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Del perché gli Harmony sono meglio delle 50 sfumature.

E’ recente l’uscita dell’ennesima porcat…del nuovo volume ad opera della E.L. James in cui – pensate un po’ – proprio come la Meyer per Midnight Sun la nostra ha pensato bene di tirar su qualche altro soldino proponendoci la stessa trama condita, stavolta, dai pensieri di Lui. Ho ricevuto anche la proposta di leggerlo aggratisse, ma ho rifiutato: mi sono bastate le prime dieci pagine per vedere che niente era migliorato, anzi: stile sempre terrificante, su storia già letta, più deliri di giovanotto incredibilmente antipatico.

Al che mi sono ritrovata a pensare “A ridatece gli Harmony” e mi sono ricordata di un vecchio articolo che avevo scritto per Liblog che in qualche verso potrebbe essere ancora attuale, perciò ve lo propongo:

“Alzi la mano chi di voi fanciulle non hai mai ceduto alla tentazione di dare un’occhiata ad un libro Harmony. Sì, proprio loro: i famigerati libri rosa della Harlequin-Mondadori che si avvalgono di titoli dal profondo significato sociopolitico del tipo Agli ordini dello sceicco, La moglie del miliardario o – meraviglia delle meraviglie – Incanto italiano/greco/spagnolo (che non è la presentazione di un dizionario, ma l’indicazione di uno scenario esotico per l’autrice, presunta casalinga del Kentucky).

Chi è senza peccato scagli la prima pietra: io proprio non posso, i libri Harmony entrano senza vergogna in casa mia grazie alla buona volontà di mia madre, che li acquista fin da quando riesco a ricordare. Mi sono chiesta spessissimo quali siano i fattori che tengono a galla questo fenomeno dato che, diciamocelo, gli italiani non hanno fama di essere dei “lettori forti” e non stiamo parlando certo di alta letteratura. Eppure il mercato degli Harmony non dà cenni di stanchezza e io non ho ancora trovato una risposta alla mia domanda.
Andiamo ad analizzare i fattori principali, partendo dai personaggi chiave e dalla trama.

Lui si chiama Ross (o Brett o, nel malaugurato caso che sia italiano, Dante Vincenzi). Di solito è cresciuto in orfanotrofio, ma, grazie alle sue spiccate doti di intelligenza, a soli trent’anni si trova a capo di un impero economico. Non è finita: il nostro si porta a spasso un corpo statuario, un viso da favola e una quintalata di carisma che rovescia su qualsiasi donna che gli capiti a tiro. C’è poi il particolare fantascientifico, ovvero: nonostante tutte le donne gli cadano ai piedi, Dante (chiamiamolo Dante per simpatia) non ne sfiora una con un dito. È un gentiluomo, lui.

La sua galanteria va in frantumi quando incontra Lei (Elizabeth, Allison o – ahimè – Mirella detta Ella nei casi più disperati), che è di norma una timida maestra d’asilo, oppure la figlia di qualche rivale in affari e che, caso strano, è una bonazza da paura.

Nonostante la bellezza, la dolcezza e quant’altro Iddio le ha dato, Ella fino a quel momento non è riuscita ad incastrar…ad incontrare nessuno degno di lei e perciò, giunta alla veneranda età di ventiquattro anni (dopodiché, lo sappiamo tutte, sei una zitella senza speranze) ha deciso intimamente di Farla Finita Con Gli Uomini.

I due protagonisti si incontrano per una circostanza fortuita, che nella maggior parte dei casi corrisponde con una compravendita immobiliare: lui vuole sfrattare lei dalla proprietà di famiglia, oppure lei ha ereditato un terreno che lui vuole comprare a tutti i costi. Al primo sguardo i sentimenti di entrambi sono contrastanti: si odiano ma vorrebbero comunque saltarsi addosso, complice il fatto che ogni volta che si sfiorano una Scossa Elettrica li pervade lasciandoli quantomeno perplessi.

Da qui in poi le varie scrittrici escogitano mezzi al limite del ridicolo per far sì che i protagonisti siano costretti a convivere per qualche giorno: si va dai contratti-capestro secondo cui lei dovrà accompagnare lui in società per evitare che lui le rovini economicamente la famiglia, alle ultime volontà testamentarie di un nonno, fino alle catastrofi naturali come le frequenti valanghe che bloccano i nostri in una baita a Big Bear. Durante la vicinanza forzata i due cedono all’attrazione reciproca e si ha la “scena erotica”.

Mamme, se mi state leggendo, evitate accuratamente che la vostra figlioletta adolescente si riempia gli occhi delle scene di sesso contenute negli Harmony, oppure spiegate loro che quando si fa l’amore, nel mondo reale, di solito nessun vulcano esplode sotto il letto! Io ho impiegato anni ed anni per affrancarmi da queste idee malsane e se la mia esperienza può servire sono lieta di metterla a disposizione.

Ma torniamo a noi, o meglio a Dante ed Ella, che dopo aver sperimentato qualche giorno di passione sfrenata, generalmente litigano per una stupidaggine e si separano a prezzo di una segreta e immane sofferenza. Di solito è lei che lo lascia, perché ha capito di amarlo ma è sicura che lui stia con lei soltanto per il sesso (sapete com’è, se per una settimana non si è fatto altro il dubbio è legittimo). Passa un mese e Dante si presenta con il brillotto e una dichiarazione zuccherosa che di solito ci viene fatta sudare fino all’ultima pagina, insieme alla promessa (non necessaria) di quanto la vita da quel momento sarà perfetta per entrambi.

Eccoci qua. Trovatemi un Harmony che si discosti da questi cliché e sono disposta a pagarvi una pizza. E tuttavia, quando ne trovo uno per casa, l’occhio ci cade quasi sempre. Ammetto che potrei essere io ad essere affetta da gravi disturbi di personalità, ma se provo a pensarci mettendo da parte gli scherzi credo che un libro del genere possa piacere non tanto per la sua forma, ma per le sensazioni rassicuranti che evoca. Sappiamo fin dall’inizio che tutto andrà per il meglio, ed è un po’ come se continuassimo a raccontarci la fiaba di Cenerentola all’infinito (alla faccia delle femministe per cui la felicità e la realizzazione non sono certo frutto del matrimonio).

Favole moderne, ecco come si possono definire gli Harmony: ripetitive, scritte in modo discutibile (“Non ci credo!” esclamò Shelby, scuotendo la testa incredula), ma prive di qualsiasi “obbligo di pensiero coerente” per le lettrici e capaci, comunque, di creare una simpatica distrazione. Dai, siate sincere: quando il tempo è grigio, il lavoro faticoso e la noia ci assale, che male c’è a passare qualche decina di minuti sognando che Dante bussi alla nostra porta? Con buona pace della Divina Commedia.”

Ora, voi vi chiederete perché, se sono così blanda con gli Harmony, io non riesca ad essere un po’ elastica anche con la quadrilogia della James. E’ presto detto: gli Harmony non pretendono di essere ciò che non sono. Non di pubblicano articoli spacciandoli per la nuova frontiera dell’erotismo, né si fanno prendere a modello come alcunché. Si sa che sono scritti ad minchiam, al punto che spesso sembra che si prendano in giro da soli. Le autrici (spesso italianissime!) sono simpatiche, non pretendono di essere la Donna che Ha Rivoluzionato la Letteratura. E soprattutto, sembrerà strano, ma gli Harmony intrattengono 10 volte meglio di quanto non riesca a fare la quadrilogia. Pur se scritti male, pur con trame trite e ritrite, pur con personaggi stereotipati al massimo. Se fossi nella James, qualche domanda me la farei, ma quando una è impegnata a contare i propri milioni, probabilmente, non ne ha il tempo.

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  1. io ne lessi un paio che non erano Harmony ufficiali, erano di una sottocategoria storica.
    in uno lui è un brigante che rapina qualcosa nel paesello, la vede e la rapisce perché pensa che l’abbia visto in faccia e possa testimoniare ma non sa che lei è cieca! poi mentre sono nel bosco lei cerca di rallentare la loro fuga appartandosi cento volte per fare pipì… e poi non credo id averlo mai finito!
    un altro invece era quasi avvincente, lui salva lei dal rogo per stregoneria e la porta al castello perché curi il figlioletto malato nonsisabendichecosa… insomma, addirittura dei contesti e delle trame nelle versioni storiche degli harmony!

    roba che la James se le sogna, ambientando il tutto ai giorni nostri ma rendendo lei talmente inetta da non avere un cellulare a Seattle nel 2011!

