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Piccolezze

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Vorrei raccontarvi due episodi che sono avvenuti a distanza di mezz’ora uno dall’altro. Non farò nomi e non è mia intenzione instaurare un processo verso le persone che hanno agito nei modi che vi sto per raccontare. Voglio solo dire che sono tutti e due uomini che conosco e che stimo (e continuo a stimare, per carità) e a cui ho fatto notare come tante, tante “piccolezze” come queste noi ce le dobbiamo sorbire giorno dopo giorno e vanno a formare un clima.

1° episodio. Un semplice link su fb. Un link che parla di una ragazza di venticinque anni che fa l’arbitro ed è stata eletta “arbitro più sexy  del campionato”. Ho fatto notare al mio amico, benché non siamo in confidenza, come quel link fosse fuori luogo, perché ciò che dovrebbe emergere in quel campo è la bravura professionale, non la scopabilità.

Ovviamente non c’erano intenzioni discriminatorie, era più un ammirare l’estetica della persona, ma è anche vero che a me è saltato subito all’occhio e non perché io sia contraria ai complimenti. Però ritengo discriminatorio eccome, se una donna fa un mestiere qualsiasi, giudicarla SOLO per l’aspetto.

Il mio amico si è giustificato anche dicendo che anche i calciatori, per esempio, sono sottoposti a giudizio fisico. Sì, ma la parte che riguarda il loro appeal sull’altro sesso di solito è trattata nei giornali femminili e non sulla gazzetta dello sport, che non è Play Man anche se è acquistata da una larga maggioranza di maschietti.

Sono certa che a questa Elena faccia piacere essere considerata bella, ma che le avrebbe fatto ancora più piacere essere considerata “brava”. Rassegnati, tesoro, hai un bel culo. Oscurerà tutto il resto.

Grrr.

Il 2° episodio mi è successo in mensa,  con un collega che considero amico. E che, a mio parere, è un uomo buono e intelligente, questo ci tengo a sottolinearlo. Tutto si è svolto in un clima di scherzo ed è effettivamente una piccolezza, ma…

Per secondo c’era lo stracchino, che è racchiuso in confezioni diaboliche. Io mi apro la mia e mi faccio il panino.

Mentre mangio, collega 1 tenta di aprire da solo la sua, non ce la fa e allora chiede aiuto a Collega 2.

E Collega 2 esclama indicandomi: “Senti un po’, ma lei che è una donna ce l’ha fatta da sé, e tu che dici sempre di saper fare tutto…?”

Io mi sono messa a ridere, ma non ho potuto fare a meno di fargli notare che aveva aggiunto un “che è una donna” di troppo.

Lui mi dice che non intendeva essere in nessun modo offensivo e ci credo. E credo anche che questa frase sarebbe passata tra le risate al 99,9% delle persone. Ed ho sorriso anche io, ci mancherebbe, però…però ho preferito farglielo notare.

Uscite che poi mi rendo conto essere frutto di pregiudizio vengono a tutti, a me per prima. Perché sono cose che si respirano anche se non le vorresti.

Io non vorrei far vivere male la gente…ma a cambiare le cose si comincia da qui. Da queste piccolezze.

 

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  1. Vero cara… Le piccole cose sono le più difficili da cambiare… Però mai desistere…
    ☺️☺️☺️

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  2. Non ho mai visto arbitrare Elena ma fosse stata solo bella non avrebbe occupato spazio alla tele inglese. Per molti anni ho seguito mio figlio nelle serie minori e dilettanti e le donne erano le peggiori in assoluto. Di base un ragazzo non facilita il ruolo poiché rispetta meno un artitro donna e il calcio non è teoria ma soprattutto pratica e le donne sono più emotive dei colleghi maschietti e sotto pressione vanno nel pallone più facilmente. Ci sono anche maschietti peggiori, non lo metto in dubbio, ma ragazze da 6 forse me n’è capitata solo una. Secondo me la notizia era questa, una ragazza carina che sa anche arbitrare bene ma avrebbero dovuto specificarlo meglio.

    Nel secondo caso la gaffe principale l’ha fatta il tuo amichetto che ha chiesto al collega maschio di aprirlo invece di chiederlo a te. 🙂

    Rispondi
    • Il problema è che, nella gazzetta dello sport – italiana! – l’articolo sottolineasse più la sua bellezza della sua bravura. Io alle generalizzazioni “le donne sono più così o cosà, perciò non possono…” non credo più da anni e forse è il caso che vi evolviate anche voi. Riusciamo benissimo anche a stare in ambienti “maleducati e rozzi”, magari ci piace meno, ma ciò non ci rende “inadatte”. Quindi per favore, la cosa dell’emotività risparmiamocela eh?
      Nel secondo caso, la gaffe l’ha fatta chi si è stupito che i, in quanto donna, sia riuscita a fare qualcosa che un uomo non è riuscito a fare (strano, ma non siete più “adatti” ad abitare il pianeta?😛😛😛 ). Il sottinteso è ben evidente, anche se di certo non era intenzionalmente offensivo.

