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Quando il gioco si fa duro.

È quasi sera. Ho passato l’otto dicembre a fare le pulizie perché non sono mai a casa ed ora che l’erede gattona e si rotola nei suoi tentativi di deambulazione autonoma, occorre una botta di straccio in più anche se io non sono né sarò mai la casalinga del millennio e Lui meno di me.

Dalla tv arrivano le notizie politiche: adunate a favore del governo e marce per protestare contro l’alta velocità. Provo a reprimere il mio senso critico ma non ce la faccio. Mi dispiace sentir citare Luther King da uno che giorno dopo giorno attua una politica che alimenta l’odio e la diffidenza verso i più poveri. E nel farlo manipola dati e notizie forte del fatto che il suo elettorato sa mettere a stento quattro concetti assieme e il pensiero che con grande sforzo esce fuori è il prestampato: E allora quelli di prima? Che è un po’ come dire che dèvo restare con un fidanzato che mi picchia perché quello di prima mi urlava. Va va’.

Spero che questo clima non duri a lungo. La gente è incattivita all’inverosimile. La cosa che fa effetto è che i più incarogniti non sono quelli con oggettive difficoltà economiche, ma gente che sta bene, il cui problema è dover rinunciare a cambiare il telefonino da mille euro una volta al mese. Che dente avvelenato, questi. Completamente a-critici nei confronti dei loro eletti, che ogni giorno ne fanno di pessime, infestano i social ma sono un po’ ovunque e senza vergogna ammettono di pensare solo a se stessi e di vivere male perché hanno perso persino un poco di compassione. E io penso Poveri Infelici. Ma allo stesso tempo vorrei che si rendessero conto di come stanno avvelenando l’aria, magari guardando il presepe a cui sono tanto affezionati e cercando di capire quello che per davvero rappresenta.

Infine, uno spiraglio è dato dal fatto che almeno queste schifezze una dietro l’altra contribuiscono a creare la coscienza che NO, così non va. Che possono fare anche le manifestazioni di piazza con 100000 persone ma non sono veramente una maggioranza schiacciante. Gli italiani sono meglio di così. Abbiamo superato ben di peggio, speriamo di non cadere nei vecchi errori. Se no consigliero’ a mio figlio di andare a vivere in Svezia. O in Giappone. O dove vorrà purché lontano da questo odio.

Ps: dovrei mettere un’immagine ma siccome sono stufa di vedere ovunque il Ruspa credo che per stavolta scioperero’.

Una risposta »

  1. Quanto ti capisco. Trovo la tua similitudine con il fidanzato che picchia molto calzante. Lamentavo proprio oggi ad una festa di marmocchi di quanto la gente sta diventando aggressiva. Vogliono tutti avere ragione. Anzi HANNO ragione.. senza possibilità di obiezione… che triste periodo.

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