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Ruoli. A chi fanno *davvero* comodo?

Non so se è la mia sensibilità tormentata che mi impedisce di non notare alcune cosette, non so se in effetti stiamo assistendo ad una involuzione della società, non so se sono allarmista. Sta di fatto che attorno a me, a livello terra terra, vedo: cultura fatta a pezzi, con gente che si bea di essere ignorante a livelli da mal di testa, scarsità di empatia – per cui è più comodo prendersela coi più poveri che arrancano per avere metà di quanto abbiamo noi, piuttosto che coi potenti che ci fanno pedalare come soldatini e “magnano tutto il magnabile” alla faccia nostra. E infine, ma non meno preoccupante, vedo una corsa a tornare “indietro” nell’apertura mentale, con la diffusione di bufale telematiche che fanno accapponare la pelle (leggasi – tanto per stare in tema – la Terrificante Fobia del GENDER. BU! Siete abbastanza spaventati?).

Su quest’ultima affermazione ci sarebbe da aprire una enciclopedia, ma vediamo di buttare lì qualche riflessione sparsa, anche perché ho questo dubbio che non smette di frullarmi in testa. Dunque: in Italia ogni giorno il tg ci dà notizia di una donna brutalmente assassinata dall’ex compagno o da un uomo che aveva a che fare con lei. Ovviamente i media fanno sembrare la colpa  un po’ di tutti e due, ma fatto sta che la morta sia sempre femmina. Allora si grida allo scandalo, al raccapriccio e si invoca una migliore educazione e un riequilibrio nei ruoli che – sulla carta – prevedono l’eguaglianza ed il rispetto di entrambi, ma nella realtà continuano a restare ancorati a mentalità retrograde – medievalinquisitorie del tipo che comunque l’uomo è sempre vittima della Eva tentatrice quindi se ammazza è perché lei l’ha portato a farlo.

Allora le associazioni propongono progetti educativi, consce che solo dalle scuole può partire un cambio sano di mentalità: in tali progetti si propone di educare i bambini al rispetto delle varie diversità, in modo che nessuno sia più costretto in ruoli che non sente propri e, soprattutto, che si impari fin da piccoli che non necessariamente ciò che è diverso da noi è inferiore e perciò va emarginato, sopraffatto o bullizzato.

Progetti del genere sarebbero MANNA DAL CIELO.

Ma attenzione: ci si mette di mezzo la macchina della Chiesa, per lo meno nelle sue frange più estremiste (per modo dire e quando vogliono loro, nel senso che metà di sta gente predica bene, ma poi magari ha figli da tre donne diverse e via dicendo) a dire che NO. Che ci vogliono dei ruoli. Che la donna deve stare zitta e l’omo ha da puzzà.

Da ste minchiate mi sarei aspettata, almeno dalle donne, un coro di “ma che cazzo state addì?” e invece no. Anzi, tra le peggiori omofobe, tra le più accese sostenitrici di posizioni che definire medievali è fare un complimento, trovo – pensate un po’ – un sacco di donne. Convinte, eh, che il loro compito sia esclusivamente quello di procreare e portare la pappa in tavola.

Mi viene da allargare le braccia. A chi fanno comodo, questi “ruoli”? Cos’è che non fa capire a queste donne che la vita prospettata dalla Miriano (del tipo “Sposati e sii sottomessa”) era una michiata ai tempi di Gesù e figuriamoci ora? Quanta infelicità ha portato questa “sottomissione”, ve lo siete mai chiesti/e?

Il controllo sul corpo e sull’anima femminile è alla base di tutte le sopraffazioni del mondo. Persino l’omofobia deriva da questo: si punisce colui che, nato col regale augello, preferisce orientarsi verso una prospettiva più distante dalla virilità. E più ti avvicini all’universo femminile, meno sei degno di far parte del consesso di coloro che decidono cosa sia giusto o cosa sia sbagliato. E da qui una serie di repressioni anche violente contro tutto ciò che si discosta da questo ordine precostituito, che però va stretto a sempre più persone.

PERSONE. Che bella parola. E non perché il maschile e il femminile in ognuno di noi non deve essere più distinto, ma perché qualunque percentuale ne esista in ognuno non c’è alcun bisogno di sacrificarlo, o reprimerlo, o addirittura demonizzarlo, così come in molti stanno cercando di fare. Perché non c’è nessuno di noi che non possa dirsi “persona” e come tale dovrebbe avere gli stessi diritti e gli stessi doveri.

Ma torniamo a “ruoli” e a quelle donne che li difendono strenuamente. Ma fatemi capire cosa vi passa per la testa. Un’idea ce l’ho: pensate che se aderite al pensiero maschilista che vi vuole puttane o angeli del focolare a tutti i costi, verrete considerate di più. Oppure, pensate che la donna abbia una forza passiva che le permetta di sopravvivere. Pensate che essere una madre valga di più. Pensate che il solo rispetto derivi da lì. Ebbene, no. Non se questo va a sacrificare il resto di voi come persona. Le vostre potenzialità sono ben altre, ma avvallando la tesi della Madonna-Madre o della Puttana-Tentatrice (che vi fa odiare le altre donne perché non sono come voi, esattamente lo stesso odio che spinge alcuni uomini) ve ne private e – peggio – cercate di privarne tutte le altre. C’è una “comodità” in questi ruoli? Privarvi dell’indipendenza come vi fa sentire? E cercare di privarne le altre donne?

Come vedete, non ho alcuna risposta, ci sono cose che non riesco a concepire. Eppure esistono, le vedo. Le vedo nel boom di iscrizioni alle scuole cattoliche per “evitare che ai tuoi figli venga insegnata la masturbazione”. Italiani ignoranti, sessuofobici, ma soprattutto seguaci di BUFALE. Se qualcuno si fosse preso la briga di leggere i progetti avrebbe trovato cose pregevoli come “Il gioco del rispetto”.  Poi lamentiamoci di una donna uccisa ogni tre giorni, perché uscita dallo “schema”, in qualche modo. Osserviamo amaramente quanto i bambini vengano bullizzati e mormoriamo un vuoto “in che mondo viviamo” alla notizia dell’ennesimo adolescente che si suicida perché non ha avuto il coraggio di confessare i suoi sentimenti verso una persona del suo stesso sesso. Mi raccomando, l’indignazione vuota è a buon mercato. Ma dopo, tutti a condividere stronzate e a spettegolare su quella ragazza che non sa cucinare, o indossa maglie troppo scollate, o lavora fino a tardi e perciò non può essere una buona madre, è fisiologico.

Continuiamo a costruirci da soli le nostre prigioni. Il sistema applaude.

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  1. Teoria del gender. Ho spiegato la verità ai miei e gli ho pure mostrato i libretti del ministero. Tutto bene. Poi un cog**** riconosciuto scrive una crociata sul giornale della parrocchia e siamo punto e a capo. E sì che pure i miei sanno che quel tipo spara boiate… una volta tanto mi piacerebbe sentire una preghiera in chiesa che innegi a far sì che i clienti capiscano che alimentano la tratta e che la prostituzione è uno stupro a pagamento, oppure che lo stupro non si fa e che è solo colpa del preparatore. No, pregano contro l’aborto…
    Ieri ero in coda in farmacia. Tizia vicino a me, con un biberon in mano, urla al bambino di un’amica “è da maschio questo?”. Non contenta, lo chiede anche alla madre del bambino. Biberon con tappo verde e azzurro decorato con orsacchiotti che giocano in prato fiorito.
    Io la guardo inorridita, lei mi nota, così dico “roba che l’infante diventa gay per il disegnino del biberon… – -‘ no, signora, stia tranquilla: sono orsacchiotti VIRILI”. Fortuna che toccava a me.
    Mi sono sempre chiesta come i maschi venissero su misogini, visto che li crescono principalmente le madri. Ho avuto la mia risposta.

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  2. Quanto scrivi è un “qualcosa” su cui mi arrovello da tempo anch’io trovando poche risposte e comunque quelle poche mi bastano per farmi dire le tue stesse parole “Continuiamo a costruirci da soli le nostre prigioni. Il sistema applaude”.
    Ciao.

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  3. l’omofobia deriva dal non riconoscere che un uomo gay può essere nè più nè meno virile di un etero

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