      Rispondi
      • Ma infatti ho ribadito che avrebbero dovuto specificarlo meglio, io la notizia l’ho letta sul Corriere e i toni sono gli stessi, la definiscono arbitro-modella. Per il resto ho solo descritto un dato di fatto dando anche la colpa ai pregiudizi: ragazzi di 20-25 anni faticano già a rispettare l’autorevolezza di un arbitro e se è donna è ancora peggio. E’ un ruolo difficile, hai i giocatori contro, gli allenatori contro e il pubblico contro e durante una partita una donna va nel pallone più facilmente in questo contesto e ne ho viste tante di situazioni simili, le partite dei campionati minori sono dei veri e propri capi da guerra (e le mamme sono anche le più agguerrite)! Lo so, è solo questione di evolversi un po’ ma per il momento la situazione è questa. Come quando una mamma storce il naso quando si ritrova un educatore uomo all’asilo nido, non siamo ancora abituati.

        Nell’altro caso, se sono insieme a due colleghi, un uomo e una donna e non ho abbastanza forza nell’aprire una confezione e mi rivolgo al collega maschio, questo è già un pregiudizio. Perché non l’ha passato prima a te che l’avevi appena aperto? Si è fidato più del collega maschio o l’ha fatto solo per una sorta di cavalleria ovvero per non disturbarti? Io andrei più a fondo…. magari con ritorsioni.🙂

      • A occhio l’ha fatto perché l’altro era più vicino.🙂

      • Non vedi? Solo aver pensato che l’abbia passato al collega solo perché era un uomo e non aver pensato che era solo una questione di comodo fa di me una persona con pregiudizi. E’ molto difficile vivere senza……

      • Eh, lo so. Ma non credere, è dura anche per me talvolta. ma io vorrei che quando mi succede qualcuno me lo dicesse. ^_^

  3. Non so se Dostoevskij avesse ragione o no, io mi perdo nelle piccole come nelle grandi. Al lavoro, sono sempre stata considerata una che rompeva, che non sapeva stare agli scherzi, che non capiva gli scherzi, anche molte mie colleghe, mi dicevano lascia stare.. In realtà io facevo passare molte cose, spesso facevo finta di nulla.. gli amici te li scegli i colleghi te li trovi. Una volta con una mia collega, abbiamo escogitato una strategia; combattere il sessismo con il sessismo.. abbiamo verificato che gli uomini si offendono molto più facilmente, la stessa battuta sessista, se fatta da un uomo ad un uomo, ci ridono sopra, ma se a farla è una donna, no, si offendono. Come vedere quanto ancora possa incidere nell’immaginario maschile le misure.. forse hanno inciso troppi film porno? Non so! Comunque la strategia del combattere il sessismo con il sessismo è stata presto abbandonata, perché abbrutisce anche te e non cambia nulla.. però ci siamo divertite e tolte delle soddisfazioni.. che non è poco.

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  4. Punto uno: Il calcio, è un’ambiente molto sessista e maschilista, e il sessismo nel calcio è continuamente alimentato anche dalla stampa. Basta andare nella Home Page della Gazzetta o del Corriere per rendersene conto, oppure alcune trasmissioni di Rai sport che parlano di calcio. Le donne nel mondo del calcio è da poco che ci sono, (1971 per l’UEFA e 1991 per la FIFA) prima era vietato, poi sconsigliato.. Quando nel 1921 la federazione Inglese sconsigliò alle donne, giocare a calcio. Uno dei motivi, era perché si ammalavano di una tremenda malattia; diventavano lesbiche.. prova dimostrata che una delle più importanti giocatrice inglese Lily Parr era lesbica. http://en.wikipedia.org/wiki/Lily_Parr
    Pregiudizio che rimane ancora, se una donna in un bar si mette a leggere la gazzetta dello sport.. una donna che capisce di calcio? Ora mi venite a dire che sa anche parcheggiare.. ma certamente è lesbica….
    Ora io sono un’appassionata di calcio, più dello stracchino.. io non so scartare lo stracchino, uso il sistema “raccogli quello che rimane”. Consiste di mettere lo stracchino ancora confezionato sulla fetta di pane, e un cazzotto sopra, effetto esplosivo..🙂
    Mi fermo qui, perché su calcio e sessismo ne avrei da scrivere che “delitto e castigo” e “umiliati e offesi” sono brevi racconti.
    PS: http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/06-03-2015/sessismo-premier-cori-contro-eva-carneiro-fisioterapista-chelsea-11016593329.shtml

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