Feed RSS

E’ vero, il sessismo è degrado. E guardate dove porta.

Voglio parlare di due fatti, oggi, che in realtà sono collegati tra loro solo da un filo. Parlerò di due donne diversissime tra loro per vita ed esperienze e mi sono trovata a fare un’associazione di idee, che è quella che vorrei denunciare.

Partiamo con una donna di successo: la modella Emily Ratajkowsky. Per intenderci, è quella bella ragazza che – ahimé – abbiamo ammirato nella parte della bambolina senza cervello nel video dell’odiatissima “Blurred Lines”. La ragazza – oltre a salire all’onore della cronaca per il fatto che è così magra da avere in mezzo alla panza una bruttissima linea da affamata in Biafra che i modaioli stanno cercando spacciarci per nuovo MUSTHAVE dell’estate – ha altresì una pagina FB ufficiale che è stata presa di mira da una marea di italioti tutti provenienti dalla stessa pagina facebook, che ha a che fare col degrado e che se proprio ci tenete vi troverete da soli.

Questo è il tenore dei commenti (grazie alla pagina “La friendzone non esiste” per lo screen riassuntivo):

Ecco, nelle intenzioni dei vivaci e allegri bulletti da tastiera questa roba dovrebbe essere un modo simpatico e spensierato di dimostrare il proprio apprezzamento. E’ vero che ci sono molti altri commenti – tutti in un misto di inglese ed italiano, anche questo moda di facebook – in cui non vi è granché come insulto, ma la stragrande maggioranza è come questi qui sopra. E quindi danno della “cagna” ad una bellissima ragazza che mette in rete per lavoro e anche per pubbliche relazioni (senza dubbio) le sue bellissime foto e la sua sensualità.

E cosa fanno i commentatori nostrani? Abbaiano insulti mutuati dal porno.

Ora, a Emily Row…Rokw…va be’, Emily comecavolosichiama sai cosa gliene fregherà di un manipolo di allupati cerebrolesi, che se la incontrassero dal vivo non avrebbero il coraggio di respirare e figuriamoci quello di chiederle di mostrare loro le tette, così come fanno insistentemente online.

Ciò che mi spinge a deriderli è il fatto che – per davvero – sta gente crede evidentemente che questo sia un modo appropriato per rivolgersi ad una persona. A parte l’ancor più evidente confusione mentale nel dare della “cagna” a una donna che ammiri e che pagheresti per poter sfiorare…

Cosa ci porta tutto ciò? Per noi che abbiamo l’occasione di leggere, una grande tristezza. Anche in passato molte star si sono viste rivolgere insulti anche pesanti, da parte di malati che le pensavano a propria disposizione in quanto personaggi pubblici, ma erano – appunto – malati isolabili. Qui assistiamo a una diffusione preoccupante della malattia, in cui il soggetto donna è pornificato in qualunque situazione ella si trovi. E siccome il porno non è esattamente il top per quanto riguarda la visione della donna all’interno del rapporto (il punto di vista è sempre maschile e dominante, ergo ci si aspetta che la femmina sia lì in attesa e servizio e che le piaccia pure. Fantasy Award!!!), ciò ricade nella visione di sta gente che crede di essere simpatica e intelligente ad andare a far fare una figura di merda all’Italia scrivendo Bau Bau a una tizia che manco capirà (perché Bau Bau, glielo devo dire, si dice solo in Italy), solo per farsi mettere “mi piace” da cento altri idioti simili.

Se la cosa si concludesse lì, sarei tranquilla, perché sono certa che – benché ingiustamente trattata – una supermodella con un sacco di milioni, di cose come queste se ne frega e si limita al disprezzo e a pensare che l’Italia sia piena di balordi. Il che è anche vero, quindi non mi offenderò.

Il problema è che questo tipo di mentalità ha risvolti inquietanti sulla realtà di persone normali, come possiamo essere io o voi. E’ la visione della donna-oggetto da sempre denunciata, la quale viene aspramente punita quando pare avere una propria volontà.

E’ il caso dello stupro della Fortezza, tristemente salito agli schifi della cronaca (non chiedetemi di chiamarli onori) per la sentenza che ribalta la condanna in primo grado dei sei imputati e li assolve con formula piena perché “la ragazza era ubriaca, ma in sé, era in balìa del gruppo, ma capace di scegliere e gestire la propria (bi)sessualità”.

Molto è già stato detto su questa vicenda e molto più tempestivamente di come abbia fatto io, però lasciatemi aggiungere la mia voce di solidarietà alla ragazza per il poco che vale e lasciate denunciare anche a me il fatto che questa sia una sentenza “politica”, di cui tutte dovremmo aver paura.

Sì, perché la ragazza della Fortezza è stata vilipesa più volte ed i suoi assalitori sono stati assolti su basi che più maschiliste non possono esistere:

1. innanzi tutto è stata presa in considerazione la sua presunta promiscuità sessuale. Già sei vittima di stupro e devi avere gente che ti fruga nelle mutande per sapere con quanti sei stata, perché se hai già avuto rapporti si può abusare di te, evvaiiii! Quindi da domani, tutte in casa, mi raccomando.

2. si è puntato sul fatto che la bisessualità dichiarata della ragazza fosse un lasciapassare per una gestione disinibita della propria sessualità. E qui siamo in una fase di discriminazione ancora superiore, dove chi dichiara di non avere preferenze di genere è ulteriormente disprezzato perché potrebbe farsela con questo o con quella. E le brave ragazze non lo fanno, signori della giuria! =.=

3. Per cose come questa, il fatto che lei avesse bevuto e che non si sia difesa (sai com’è, quando sono in SEI e per di più sono tuoi amici che devi fare? Tirare fuori la katana?) non è stato considerato sufficiente a stabilire che NON CI FOSSE CONSENSO e che lei non abbia mai desiderato essere violentata a turno da questi sei individui. Infatti è noto che una ragazza disinibita preferisce affrontare un processo per stupro, con tutte le brutture del caso, piuttosto che dire “OPS.” Ma andatevene a fanculo, andatevene.

Ora, non possiamo certo ribaltare la sentenza, ma domandiamoci perché la voce di questa ragazza non sia stata ascoltata SU QUESTE BASI. La risposta, amarissima, è che ciò che la donna pensa o sente non conta. O, meglio, conta sempre meno della visione che di lei ne hanno gli uomini. E’ dura da ammettere, ma è questo quello che ci trasmettono questi due episodi.

La visione pornificata al maschile che si impone sulla realtà e ferisce. Fa male. Forse non fa male a una Emily bellissima e miliardaria, ma fa male a tutto il resto di noi. Una visione maschile che ci umilia e ci ride pure in faccia. E questo sì, è una fabbrica continua di degrado.

»

  1. “La risposta, amarissima, è che ciò che la donna pensa o sente non conta”. Quando ho letto questa frase ho pensato immediatamente a un film che ho visto di recente. Si intitola “Viviane” in italiano e racconta la storia di una donna che chiede il divorzio al marito in Israele, Stato dove solo quest’ultimo ha il diritto di accordarlo. Qui la sintesi del film : http://www.filmtv.it/film/65722/viviane/

    Lo trovo molto pertinente (al di là delle specificità dell’aera geografica e della connotazione religiosa) per descrivere questo modo di ignorare le volontà e testimonianze femminili. Comunque boh, anche se non c’entra ‘na cippa, ti consiglio di guardarlo!

    Rispondi
  2. sullo stupro della fortezza: c’è differenza tra una persona alticcia un po’ brilla, non del tutto sobria, ma in grado di acconsentire al sesso e una persona semisvenuta perchè troppo ubriaca e quei ragazzi se ne erano certo accorti quindi sono colpevoli. Triste l’allusione alle “libertà sessuali” che per me sono cose sacrosante. Nei processi per stupro le allusioni alla vita sessuale e allo stile di vita della vittima dovrebbero essere proibite

    Rispondi
    • No, non è nemmeno lì il punto, Paolo. Non serve essere semisvenute. Basta NON dare il proprio consenso. Magari lei era allegra, ma non ha avuto le forze per “ribellarsi”, cosa che a mente più lucida avrebbe fatto. Gli stupratori la fanno facile proprio a causa di quelle che chiamano Blurred Lines. Cioè se dici “No, dai…” senza tagliare loro la gola con un coltello, si sentono in diritto di capire “Sì, dai, basta che insisti un po’.” Cosa che non è.

      Rispondi
  3. Sono d’accordo con tutto, però il commento sulla “bruttissima linea da affamata” a me sembra body shaming bello e buono, potevi risparmiartelo.

    Rispondi
    • Hai ragione. In realtà io non volevo criticare la modella (mi pare di aver ribadito da più parti che la trovo bellissima), però trovo che l’intento di lanciare la moda di quella “riga” lì (che ti dico che io che sono stata una taglia 38 scarsa non ho mai avuto nemmeno nei momenti più da affamata della mia vita) mi pare solo un altro modo per mettere in difficoltà tutte le ragazze che per natura non ce l’hanno e non l’avranno mai. E’ questo che trovo brutto.😉

      Rispondi
      • Sì, sì, tentare di lanciare una moda del genere è ridicolo, ma più che altro perché magari è solo questione di genetica xD Io sono una taglia 38 e quella riga non l’ho mai vista… Emily non mi sembra affatto “troppo magra” (anzi, ha delle curve davvero inusuali per una ragazza magra, e sembra tutto naturale), quel commento sulla linea da affamata mi ha fatto pensare alle persone che mi giudicano anoressica solo perché sono di costituzione minuta e leggerlo su un blog femminista mi ha fatto un po’ strano. Tutto qui

      • Guarda, anche io sono stata considerata anoressica per molta parte della mia vita. Sicuramente mi sono espressa male e mi scoccia utilizzare la scusa “sono stata fraintesa” di renziana/berlusconiana memoria. Però devo dire che quella riga non mi piace, soprattutto per ciò che rappresenta, ovvero l’ennesimo – irraggiungibile, inutile, talvolta dannoso – esempio per dire alle ragazze come dovrebbero essere. Se giri il blog un pochino, ti accorgerai che l’accettazione del corpo è per me un elemento abbastanza importante, quindi mi spiace se anche solo lontanamente ti sei sentita offesa.🙂

      • a me sembra una moda stupida di breve durata e personalmente non la capisco, sono d’accordo che sta riga sia più legata alla genetica e/o da quanto esercizio fisico fai, non centra l’essere magri

      • Commento inutile, ma visto che se ne parla, confermo, è genetico. Non sono di corporatura esile o emaciata, ma io quella riga ce l’ho.

  4. DarkettOne di Provincia

    Mi è capitato di recente di discutere dello stupro alla sedicenne di Roma con i miei amici. mi sono sentito rispondere:”Le donne sono avvantaggiate! Per loro è facile farsi scopare da qualcuno e poi denunciarlo per non passare per troia e farsi pure un bel po’ di quattrini!”
    Il brutto è che tutti gli davano ragione. Mi sa che mi toccherà cambiare compagnia..

    Rispondi
    • Assolutamente. Scappa!

      Rispondi
    • A questa manica di cretini dovresti rispondere per le rime, in modo semplice perché possano capire : 1) Denuncia nel 2008 – sentenza di annulamento della condanna nel 2015 = ergo 7 anni di trafile giudiziarie. Coincide con la vostra idea di “facilità”? 2) Dopo sette anni, tutto quello che sappiamo è l’orientamento sessuale di lei, il suo percorso “non lineare”. Di loro nulla. Anzi no, come altri stupratori di branco loro sembrano essere riusciti a farsi una vita laureandosi o sposandosi o altro. La ragazza è fuggita da Firenze. Avvantaggiate?!?

