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Caro Papa Francesco, sì, siamo frustrati/e

Leggo su Famiglia Cristiana, che le maldicenze sulla “Teoria del Gender” sono arrivate alle orecchie del Papa, il quale avrebbe detto che “cancellare le differenze di genere potrebbe essere anche espressione di frustrazione e rassegnazione nel non sapersi più raffrontare con esse“.

Caro Papa, le scrivo (così mi distraggo un po’, e siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò),

innanzi tutto, glielo devo far notare, l’hanno informata non male: malissimo. Ora, che un qualunque pretino di paese (faccio un nome a caso, quello di San Terenzo) dica idiozie lo possiamo accettare. Ma se Lei è impreciso, Santità, questo si ripercuote sulle vite di molte persone, perciò io provo a dirle quello che vorrei ricordasse:

– la Teoria “Gender” è una cosa inventata da qualcuno dei Suoi, per confondere le acque. Una volta si usava il latino, per far presa sugli ignoranti, ad oggi siamo passati all’inglese, vedo. Ok, ma l’Educazione al Rispetto di Genere è proprio il contrario di quanto Lei ha affermato. Infatti si tratta di progetti che non mirano affatto a rimuovere le differenze tra maschi e femmine, ma semmai ad esaltarle, comprendendo anche la varietà degli orientamenti dell’essere umano.

– Sta di fatto che Dio abbia previsto la nascita di persone che, da grandi, verranno attratte dal proprio stesso sesso. Oppure da persone che la cui mente e il cui corpo (entrambi donati da Dio) non avranno molta corrispondenza tra loro. Questo potrà vedersi fin dalla più tenera infanzia, oppure più in là con gli anni. Ma succede e la percentuale, seppur minoritaria, ha un suo rilievo.

La cosa molto bella, Santità, è che tutto questo non c’entra affatto con i progetti  che vorrebbero essere svolti nelle scuole e che vengono osteggiati con entusiasta ferocia dai gruppi parrocchiali. Infatti, ne abbiamo già parlato, ma Glielo ripeto, ché magari ha avuto poco tempo per leggermi (^^), i Progetti che riguardano l’Educazione di Genere prevedono un semplice ampliamento dei “ruoli” fino ad oggi consentiti. Lei converrà con me che al giorno d’oggi è ridicola la contrapposizione tra “Angeli del Focolare e Meretrici” in cui da 2000 anni avete ben pensato di incasellarci. Ed è altrettanto ridicolo che voi vogliate affermare la mascolinità facendola corrispondere con la rilevanza del ruolo di capofamiglia. Il Padre-padrone, insomma.

Santità, Gesù ci ha insegnato che Dio non è un padrone geloso, ma un Padre amorevole. Giusto? Dica Lei, è Lei l’autorità in questo campo.

Dio ha sesso? Non credo. Dio è Padre e Madre e di questo volto materno, la Madonna è semplice estensione. Quindi si può sapere perché molti dei vostri seguaci più accaniti continuano a dire che Dio è un maschio e che le donne hanno un ruolo preciso, che è quello di accogliere e tacere? Non è un po’ retrograda questa posizione?

Ma torniamo ai progetti di educazione di genere. Una chiesa che sia veramente chiesa e che quindi accoglie tutti nell’amore, non dovrebbe far altro che appoggiare qualsiasi istanza che predichi la parità, l’uguaglianza dei diritti e dei doveri, l’educazione al rispetto e al sentimento. Secondo me a Lei questo pare scontato, ma La informo che non è così. Anzi.

La Chiesa teme di perdere il suo fondamento, se si apre alla realtà?

La realtà, Santità, è  che il mondo si è evoluto e che adesso i rapporti non sono più in gran parte basati sulla sottomissione di un genere rispetto ad un altro. Perché la verità è che Dio ci ha creati uguali e liberi e che è ora che la smettiate di accollare a metà del genere umano la macchia di quel peccato originale che, per Sua stessa ammissione, è un “racconto”.

E’ questo, Santità, che sì, probabilmente ci frustra e ci fa apparire rassegnati/e. Trovarci a contatto con quei “buoni cristiani” che ci dicono “sposati e sii sottomessa”, oppure “Tu non dovresti esistere perché dio li creò maschio e femmina” (per poi dimenticarsi che i tre figli di Eva si sarebbero moltiplicati…ehm…con chi, che erano maschi?). Trovare i Suoi Dubbi sbandierati come se fossero solo una pacca sulla spalla a chi discrimina, contro chi vorrebbe educare all’affettività è davvero frustrante. Il fatto è che dopo Lei lo dice, che uomini e donne dovrebbero ritrovare dialogo e fiducia. Che la donna è stata a lungo messa da parte, che dovrebbe essere ascoltata ed avere un peso reale e un’autorevolezza riconosciuta nella società e nella chiesa“.

Ma ci siete arrivati solo adesso, Santità? Meglio tardi che mai. Ma quel che è peggio è che tanti dei suoi non ci sono arrivati ancora.

Allora, magari, glielo faccia capire lei. Continui pure ad interrogarsi, perché interrogarsi è un atto di umiltà e da parte Sua lo apprezzo molto. Ma ascolti la realtà, per favore. Le parlerà con una molteplicità di voci che non si possono ricondurre a due generi soltanto. Noi possiamo e dobbiamo educare i bambini a vedere questa molteplicità e a non temerne nessuna, in modo che possano amarsi gli uni gli altri. E’ la natura, Santità. E’ Dio.

(Qui l’articolo a cui mi riferisco).

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  1. Post come al solito perfetto. Condivido il tuo pensiero. Brava!

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