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Regina di Fiori e Radici, di Laura MacLem

Vi parlo di un libro che non è ancora ufficialmente uscito, che potete trovare su Amazon al momento, ma che sarà disponibile solo tra qualche giorno. Ve ne parlo adesso perché è una delle cose che ha “salvato” la mia estate, perché ho paura di dimenticare qualcosa se aspetto troppo e perché dopo giorni che l’ho finito ne conservo ancora il ricordo vivo, la nostalgia dei personaggi e la sete di loro nuove avventure.

Eppure…eppure si tratta di una rilettura. Per di più, della rilettura di un mito e – voi direte – potremmo anche averne abbastanza. Invece no.

“Regina di Fiori e Radici” ripercorre la leggenda di Ade e Persefone, dal punto di vista fino ad oggi inesplorato della fanciulla. E già: le leggende ci hanno tramandato della passione che indusse il Signore degli Inferi a rapire la bella dea della primavera e dell’ira funesta della madre di lei, Demetra, che per rappresaglia, o per il troppo dolore, tolse le messi agli uomini…a nessuno era mai venuto in mente di indagare che cosa ne pensasse lei, la giovane spostata come un pacco da un regno all’altro.

Laura se lo è domandato e la sua risposta è prima di tutto un romanzo di formazione, una storia d’amore in cui finalmente il bel tenebroso NON si innamora della scema di turno e, ebbene sì, un inno alla femminilità ( e al femminismo).

I personaggi sono tratteggiati con puntualità e precisione. Mi capita raramente di riuscire ad identificarmi nella protagonista di una storia d’amore, non so perché. Forse perché mi sembrano tutte una fila di ebeti in attesa di essere travolte. Persefone no. Persefone è quasi una bimba all’inizio della storia, perché è una persona buona. La sua ingenuità,spesso derisa da chi la vede accontentarsi solo dei suoi fiori, è solo apparente: Persefone cela un lato molto più profondo, che si scopre a poco a poco. Il suo amore per le radici non è che una metafora, ma molto azzeccata di ciò che in effetti sottende alla sua personalità. Persefone non è una lagna. Non è una vittima. Ed è davvero appassionante vederla affrontare le situazioni di pericolo, innamorarsi di quello “zio” tanto cupo quanto saggio, tanto affascinante quanto sensuale, vederla crescere e prendere coscienza di sé.

Persefone ha suscitato in me un senso di tenerezza ed identificazione come non mi succedeva da tempo.

Ade è il figo della situazione ed è ben lontano da  quei bellocci pieni di sé a cui tanta letteratura fantastupida ci sta abituando. Lo immagini bello, ma in modo sinistro. Saggio al punto da essere preoccupante. Orgoglioso, ma non troppo paternalista. E, soprattutto, innamoratissimo. Ade è l’unico che vede Persefone da subito per ciò che è: una vera regina. E non è forse questo il segreto dell’amore?

Belli e intensi sono anche i personaggi di contorno, alcuni più conosciuti, altri frutto di un meticoloso lavoro di studio del mito in molte sue versioni, che si intuisce possa sostenere un’opera come questa. Le descrizioni sono coinvolgenti e le sensazioni durante la lettura si alternano come colori di un arcobaleno.

Chi dovesse storcere il naso solo perché è un’autopubblicazione commette un grave errore: nel mare magnum della rete, questo testo emerge come una perla, riuscendo ad essere originale pur nella storia risaputa, vibrante nel tono, ricco di sfumature. Un punto a favore è, infatti, lo stile: lieve, ma con pennellate di poesia che sembrano inconsapevoli e per questo non ingombranti. L’insieme è un testo armonioso e avvincente, che vi straconsiglio.

E sì, mi è piaciuto un mondo, non so se si nota.😛 Preferisco essere sincera e rendermi un po’ ridicola con il fangirling, piuttosto che mantenere un distacco che non sento, per la facciata di “critica letteraria”.

Spero in un seguito, anche se non so se sarà possibile. Per adesso, mi basterebbe anche la versione cartacea da regalarMi (e regalare) a Natale.

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  1. Ti odio. Sallo! Adesso mi tocca comprarlo e leggerlo. Come ne avessi pochi in lista. Maledizione! 😜

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