      3) Senza contare il “farsi scopare” (che si sa le donne non scopano, loro sono passive) e non passare per troia : oh, ma a voi piace scopare? E considerate troie tutte le donne con cui scopate? Fatemi capire?

      Rispondi
  5. L’ha ribloggato su Stormy.e ha commentato:
    Poi hanno il coraggio di dire “e fattela ‘na risata”… gliela farei fare a loro, ma incidendogli la faccia con un coltello in stile Jeff the Killer.

    Rispondi
  6. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 23.07.15 | alcuni aneddoti dal mio futuro

  7. L’ha ribloggato su Appunti da Martee ha commentato:
    Sono sempre molto grata a chi affronta e sviscera questi problemi al posto mio.

    Rispondi
  8. i commenti di questi quattro cerebrolesi qualificano in pieno chi li ha fatti.
    Dopodichè la cosa che prorpio non capisco è perchè arrivare a idealizzare ‘sta tipa qui che per il solo fatto di essere donna e figa, diventa una specie di semidio.. ma chi caxxo è??
    il problema è che anche voi fate parte di questo mondo al contrario….
    E a proposito della storia della Fortezza: anche qui, è diventata il riferimento del femminismo nostrano ANCHE SE NESSUNO DI NOI ERA LI E SAPRA’ MAI DAVVERO COME SONO ANDATE LE COSE. Ci si schiera a A PRIORI come nelle partite di calcio. E’ donna dunque vittima di sicuro, è uomo ha il pene, dunque stupratore per definizione.
    Dopodichè se fossi costretto a schierarmi, mi schiererei anch’io per la condanna, perchè nel dubbio starò sempre col più debole (6 contro 1). Però non si possono nemmeno abolire i processi per stupro e condannare automaticamente sulla denuncia.
    o FORSE SI?

    Rispondi
    • Appunto, nessuno di noi era lì. Perciò, dare per scontato che una ragazza si sia inventata uno stupro di gruppo dopo una serata “pazza”, con le motivazioni che si leggono nella sentenza e con le testimonianze (c’è riferimento ovviamente anche a come era vestita, persino al fatto che abbia giocato al “Toro Meccanico”, che secondo l’OPINIONE di una testimone era un gioco con dei riferimenti sessuali -???- per cui molte ragazze non l’hanno fatto) è ridicolo. Una persona disinibita deve per forza essere consenziente ad un rapporto a sei? E se è così disinibita, perché dovrebbe vergognarsi e pentirsi, scusa? Abbia pazienza ma qualcosa a me, come a molte altre, non torna. Detto ciò, le sentenze si rispettano. Quello che tutte le femministe (e anche le persone che ritengo un minimo normali ed empatiche) contestano sono i modi e le motivazioni perché, appunto, nella mancanza di prove certe è stato rifiutato un terzo grado di giudizio sulla base di cosa? Della condotta della VITTIMA. Ed è subito 1976

      Rispondi
  9. Mamma mia che si legge…Ancora a cercare di mistificare una sentenza dai riscontri evidenti, che in contesti privi di pregiudizi sarebbe stata archiviata in una settimana per la non sussitenza del fatto? Non c’è stato nessuno stupro, nè certo nè dubbio, la ragazza voleva fare un’orgia come se ne fanno tantissime e come era suo diritto fare, poi pentitasi ha inscenato una storia senza capo nè coda, rovinando per anni e forse per sempre la vita di sei persone, anzi di sette visto che all’inizio aveva accusato anche un tizio che era dall’altra parte del mondo, ed il brutto è che vi è stata costretta proprio dalla concezione retrogada e maschilista per cui una donna non può vivere il sesso come meglio preferisce.
    Emily, si è dichiarata divertita e molto dal tono di commenti in tono volutamente e pacchianamente goliardico, privi di alcuna reale aggressibità o offesa ma solo autoironici, spesso provenienti da donne e ragazze
    (E per inciso non è magra nè anoressica nè grassa, ma semplicemente perfetta fisicamente)

    Rispondi
    • Mamma mia che si legge davvero. Tipo commenti come il tuo, per esempio, che sicuramente eri lì con quei sei per sapere come sono andate le cose e non ti fai domande di come mai questa ragazza che è stata giudicata poco sincera per via della sua condotta poi avrebbe dovuto pentirsi, se si fosse divertita. Immagino che anche la conseguente depressione d i tentativi di suicidio facciano parte della recita. Ma che bravo che sei. Ah, e visto che conosci personalmente Emily, guarda, chiedile scusa per tutte le teste di cazzo che ci sono in Italia, va…

      Rispondi
    • Provo a ragionare più freddamente possibile: la sentenza la descrive come una ragazza “disinibita”..ora perchè una persona disinibita dovrebbe vergognarsi o pentirsi di aver consapevolmente e consensualmente preso parte a un’orgia? Delle due l’una: o questa ragazza non è disinibita ma vive i propri desideri sessuali con senso di colpa e vergogna (e allora la sentenza ha sbagliato) oppure è stata davvero violentata, cioè quei sei si sono approfittati della loro superiorità numerica per imporle qualcosa che lei non voleva o a cui non era in grado in quel momento di dare il consenso perchè troppo ubriaca (resto convinto che una persona un po’ alticcia sia ancora in grado di decidere se vuole farlo o no) e allora la sentenza ha sbagliato

      adesso dico una cosa banale che va al di là della vicenda in questione: quando stiamo per fare sesso ma a maggior ragione quando si tratta di pratiche sessuali un po’ “fuori dall’ordinario” è meglio accertarsi di farle con la persona giusta (perchè le orge o il sadomaso non sono certo cose adatte a tutti, io ad esempio non ho nessuna voglia di farle e se qualcuno approfittasse di una mia momentanea incapacità ad acconsentire o ignorasse il miosecco rifiuto per farmi fare queste cose sarebbe una violenza) e che quella persona lo voglia

      Rispondi
      • E fin qui direi che non ci piove. Il problema è che i casi di stupro sono gli unici in cui la vittima ha l’onere della prova. Capisco la difficoltà nel rendere testimonianze oggettive , ma è anche vero che questo è quello su cui per troppi anni hanno giocato gli stupratori. Non si può pensare che la ragazza abbia mentito solo perché non è una tutta casa e chiesa. Se vive la sua vita intima con senso di colpa allora la sentenza sbaglia, dato che la giudica “in grado di gestire la propria sessualità”. Anche io sono convinta che uno solamente un po’ alticcio possa gestire un rapporto fisico non voluto, ma non sono altrettanto convinta che sia facile farlo quando sono in SEI, che magari ti tengono ferma. Il problema vero è proprio è che pare una sentenza emessa su basi “morali”, non sull’evidenza oggettiva. Mi domando come mai non sia stato richiesto un terzo grado di giudizio, dato che oltretutto in primo grado sono risultati tutti colpevoli.

  10. la Nappi non concorderebbe con te, e direbbe che i commenti sulla pagina della modella sono complimenti… mettetevi d’accordo tra di voi femministe!

    Rispondi
  11. “oltre a salire all’onore della cronaca per il fatto che è così magra da avere in mezzo alla panza una bruttissima linea da affamata in Biafra”

    è uno scherzo vero? Perché oltre ad essere bruttino tirare fuori ogni volta il Biafra, oltre ad essere inveritiero definirla così magra da sembrare un’affamata – fosse “così” magra mancherebbe di certe rotondità – quella linea altro non è che la linea degli addominali, che chi è tanto magro non ha perché manca di massa magra. Ed è super sexy.

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: