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Nella scatola.

Avrete notato che questa settimana ho scritto poco o niente. In realtà, è stato un curioso caso di *superflusso*, ovvero avrei voluto dire così tante cose che mi si sono accumulate e mi sembravano così tante da sopraffarmi e alla fine non mi è uscita una parola.

Probabilmente è stato un bene: io so come agisco e scrivo quando lo faccio troppo a caldo (cioè, di solito, male e incoerentemente). Altrettanto probabilmente, però, questo post sarà un’accozzaglia di cose che sicuramente non hanno insieme, ma tant’è. Diciamo che è come se fossero bestioline in una scatola, che si agitano ma non possono uscire.

Duuuunque:

1. In merito all’articolo di “critica” al femminismo ho ricevuto molte mail. Non tutte distruttive, e la cosa mi ha fatto piacere, speravo di parlarne apertamente anche sul blog, ma le persone hanno preferito farmi sapere la loro in privato. Va be’. Alcune però hanno purtroppo confermato quello che mi spiace, ovvero ci sono un sacco di donne convinte di essere – a torto – “più femministe” di altre. E di poter distribuire patentini a proprio piacimento. Ci sono moltissime persone che credono che il proprio modo di essere femminista  sia l’unico. Ahimé. Sicuramente ci sono persone più consapevoli di altre delle lotte e delle difficoltà che le donne, in Italia e nel mondo, devono ancora affrontare. E sicuramente ci sono persone che proprio se ne infischiano. Questo non significa, secondo me, che le persone meno consapevoli vadano buttate a mare, non si sa bene secondo quale criterio di superiorità. Detto ciò, mi è capitato di leggere anche articoli che mi hanno fatto accapponare la pelle da parte di “femministe famose”. Uno su tutte diceva qualcosa tipo che gli uomini che non vanno a puttane sarebbero maschilisti perché discriminerebbero le prostitute…sono onesta, tra un po’ cado dalla sedia. Questa cosa mi sembra una così grande stronzata che mi viene il mal di testa. E per di più mi domando come faccia, una persona che si dichiara femminista e che dice di esserlo più di molte altre, ad ignorare totalmente la tratta. Sì, va bene, possiamo parlare quanto volete di prostituzione volontaria, ma finché si agevolerà la prostituzione volontaria di POCHE non si avranno speranze di salvare dalla schiavitù TUTTE LE ALTRE, CHE SONO TANTE. TROPPE. Ma di questo, avevo già parlato QUI.

2. Sempre in tema di prostituzione, come saprete, si discuteva ieri in parlamento una proposta bi-partisan (ma io direi bipartistronz) per abolire la Legge Merlin e quindi aprire dei “bordelli di stato” o dei “quartieri a luci rosse”. Ora, chiamatemi benaltrista, ma con tutti i problemi che ci sono in Italia – tra corruzione, crisi, pensioni, giovani senza lavoro, dissesto idrogeologico, immigrazione ed emigrazione ecc. ecc. – davvero davvero il bisogno numero uno dei nostri politici è fare un favore alle mafie e rendere legale lo sfruttamento? Sì, perché a me esce il sangue dal naso quando leggo gli espertoni su facebook che richiedono la “legalizzazione della prostituzione”. Signori, la prostituzione in sé è già legale. Renderla illegale violerebbe il diritto di una persona di disporre del proprio corpo (quel diritto che gli stessi signori –  signore – vorrebbero negare immediatamente quando si parla di aborto, test genetici per scoprire il cancro…ecc. ecc.), quindi qui nessuno ci pensa. E’ lo sfruttamento che è illegale. Lo sfruttamento è UNA MERDA. E’ sofferenza. Io mi chiedo come si faccia a pensare che i papponi, legati alla malavita, lascerebbero campo libero allo stato con tanta leggerezza. Siamo sinceri: quando dite che sarebbe fantastico se le prostitute pagassero le tasse, avete una vaga idea di cosa succederebbe? Secondo voi, i padri di famiglia che ad oggi puttaneggiano in allegria e in anonimato, saranno felicissimi di pagare la fattura completamente rintracciabile, magari addebitata sul conto corrente come quella del’Enel, oppure preferiranno il sommerso, come è sempre stato (perpetuando, quindi, la tratta e il dolore?) E, sempre secondo voi, i famosi controlli sanitari verranno svolti? In un paese che non riesce nemmeno a smaltire la propria spazzatura? E’ un dato di fatto che, nei paesi sbandierati come civilissimi, quali Germania e Svizzera, dove lo sfruttamento della prostituzione è regolamentato, la prostituzione sia aumentata e, soprattutto, siano aumentate le violenze sulle donne prostituite. L’unico posto dove il fenomeno è diminuito, è la Svezia. La Svezia non è irraggiungibile. Non sono alieni. E hanno ridotto sensibilmente il problema, promulgando leggi ed educazione volte a colpevolizzare la DOMANDA, comprendendo che  è questa che genera l’offerta. Vi lascio anche il link del blog di Simona Sforza, che ha scritto un articolo molto completo ed interessante, dal punto di vista abolizionista, in merito alla discussione di ieri.

