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Marie Kondo…ma sei seria?

Dunque, sono due mesi ormai che vivo alla Magione e che cerco disperatamente di trovare il mezzo che mi faccia avere la casa in ordine senza fatica come promesso da alcuni siti. Nella mia affannosa ricerca, ho anche acquistato il libro-cult del momento (va be’, dai…di sei mesi fa) ovvero “Il magico potere del riordino” in cui la giapponese Marie Kondo dispensa i suoi consigli per avere una casa zen che più zen non si può.

Il libro si può riassumere – almeno così pare a me – in due frasi:

  1. Butta via tutto quello che puoi.
  2. Se non riesci a buttare via hai un problema.

Ok, nihonjina mia (per i non nippofili: nihonjin=persona giapponese), io avrò un problema ma tu probabilmente in casa non ci vivi. Il consiglio più avvilente? Buttare via i libri, magari STRAPPANDO le pagine che ci sono piaciute di più e conservando solo quelle.

Mi aveva attirata perché scritto da una giapponese, però, dopo questa, penso che l’unico libro che butterò sarà il suo.

Scherzi a parte, questo manuale mi sembra scritto in parte con una dose eccessiva di ovvietà e in parte…come se la persona che lo dovesse seguire non vivesse per davvero la propria casa. Posso dire di essere d’accordo solo alla radice, ovvero: in una casa ordinata si vive meglio.(MADDAI!!!)

E come si può arrivare ad avere una casa davvero ordinata (o per lo meno di cui non vergognarsi se qualcuno viene a trovarti?).

La prima parola che mi viene in mente è COLLABORAZIONE.

Lui fa il suo. Notate bene che non dico che “mi aiuta”. La casa non è solo un mio compito, non l’ho mai pensato e sono felice che lui ci sia arrivato da solo (forse, altrimenti, non saremmo a questo punto)…quindi, dicevamo, con la collaborazione le cose sono già molto più facili.

Il secondo “segreto di Pulcinella”, quello che veramente funziona e che si trova nella maggior parte dei blog relativi all’organizzazione è FARE UN POCO OGNI GIORNO. Anche solo pochi minuti.

Sto applicando  questo principio a tutto ciò che mi riesce:pulizie, scrittura, studio del Giapponese…e devo dire che forse è l’unico che riesco a seguire. Certo occorre liberarsi dal senso di colpa se non si riesce a finire tutto ciò che si vorrebbe e per certi caratteri non è facile, però per il mio sì, quindi tra le mie fortune annovero anche questa!

Infine, ammettiamolo, non ci sono bacchette magiche. Straccio e detersivo…e via con l’olio di gomito. Però è vero che pulire non è sempre una tortura: a volte dà il tempo di pensare ad altro e spesso a me dà la sensazione di  stare facendo qualcosa di buono, per prendermi cura anche di me stessa. No, tranquilli, questo non diventerà un blog di pulizie e consigli, sarebbe davvero il colmo dato che io sono l’anti-casalinga quasi perfetta.

E’ che la mia vita, ora, è fatta anche di mocho vileda e lavatrici. Panta rei. 😛

La felicità…fuori di noi 1 – La casa

Il titolo è un po’ fuorviante, vorrebbe essere un’osservazione sulla massima più ripetuta da tutti i guru del pensiero positivo, ovvero La Felicità è dentro di te.

Di sicuro questa è una pietra miliare di chiunque voglia ricercare la Felicità: significa riuscire a raggiungere quello status di serenità mentale ed elasticità tali da non farsi sconvolgere troppo dagli eventi.

Da oggi, però, vorrei cominciare a riflettere col primo di una serie di post,  su un particolare a cui pochi, per lo meno rispetto alle mie letture, danno importanza. E quel particolare è che checché se ne dica, l’ambiente da cui siamo circondati conta. Eccome.

Sfido chiunque, per esempio, a sentirsi felice e motivato in un ambiente di lavoro in cui viene costantemente denigrato, o in cui è costretto a mansioni che non competono o per cui non si è adeguatamente preparati.

E’ vero che si deve partire da una base interna, ovvero concentrarsi non sui lati negativi ma su quelli positivi…ma è anche vero che tutto ciò che ci circonda contribuisce a plasmare la situazione e, talvolta, per renderla positiva è necessario operare dei cambiamenti sull’ambiente.

Questo vale, per luoghi, azioni, abitudini, persone.

Ricordate il simpatico detto che gira su facebook, che recita: “Prima di diagnosticarti depressione o bassa autostima, assicurati di non essere circondato da una manica di stronzi“? Ebbene, è parte di ciò che intendo.

Non necessariamente siamo circondati da stronzi, ma credo che un elemento fondamentale per sentirci felici con gli altri sia quello di sentirci compresi ed amati. E se è vero che l’amore non si può pretendere, è altrettanto vero che in situazioni di conflitto le uniche cose che possono salvarci sono il dialogo e l’empatia. E, la faccio semplice, lo so, ma è più salutare interrompere (o comunque rendere assai rari) i rapporti con alcuni tipi di persone. Tra queste annovero non solo coloro che non sentiamo affini, o che ci trattano con sgarbo. A mio parere non sono tanto da tenere in considerazione anche quelle amicizie (o quei rapporti di lavoro) per cui se ci sei bene, se non ci sei…bene lo stesso. Li chiamo rapporti di comodo, o di convenienza. Via quelli che si avvicinano solo nella misura in cui puoi fare qualcosa per loro.

Avevo parlato più diffusamente di tagliare i rami secchi in un articolo dedicato, perciò non mi dilungo oltre.

Passiamo al cosiddetto ambiente.

La felicità in un ambiente può partire dalla casa. I filosofi zen consigliano un ordine maniacale: più ci avviciniamo al vuoto e più saremo felici. Non ne sono convintissima, benché rispetti questa idea.

Io credo che ciò di cui abbiamo bisogno per una casa felice sia…sentirla propria. Sentirla abbracciarci quando torniamo. Non importa se è un buco di 20 mq, o se è un loft di 150. Quello che a noi interessa è poter chiamare casa un posto in cui ci va davvero di stare.

Non importa che ci sia disordine (vestiti sparsi, libri e cd…), importa che ci sia pulizia (questo sì), e che…le cose siano dove ci aspettiamo di trovarle. Molte persone hanno un loro “disordine organizzato” e guai a cambiare posto a quel paio di ciabatte che sta proprio sopra il frigorifero…

Felicità è un letto comodo, perché su un letto comodo si fa bene l’amore e si possono fare bei sogni.

Felicità è un armadio che contenga vestiti che ci facciano sentire figonzi e figonze. O comodissimi/e.

Felicità è quel sapone per le mani che ci fa venire voglia di lavarcele anche tre o quattro volte. E’ il profumo della nostra famiglia.

Profumare l’ambiente è molto carino, se si trova il giusto aroma.

In casa mia, facciamo i conti con il fritto che ristagna in cucina e il cane bagnato, perciò aggiungervi – chessò – del muschio bianco potrebbe essere addirittura deleterio. Però non in tutti gli ambienti è così. Sembra una barzelletta, ma la memoria olfattiva è la più ricca di stimoli e quindi è bello poter associare un profumo alla propria casa.

C’è anche una tecnica cinese che spiega la disposizione dei mobili: si chiama Feng Shui, ma non è applicabile sempre e comunque, devo dire però che non mi dispiacerebbe approfondirla, magari in qualche altro post. (Prima la devo un po’ studiare, però!)

In altre parole, la casa ci rispecchia più di quanto pensiamo. Apportare piccoli miglioramenti al nostro ambiente principale significa gratificare un po’ anche noi.

Avete mai pensato alla casa dei vostri sogni? Provate a farlo, eliminando ogni pensiero del tipo “non potrò mai permettermela”. Fingete di avere una disponibilità di denaro illimitata. Divertitevi a crearla (nella vostra mente o sul computer, non importa). Pensate di trovarvici comodamente. E poi fate un impietoso paragone con il posto in cui vivete e stilate una lista di quello che potreste fare per farle assomigliare. Anche se non sarà molto, qualcosa troverete al 100%. Ponetevi la piccola meta di realizzare quello che è nelle vostre possibilità. Scommettiamo che questo nuovo piccolo scopo migliorerà sensibilmente le vostre sensazioni?

Une delle TANTE case da sogno…

Pensiero Felice 157/1000

Ora che siamo circa a metà dell’opera lo posso dire: io e Lui già abitiamo insieme, ma stiamo ristrutturando una casetta. Praticamente da soli. (Lui fa il 99% del lavoro perché io non sono capace, ma io assorbo tutto il suo nervoso, quindi sono più stanca di lui! :P).

E’ un pensiero estremamente felice, perché mette davvero alla prova. Da parte sua, considerato tutto quello che ci mette in termini di impegno e fatica, è come se mi sposasse ogni giorno. Non sarà una casa grande e non so nemmeno quanto ci staremo…ma ha già visto un grande amore (quello dei miei nonni), speriamo che assista per un bel po’ anche al nostro.

Pensiero Felice 147/1000

Il Pensiero Felice di oggi riguarda l’attività che stiamo svolgendo (più Lui che io, all’atto pratico) da quasi un anno, dedicando la maggior parte del nostro tempo libero, ovvero ristrutturare una casetta.

Ebbene il Pensiero Felice è qualcuno che viene ad aiutarti quando ne hai proprio bisogno!!!

Pensiero Felice 103/1000

Non so se ve l’ho mai detto, ma i miei genitori abitano in aperta campagna. Il pensiero felice di oggi è il sentiero erboso costellato di pratoline che mi porta a casa. 😀