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Alcune differenze tra me e te. (E converrai che non è giusto).

Mi rendo conto che il dialogo con chi non capisce il femminismo stia abbassandosi sempre più. E’ che cerchiamo di farci capire perché è importante, persino da menti che vogliono restare chiuse che più chiuse non si può.

In quest’ottica, ho pensato questo post. Ci sono tantissime cose da dire così potrebbe trattarsi solo di una prima parte, ma forse la esaurirò qui, dato che non è che la ripetizione, detta nel modo più semplice che mi riesce) di fatti che da taaaaanto taaaanto tempo stiamo denunciando.

Viviamo in un ambiente maschilista. E se non mi credi, ti prego di considerare tante piccole cose, come queste:

  • Quando nasco io, mi appioppano un fiocco rosa e a te uno azzurro. Bello. Peccato che poi, attorno ai dodici anni io sento dire ovunque che il rosa fa schifo e che è il colore delle femmine. Detta come insulto, proprio.
  • Quando sono brava in matematica o in scienze, sono un’anomalia.
  • Non posso giocare a  calcio con te (e non è perché mi faresti male, ma è perché non mi consideri abbastanza brava. Se sono più brava di te, probabilmente pensi che io abbia tendenze omosessuali).
  • Se per qualche ragione, dopo i 4 anni – diciamo – vuoi giocare con i miei giocattoli, te li strappano di mano. Loro non vogliono che tu possa in alcun modo assomigliarmi. Ma se io gioco con i tuoi, tanti papà sono orgogliosi di me!
  • Nessuno a casa tua insisterà mai affinché tu faccia il letto, o asciughi i piatti. Invece a me insegneranno a farlo presto e se ne avrò meno voglia di te (perché diciamocelo: fare i mestieri è una palla!) mi diranno che manco in qualcosa che nella vita mi servirà. A te, invece, saperti fare il letto, o lavare i piatti non servirà perché avrai di default chi lo farà per te.
  • Se sono carina e mi piacesse mettermi in mostra per farmelo dire, sarò considerata una poco di buono e invece dei complimenti mi arriveranno insulti. Questo a te non succede.
  • Se sono medio-bruttina, il mio modesto aspetto fisico sarà l’elemento per il quale tutti si sentiranno in diritto di criticarmi, anche se vincessi il nobel. Qualsiasi dote, per rendere “completa” una donna, deve essere accompagnata dalla premessa “Bella e…” altrimenti sembra che per la società non si valga un fico secco. Questo a te non succede.
  • Se sono carina e non mi piacesse mettermi in mostra, riceverei comunque insulti, perché “me la tiro”.
  • Se sono carina e per disgrazia mi innamoro di uno più brutto di me, mi insulteranno e diranno che penso ai suoi soldi.
  • Se me ne sto per conto mio, specie dopo i 28 anni, la gente si straccerà le vesti perché non ho un compagno e non lavo le mutande di nessuno.
  • Se lavoro, mi chiedono di non lavorare per essere madre.
  • Se sono madre e lavoro, mi rendono la vita impossibile, perché pretendono che io faccia come se non avessi figli.
  • Tu sai già che, quando sarai vecchio, sarò io a prendermi cura dei tuoi genitori anziani. E dei miei. E anche dello zio.
  • Se esco la sera e mi succede qualcosa, faranno il processo alla mia vita e non a quella di chi mi ha aggredito. E stai tranquillo che troveranno una giustificazione al mio aggressore.
  • Se mi arrabbio, mi dicono che ho le mestruazioni e che sono isterica.
  • Se non so cucinare, tutti grideranno allo scandalo. Se tu sai cucinare, tutti grideranno al miracolo.
  • Se in casa cerco di spiegare il mio punto di vista, mi dicono che voglio impormi e rompo il cazzo. Mentre il tuo punto di vista non dovrebbe aver bisogno di spiegazioni, infatti nessuno ti abitua mai a darne.
  • Se apparteniamo ad una qualsiasi religione monoteista, io dovrei avere il ruolo sottomesso, e poi si incazzano pure se io quel ruolo lo rifiuto.
  • Inutile ripetere, forse, che gli insulti che ci sono per me e che riguardano tutti la mia presunta condotta sessuale, per te non esistono neanche.
  • Se non volessi avere figli, verrei guardata come un buffo animaletto. Se fosse perché preferisco dedicarmi alla carriera diventerei una stronza egoista. Per te questo non è nemmeno pensabile.
  • Se lavoro, devo subire quotidianamente ogni sorta di battute sul mio aspetto o sempre sulla mia condotta sessuale che nessuno nemmeno conosce…e devo anche riderne perché se no mi dicono che non ho senso dello humor. Credo in tutta onestà che ben pochi abbiano valutato il tuo lavoro in base all’altezza del tuo culo.
  • Se sono brava sul lavoro e per disgrazia ottengo qualche riconoscimento, ci sarà sempre qualcuno pronto a bisbigliare che ce l’ho fatta grazie alla mia disponibilità sessuale. Di te questo non verrà mai detto.
  • Se denuncio una molestia, mi dicono che sono esagerata, perché per me dovrebbero essere complimenti. Ma a te è mai capitato che un capo ti interrompesse mentre parli mettendoti una mano sul sedere? Ti sembra ancora un complimento?
  • Se esco la sera e incrocio lo sguardo di uno sconosciuto e non volendo questo mi segue per un pezzo di strada io sono allenata a cercare le chiavi per poterle usare come arma e devo pregare in tre lingue che il tizio cambi strada. Anche se, poveraccio, stava andando a comprarsi innocentemente le sigarette.
  • Se Lui mi picchia, qualcuno dirà che me la sono cercata perché alle donne piacciono gli stronzi. Se tu picchi tua moglie, trroverai sempre qualcuno che commenta che lei qualcosa avrà pur fatto per tirarti le botte via dalle mani.
  • Se non ho voglia di fare l’amore sono una stronza che rifiuta il suo uomo. Se tu non ne hai voglia sei stanco – e a me deve andare bene così.

Non mi riesce davvero di farla più semplice di così. Mi sono riferita ad un TU generico maschile, ovviamente, immaginando che sia uno dei tanti che ogni giorno o quasi mi scrivono, dicendo che oggi non c’è più bisogno di femminismo. Ho volutamente parlato di cose minuscole, come di istanze più grandi. Ho cercato di guardare al quotidiano per far capire quante volte siamo trattate come “qualcosa di meno di una persona”.

Vi pare giusto?

 

 

 

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  1. confesso che pure io qualche “bella e brava”, “bella e intelligente”, “intelligente e bella” ecc.. l’ho detto e non vorrei smettere di dirlo. Cercherò di declinarlo anche al maschile quando avrò davanti uno bello e intelligente

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  2. C’è un errore nel testo: “viviamo in un ambiente maschilista” dovrebbe essere “vivo in un ambiente maschilista”. Se io, personalmente, mi comportassi nei modi descritti, mi farei solo ridere dietro o insultare, e giustamente.

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  3. “Se non so cucinare, tutti grideranno allo scandalo. Se tu sai cucinare, tutti grideranno al miracolo.”

    E aggiungiamo: se io amo cucinare e lo faccio bene, sono una “da sposare”, o una cazzona che fa gli esperimenti culinari anziché dedicarsi ad altro, mentre se tu ami cucinare e lo fai bene, vieni considerato un futuro chef stellato.

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  4. Dovremmo consegnarlo come vademecum a chiunque deve crescere un figlio o una figlia, con contorno di frase “vedi di non rifare le stesse cazzate che hanno fatto i nostri genitori e i genitori prima di loro”

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