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Come sopravvivere (felicemente) nel Regno dei Sedicenti

No, non è una storia fantasy, anche se dal titolo la parrebbe.

Il Regno dei Sedicenti è il modo in cui, da un po’ di tempo a questa parte, chiamo la Rete. Non si può frenare la rete, non si potrà mai regolamentare, a meno di non volersi macchiare del reato di censura (e lì si aprirebbe l’interrogativo su quale dovrebbe essere l’organo di controllo in merito…ma soprattutto, sarebbe possibile limitare una simile immensità?). Ma non perdiamoci.

Come si dice già da un bel po’, onore ed onore della rete è quello di aver dato voce a tutti, cioè a tutti quelli che riescono ad accedervi. Quindi diciamo alla fascia media.

Ma, sorpresa, questa esplosione di magnifica democrazia non è esattamente ciò che si poteva sognare.

Dietro una tastiera, al sicuro nei propri spazi, chiunque può essere chi desidera, senza troppe conseguenze. L’importante è far sembrare che. 

E così abbiamo “sedicenti scrittori” che scrivono di merda e sembrano da premio pulitzer, “sedicenti musicisti” che sembrano i Led Zeppelin dei tempi d’oro, “sedicenti fotografi” che fotografano con il c…i piedi, diciamo. E potrei scrivere una lista infinita di tutto ciò.

Sedicenti giornalisti.

Sedicenti economisti.

Sedicenti politologi.

Una giungla di sedicenti. Che, appunto, se la raccontano da sé.

C’è  anche la categoria dei sedicenti esseri umani, che non sono proprio sicura che lo siano. Perché – per carità – le caratteristiche sembrano averle, ma quando si va ad approfondire sembra che parecchie le abbiano smarrite per strada.

Sono quelli/e che predano le ragazzine in giro e poi dicono che era colpa loro. Sono quelli/e che “se non sei d’accordo con me ti brucio la macchina”. Sono quelli/e che “loro non sono come noi/sono contro natura”. Sono quelli/e che “me ne frego se hanno fame, l’importante è che di stomaco pieno ci sia il mio”. Sono quelli che “E’ morta una bimba dei loro? bene, uno di meno”

Ecco, al di là del fatto che io in rete voglio restarci perché ritengo che abbia tanti lati positivi (prometto che scriverò un articolo anche su questo, so che sarete stanchi lamenti e denunce!), penso che ci siano tre formuline magiche che possano aiutare a sopravvivere bene nel Regno dei Sedicenti.

La prima è avere l’Umiltà di ascoltare persino loro…e spiegare perché si è contrari. A volte si ha l’impressione di un dialogo tra sordi, a volte di parlare con veri e propri deficienti. Ma il dialogo è una via. Non significa che si riuscirà ad affermare la propria idea (che di certo si pensa giusta), ma almeno si riflette sugli aspetti di una questione.

La seconda è una sufficiente dose di Leggerezza, persino negli argomenti che sentiamo di più. Attenzione, la Leggerezza non è superficialità. E’ ricordare a se stessi che la rete non è la vita. E’ solo uno dei tanti mezzi attraverso cui interagiamo. E, anche se ogni giorno vi dedichiamo molto tempo, ricordarcelo ridimensiona di molto tutto ciò che vi avviene.

La terza ed ultima è Aiutare a rendere la rete  un posto dove ci va davvero di stare. Questo vale anche in generale, con il caposaldo di questo blog che è: perché invece di diffondere solo le brutture del mondo non si dà eco ai pensieri positivi? Perché fa notizia solo il negativo? Internet sarebbe un megafono favoloso per la positività e la felicità. Ognuno di noi si dovrebbe impegnare a condividere almeno 3 buone notizie al giorno. Sapete che rivoluzione sarebbe?

Ci proviamo?

 

 

 

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