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La felicità…fuori di noi 1 – La casa

Il titolo è un po’ fuorviante, vorrebbe essere un’osservazione sulla massima più ripetuta da tutti i guru del pensiero positivo, ovvero La Felicità è dentro di te.

Di sicuro questa è una pietra miliare di chiunque voglia ricercare la Felicità: significa riuscire a raggiungere quello status di serenità mentale ed elasticità tali da non farsi sconvolgere troppo dagli eventi.

Da oggi, però, vorrei cominciare a riflettere col primo di una serie di post,  su un particolare a cui pochi, per lo meno rispetto alle mie letture, danno importanza. E quel particolare è che checché se ne dica, l’ambiente da cui siamo circondati conta. Eccome.

Sfido chiunque, per esempio, a sentirsi felice e motivato in un ambiente di lavoro in cui viene costantemente denigrato, o in cui è costretto a mansioni che non competono o per cui non si è adeguatamente preparati.

E’ vero che si deve partire da una base interna, ovvero concentrarsi non sui lati negativi ma su quelli positivi…ma è anche vero che tutto ciò che ci circonda contribuisce a plasmare la situazione e, talvolta, per renderla positiva è necessario operare dei cambiamenti sull’ambiente.

Questo vale, per luoghi, azioni, abitudini, persone.

Ricordate il simpatico detto che gira su facebook, che recita: “Prima di diagnosticarti depressione o bassa autostima, assicurati di non essere circondato da una manica di stronzi“? Ebbene, è parte di ciò che intendo.

Non necessariamente siamo circondati da stronzi, ma credo che un elemento fondamentale per sentirci felici con gli altri sia quello di sentirci compresi ed amati. E se è vero che l’amore non si può pretendere, è altrettanto vero che in situazioni di conflitto le uniche cose che possono salvarci sono il dialogo e l’empatia. E, la faccio semplice, lo so, ma è più salutare interrompere (o comunque rendere assai rari) i rapporti con alcuni tipi di persone. Tra queste annovero non solo coloro che non sentiamo affini, o che ci trattano con sgarbo. A mio parere non sono tanto da tenere in considerazione anche quelle amicizie (o quei rapporti di lavoro) per cui se ci sei bene, se non ci sei…bene lo stesso. Li chiamo rapporti di comodo, o di convenienza. Via quelli che si avvicinano solo nella misura in cui puoi fare qualcosa per loro.

Avevo parlato più diffusamente di tagliare i rami secchi in un articolo dedicato, perciò non mi dilungo oltre.

Passiamo al cosiddetto ambiente.

La felicità in un ambiente può partire dalla casa. I filosofi zen consigliano un ordine maniacale: più ci avviciniamo al vuoto e più saremo felici. Non ne sono convintissima, benché rispetti questa idea.

Io credo che ciò di cui abbiamo bisogno per una casa felice sia…sentirla propria. Sentirla abbracciarci quando torniamo. Non importa se è un buco di 20 mq, o se è un loft di 150. Quello che a noi interessa è poter chiamare casa un posto in cui ci va davvero di stare.

Non importa che ci sia disordine (vestiti sparsi, libri e cd…), importa che ci sia pulizia (questo sì), e che…le cose siano dove ci aspettiamo di trovarle. Molte persone hanno un loro “disordine organizzato” e guai a cambiare posto a quel paio di ciabatte che sta proprio sopra il frigorifero…

Felicità è un letto comodo, perché su un letto comodo si fa bene l’amore e si possono fare bei sogni.

Felicità è un armadio che contenga vestiti che ci facciano sentire figonzi e figonze. O comodissimi/e.

Felicità è quel sapone per le mani che ci fa venire voglia di lavarcele anche tre o quattro volte. E’ il profumo della nostra famiglia.

Profumare l’ambiente è molto carino, se si trova il giusto aroma.

In casa mia, facciamo i conti con il fritto che ristagna in cucina e il cane bagnato, perciò aggiungervi – chessò – del muschio bianco potrebbe essere addirittura deleterio. Però non in tutti gli ambienti è così. Sembra una barzelletta, ma la memoria olfattiva è la più ricca di stimoli e quindi è bello poter associare un profumo alla propria casa.

C’è anche una tecnica cinese che spiega la disposizione dei mobili: si chiama Feng Shui, ma non è applicabile sempre e comunque, devo dire però che non mi dispiacerebbe approfondirla, magari in qualche altro post. (Prima la devo un po’ studiare, però!)

In altre parole, la casa ci rispecchia più di quanto pensiamo. Apportare piccoli miglioramenti al nostro ambiente principale significa gratificare un po’ anche noi.

Avete mai pensato alla casa dei vostri sogni? Provate a farlo, eliminando ogni pensiero del tipo “non potrò mai permettermela”. Fingete di avere una disponibilità di denaro illimitata. Divertitevi a crearla (nella vostra mente o sul computer, non importa). Pensate di trovarvici comodamente. E poi fate un impietoso paragone con il posto in cui vivete e stilate una lista di quello che potreste fare per farle assomigliare. Anche se non sarà molto, qualcosa troverete al 100%. Ponetevi la piccola meta di realizzare quello che è nelle vostre possibilità. Scommettiamo che questo nuovo piccolo scopo migliorerà sensibilmente le vostre sensazioni?

Une delle TANTE case da sogno…

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