3. Cambiando totalmente discorso, ieri un pazzo si è introdotto nel tribunale di Milano ed ha sparato a 3 persone. Era in bancarotta e perciò ha pensato così di risolvere i suoi guai. Ebbene, ho visto il “popolo del web” dargli ragione. Esultare. Creare pagine in suo favore.

Ribadisco, 3 morti. E la gente al massimo si chiede come abbia fatto ad entrare armato in tribunale. Mamamaiomidomandoedico. Fermate la giostra che voglio scendere. Extraterrestre, portami via.

Ma dimenticavo anche che:

4. Siamo nel paese che premia i torturatori. La corte di Strasburgo, dopo quattordici anni, ha stabilito che ciò che accadde alle scuole Diaz-Pertini di Genova sono stati un atto di tortura. Quindi ha condannato l’Italia anche per la mancanza di una legge in merito. Ora, non serviva che arrivasse l’Europa a raccontarci che schifo sia stato Genova. Non so voi, ma io ho la sensazione che, dopo quel G8, niente sia più stato lo stesso. Abbiamo avuto la percezione tangibile che ci sono forze oscure in atto in questo paese. Sta di fatto che nessuno ha pagato per quel sangue. Anzi. C’è chi ha avuto presidenze prestigiose, chi ha fatto carriera…Lo so, sono solo una goccia nel mare a dire queste cose, ma anche questa è la dimostrazione dell’impotenza del singolo cittadino. Anche se è un’indignazione condivisa resta lì, nella scatola.

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  1. Complimenti, in un solo post hai riassunto tutti i malesseri italiani. Non sappiamo gestire una coda in posta e pretendiamo di legalizzare la prostituzione, come nei paesi dittatoriali dobbiamo avere paura delle forze dell’ordine e non riusciamo ancora a riconoscere i diritti civili a tutti ma pretendiamo le loro tasse.

    Sui fatti di Milano avrei solo da aggiungere qualcosa: stiamo ricadendo negli anni di piombo ma non per mano di terroristi ma per gente comune esasperata: imprenditori gambizzati, capi reparto ammazzati, atti di follia dati dalla disperazione. Dai suicidi stiamo passando agli omicidi, il passo successivo sarà la guerra civile.

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  2. In merito al punto 1, mi piacerebbe sapere di più in merito alle critiche che hai ricevuto e tutto. So che se ti hanno scritto in privato vuol dire che non vogliono che il contenuto delle mail sia pubblicato, ma sono curiosa e penso che sarebbe interessante e utile. Magari potresti chiedere alle persone che ti hanno scritto se è possibile riportare in forma anonima e riassunta le loro osservazioni?

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  3. Ah, e potresti linkare gli articoli che ti hanno fatto accapponare la pelle? Vale sempre la pena documentarsi su ciò che dicono i Grandi Nomi, quelle che hanno la visibilità che noi persone normali ci sogniamo…

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    • Di fatto, mi hanno fatto una testa così sulla corrispondenza tra femminismo e politica. Ma io mi rifiuto di credere che la politica sia il fine e non il mezzo. Inoltre, ognuna ha tenuto a darmi la propria posizione di “femminista”, nel senso che ci sono persone molto più radicali di me che pensano che io non dovrei nemmeno avere il ragazzo.😉 Ma sai che gli estremismi sono ovunque ed il buddha diceva che se tiri poco la corda di un liuto non suonerà, ma se la tiri troppo si spezzerà. Questo riassunto a linee mooolto grandi.🙂

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