Feed RSS

Solo per sempre tua, di Louise O’Neill (Trad. di Anna Carbone)

Tra le innumerevoli stupidaggini che affollano gli scaffali dedicati alle ragazzine – con titoli più o meno tutti uguali -si mimetizza abilmente questo libro. La copertina vede una barbie in primo piano su fondo nero e, nonostante non sia molto diversa da altre che celano una storia alla Tuailait in cui l’imbecille di turno si innamora del bello&dannato&unpo’maniaco, si intuisce che qualcosa sta già stonando.

Ah, che bella voce fuori dal coro, Louise O’Neill.

La giornalista irlandese, qui al suo esordio come autrice, ci regala una distopia che potrebbe essere il seguito ideale de “Il Racconto dell’Ancella”, della celebratissima Margaret Atwood, di cui ho già parlato.

Il senso di fastidio per una lettrice è lo stesso.

Siamo in un’Europa del futuro, dopo una devastante Guerra Mondiale che ha ridotto gli stati in Zone, da cui le donne sono completamente sparite. Le femmine si chiamano Eva e sono prodotte in vitro, unicamente per la soddisfazione dei maschi ai quali verrà dato il potere di sceglierle come compagne, relegarle al ruolo di puttane oppure di caste, cioè una sorta di monache in grado soloamente di insegnare alle altre eva come compiacere gli uomini.

Le eva nascono in laboratorio e crescono fino ai sedici anni in una scuola, dove tutto ciò che viene loro insegnato è ad essere desiderabili, irreprensibili, accoglienti…insomma, ad essere delle bambole senz’anima. Ed è così che per la maggior parte del tempo si sente freida (il maiuscolo non è contemplato per le eva, perché non sono persone). Eppure freida un’anima ce l’ha e soffre, sia per i colpi bassi delle compagne, sia per la paura di non essere mai scelta e finire sotto terra dove ciò che aspetta le condannate è peggio della morte…e il dolore per l’allontanamento di isabel, la sua migliore amica.

Le eva sono già perfette per selezione genetica eppure vengono costantemente rese insicure dai messaggi che ricevono da tutte le direzioni: social media, insegnanti, televisioni.

Nella scuola freida non può fidarsi di nessuno: un chilo di troppo è un’immane tragedia, essere tra i primi posti nella classifica settimanale votata dagli eredi su una sorta di social network è l’unica possibilità di guadagnarsi un po’ di rispetto, ma è anche la porta che apre alle crudeltà delle altre allieve, che non conoscono altro che invidia ed infime strategie di mera sopravvivenza…solo isabel sembra immune da tutto questo. isabel, triste. isabel che ingrassa(orrore!).isabel che si tiene lontana dalle schermaglie e non fa caso ai pettegolezzi.

E quando sulla scena appaiono i ragazzi, freida si innamora e tutto diventa ancora più difficile.

Mascherato da libro da due soldi, per ragazzine sceme, “Solo per sempre tua” è forse uno dei libri che potrebbero avere un peso e far riflettere a lungo le adolescenti di oggi…ma anche quelle di ieri. Tutte le costrizioni sociali a cui noi donne siamo costantemente sottoposte sono qui portate all’estremo. Tutti gli stereotipi, tutte le “indicazioni per piacere”, tutte le convenzioni, sono il pane quotidiano di cui freida è costretta a nutrirsi, attraverso cui cerca di passare indenne, pur senza riuscirci.

freida appare piuttosto debole, come protagonista. Eppure alla fine del libro si ha simpatizzato tanto con lei che verrebbe voglia di scuoterla come si farebbe con un’ amica. Non so se sia stata una scelta dell’editore, quella di mescolare questo romanzo agli altri. Se fosse, sarebbe davvero una strategia furba per far leggere alle ragazze come sia assolutamente assurdo pensare che “se uno è figo può far di te quel che vuole”…ed il tutto con il sistema della psicologia inversa, quanto mai prezioso quando si parla di temi delicati come questi, in cui le ragazze tendono spesso a mettersi sulla difensiva. Io lo farei leggere nelle scuole, vi farei sopra qualche discussione ben costruita. Sarebbe un gran cosa se, da libri come questo, nascessero progetti educativi.  Sarebbe veramente una gran cosa.

»

  1. Ci verrebbe fuori una bella graphic novel secondo me, dal riassunto della trama che hai fatto

    Rispondi
  2. le distopie portano sempre all’estremo gli aspetti peggiori della realtà che per fortuna è meno oscura di quanto pensiamo

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: