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Una scintilla di felicità, anche nella paura.

Mi hanno preso tutti in giro, perché di solito non mi spavento per così poco. Un’analisi sballata, che vuoi che sia? Ma non di poco, eh. Tipo che il valore massimo è 500 e io avevo sto valore sparato oltre i 4000.

Non lo so perché l’ho presa così male. Forse perché nel contempo non se la passavano benissimo anche mio padre, mia nonna, mia sorella e mio nipote? Forse perché ancora una volta sto contratto a tempo indeterminato che ho traballa, tanto che mi sembra di lavorare part time? Forse per un po’ di fatica e perché non ho fatto le meditazioni positive del mattino? Forse perché sono un essere umano? Insomma, mi sono preoccupata da morire.

Non mi vergogno a dire che mi sono preoccupata, anzi, che è stata una settimana terribile.

Questo cozza con il blog, direte. Invece penso di no ed infatti sono qui a scriverlo.

Mentre vedevo scenari apocalittici di me che impartivo le ultime volontà e benedizioni, mentre cercavo di ricondurmi alla ragionevolezza pensando che un cavolo di valore sballato non è una condanna a morte, mi sono accorta che attorno a me succedeva qualcosa che da un po’ di tempo non ero più abituata a notare. Di solito sono io che consolo le persone attorno a me. Questa settimana, invece, erano loro a sostenere me.

Ho sentito tangibile la loro preoccupazione, i miei sono dei pessimi attori e anche se cercavano di non farmelo vedere ho notato ogni piccolo segnale.

Lo so che è stata una paura stupida, ma è stato irrazionale.

E poi ho capito che la paura viene quando si ha tanto da perdere. Ed io ho davvero tanto da perdere, in termini di amore, famiglia, emozioni…

E poi c’è stato il sollievo. I risultati delle visite. Gli Esperti. Che mi hanno detto che, quel valore lì, da solo, non vuol dire proprio niente. Che mi hanno visitato in ogni parte del corpo e mi hanno detto che sono sana come un pesce.

Piangere di gioia è una tra le cose più belle.

E mai come adesso, le piccole cose della vita sono tornate ad acquistare un valore che forse avevo smesso di vedere.

Ecco, dove ho trovato il senso di questa settimana faticosa: stavo un po’ perdendo la bussola della felicità. Ci è voluta un po’ di paura a restituirmela, ma sono contenta che sia successo, proprio perché tutto si è risolto nel migliore dei modi. Perché tutto è un dono, meglio non smettere mai di ricordarselo.

Forse vi sembro un po’ enfatica, ma è anche il motivo per cui non ho scritto nulla prima: un po’ di enfasi va bene, ma il delirio forse non ve lo meritate^^. Visto che lavoro un po’ sì ed un po’ no, mi godo la vita là fuori.

Oggi, per esempio, è una giornata bellissima.

Una risposta »

  1. Sono davvero contento per te.
    Sul serio.

    Rispondi

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