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    • Io ne ho letto uno VERAMENTE carino. Si chiamava “Tra passato e presente” e me lo ricordo ancora bene: parlava di lei, Hope, che dopo il trauma di essere stata rapita perché pur essendo solo una fotografa faceva parte di una famiglia facoltosa, si ritira su un’isola di proprietà della famiglia. Qui incontra un uomo dallo spiccato accento francese e abbigliato con una strana uniformeche si fa chiamare Armand e che dice di essere un soldato del 1800…in realtà questo Armand è un fantasma, legato da una maledizione a vagare sull’isola e solo una chiave d’avorio può svelare il mistero, chiave nominata nei diari di un’antenata di Hope che, guardacaso, era l’amata di Armand…bello davvero. Se l’avessi tra le mani lo rileggerei! 🙂

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  2. Non è che puoi indicare anche a me una strada per leggere il nuovo tomo della James senza arricchire il suo cospicuo patrimonio? Nella mia biblioteca arriverà fra mesi (e sarebbe un’infamia averlo registrato sulla mia tessera!).

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    • A me era stato proposto direttamente dalla Mondadori, ma sono certa che il pdf sia già trovabile in giro. L’unica cosa che posso aggiungere è che la vita mi sembra troppo breve per perdere tempo con un libro inutile…

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      • Resto fedele al principio di volerlo leggere prima di criticarlo – anche se so cosa aspettarmi, ho letto tutto il primo, metà del secondo e parecchi screenshot del terzo, tutto qui.

      • Se vuoi, la pagina facebook La Pannocchia di Mr. Gray” offre una serie di screenshots che non sono molto diversi dal leggere il libro. E puoi chiedere alla adm dove abbia trovato il pdf. Detto ciò, credimi , credo che questo sia uno dei rari casi in cui sia possibile criticare senza leggere tutto. A me sono bastate le prime dieci pagine. D’altronde la storia la sappiamo già. 😀

  3. Io rubai l’amante di Lady Chatterley dalla biblioteca di mia mamma quando facevo le elementari. Ci sono rimasta molto male quando ho scoperto cos’era la “spada infuocata”… 😉

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  4. Concordo pienamente con il commento sulla James e anche sul fatto che gli Harmony siano meglio. Ma devi spiegarmi una cosa.
    Io ho letto 3 Harmony perché la mia co-blogger scriveva romance e ha insistito parecchio, ma… terribili. Poi ha provato a passarmi romance di genere più “ricercato”, per così dire. E continuo a odiarli.
    Le eroine sono delle cretine fatte e finite. Gli eroi andrebbero pestati a sangue dalla prima all’ultima pagina. Le trame sono così banali che a pagina 3 già puoi dire per filo e per segno cosa succederà. Io mi ci sono anche messa d’impegno, ma non ci sono santi. Passo il tempo a chiedermi “ok, ma questi perché stanno insieme?”, tipo Bella ed Edduccio, che stanno insieme perché sì (e li vorresti comunque prendere a bastonate).
    Non che io odi le storie d’amore: in molti libri di altri generi, ce ne sono alcune bellissime e sviluppate ad arte, in cui pian piano ti innamori anche tu dei personaggi. Ma se c’è qualcosa che proprio manca ai romance, è la costruzione dell’amore. I personaggi si amano ab alto, e addio all’immedesimazione.
    Visto il successo che riscuotono, mi chiedo se lo noto solo io. O se ai lettori, tutto sommato non interessa immedesimarsi in un personaggio mentre leggono…
    V

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    • Credo di avertelo scritto. A chi legge un harmony non è richiesto questo livello di “introspezione” e approfondimento. E’ come la storia di Cenerentola e il Principe che si innamorano dopo essersi visti per 5 minuti e aver ballato una volta insieme, senza manco chiedersi i nomi. Ma il fatto è che del libro Harmony LO SAI. E te lo puoi godere, se ti interessa il genere, senza alcun pensiero, focalizzando altro: i luoghi, le cattive da telenovela, ed anche le frasi ad effetto tipo “Non puoi resistermi, Ella.Mi appartieni dall’inizio dei tempi” (che se te lo dicesse un tizio nella realtà lo faresti correre fino a Timbuctù a calci nel deretano…;) )

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      • Mi sforzo, ma temo sia più forte di me riuscire ad abbracciare questo punto di vista.
        Come ci si può appassionare a una storia d’amore… se l’amore non c’è? Mah… :-/

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