Feed RSS

Di festeggiamenti, delusioni culinarie e…boh.

Partiamo dal BOH: lo so che l’argomento “caldo”, oggi è ciò che è successo in Grecia. Ha vinto l’OXI, ovvero il fronte del “no” e se da una parte si pontifica su quanto grande sia stata la dimostrazione di applicazione della democrazia da parte del governo Tsipras, dall’altra parte si paventano scenari apocalittici per tutti i danaos et dona ferentes.

Tutti dicono la loro e poi ci sono io, che non ne so una mazza e che, al di là di una naturale simpatia per il fatto che i greci abbiano detto no al colesterolo e sì al valsoja non riesco a esprimere molto di più. Perché non so dove li porterà, non so dove porterà l’Europa. E anche se questa aria alla “Spartaniiiiii!” mi piace molto, non vorrei che la Merkel non fosse così come ce la dipingono e viceversa. Insomma, in questo clima di incertezza, anzi vi racconto della megadelusione in cui sono incappata durante i festeggiamenti per il mio genetliaco.

Ho cominciato a festeggiare una settimana prima con l’avvento di Only a casa mia per un paio di giorni in relax, poi ho proseguito con una bella settimana di cassa integrazione gentilmente offerta dalla mia azienda (sapevano sicuramente che ci sarebbe stato il caldo, così mi hanno offerto la possibilità di dormire cosa che – comunque- non ho fatto). Ho celebrato la vigilia con un barbecue in compagnia di Lui, Fiona e …e…Shrek (accidenti non ho mai dato un nickname al ragazzo di Fiona) e il giorno stesso…niente, non ho fatto niente. Compiere gli anni, talvolta, è molto faticoso e mi ci è voluta proprio tutta, stavolta.

Scherzi a parte, il fatto è che la Grande Celebrazione era prevista per sabato sera, quando con mesi di anticipo e come regalo per: mio compleanno, suo compleanno, + bonus 3 anni di relazione avevo prenotato la Cena D’Estate con la collaborazione dello Chef Bruno Barbieri (che è (era?) lo chef italiano preferito da Lui), presso lo Spazio Torricelli, una struttura di Reggio Emilia.

Forse quando si creano molte aspettative, dopo è difficile tenervi fede…ci sono stati lati positivi e lati negativi, purtroppo però in generale il tutto non si è rivelato come speravo. E voi sapete che io non sono – solitamente – una criticona di prima classe.

Ma andiamo con ordine:

1. La cena era fissata per le 8 e 30 ed il caldo non aiutava di certo. Siamo arrivati in leggero anticipo e abbiamo apprezzato la location: i tavoli erano disposti sotto dei gazebo, su terreno ghiaioso. Peccato che solo una siepe li separava dalla strada trafficata Le vettovaglie mi sembravano disposte in maniera elegante. Per ogni postazione, 4 bicchieri: uno per l’acqua e gli altri 3…ve lo dirò più tardi. Comunque, diciamo, il tutto faceva ben sperare.

Sembrava di essere ad un matrimonio di sconosciuti, ma comunque un matrimonio abbastanza carino. Meno male che mi ero ricordata di indossare la collana di Swarovski, che fa sempre la sua porca figura.

Siamo andati per farci assegnare il tavolo e mentre eravamo in coda, un signore gentile mi ha offerto in omaggio un sacchetto gigantesco contrassegnato dalla marca PINKO. Uno degli sponsor. Lì per lì, mi sono detta “Epperò!”, dato che i prezzi della suddetta boutique non sono proprio abbordabili ed ho pensato che anche un piccolo omaggio, non so, un portachiavi, un fazzoletto, un foulard…sarebbe stato gradito. Ho lottato per non avventarmi subito sul dono, poi dopo un po’, ho aperto e sbirciato. Un catalogo. Un sacchetto grosso come una casa per un catalogo e per una busta con un invito ad andare a ritirare il proprio omaggio in boutique. Seee, grazie, io neanche sono di lì.

=.= Evvabbe’.

Ci sediamo: davanti a noi due ragazzi trentenni, che avevano lasciato a casa la loro bambina, a fianco a me una coraggiosa in abito di paillettes che era venuta sola, le si è seduto di fronte un signore, solo anche lui, che aveva deciso di interrompere la dieta, e infine è arrivata una coppia di mezza età, piuttosto simpatici e chiacchieroni. Lei lavora per la Nike, lui non ho capito bene.

Quindi, commensali: ok.

La cucina ci ha “omaggiati” di un carpaccio molto semplice e anche molto buono (fuori menù). Ahò, ma una fettina, eh? Non sia mai che fosse una porzione “normale” (ma quello te lo aspetti quando vai nei ristoranti “in”, che se vuoi magnà a tappo vai da Giggi lo Zozzone e muto!)

Comunque, il sapore era buonino.

Dopo un poco, è arrivato lo Chef a presentare la serata: sembra simpatico e alla mano, con l’accento emiliano che aiuta sempre molto. Ci ha detto che – essendo noi 150 – sarebbe stata un serata molto impegnativa perché avevano preparato in maggioranza piatti freddi. E noi abbiamo pensato: “E va be’, meglio.”

Ci ha allietati nell’attesa Antonella Lo Coco, ex concorrente di X factor (che io non ricordavo) con una bella voce (ed è anche una bella ragazza). Noi eravamo un po’ troppo vicini alle casse, ma non è che lei abbia cantato come una calandra senza interruzioni, quindi per fortuna l’accompagnamento musicale è stato buono.

Ci hanno portato un Rosé, che credevamo fosse per gli antipasti. Fresco, decente.

Poi ci è arrivata la zuppa di cereali con squacquerone, che però era prevista tra i primi. Uhm…un po’ dubbiosi la abbiamo assaggiata valutandola come se fosse un po’ il minestrone di mio nonno. Buona, ma mio nonno la faceva meglio.

E vabbe’ (e 2).

Dopo mezz’ora, è arrivata la tartare di fassona con olio di nocciole, pesche croccanti al profumo di menta e sesamo tostato. Ottima. Due bocconi, ma ottima. Qui si è sentito per davvero il tocco dello chef, anche se…lo devo ammettere, io sarò abituata benissimo, ma certe tartare che fa Lui non hanno molto da invidiare. Comunque fin qui tutto ok.

Purtroppo, però, per la seconda portata dell’antipasto, ovvero una polpetta alle spezie marocchine su frullato di pomodoro piccante, abbiamo dovuto aspettare altri quaranta minuti. Un altro boccone. Buono, non da buttarsi in terra, ma buono.

Altri quaranta minuti e ci è arrivato un cous cous con insalata di mare e verdure. A parte il fatto che c’erano i peperoni e io sono un po’ allergica, sinceramente non mi ha fatta impazzire. ma quelli possono essere gusti.

Capisco anche che, essendo in 150, non si poteva pretendere una prontezza cosmica, ma quasi un’ora tra un boccone e l’altro metteva davvero tutti a dura prova.

Malus: continuavano a servirci sto rosé, che però per la carne era un po’ insipido. Ci siamo arrischiati a chiedere del vino rosso e ci hanno portato una magnum direttamente dal freezer. ma che davvero? O.o Freddo così, il vino era imbevibile, per fortuna poi si è scaldato. Ma anche caldo, è diventato a malapena accettabile.

Dopo ulteriori quaranta minuti e forse qualcosa di più, ci è arrivato uno spiedino con due bocconi di fassona avvolti nel lardo poggiato su una cipolla piena di ananas. Ok lo spiedino, ma l’abbinamento ananas – cipolla non mi è piaciuto per niente. Inoltre l’ora tarda mi aveva fatto un po’ chiudere lo stomaco…e non ero la sola.

Altri quaranta minuti ed è arrivata l’ultima portata del menù: una tagliata di fassona con una salsa all’uovo dragoncello. La carne era di qualità buonissima e cotta in maniera spettacolare. La porzione, per una volta, era decente…solo che era tardissimo. E caldissimo. E tutti avevamo lo stomaco chiuso dall’ora tarda…infatti credo che al mio tavolo nessuno di noi abbia finito.

Poco dopo (!), finalmente il dessert!

Ma santo cielo, invece di un bel gelato, ci è toccata una serie di sorbetti di verdure (!!!): basilisco, pomodoro, carota, zenzero…che saranno digestive, ma io volevo il dolceee! Uèèèè!

Insomma, per tutto questo avrei pagato – a essere generosa – 30 euro. Invece ne abbiamo dovuti sborsare 100 a testa (a prezzo di un certo sacrificio, vorrei sottolineare!!!). Devo dire di non essere uscita con la fame, ma anzi… con un po’ di nausea dovuta al caldo, e all’attesa. Certamente, la mia non vuole essere una condanna a Barbieri, ma devo ammettere che da un Masterchef mi aspettavo davvero qualcosa di più, a livello di sapori. Promossa a pieni voti la tartare, per il resto è stata una cena nella media con vino e dessert abbastanza deludenti.

Chiamatemi Anton Ego, ma…per cento euri…vuoi che muoro?

»

  1. Quando ho letto “che fa sempre la sua porca figura” ho sorriso, ché è uno dei miei detti preferiti. Ma quando ho letto “se voi magnà a tappo vai da Gigi lo Zozzone” me sò ribbartato….😀😀😀
    Ma sei di Roma?

    Rispondi
    • No. Sono Ligure. Ma ho avuto trascorsi “romani” e quando mi infervoro la cosa esce fuori.🙂

      Rispondi
      • Ahahahahahahahahah, allora se ti dico che “sei un tajo” mi capisci? O è troppo tempo che ti sei allontanata? E comunque, se passi da queste parti, ciai n’invito pronto da giggetto. ‘O zozzone, sì. Ce sta ancora.😀

      • E’ un bel po’ che non transito…no, a dire il vero ho fatto un blitz al Circo Massimo per gli Stones,l’anno scorso, ma niente di più. E’ un po’ fuori mano, ma se passo too faccio sapé.😉😉😉

  2. Ai grandi cuochi e stellati Michelin preferisco di gran lunga gli zozzoni…. Con Groupon magnavate uguale e spendevate 29 euro in due…..🙂

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: