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Che cosa NON mi piace del Femminismo.

Sono certa che un titolo così, da parte mia, non ve lo sareste mai aspettati. Eppure io sento il bisogno di condividere con voi alcune riflessioni sul Femminismo che non sono di incondizionata accettazione.

Il Femminismo – o meglio – i Femminismi hanno dei difetti, dato che si tratta di movimenti estremamente eterogenei.

Laddove il Femminismo in generale è cosa per me sacrosanta, alla quale qualsiasi essere umano pensante dovrebbe aderire, ci sono alcuni aspetti che cercherei di limare, ovvero:

1. quando si fa corrispondere Femminismo e politica. C’è chi dice che femminismo e comunismo hanno praticamente tutto in comune, eppure questa cosa mi sa di strumentalizzazione. E’ vero che il femminismo storico è appannaggio della sinistra, come è vero che i “compagni” NON sono certo più femministi degli altri (anzi). Inoltre, credo che voler a tutti i costi accorpare i sentimenti femministi a ciò che avviene nel seggio elettorale sia limitante e poco lungimirante. Credo che i diritti umani debbano andare oltre.

2. Quando sembra che per essere una “femminista col patentino” si debba aver subito chissà quali traumi, che non si possa parlare di diritti se non si proviene da una minoranza svantaggiata…insomma il “benaltrismo”, che purtroppo contagia anche il movimento. Ovvero tu parli di “disparità salariale nell’occidente industrializzato” e qualcuna ti dice che ne potrai discutere quando avrai provato cosa significa essere una donna di colore in quello stesso occidente (ben sapendo che non potrai mai provarlo perché sei bianca). Per questo mi indigno quando leggo critiche di questo genere a quelle attrici che magari mettono a disposizione volto e notorietà per dar voce alla causa femminista e vengono subissate dalle critiche dalle femministe stesse perché sono “ricche, conducono una vita agiata e corrispondono a certi canoni di bellezza”. Salvo poi lamentarsi che lo stereotipo della femminista sia una gattara acida e vecchiotta che vede il maschio come fumo negli occhi.

3. In generale mi infastidisco quando qualcuna pretende di poterti dare (o meno!) l’investitura a “femminista doc”. Ma manco fossi Simone De Beauvoir in persona, cazzo. Io capisco che non tutte possiamo dirci veramente femministe, perché non tutte abbiamo compreso a pieno cosa sia il femminismo (mi riferisco a quelle persone che si dicono femministe e disprezzano gli uomini a prescindere), ma anche che non è possibile che alla donna femminista venga richiesto uno standard ancora più elevato del solito. Se una donna che si dice femminista sbaglia, e che cazzo, ha sbagliato. Il femminismo non è un’aura di infallibilità, è uno strumento critico attraverso cui filtrare la realtà. Questi atteggiamenti sono riscontrabili spesso sui social network e mi è capitato di notarne soprattutto  quando ho visto alcune ragazze interagire con uomini femministi, convinte di saperne di più in quanto donne e “perché sì”.

4. Mi cascano le braccia quando in nome di un presupposto femminismo si cerca di sostituire un modello considerato sbagliato di donna con un altro. Ma sempre a senso unico. Si presuppone che le femministe siano tutte – per esempio – disinteressate alla moda, che non debbano sfogliare giornali tipo Cosmopolitan e che non siano “frivole”. Invece, non credo sia così. Ricade tutto, secondo me, nella antica divisione tra ragazze “per bene” e “per male”, cambiano solo i parametri. Ed è un circolo vizioso. Non capisco perché non si riesca a considerare l’ampliamento di questo orizzonte e perché non si resista alla tentazione di dire alle altre come dovrebbero essere (per essere considerate ok, è ovvio). Ci sono femministe che si danno lo smalto sulle unghie, ebbene sì. E, dico, dov’è il problema?

5. In ultimo non sono d’accordo col cosiddetto post-femminismo, quello che accusa tutte di voler fare le vittime e pensa che la prostituzione debba essere un lavoro come un altro. Il perché non sono d’accordo, ben lungi dal voler essere una forma di controllo sui corpi di quelle pochissime consenzienti che vogliono vendersi, l’ho già spiegato QUI.

E niente, oggi mi andava di fare un po’ di (spero SANA) autocritica.

 

 

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  1. Totalmente d’accordo. E l’autocritica fa bene.
    Un’altra cosa che personalmente non sopporto di certo femminismo è quello che pensa che la strada riformista sia impraticabile (idea che viene sempre dal comunismo, non c’è bisogno di dirlo) perché il capitalismo implica, inerentemente e strutturalmente, l’oppressione delle donne.
    Una sonora cazzata, secondo me. Onestamente non penso di peccare di mentalità imperialista o di etnocentrismo o di qualunque altra cosa mi si voglia accusare se dico che i maggiori progressi verso la parità di genere sono stati compiuti nel mondo occidentale, grazie ai sistemi democratici.
    Ma per chi considera le istituzioni democratiche come sovrastruttura della struttura economica capitalista e in quanto tali inerentemente a servizio degli interessi della borghesia patriarcale, la parità di genere è irraggiungibile senza la rivoluzione comunista.

