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Il triste copione del maschilista ignorante in dieci punti (+ uno!)

Sono arrivata ormai al punto in cui, quando mi inserisco in determinate discussioni, riesco ad anticipare ciò che mi verrà detto, praticamente parola per parola.

La cosa si fa alquanto preoccupante. All’inizio credevo di averci i poteri, di averci. Invece no, poi ho dovuto ammettere che sono quelli con cui litigo che rispondono tutti in modo preoccupantemente uguale.  Ho provato a studiare il fenomeno ed ho riscontrato la pressante ripetizione di alcune solfe, che proprio non vogliono smettere di circolare, nonostante l’ormai comprovata inefficacia.

Ho individuato, in particolare, la presenza di queste 10 affermazioni  (più una) che inducono al facepalm istantaneo. A volte non vorresti nemmeno rispondere, ma poi prevale il senso di responsabilità nel mostrare al mondo FINO A CHE PUNTO questi riescono ad essere idioti.

FACEPALM N.1

“Eh, no, il femminismo è l’altra faccia del maschilismo, d’altronde finiscono in -ismo tutti e due! Se volete la parità dovreste parlare di sessismo!”

Difficile spiegare a chi non fa nemmeno lo sforzo minimo di aprire wikipedia che il femminismo e il maschilismo distano anni luce. E che mentre il maschilismo mira a mantenere uno status quo che mantiene più di metà del genere umano in posizione subordinata, il femminismo prende il suo nome proprio da quella parte finora tenuta in “serie b” e vuole semplicemente riequilibrare le cose.

In realtà ritengo questa affermazione una implicita ammissione di colpevolezza: la paura che, una volta scatenata la reazione all’oppressione che sapete di esercitare, essa finisca per ribaltare totalmente la situazione. In poche parole, i maschilisti temono moltissimo che se il mondo dovesse diventare femminista, le donne finirebbero per trattare gli uomini come adesso vengono trattate.

Considerando che grazie al cielo ci sono molti uomini femministi, non credo che succederebbe mai.

FACEPALM 2

“No, ma comunque le prostitute lo fanno perché sono felici,eh! Mia cugina ne conosce una che c’ha un macchinone…!” 

A parte che stranamente le prostitute felici di esserlo (felici mi sembra un parolone, diciamo non costrette a pugni e per fame) sono una percentuale così misera che stanca quasi starne sempre a parlare. Il fatto è che la loro presenza – benché accertata dall’amica di vostra cugina – non giustifica la disperazione e la violenza che sottendono al mondo della prostituzione in sé. Essere abolizionista non significa voler privare le donne della scelta di poter vendere qualcosa che, in ogni caso, appartiene solo a loro. Si tratta però di scoraggiare in ogni modo la clientela di queste donne, a partire dalla mentalità che le vuole sempre in posizione disperata. E’ lo SFRUTTAMENTO che vogliamo abolire, in qualsiasi forma. A partire da coloro che pensano di poter comprare il lato più intimo di una persona. Non finirò mai di pensare a quanto schifo mi fanno.

FACEPALM N.3

“Il Femminicidio non esiste! Pensate piuttosto a tutti gli uomini che muoiono sul lavoro!”

No no, il Femminicidio non esiste. Crediamoci. Infatti tutto quello che si legge e si sente al tg è invenzione della lobby nazifemminista kattiva, che vuole rovinare la vita a quei poveri bravi padri di famiglia che spaccano la testa alle compagne perché queste – stanche di anni di botte e soprusi – vorrebbero rifarsi una vita. No, no, non è sistematico. Neanche un po’. Ormai quando muore una donna non viene spontaneo pensare al suo compagno o ex compagno. Per niente, proprio. =.= E poi, santo cielo, non è che cercare di mettere un limite al femminicidio ci impedisce di soffrire e protestare anche per coloro che muoiono in condizioni di scarsa sicurezza mentre stanno cercando di sbarcare il lunario! Non capisco da dove arrivi questa idiozia che una persona debba essere monotematica. Certo, se si parla di A e si vuole incentrare il discorso su A è poco utile ai fini di una discussione introdurre B e C, vi pare?

FACEPALM N.4

“Per le Donne è tutto più facile! Le donne lavorano e rendono di meno e vorrebbero anche essere pagate ugualmente! Che idiozia!” 

Che grosso problema, quello di non saper riconoscere il lavoro “sotterraneo” di tante, tante donne! Quando mi sento dire una cosa simile, vorrei chiedere all’uomo che me lo dice (ahimé sì, è uomo nel 99,9% dei casi) se lui stesso si prende cura dei suoi anziani genitori. O dei figli. O della casa in cui abita. E se sì in che misura. Perché no, non è giusto che, a parità di mansione, una donna venga pagata meno in quanto tale. E no, è perverso il meccanismo per cui, soprattutto in Italia, venga esaltata la maternità a 1000, ma poi non ci sia nessunissimo aiuto per le madri, che devono tirare la carretta a casa, al lavoro o rinunciare a uno dei due…affinché i signori colleghi (spesso padri a loro volta!) possano farsi i fatti loro…davvero volete pensare che per le donne sia più facile? Sarebbe facile autorelegarsi in cucina. Quello sì. Peccato che oggi : a) un solo stipendio non basti e B) siamo un po’ stufe di impiegare la brillantezza delle nostre menti solo per calibrare la cottura del pollo arrosto. Se penso a quante idee meravigliose sono andate sprecate in nome della misoginia, mi sale il crimine.

FACEPALM n.5

“Eh, ma una chiave che apre tutte le serrature è una gran chiave, una serratura che si fa aprire da tutte le chiavi è una serratura di merda”

Di questa idiozia, che compara evidentemente l’uomo alla chiave e la donna alla serratura, in un’arguta condanna della promiscuità femminile, i maschilisti vanno particolarmente fieri. Vorrei solo dire che le femministe non restano senza parole davanti a questo perché pensiamo: “Madonna, quant’è intelligente questa battuta, non riesco a ribattere”. In quel momento stiamo pensando: “Ma santo cielo, perché non parte un fulmine e non ti incenerisce? Ancooooora con sta solfa della chiave e della serratura? Ma il tuo pisello c’ha i denti? E’ di ottone? Non mi pare. E allora che cazzo dici, si può sapere?”

Detto ciò, se proprio ci tenete a far paragoni: Un temperino che tempera ogni genere di matita è un gran temperino, una matita che si fa temperare da tutti i temperini dopo pochissimo si esaurisce e scompare. Visto mamma? Sono capace anche io! E senza mani, mamma, senza mani!

FACEPALM N.6

Il 90% delle accuse di stupro e di molestie in famiglia sono false accuse, lo dice l’università di Maschiopoli!!!  Fonte: A Voice for Men (noto sito misogino)”

Infatti ragazzi, dato come sono trattate le donne che denunciano una violenza, c’è proprio da inventarsene, guardate. Considerato che diventi tu oggetto di indagine, che guardano come eri vestita, di che colore hai i capelli, se hai tatuaggi, se prima avevi già avuto rapporti, se eri una a cui piace far festa, se eri fuori dopo le otto di sera, se sei sposata o no, se hai gli occhi pesti, se quasi sei morta (e anche se sei morta, in qualche caso)…e vuoi mettere con quei poooooveri ragazzi che avranno la vita rovinata? Troia! Eh sì, c’è proprio da correre ad attirare l’attenzione così. E soprattutto, se c’è una cosa che il femminismo odia col cuore è una “vera” falsa accusa. Una che davvero attua un comportamento del genere fa un danno a chi subisce veramente violenza. Pensare che il femminismo possa anche solo incoraggiare una simile zappata sui piedi è un triplo insulto.

FACEPALM N.7

“E’ inconcepibile che vogliate la libera sessualità, la pillola, l’aborto! Tutto questo affossa il femminile! Cagne!”

Se pensate a quanta ipocrisia è nascosta in queste tre righe, quanto odio verso il “femminile” che sembra voler difendere…vien quasi da piangere (o da ridere amaramente, come preferite).

La criminalizzazione della sessualità femminile, il controllo sul corpo e sulla “presunta” morale è una delle armi più affilate del cosiddetto patriarcato. Ed è tale che nel 2015 un maschio medio deve fare davvero tanta pratica per riuscire a far godere una donna. Questo perché del piacere femminile, nel corso dei secoli, non si è mai tenuto conto. Rivendicare il diritto alla sovranità sul proprio corpo è una delle battaglie più importanti. E non si capisce bene perché sta gente si permetta di ostacolarla. Proprio loro a cui se provi a dire “Se vai con una donna di strada che è lì perché costretta” se ne battono allegramente le balle. Questo perché – diciamolo – a chi parla così dei sentimenti e della libertà della persona non importa una pippa. Gli unici istinti da soddisfare sono i loro. Infarcirci la testa con le fiabe in cui la Vera Donna è quella felice con il primo che incontra (per circa 5 minuti di solito) ed è poi contenta di sposarlo e pulirgli il castello…francamente è stata una bella pensata, ma è stantia.

E non perché non possiamo essere anche romantiche, ma volete o no riconoscerci il diritto di esserlo quando e come lo desideriamo noi? Inoltre, faccine ipocrite che non siete altro, quando sbavate su un bel corpo e lo desiderate non vi darebbe certo noia se la proprietaria di quel corpo si lasciasse andare un po’ con voi eh? Li tutta questa morale non c’è eh? Peccato che di solito non succede e allora non trovate meglio che tirare fuori la questione dei croccantini.

