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L’Infinito nel Palmo della Mano, di Gioconda Belli(trad. di Tiziana Gibilisco)

Non si smentisce, Gioconda Belli.

Già autrice de “La donna abitata” che resiste da anni al primo posto nella classifica dei miei libri preferiti, anche stavolta mi ha lasciata felice ed incantata e deliziosamente malinconica dopo la lettura di un suo romanzo.

Si tratta della rilettura del mito di Adamo ed Eva. Proprio così: la Genesi, la Caduta. L’inizio della storia dell’Umanità che tutti abbiamo imparato a conoscere nella Bibbia…ma ovviamente con alcune differenze. Per esempio, Elohim, questo Essere Superiore, vicino eppure lontanissimo, capriccioso e contraddittorio. Crudele, eppure paterno.

Adamo ed Eva sono le sue creature più amate. Diversi tra loro, eppure splendidamente uguali. Ma Eva è curiosa e geniale.

Il Serpente non fa fatica a tentarla con la promessa della conoscenza, ma per tutto il libro c’è la consapevolezza che la disobbedienza di Eva e la conseguente cacciata dall’Eden sia stata la semplice volontà di Elohim, che è curioso di vedere cosa combineranno gli esseri umani con il libero arbitrio.

Come mi aspettavo dalla Belli, Eva è il personaggio – cuore della storia. E’ attorno a lei che tutto si snoda e sono i suoi gli occhi attraverso cui leggiamo la realtà. Ma la parte più intensa è quella che riguarda Caino e Abele e le loro sorelle, Luluwa ed Aklia, con le quali essi avrebbero dovuto proseguire la specie… i figli e le figlie di Eva per la prima volta sperimentano l’amore, la gelosia, la passione e la ferocia…fino al climax che ben conosciamo e ad un ritorno all’innocenza primordiale che sfiora persino la scienza.

Scritto con la consueta poesia nella raffigurazione delle immagini, questo breve racconto si legge d’un fiato, eppure si evince la ricerca filologica che lo sorregge. Ve lo consiglio caldamente, perché è una meravigliosa panoramica sulla natura profonda di uomini e donne, sui rapporti che ci legano e le differenze che ci separano e ci rendono così incomprensibili gli uni per le altre e viceversa, ma anche un’esplorazione dei sentimenti primordiali, di ciò a cui prima o poi tutti finiamo per andare incontro in un modo o nell’altro.

 

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