    Be’, io penso sia tempo che il femminismo si stacchi dal marxismo e soprattutto dalla sua conseguenza per cui i condizionamenti sociali/culturali determinano l’identità invece di influenzarla e basta.

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  2. Hai scritto cazzo! Sei sessista! :p comunque condivido in pieno quanto scrivi! Spesso sembra che esista un femminismo di serie a e uno di serie b. Il femminismo spesso combatte per abbattere alcuni stereotipi sessisti ma avendo il comportamento da te denunciato non fa altro che alimentarne di nuovi! Brava! Ottimo post! Lo condivido.

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  3. femminismo per me e’ essere consapevoli che non siamo necessariamente felici solo con un uomo accanto, che la maternita’ e’ una scelta non una condizione, che la cura della famiglia e dei cari DEVE essere ugualmente ripartita fra maschi e femmine, che la liberta’ di movimento nelle ore giornaliere che i maschi si prendono anche le donne possono farlo'(non ho l’obbligo di tornare a casa per tempo per preparare la cena, se incontro una amica mi trattengo con lei per un aperitivo cosi come fanno i maschi), signifa dedicare tempo a leggere senza sentirmi in colpa per il bucato da stendere, significa sapere che la liberta’non ha prezzo……..NON HA PREZZO…….

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    • Anche le femministe hanno i sensi di colpa se non stendono il bucato. Femminismo vuol dire autonomia e indipendenza dal maschio, non evitare o copiare il maschio.

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  4. Sono d’accordo con ogni singola parola. Fin troppe volte mi è capitato di scontrarmi con delle persone la cui inflessibile rigidità mi è parsa così ottusa. Ho letto commenti di donne che deridevano uomini perché, in quanto “maschi alpha bianchi” (parole loro), non sono in grado di capire e quindi di accogliere le posizioni del Femminismo. Ho conosciuto donne il cui sedicente femminismo sfociava nella più vergognosa misandria, o, peggio, in un lamentoso vittimismo e nella giustificazione di comportamenti errati. E, tante volte, mi sono scontrata con persone che non riuscivano a capacitarsi della mia radicale presa di distanza dal Comunismo e dal Socialismo (“ma se sei femminista, come puoi non essere comunista?”), sgranando gli occhi dinnanzi alla mia preferenza per posizioni “destrorse”, soprattutto per quanto riguarda l’ambito economico. Ciò si manifesta anche in alcuni attacchi a persone che, anziché essere definite “maschiliste”, vengono chiamate “fasciste”, come se maschilismo e fascismo fossero sinonimi e come se il comunismo fosse invece esente da dinamiche misogine. Il maschilismo è tale e basta, a prescindere dal colore politico.
    In generale, non tollero l’arroganza di chi si fregia del titolo di essere “più femminista” e che si permette di criticare chi non la pensa allo stesso modo, assumendo tutte le caratteristiche di quei “fascisti” che tanto afferma di disprezzare.

    C’è più bisogno di persone come te🙂

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  5. Ciò si manifesta anche in alcuni attacchi a persone che, anziché essere definite “maschiliste”, vengono chiamate “fasciste”, come se maschilismo e fascismo fossero sinonimi e come se il comunismo fosse invece esente da dinamiche misogine. Il maschilismo è tale e basta, a prescindere dal colore politico.

    Tutto vero. Però nella mia lunga vita di donna alle prese con la discriminazione di genere quotidianamente, non ho mai incontrato un uomo di destra (estrema o meno) disposto a fare un passo avanti nella concezione del ruolo della donna. Maschilismo e fascismo non sono sinonimi, ma l’adesione al fascismo è un ottimo viatico a essere un maschilista totale. E viceversa.

    p.s. Mi do lo smalto, mi trucco, leggo volentieri rotocalchi, mi guardo allo specchio e mi piace il colore rosa. Per dire🙂

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    • Certo, è chiaro che se un uomo si presenta come fascista, solitamente in questo è implicito anche un certo maschilismo… però non è sempre vero il contrario, quindi non trovo corretto considerare i termini interscambiabili… più che altro perché così si finisce secondo me per identificare il maschilismo solo con una determinata ideologia politica, quando invece, purtroppo, è presente in tutte le fazioni politiche, in maniera più o meno evidente😦

      P.s. e il rosa piace anche a me😀 ahahahahah

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  6. Mi trovo perfettamente d’accordo. Aggiungerei anche le faide fratricide,o se preferite sororicide,tra gruppi femministe. Pagine,blog che si riempiono di polemiche senza fine dove tutte accusano tutte in base a una virgola di troppo o di meno,e il tema originario si va tristemente a perdere.. E vien voglia di allontanarsi,per non finire risucchiate dal gorgo di protagonismi inutili che ledono soltanto l’idea del femminismo.

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  7. Il collegamento del femminismo, con la sinistra storica è relativamente recente, da non dimenticare che il femminismo ha più di due secoli di storia. Per un secolo ci sono stati solo due filoni importanti; Quello borghese, che semplificando lo potremmo chiamare liberale e quello anarchico. Le suffragette, femminismo liberale, alla fine dell’800, riescono ad avere un enorme consenso nei paesi industrializzati. (in italia no, perché non eravamo industrializzati) Questo fino alla prima guerra mondiale, dove la maggioranza delle suffragette diventano interventiste, le pacifiste con il congresso dell’Aia si separano e si avvicinano ai partiti laburisti e socialisti. Guardate con sospetto e diffidenza dai partiti, tanto che nei congressi che si tengono tra il 1919 e 1935 per la terza internazionale socialista, si susseguono continue espulsioni di femministe dall’internazionale. Con gli anni venti del novecento, il movimento delle suffragette è scomparso, le femministe accettano l’imperativo, prima si combatte il capitalismo e il fascismo poi si pensa ai diritti, questo viene accettato non solo da quelle socialiste ma anche dalle anarchiche fatta eccezione di Emma Goldman e poche altre. Se si esclude la Spagna del 1936, in Europa per 50 anni, non si parla più di femminismo. Con il sessantotto il femminismo a una nuova vita, e per tutti gli anni 70 domina la scena politica dei paesi occidentali. A questo punto i partiti della sinistra storica cercarono di mettere il cappello sulle lotte delle femministe..
    Le femministe, lottano contro il patriarcato, anche se non è chiaro a tutte ciò che significa; lottare contro il patriarcato vuol dire lottare contro ogni gerarchia, ogni leadership, ogni governo e l’idea stessa di autorità. Il femminismo, non significa potere delle donne nelle strutture gerarchiche, ma nessun potere. Per questo ritengo fallimentare il riformismo ma non ho diritto di definire meno femminista chi ci crede. Il femminismo non ha altari, non ha vangeli, si può essere femministe senza aver mai letto Virginia Woolf o Simone De Beauvoir, mi dispiace per loro, ma non ho il diritto di mettere etichette o dare patenti di vera femminista. I femminismi sono tanti quante sono le donne che lo compongono, non ha una struttura gerarchica, il femminismo include la diversità non la esclude. Nessuna femminista ha il diritto di stabilire qual è il vero femminismo, ne dare etichette tipo “moralista” a chi non la pensa alla stessa maniera.. forse ho scritto troppo….🙂

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    • Ida grazie per l’excursus…e non si scrive mai troppo. Vorrei specificare che non intendevo dire che il Femminismo e la politica non dovrebbero avere niente a che fare. Ma che a mio parere la politica dovrebbe essere UN mezzo, non la totalità del movimento, che spero possa andare oltre.🙂

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  8. 92 minuti di applausi, ininterrotti!

    Aggiungerei solo una cosa, il tabù dell’uomo femminista: che deve stare sotto scrutinio e standard più radicali delle donne.
    I filoni più estremisti, considerano ogni uomo direttamente colpevole sino a prova contraria e deve “dimostrare” di essersi ravveduto.
    Non viene giudicato, è GIA’ stato giudicato a priori.

    E che non osi MAI E POI MAI osare fare critica all’interno o contraddire una femminista: il sacrilegio lo fa immediatamente sprofondare nei recessi più oscuri del patriarcato/maschilista di merda.

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  9. Ehilà, seguo il tuo blog da tempo e devo dire che mi piace moltissimo questo post, davvero complimenti🙂 Non è così semplice trovare blog femministi che facciano autocritica al femminismo! Sono d’accordo su tutto, a parte la faccenda del “benaltrismo”… Non credo che certi tipi di critiche rivolte alle femministe bianche derivino dall’idea che solo chi fa parte delle minoranze possa parlare di diritti.
    Se si guarda al femminismo in America ad esempio si nota subito come le donne nere, e in generale tutte le donne “di colore”, siano state escluse e trattate con indifferenza (se non con ostilità) dalle femministe bianche per decenni, e ancora adesso il femminismo mainstream americano potrebbe essere definito fortemente bianco-centrico (di rado si trovano femministe non-bianche nei dibattiti ufficiali, nelle testate giornalistiche eccetera, e in genere le donne bianche vengono sempre poste, idealmente, al centro di ogni dibattito, cancellando di fatto l’umanità di tutte le altre donne). Insomma, non credo che le femministe di colore vedano le donne bianche come femministe di serie B, è più una rivendicazione dei propri spazi e della propria voce. Questo non significa assolutamente che le donne bianche non possano parlare di diritti, ma è importante comprendere che in certi contesti lo fanno da una posizione privilegiata rispetto alle altre donne, e che è più facile che venga ascoltata la loro voce piuttosto che quella, che so, di una donna trans di colore.

