un amore incredibilmente coinvolgente.

Terzo: è scritto BENE. Cosa non scontata, ai tempi delle 50 sfumature di schifezza.

Ma veniamo a bomba:

ATTENZIONE SPOILERSSSSSSSSS!!! (Ma non tanti, solo un po’)

Eleanor è una ragazza piena di problemi: vive con la madre, i  fratellini e il patrigno in una casa minuscola in cui è potuta tornare da poco, dopo essere stata cacciata. Tra lei e Richard, l’uomo violento che ha sposato sua madre e le fa subire ogni sorta di umiliazione – sia fisica che psicologica – non corre affatto buon sangue. La paura, la diffidenza, l’insoddisfazione, sono il pane quotidiano di questa sedicenne che per di più deve lottare con il sovrappeso, una cascata di riccioli rossi e un modo di vestire per niente convenzionale (o femminile, se preferite).

Per Park le cose sono diverse: per metà coreano, deve fare i conti con lineamenti asiatici e fisico piuttosto esile,  ma la sua famiglia lo sostiene e lo incoraggia. E’ educato, colto, carino, molto timido – o forse chiuso in sé stesso come molti ragazzi. Il suo problema è non essere considerato sufficientemente virile dal padre – ex marine – che lo tormenta di continuo battendo su questo tasto.

E’ il 1986. Non esistono telefonini e non esiste internet. Per incontrarsi, per parlarsi, ci voleva molto più coraggio. Eleanor e Park si incontrano sull’autobus che li porta a scuola. Si misurano. Si avvicinano quasi per caso.

L’intesa nasce grazie al comune interesse per i fumetti. Per la musica che salva Eleanor dalle urla rabbiose che la aspettano a casa. Dai singhiozzi materni che deve ignorare, dai lamenti dei fratellini che assistono impotenti alle violenze che si consumano tra le quattro mura.

L’amore nasce, prezioso e fragile, nonostante le prese in giro dei bulli e l’indifferenza degli adulti. Le mani si intrecciano, perché quelli erano tempi in cui il sesso era ancora qualcosa di cui si faceva fatica a parlare e solo sfiorarsi il collo faceva vedere le stelle e tutti i pianeti.

Eleanor e Park. Park e Eleanor. Diversi da tutti, unici. Non convenzionali e mai uniformati. Eppure, non forzati nemmeno nel distinguersi.

Amano nell’altro/a ciò che li tiene ai margini e questo è il bello. Insegnano l’uno all’altra che i rapporti più veri sono quelli pieni di difetti, irrazionali, ma allo stesso tempo terribilmente ragionati.

Ci si mette tutto l’ambiente attorno, a cercare di dividerli. Con cattiveria. Se volete sapere se l’amore vince su tutto, non vi resta che prendere il libro.

Alternando i punti di vista di lui e lei, l’autrice ci regala un racconto uniforme, profondo e coinvolgente. Uno spaccato di vite imperfette, difficili, ma proprio per questo tremendamente interessanti.

Le descrizioni dei sentimenti sono minuziose, ma non si scivola mai nel melenso. I due protagonisti sono adorabili.

Che dire di più? Leggetelo e fatelo leggere. E’ un libro in cui trovare tanti spunti di riflessione anche se siete adulti e vi può ricordare come era, quando sedici anni li avevate voi. Fatevi tornare il batticuore.

 

 

I libri in valigia, by Only

I libri in valigia, by Only

Nonostante sia impegnatissima con il suo blog di moda, Only torna a trovarci con un articolo che ci aiuterà a far luce se siamo indecisi su quali letture prediligere ora che si apre il periodo delle vacanze. Ecco qui i suoi consigli di oggi. 🙂

Questo è stato, dal punto di vista delle letture, un periodo molto fortunato. Talmente fortunato che se doveste aspettare le recensioni di tutto quello che ho letto e che mi è piaciuto, stareste in attesa fino a Natale! Ho quindi deciso di buttare giù semplicemente delle idee, presentarvi quello che ho letto e che mi è particolarmente piaciuto per chissà, magari ispirarvi per dei libri da infilare in valigia durante le vacanze che spero farete.

Iniziamo con..

JOYLAND, Stephen King

Se vi aspettate dei commenti obiettivi su questo autore, siete decisamente nell’articolo sbagliato: io quest’uomo lo adoro. Eppure sono stata inizialmente spiazzata dal suo ultimo libro, uscito da noi da poche settimane. Non è il solito King: “Joyland” è sicuramente un giallo nelle intenzioni, anche se poi lo scrittore del Maine non può non essere fedele a sé stesso riportandoci un po’ sui consueti binari. Tra le pagine infatti, incontriamo un protagonista che è l’ennesima variante autobiografica del nostro autore, un bambino che possiede (forse) qualche dote soprannaturale e un’ambientazione che, come sempre quando parliamo di King, è una di quelle che non vorresti lasciare mai. La trama gialla, in tutto questo, è ben costruita, con la sua brava dose di suspense. Si legge in due giorni, rammaricandosi che non siano 800 pagine per rimanere più a lungo a Joyland.

L’AMORE IN UN CLIMA FREDDO, Nancy Mitford

L’Inghilterra che fu, e che probabilmente non esiste più. Quella fatta di dimore di campagna, di tea party e di debutti in società. Sullo sfondo, una storia spesso vera, di come l’idealizzazione di un amore sia anni luce lontana dall’amore vero. Raccontata con lo sguardo apparentemente ingenuo di Fanny, comparsa agli eventi, ma in realtà con quello smaliziato dell’autrice, che in quel mondo era  di casa. Stupendo, se amate l’atmosfera rarefatta dei salotti inglesi tutti trine e pizzi.

IL DESTINO DI HARTLEPOOL HALL, Paul Torday

Iniziamo dicendo che Paul Torday è bravissimo, e la sua inventiva nell’ideare le storie è pari solo alla sua capacità nel raccontarla. Altra dimora inglese di campagna, ma ai giorni nostri: le cose si sa, oggigiorno non vanno più così bene, anche per chi si illude di poter continuare a vivere come i suoi antenati a suon di feste, battute di caccia e rendite che non si sa bene da dove provengano. Il povero Ed, ultimo marchese di Hartlepool, lo scoprirà purtroppo a suo spese…. Consiglio nel consiglio: dello stesso autore, leggetevi anche “la ragazza del ritratto.”  Questo non è così sorprendente, ma lo stesso molto bello.

LADY SUSAN, Jane Austen

La scrittura dell’autrice di “Orgoglio e pregiudizio” qua era un po’ acerba, e si vede. Ma la Austen è sempre la Austen, quindi è assolutamente da leggere. Poi ora lo trovate nella nuova edizione Newton e compton nei supermercati e costa solo 0,99 centesimi, quindi non avete scuse!

IL DIO DI GOTHAM, Faye Lindsay

Durante la lettura di questo libro ho fatto di tutto: ho pianto, mi sono orripilata, ho preso a testate il muro. Perché questo “finto” giallo, che è in realtà uno spaccato della New York in divenire di metà ottocento, è scritto talmente bene che trasmette una serie di sentimenti contrastanti. La storia raccontata è forte, specie per chi è mamma di un bimbo piccolo come la sottoscritta, ma è scritta talmente bene che vale la pena in ogni caso. Male che vada, prenderete a testate qualche muro!

Per ora mi fermo qui. Di titoli interessanti ne sto leggendo e ne leggerò altri in questi giorni. Periodo fortunato, ve l’ho detto. Quindi a presto con, spero, altre cosucce accattivanti.

A “scuola” di Felicità

Ed ecco, come vi anticipavo ieri, il primo post del mio “progetto ambizioso”.

Come prima cosa vorrei mettere le mani avanti…e desidererei essere un ragnetto per mettere avanti tutte e otto le zampe. Tenete presente, per favore, che:

  1. Non sono una guru, non sono una psicologa, non mi arrogo alcun “potere” sul vostro umore: in questa serie di post (che durerà se e solo se a voi farà piacere) mi limiterò a raccogliere parole, “tecniche”, esercizi che dovrebbero contribuire all’ottimismo quotidiano e quindi, secondo me, a darvi una mano verso il cammino alla ricerca della felicità.
  2. Che cosa sia, la Felicità, è tema di approfondimento filosofico. Io non lo so. Può darsi che sia fatta di attimi, può darsi che sia una condizione mentale, può darsi che sia un luogo in cui andare: di certo so che esiste e che è bello provare ad inseguirla.
  3. Lo so che c’è il male nel mondo. So che esistono odio, discriminazioni, insoddisfazione, rabbia, paura…sentimenti negativi in generale. Li vedo. Sono ovunque intorno a noi. Proprio per questo vorrei scrivere di tutt’altro.
  4. Qui nessuno prende in giro nessun altro, né millanta alcunché. Ci sono semplicemente momenti in cui leggere parole positive, ripetersi frasi incoraggianti, diffondere gesti gentili fa sentire bene. Io spero molto in questo.
  5. Non vorrei leggere commenti del tipo: “Vallo a dire ai bambini che muoiono di fame”. Per carità, abbiate un briciolo di prospettiva: non vi propongo “magie” e mi rivolgo, principalmente, a noi fortunati che possiamo arrivare a leggere un blog, quindi – presumibilmente – siamo nati in una parte del mondo in cui si mangia, tutti i giorni, si è forniti dell’essenziale in acqua, vestiario, servizi (tra cui quello elettrico, che ci porta direttamente ad avere la possibilità di accedere ad un computer). So che è ridicolo spiegare questo, ma non vorrei che capitasse di doverlo ripetere. Tra l’altro, ritengo che, se arrivate a leggere questo blog – nel senso di un blog a caso – è perché siete NATI fortunati. Di fortune tanto scontate che non tutti se ne rendono conto.
  6. Potrei (ma non ne sono sicura) nominare qualche prodotto o qualche marca. Giuro che non ho ricevuto nessuna “proposta commerciale”, se dovessi indicare qualcosa è perché – a mio parere – ha qualche pregio.

Dunque, che cos’è la “Scuola di Felicità”? Bene, ve lo spiego: sono stata molto ispirata dal libro “The Magic”, di Rhonda Byrne, la quale propone una serie di esercizi per imparare ad utilizzare la gratitudine come forza motrice della nostra psicologia. Siccome ho sperimentato sulla mia pelle che funziona alla grande, ho pensato che potevo creare una raccolta di piccoli consigli pratici che riconducano alla felicità e al buon umore. Non so bene cosa uscirà fuori, ma di poche cose sono certa:

  1. sarà divertente provarci.
  2. sarà divertente sperimentare di persona quello che scrivo e spero di poterne discutere con voi.
  3. se tutto ciò dovesse essere del tutto inutile rilassiamoci: al 100% non vi sarà nemmeno nulla di male.
  4. E’ tutto GRATIS. Ho trovato, infatti, alcuni siti in cui alcuni “motivatori professionisti” offrono i loro servizi in cambio di soldini. Somme irrisorie, per carità. Non ho nulla contro di loro, ma penso che la positività, per essere tale, deve essere un dono.
  5. Sarebbe fantastico se tutto questo diventasse “interattivo”. Ma questo tocca a voi, se lo troverete in qualche modo utile e vi andrà di contribuire in qualche modo.

Quindi a me non resta che andare a cercare materiale per il primo post.

E benvenuti a Hogwarts!

Ah, no, quella era un’altra cosa… 😀

PS: Qui il link alla “pagina” in cui verranno raccolti man mano tutti i post della “scuola”. Siete pronti?