FACEPALM N.8

“Il femminismo non è più necessario!”

Ok. A questo brinderemo insieme quando, almeno, saranno sconfitte le seguenti piaghe:

  • tratta e prostituzione
  • femminicidio
  • violenze domestiche
  • disparità di trattamento nei luoghi di lavoro
  • molestie per strada
  • stupri (sia come arma di guerra, che come avvenimento “casuale”)
  • Victim -blaming (della serie “ti aggrediscono perché sei uscita da sola dopo le otto di sera”)
  • Stereotipizzazione dei generi (l’omo ha da puzzà, la donna ha da lavà)
  • Discriminazioni assortite (es. a scuola, se una ragazza vuole intraprendere la carriera di ingegnera)
  • Uso del linguaggio (laddove esistono insulti solo per femmine e riguardano tutti la sfera sessuale)
  • Tentativi di  controllo sul corpo e la sessualità.
  • Disparità nel ruolo genitoriale (che poi vi lamentate che ci affidano i figlioli!)
  • body- shaming (della serie che devi corrispondere ad unico modello, se no povera te)
  • Discriminazioni dettate dalle religioni, con tanto di binomio integrato “Madonna Vs Prostituta”
  • …e potrei andare avanti per moooolto mooooolto tempo.

FACEPALM N.9

“Certo che anche lei l’ha provocato”

Questo detto di fronte ad una violenza di qualsiasi tipo o grado è ancora qualcosa che riesce a farmi andare il sangue alla testa. Fosse anche un insulto.

Com’è possibile che nel 2015 ancora non si riesca a compiere il ragionamento per cui chi attua violenza è colpevole, mentre chi la subisce deve essere protetto? Eppure è un argomento che torna, eh.

C’è anche l’aggettivo “provocante” per indicare abiti succinti (NB: avete mai sentito di un uomo che si vesta “provocante”? =.=)

Questo è alla base del bullismo (il/la bullo/a trova sempre un “motivo” per le sue vessazioni nei confronti di una vittima designata), del maschilismo, e in generale delle più grandi ingiustizie che vedo nella società.

FACEPALM N.10

“Una Vera Donna fa così e cosà, si veste cosò, dice cosù…”

La definizione di ciò che è “femminile” da parte di gente che non riesce a mettere insieme le idee sul fatto che una donna è una PERSONA prima di tutto è quanto di più abbacchiante mi capiti ogni giorno, specie perché passa sempre sotto gamba. Eppure ci sono tutti questi Giudici col Donnometro che stanno a vedere come si veste tizia, cosa dice Caia…sbavano su Sempronia, ma poiché non gliela darà mai allora la insultano e non è una Vera Donna da poter comandare…Ciò contribuisce a creare stereotipi e gli stereotipi sono ciò che ci impedisce di vederci come persone, che sarebbe la soluzione a tanti mali. Ma non vi sentite un po’ ridicoli?

BONUS: “Bau”

Quando proprio gli argomenti sono finiti e vorrebbero insultarti.

Beh, la  mia risposta è ancora più laconica:

gattino

Ognuno è felice come crede e può, giusto?😛

»

  1. bellissimo articolo, questa roba dovrebbe essere letta da un sacco di idioti che aprono la bocca giusto per dare aria alle tonsille.
    condivido (il pensiero, ovvio, e condivido – nel senso “social” del termine – dappertutto!)

    Rispondi
  2. Io di ‘ste stronzate non ne penso mezza e non c’avrei comunque il coraggio di dirne un quarto. Ma a nome dei pochi uomini che per le donne hanno l’ammirazione e il rispetto che giustamente meritano, che meritate anche solo per dovervi sorbire queste fregnacce, vi chiedo scusa. Pazientate, finché potete (non nel senso di tacere), arriveremo spero a essere in netta maggioranza e di queste idiozie ne serberemo solo un triste ma educativo ricordo.

    Rispondi
  3. Santo diavolone, ma che cottolenghi frequenti per sentirne di simili… ?🙂

    Solo un’osservazione quanto al punto 2, la prostituzione, una scelta professionale come un’altra: questa posizione è oggi sostenuta, e in modo molto agguerrito, proprio da alcune avanguardie del femminismo, quelle che hanno coniato per le prostitute l’eufemismo “sex worker”.

    Infine, io consiglio di stare in guardia verso i maschi femministi o sedicenti tali: quasi sempre stanno goffamente combattendo qualche imbarazzante senso di colpa.

    Rispondi

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