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    • Forse non mi sono espressa bene, ma io non ho mai inteso dire che non ci siano donne che discriminano altre donne, o che si debba tenere conto di un’unica voce. Al contrario. Non ritengo, però, che se una donna bianca (categoria attualmente avvantaggiata) viene posta al centro di un discorso in particolare esso sia meno credibile o efficace per via del privilegio. Come, infatti, ritengo possibilissimo e vantaggioso per tutto il movimento, la presenza di uomini femministi che non devono certo scusarsi per quello che sono. Per il mio modo di vedere, nessuno ruba lo spazio ad altri o altre, ognuno ed ognuna useranno il proprio come meglio credono. Per questo ho parlato di inutile benaltrismo. Ci sarà sempre, a seconda dei punti di vista, qualcosa di più grave e importante di cui parlare, ma è anche giusto che ciascuno scelga come essere senza subire pressioni. Estendere i propri limiti è la chiave del successo, a me sembra invece che continuiamo a costruire barriere inutili anche tra noi.

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  10. Quando ricevi l’approvazione da dei maschilisti vuol dire che hai sbagliato qualcosa….. 🙂

    La destra politica è alquanto maschilista visto che vorrebbero mantenere la figura di una famiglia patriarcale ed è razzista poiché non accettano un’altra forma di famiglia al di fuori di quella cristiana. E il nuovo centro sinistra d’impronta cattolica non è da meno.

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  11. Ciao ho appena letto ciò che dici e sono d’accordo su molte cose.
    Vorrei però soffermarmi su una a cui sono per ora contraria ma aspetto delucidazioni da parte tua per esserne certa : Il problema non è tanto delle brave e cattive ragazze. Il vero problema mi sembra ovvio sia il patriarcato. È vero che leggere una rivista di cosmopolitan come dici tu nulla ha di male e apparentemente nulla a che fare col patriarcato ma la base su cui esistono riviste da femminili eccome. Rivista da femmina ? Interessi da femmina? I luoghi comuni vogliono che siano trucchi, vestiti di conseguenza la moda ( se ci pensi la donna cuce dai tempi dell’antichità)*. È una classica concezione patriarcale che le donne debbano essere interessate alle cose più superficiali o frivole perché il loro “compito” nella società è occuparsi della casa e sedurre( Adamo ed Eva e la mela è un esempio chiarissimo di patriarcato). Io dico certo che non c’è niente di male se ti trovi in uno studio dal dottore e mentre aspetti leggerti anche cosmopolitan ci sta chi se ne frega ma esserne abbonata mi sembra davvero poco coerente non con il femminismo che in realtà è solo un concetto a cui aspirarsi e non omologarsi, ma con se stesse.
    * riguardo al cucito : Non voglio dire che sia un’ attività maschilista sarebbe assurdo ma solo che per migliaia di anni è stato associato solo alla donna e che oggi sia più ovvio che siano le femmine ad interessarsi più ai vestiti che i maschi più che altro perché si continua a pensarla così anche oggi basti pensare alle barbie…
    Per quanto riguarda lo smalto appartiene al classico concetto corpo e spirito chi si occupa più del corpo che dello spirito è più superficiale ( per questo dualismo inesistente bisogna ringraziare Platone e il terribile Cartesio) ma di certo il patriarcato ha saputo sfruttare bene pure questo concetto per sottomettere la donna …se si pensa bene alcuni dandy che preciso ,perché non ovvio, che sono solo maschi i dandy mettavano lo smalto sulle unghie quello trasparente ( Byron , Oscar Wilde & company del XIX sec). Per il resto la cura ci sta ma la neil art è ridicola a prescindere( in questo momento tutto il mondo artistico si sta rivoltando in tomba a chiamarla arte) ma siccome è una cosa ” femminile ” ricade anche nella distinzione di genere maschio o femmina tipico concetto patriarcale. Perciò io dico sempre mi sento donna ma mai mi sono sentita femmina.
    P.S. Ti linko un bel sito che spiega quale è l’etimologia della parola donna e la differenza della stessa parola in altre lingue ( non è neanche lungo ) : http://unaparolaalgiorno.it/significato/D/donna

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