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Eleanor & Park – Per una volta nella vita, di Rainbow Rowell (trad. di F. Merani)

Siccome sono una discepola devota, quando qualche giorno fa la signora Di Rienzo ha indicato questo libro tra le scelte per un regalo ad un’adolescente, mi sono incuriosita e sono corsa a cercarlo. Anche se adolescente non lo sono più da un pezzo.

Me lo sono letta poco per volta, la sera, per tutta la settimana, gustandomelo enormemente. Era tanto che non mi sembrava di avere un appuntamento fisso così imprescindibile con la lettura.

E, voi vi chiederete, cos’avrà di tanto eccezionale?

Primo: l’ha consigliato Maria. E sapevo che mi sarebbe piaciuto. Io non ho mai visto questa donna, ma il suo essere (e soprattutto il suo scrivere) mi toccano corde che risuonano in armonia. Una delle cose belle di internet.

Secondo: il libro è una storia d’amore che, seppur destinata agli adolescenti, non riuscirei a definire leggera. E’ un amore incredibilmente coinvolgente.

Terzo: è scritto BENE. Cosa non scontata, ai tempi delle 50 sfumature di schifezza.

Ma veniamo a bomba:

ATTENZIONE SPOILERSSSSSSSSS!!! (Ma non tanti, solo un po’)

Eleanor è una ragazza piena di problemi: vive con la madre, i  fratellini e il patrigno in una casa minuscola in cui è potuta tornare da poco, dopo essere stata cacciata. Tra lei e Richard, l’uomo violento che ha sposato sua madre e le fa subire ogni sorta di umiliazione – sia fisica che psicologica – non corre affatto buon sangue. La paura, la diffidenza, l’insoddisfazione, sono il pane quotidiano di questa sedicenne che per di più deve lottare con il sovrappeso, una cascata di riccioli rossi e un modo di vestire per niente convenzionale (o femminile, se preferite).

Per Park le cose sono diverse: per metà coreano, deve fare i conti con lineamenti asiatici e fisico piuttosto esile,  ma la sua famiglia lo sostiene e lo incoraggia. E’ educato, colto, carino, molto timido – o forse chiuso in sé stesso come molti ragazzi. Il suo problema è non essere considerato sufficientemente virile dal padre – ex marine – che lo tormenta di continuo battendo su questo tasto.

E’ il 1986. Non esistono telefonini e non esiste internet. Per incontrarsi, per parlarsi, ci voleva molto più coraggio. Eleanor e Park si incontrano sull’autobus che li porta a scuola. Si misurano. Si avvicinano quasi per caso.

L’intesa nasce grazie al comune interesse per i fumetti. Per la musica che salva Eleanor dalle urla rabbiose che la aspettano a casa. Dai singhiozzi materni che deve ignorare, dai lamenti dei fratellini che assistono impotenti alle violenze che si consumano tra le quattro mura.

L’amore nasce, prezioso e fragile, nonostante le prese in giro dei bulli e l’indifferenza degli adulti. Le mani si intrecciano, perché quelli erano tempi in cui il sesso era ancora qualcosa di cui si faceva fatica a parlare e solo sfiorarsi il collo faceva vedere le stelle e tutti i pianeti.

Eleanor e Park. Park e Eleanor. Diversi da tutti, unici. Non convenzionali e mai uniformati. Eppure, non forzati nemmeno nel distinguersi.

Amano nell’altro/a ciò che li tiene ai margini e questo è il bello. Insegnano l’uno all’altra che i rapporti più veri sono quelli pieni di difetti, irrazionali, ma allo stesso tempo terribilmente ragionati.

Ci si mette tutto l’ambiente attorno, a cercare di dividerli. Con cattiveria. Se volete sapere se l’amore vince su tutto, non vi resta che prendere il libro.

Alternando i punti di vista di lui e lei, l’autrice ci regala un racconto uniforme, profondo e coinvolgente. Uno spaccato di vite imperfette, difficili, ma proprio per questo tremendamente interessanti.

Le descrizioni dei sentimenti sono minuziose, ma non si scivola mai nel melenso. I due protagonisti sono adorabili.

Che dire di più? Leggetelo e fatelo leggere. E’ un libro in cui trovare tanti spunti di riflessione anche se siete adulti e vi può ricordare come era, quando sedici anni li avevate voi. Fatevi tornare il batticuore.

 

 

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