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I dieci motivi per cui stare con una ragazza femminista

Tante, troppe volte mi sono sentita chiedere come sia possibile che le femministe possano far parte di coppie felici. Troppe volte, persone con l’attività intellettuale di un tacchino morto, mi hanno detto che “se continuo col femminismo resterò sola”.  Io rido di queste losche figure, ma – un po’ per scherzo ed un po’ no – ho deciso di compilare questa mini-lista che vorrei trasmettere ai posteri, sul perché stare con una femminista è MEGLIO, in modo da incoraggiare Lui e tutti quelli come Lui che- pensate un po’ – hanno a che fare con noi.

1. Una ragazza femminista starà con te perché ti ama sul serio, non perché “è venuta l’ora di sistemarsi” (non ce ne frega niente!), “perché l’orologio biologico fa tic tac” (idem) o per compiacere qualcuno. Non sarà stata la religione a ordinarglielo, né sarà vittima della sindrome di Cenerentola, per cui senza un uomo non si sentirebbe completa. No, lei sta con te PER TE.

2. Una ragazza femminista pretenderà molto da te. Ma se sta con te è perché ritiene che tu valga più di quanto ti chiede. E che cosa ti chiede? Ti chiede di far funzionare i neuroni e saper essere un compagno in tutto e per tutto. Quindi come tu sarai pronto a sostenere lei, lei sarà sempre pronta a sostenere te.

3. Una ragazza femminista non ti dirà sempre di sì. Sarà capace di far valere le sue ragioni. A volte litigherete, ma saprai che tutto ciò che ha in testa verrà anche detto. Niente “giochini”, non ce n’è bisogno. E poi nessuno di noi vuole uno scendiletto, ci vogliono stimoli. Una ragazza femminista sarà sempre in qualche modo un po’ una sfida, e quindi stimolante.

4. Una ragazza femminista di solito tiene ad affermare la propria interiorità rispetto all’esteriorità, ma ciò non significa che debba essere una cessa o che non apprezzi l’estetica. Quindi con una femminista potrai avere un pacchetto completo: una ragazza carina che prova anche ad essere bella dentro.

5. Una ragazza femminista è abituata a combattere le ingiustizie e quindi è più sensibile della media.

6. Una ragazza femminista vive il sesso con gioia, perché è libera da certi condizionamenti sociali che hanno represso le donne per anni e che le vogliono costantemente vittime dei sensi di colpa.

7. Una ragazza femminista è di solito molto impegnata, ma ciò non significa che non sappia prendersi cura di te, della vostra casa, dei vostri figli. Ovviamente, tu dovrai fare la tua parte, ma hei…quando ti sei messo con lei non avevi messo un annuncio per una colf, giusto?

8. Una ragazza femminista è una ragazza che legge e si informa. Quindi è, solitamente, più interessante della media e non potrai mai rimproverarle di parlare solo di borse e scarpe. Ciò non toglie che non sappia parlare anche di frivolezze, se lo vuole.

9. Una ragazza femminista è una ragazza che ha a cuore tutto il genere umano. E, contrariamente a quanto ti hanno insegnato, ha a cuore tutti i generi, senza discriminazione alcuna. Quindi ha, di solito, una mente aperta.

10. Una ragazza femminista – per riassumere – vorrà confrontarsi con te alla pari, su tutti i piani. E ti lascerà vincere, qualche volta, ma qualche volta vincerà lei. E imparerete insieme il valore dei rapporti non segnati dall’oppressione, dal volersi imporre, dal pretendere. Capirete la gioia di un cammino veramente condiviso. Io non so oggettivamente cosa si potrebbe chiedere di più da una storia d’amore.

Potrei scrivere 100 altri motivi, ma non vi annoio oltre.  Forse non tutte – ed io per prima – corrispondiamo a tutti e dieci i punti, ma in generale – grazie alle coppie che ho incontrato in cui lei si dichiara femminista – questi erano i primi fattori in comune che mi sono venuti in mente.

E poi mi vengano pure a dire che le femministe fanno scappare gli uomini. Ah ah ah. Magari sono loro che scappano da quelli come voi!

This is what a feminist looks like.

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  1. Si potrebbe aggiungere che la ragazza femminista non segue il motto: l’uomo è la testa, la donna è il collo (dice alla testa da che parte girarsi)

    O no?

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  2. Grazie per i tuoi articoli, sono sempre belli, veritieri ed in qualche moro riescono ad “alzare il livello” di conversazione nei dibattiti “Credo nella parità sociale dei sessi MA non sono femminista” -.-

    Sarebbe bello organizzare un meeting in una grande città per scambiare opinioni tra femministe di oggi🙂
    Ad ogni modo, continua cosí, i tuoi articoli sono ossigeno per me e la mia famiglia!

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  3. Buongiorno. (Lo so che non ha senso salutare su un blog, ma pare che al popolino piacciano i tipi che ti salutano prima di parlare, anche se sono delle merde peroniste, ad esempio…)

    Mi hanno linkato in molti questo post, sperando che ci scrivessi qualcosa a riguardo. Ma non lo farò. Preferisco commentare, perché devo dire, ci sono spunti interessanti.
    Metto subito le mani avanti: sì, sono stato insieme a una femminista. Sì, una che faceva parte di una sottospecie di collettivo-setta all’Università. Una di quelle che metterebbe in galera gente come Schicchi. Anche da morto.
    E cosa ben peggiore, ho conosciuto molte sue amiche.
    Ok, vediamo ‘sti dieci punti.

    1- “Una ragazza femminista starà con te perché ti ama sul serio, non perché “è venuta l’ora di sistemarsi” (non ce ne frega niente!), “perché l’orologio biologico fa tic tac” (idem) o per compiacere qualcuno. Non sarà stata la religione a ordinarglielo, né sarà vittima della sindrome di Cenerentola, per cui senza un uomo non si sentirebbe completa. No, lei sta con te PER TE”.

    Vabbè, abbastanza giusto ma questo è vero anche per moltissime donne che femministe non sono. Onestamente lo trovo offensivo nei loro confronti. Poi naturalmente ci sono le insicure patologiche, le approfittatrici, le cacciatrici di alimenti etc, ma la maggior parte delle donne non è così. Per fortuna.

    2 – Una ragazza femminista pretenderà molto da te. Ma se sta con te è perché ritiene che tu valga più di quanto ti chiede. E che cosa ti chiede? Ti chiede di far funzionare i neuroni e saper essere un compagno in tutto e per tutto. Quindi come tu sarai pronto a sostenere lei, lei sarà sempre pronta a sostenere te.

    Seee… magari. Allora, mia cara, la ragazza femminista è solo una gran furbacchiona, per usare un eufemismo. Lei non lavora, è IN CARRIERA. Dunque tutti i lavori sporchi e manuali non le competono. Anche perché, se non sei in grado di cambiare una ruota “non sei omo”. Testuale. Quindi dovrai essere sensibile, rispettoso di tutte le imbecillità che ripete a pappagallo dopo aver letto un libro di qualche lesbica cicciona americana che odia gli uomini E CONTEMPORANEAMENTE “esse omo”.

    3 – Una ragazza femminista non ti dirà sempre di sì. Sarà capace di far valere le sue ragioni. A volte litigherete, ma saprai che tutto ciò che ha in testa verrà anche detto. Niente “giochini”, non ce n’è bisogno. E poi nessuno di noi vuole uno scendiletto, ci vogliono stimoli. Una ragazza femminista sarà sempre in qualche modo un po’ una sfida, e quindi stimolante.

    Se per “sfida” intendi trovarsi a letto con una repressa che ha una concezione dell’intimità di un manuale della CEI con prefazione della Merlin e editing della Binetti allora sì, è decisamente una sfida. E se per “valere le sue ragioni” intendi rovinare una serata con gli amici perchè una mia amicA, e sottolineo amicA, ha fatto una battuta sulle bionde che guidano la Smart, allora sì.

    4 – Una ragazza femminista di solito tiene ad affermare la propria interiorità rispetto all’esteriorità, ma ciò non significa che debba essere una cessa o che non apprezzi l’estetica. Quindi con una femminista potrai avere un pacchetto completo: una ragazza carina che prova anche ad essere bella dentro.

    Vabbè, a pacchetto completo ho smesso di prenderti sul serio. Per quello che ho potuto vedere, esistono vari tipi di femminista. Prima che qualcuno si arrabbi, sì, è una generalizzazione e va presa come tale. Allora abbiamo la Madre Superiora, la Baby Boomer, l’avvocata delle cause perse, la lesbica abbruttita, la lesbica furba, la cessa e la carina.
    Tralasciamo le altre e concentriamoci sulla ultime due.
    La cessa: di solito un supplì con le gambe, questa seguace di Beth Ditto è una persona estremamente insicura poichè, esattamente come le odiate shampiste, basa tutta la sua autostima sull’aspetto esteriore. Ma a differenza loro, non ha la disciplina per perdere peso (se grassa) nè il gusto per abbigliarsi in modo tale da distogliere lo sguardo da altri difetti. Passa la vita a fare la guerra alle immagini delle modelle nelle pubblicità, cercando di convincere la società che ANCHE lei è bella. In questo riceve un ipocrita spalleggiamento dalla carina.
    Riferimenti: Beth Ditto e tutte quelle femministe cesse americane che odiano gli uomini.
    La carina: bella, curata, di gusto. Pretenziosa. Questa contraddizione vivente con leggins e tacchi, ben conscia di come funzioni il mondo, abbraccia la causa femminista per riempire dei vuoti e perché, spesso, infastidita dal ricevere continui approcci. Come tutte le belle ragazze, del resto. Guarda alle consorelle brutte con celato disprezzo, ringraziando ogni giorno di non essere come loro, e non fa che elogiarle. Per pulirsi la coscienza e soprattutto FARLE RESTARE Li’ DOVE SONO. Questa pasionaria del 90-60-90 di solito sogna una carriera da giornalista, scrittrice o attrice (di teatro!) o accademica. Campi in cui a volte riesce, passando di letto in letto. Dopo aver firmato una petizione per rendere illegale la prostituzione per strada. Con buona pace dei compagni zerbini e i numerosi spasimanti che è abilissima a illudere in cambio di favori etc.
    Riferimenti: Beatrice Borromeo, Sex & The City.

    5 – Una ragazza femminista è abituata a combattere le ingiustizie e quindi è più sensibile della media.

    Come detto prima, se intendi che pianta un casino per una battuta, allora sì. Stranamente, tutta questa “sensibilità” sparisce se le vittime sono bianche, italiane, uomini o donne non femministe. Chissà perché.

    6 – Una ragazza femminista vive il sesso con gioia, perché è libera da certi condizionamenti sociali che hanno represso le donne per anni e che le vogliono costantemente vittime dei sensi di colpa.

    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHH!!!
    AHAHAHAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!
    BWAHAAHAHAHAHAHAHAHHAAHAHHAAHAHAHHAHAHA!!

    7 – Una ragazza femminista è di solito molto impegnata, ma ciò non significa che non sappia prendersi cura di te, della vostra casa, dei vostri figli. Ovviamente, tu dovrai fare la tua parte, ma hei…quando ti sei messo con lei non avevi messo un annuncio per una colf, giusto?

    Questa non posso commentarla, non avendoci mai convissuto. Ma sono sempre stato abituato a fare la mia parte, quindi no, non mi aspetto di mettermi insieme a una colf.

    8 – Una ragazza femminista è una ragazza che legge e si informa. Quindi è, solitamente, più interessante della media e non potrai mai rimproverarle di parlare solo di borse e scarpe. Ciò non toglie che non sappia parlare anche di frivolezze, se lo vuole.

    Qui potrei scriverci un papiro. Il fatto che uno/a legga, non vuol dire che legga le cose giuste. Spesso spaziano dalla spazzatura più spazzatura a roba armena coi sottotitoli in tedesco sui poeti sufisti del 14° secolo. Fatto sta, non ho mai conosciuto una femminista che, a parte David Foster Wallace, leggesse roba seria tipo Hunter Thompson, Philip Roth, Don De Lillo, Amèlie Nothombe, Corman McCarthy, B.E. Ellis, Tom Wolfe, Johnathan Foer etc. E non parliamo dei gusti musicali che è meglio. Possiamo dire che il discernimento di una femminsita si basa su robaccia ‘contro’ o complottara tipo Indymedia, InformarexResistere etc, cinema, musica e letteratura piena di aria fritta inconsistente e inconcludente. Per poi passare di botto alla roba più trash e mediocre.

    9 – Una ragazza femminista è una ragazza che ha a cuore tutto il genere umano. E, contrariamente a quanto ti hanno insegnato, ha a cuore tutti i generi, senza discriminazione alcuna. Quindi ha, di solito, una mente aperta.

    Tu non hai mai parlato con una femminista vegana vero? O semplicemente ne rifiuti l’esistenza come meccanismo di difesa?

    10 – Una ragazza femminista – per riassumere – vorrà confrontarsi con te alla pari, su tutti i piani. E ti lascerà vincere, qualche volta, ma qualche volta vincerà lei. E imparerete insieme il valore dei rapporti non segnati dall’oppressione, dal volersi imporre, dal pretendere. Capirete la gioia di un cammino veramente condiviso. Io non so oggettivamente cosa si potrebbe chiedere di più da una storia d’amore.

    Una batteria in pentole 12 pezzi con fondo fuso alto un cm e una mountain bike 4 marce con cambio Shimano.

    Per concludere: ma dico io, per farsi rispettare e non farsi sottomettere è proprio necessario aderire a una stupida ideologia dagli aspetti inquisitori e totalitari? Ma semplicemente vivere in pace, che già le cose vanno di merda, senza creare più problemi di quanti già ne esistano no, eh? Anche perché, se uno/a ha bisogno di un’ideologia per non farsi sottomettere e/o rispettare, sta messo/a davvero male.

    Rispondi
    • Buongiorno a te.
      Ti rispondo punto per punto, come hai fatto tu, ci stai? E comincio a risponderti con una cosa innocente…che però mi ha fatto capire che, come moltissimi altri personaggi che capitano qui (complimenti ai coraggiosi che ti hanno linkato questo post sperando che tu ne scrivessi in proposito, così ti sbatti tu per loro…lo fai sempre o è solo un caso? Sei tu il paladino della Causa? :D) per Femminismo voi parlate per sentito dire. Sì, sei stato insieme a UNA. Ciò non ti rende, temo, esperto in materia. Specie perché mi racconti di qualcuna che metterebbe in croce Schicchi, e questo mi dà da pensare sul tipo di gente che hai conosciuto e sul cui metro stai generalizzando. Poi per carità, ho generalizzato anche io e so benissimo che il mondo è molto vario, compreso il mondo femminile e femminista. Ma torniamo ai miei punti:
      1. 1-
      “Vabbè, abbastanza giusto ma questo è vero anche per moltissime donne che femministe non sono. Onestamente lo trovo offensivo nei loro confronti. Poi naturalmente ci sono le insicure patologiche, le approfittatrici, le cacciatrici di alimenti etc, ma la maggior parte delle donne non è così. Per fortuna.”
      Beh, su questo non ho molto da dire: non sento di aver insultato le donne che non si reputano femministe. Piuttosto penso che chi non si reputa femminista e sa per certo di stare con una persona al di là di pressioni sociali e religiose seguendo il proprio sentimento è femminista, ma non lo sa o teme di ammetterlo perché non sa cosa sia il femminismo.

      2. “Seee… magari. Allora, mia cara, la ragazza femminista è solo una gran furbacchiona, per usare un eufemismo. Lei non lavora, è IN CARRIERA. Dunque tutti i lavori sporchi e manuali non le competono. Anche perché, se non sei in grado di cambiare una ruota “non sei omo”. Testuale. Quindi dovrai essere sensibile, rispettoso di tutte le imbecillità che ripete a pappagallo dopo aver letto un libro di qualche lesbica cicciona americana che odia gli uomini E CONTEMPORANEAMENTE “esse omo”. ”

      Conosco ragazze che fanno i lavori più umili senza lamentarsi. Ma non conosco ragazzi felici di pulire il cesso di casa loro. Quindi forse la cosa della carriera è una stronzata che pensi tu.

      3. “Se per “sfida” intendi trovarsi a letto con una repressa che ha una concezione dell’intimità di un manuale della CEI con prefazione della Merlin e editing della Binetti allora sì, è decisamente una sfida. E se per “valere le sue ragioni” intendi rovinare una serata con gli amici perchè una mia amicA, e sottolineo amicA, ha fatto una battuta sulle bionde che guidano la Smart, allora sì. ”
      Forse dovresti considerare il fatto che a letto si è in due e che un rapporto soddisfacente dovrebbe variare un attimo dalle cosette che uno apprende da youporn. O magari lei non si lasciava andare per qualche motivo suo…ma mi domando come mai hai virato sul sesso dato che io parlavo d’altro. Probabilmente la vostra relazione aveva qualche problema alla base e considera che il problema potresti averlo creato tu.
      4. “…Riferimenti: Beth Ditto e tutte quelle femministe cesse americane che odiano gli uomini. / Riferimenti Bianca Borromeo e Sex And The City” I riferimenti bastano per farmi capire che tu non abbia una visione reale del femminismo, ma capisco che possa essere difficile per te. Comunque posso dirti già che esistono un saaaacco (oserei dire la maggioranza) di persone che non devono “seguire” nessuno. Tipo me, per esempio, che le tizie citate non so quasi chi siano. Per quanto riguarda i tuoi stereotipi sull’aspetto fisico…C.V.D. Se tu ragioni con questi compartimenti stagni è ovvio che non puoi ricevere una risposta diversa da “il grado di scopabilità non dovrebbe pregiudicare una persona”. Con questa tua risposta hai dipinto un quadro delle donne davvero avvilente, ma probabilmente è più lo specchio di quello che pensi tu, piuttosto di quello che realmente pensiamo noi. Oh, certo, a voi fa comodo crederci perennemente in guerra per aggiudicarci la vostra approvazione. Il problema è che non è così per tutte, prima ve ne accorgerete e prima andremo tutti più d’accordo.

      5. “Come detto prima, se intendi che pianta un casino per una battuta, allora sì. Stranamente, tutta questa “sensibilità” sparisce se le vittime sono bianche, italiane, uomini o donne non femministe. Chissà perché. ”
      Questa è una visione limitata e non è assolutamente vero che le nostre rimostranze riguardino un solo tipo di persone. Probabilmente ci saranno argomenti su cui si è più sensibili, su altri meno. ma la discriminazione inversa è una vecchia “trappola”, non c’è bisogno di ribadirla ogni volta, giusto? (E le foibeee? E i maròòòò?)

      6. Quella grassa risata cos’era? Mi spiace che tu debba ribadire che il vostro rapporto non fosse idilliaco sul piano fisico. Ancora, ti invito a considerare che il problema potesse derivare non soltanto da lei.

      7. “Questa non posso commentarla, non avendoci mai convissuto. Ma sono sempre stato abituato a fare la mia parte, quindi no, non mi aspetto di mettermi insieme a una colf. ”
      Mi fa piacere che tua madre e tuo padre abbiano fatto il loro ottimo dovere dandoti gli insegnamenti base per essere indipendente.

      8. “Qui potrei scriverci un papiro. Il fatto che uno/a legga, non vuol dire che legga le cose giuste. Spesso spaziano dalla spazzatura più spazzatura a roba armena coi sottotitoli in tedesco sui poeti sufisti del 14° secolo. Fatto sta, non ho mai conosciuto una femminista che, a parte David Foster Wallace, leggesse roba seria tipo Hunter Thompson, Philip Roth, Don De Lillo, Amèlie Nothombe, Corman McCarthy, B.E. Ellis, Tom Wolfe, Johnathan Foer etc. E non parliamo dei gusti musicali che è meglio. Possiamo dire che il discernimento di una femminsita si basa su robaccia ‘contro’ o complottara tipo Indymedia, InformarexResistere etc, cinema, musica e letteratura piena di aria fritta inconsistente e inconcludente. Per poi passare di botto alla roba più trash e mediocre. ”
      Su gusti letterari, musicali e fonti di informazione sbagli proprio su tutta la linea. Non mi dilungo oltre. Stai confondendoti con i grillini, probabilmente, ma non saprei se generalizzare persino su di loro. Sono certa che si trovano femministe che leggono ancora “Il giornale di Barbie” ed altre che potrebbero dar punti a carlo Rubbia. Perché – aspetta che ti dico una cosa a cui forse fai fatica ad adattarti – le femministe non sono una setta che si nasconde chissà dove. Se poi frequenti persone di bassa levatura culturale,ancora una volta, mi spiace per te. Amelie Nothomb, per esempio, non mi pare così “di nicchia”…
      9. “Tu non hai mai parlato con una femminista vegana vero? O semplicemente ne rifiuti l’esistenza come meccanismo di difesa?” Femminismo e veganesimo sono spesso legati. Non è il mio caso ma invece ho parlato moltissimo con amiche che abbracciano entrambi i modi di pensare. E, così ad occhio, hanno la mente molto più aperta di quella dimostrata da te con questo commento. Ancora, parli per stereotipi che più triti non si può, abbi pazienza se fatico a prenderti sul serio.
      10. “Una batteria in pentole 12 pezzi con fondo fuso alto un cm e una mountain bike 4 marce con cambio Shimano. ”
      Ti consiglio il video dei nanowar of Steel, se ti piace Giorgio Mastrota. De gustibus.

      Spero che i tuoi fans siano appagati, con questa. Assicura loro che, a l massimo, potremo litigare ma se vogliono venire a dire la loro qui nessuno è mai stato mangiato. Buona giornata.🙂

      Rispondi
      • Che marea di stron-… anzi, di “ronzate”.
        Suvvia, siamo eleganti.

        In tutto “””l’articolo””” hai descritto una ragazza normale inserendo però il superfluo aggettivo “femminista”.

        Gesù.

      • Bravo hai centrato il punto: è perfettamente normale essere femminista! E non serve scomodare Gesù! 😊

      • Per risponderti: no, non lo faccio mai. O meglio: una volta è capitato che spontaneamente ho sfottuto un gruppo FB di femministe isteriche e mo alcuni di quei quattro gatti che mi leggono pensano che sia una specie di paladino anti-femminista. In realtà a me sta sul cazzo più o meno tutto. Se esiste una causa, anzi una Causa, non ne sono informato e sinceramente non mi interessa.
        Molte femministe odiano la pornografia (e chi la fa) e la metterebbero fuori legge se potessero. Non facciamo finta di non saperle, certe cose.

        “è femminista, ma non lo sa o teme di ammetterlo”

        Sinceramente trovo aberrante questo modo di pensare, in cui il mondo è regnato da un’ideologia totalizzante. Tipico di estremisti politici o religiosi. Noi siamo individui, e l’idea di essere rinchiusi in un’ideologia (addirittura a propria insaputa!) mi fa rabbrividire.

        “Conosco ragazze che fanno i lavori più umili senza lamentarsi”.

        Pure io. Ma ribadisco di non conoscere femministe che fanno lavori manuali o umili.
        Tutti lavori di concetto o “prestigiosi”, spesso non per merito. E non aggiungo altro.

        “Con questa tua risposta hai dipinto un quadro delle donne davvero avvilente, ma probabilmente è più lo specchio di quello che pensi tu, piuttosto di quello che realmente pensiamo noi”

        Brava. Avvilente. E’ la parola esatta. Così avvilente da non poterlo accettare. E comunque l quadro non è delle “donne”, ma di alcune femministe che ho conosciuto.

        ‘Probabilmente ci saranno argomenti su cui si è più sensibili, su altri meno. ma la discriminazione inversa è una vecchia “trappola”’

        Trascinato a una specie di conferenza con una vecchiaccia che raccontava a una platea di una decina di ventenni sfigate quanto fosse figo fare la femminista negli anni 70, ho sentito dire la suddetta vecchiaccia (ovviamente non al microfono, a livello di chiacchiera) che le false accuse di stupro sono “giuste” in quanto “vendicano gli stupri impuniti del passato”. La maggior parte delle femministe ha la pietà di una iena che segue i passi di un animale ferito.

        I grillini leggono solo siti complottari. Oltre che il BLOG.

        “Se poi frequenti persone di bassa levatura culturale,ancora una volta, mi spiace per te”.

        Eh no, pensavo fossi meglio di così. In fondo sei una persona tutto sommato sensata e a tratti pure simpatica, ma non puoi cadermi con queste argomentazioni. Non puoi venirmi a dire: “il problema sei tu, o al limite hai parlato con le persone sbagliate”. E’ un artifizio da vecchio cattolico, dai…
        Questo E’ un Paese di bassa levatura culturale, non ce lo nascondiamo.

        “Amelie Nothomb, per esempio, non mi pare così “di nicchia”…”

        Oddiosanto ma che sei una ragazzina? Che si fa, una gara a chi ce l’ha più lungo, ops, a chi conosce cose più astruse? La Nothomb non è più “nicchia” dagli anni Novanta almeno, e chissenefrega! Ha scritto cose egregie, Antichrista, Igiene dell’Assassino, Acido Solforico, Cosmetica del Nemico… Se per questo leggo anche Eddie Bunker, Pahlaniuk e George Martin. Che non sono proprio di nicchia… E allora? Vuoi darmi dell’ignorante per questo?

        Vabbè, si certo, i vegani sono persone aperte, equilibrate, serene, democratiche. E Kubrick ha girato l’allunaggio.

        Almeno l’hai colta, la citazione😉

        Non l’ho fatto per i “fan”, ho scritto perché mi andava di farlo.
        Buona serata a te.

      • Buongiorno John! (O Calamity? E’ uguale?) Fa piacere che tu non sia un “inviato” del MRA. Se sei disinteressato all’argomento meglio così, perché non ti perdi niente. Detto ciò, riprendo alcune tue osservazioni, perché mi fa piacere parlare con un “critico” che non lo fa per partito preso.
        Ciò che le femministe odiano del porno, non è la pratica in sé (credo che molte di noi ne usufruiscano), però ci sono dei distinguo: il porno propone UN UNICO MODELLO di sessualità. Ed il problema è che i nostri ragazzi crescono con quello come unica educazione sessuale. Nella stragrande maggioranza dei porno, la donna è una cosa da usare, non un soggetto attivo, benché le attrici siano il “fulcro” della situazione. I film di Erika Lust, per esempio, definiti non a caso “femministi” cambiano un poco questa prospettiva. Sono meno ripetitivi, tanto per cominciare. Io conosco una femminista che è stata la segretaria di Schicchi, ha scritto anche un libro in merito ai suoi anni a Diva Futura,pensa un po’. Capisci anche tu che un po’ la tua esperienza va a cozzare con la mia.
        Quanto alla frase “è femminista ma non lo sa o teme di ammetterlo…” mi spiace che tu pensi sia aberrante, ma in realtà è solo un modo per dire che non credo possa esserci una persona di buon senso che possa NON ESSERE femminista. Il motivo è molto semplice: se ammetti con te stesso e con gli altri di considerare le donne “persone”, con diritti e doveri, con pregi e difetti, allora sei femminista. Tu forse in buona fede credi che questa sia normalità, invece non lo è. Me lo dimostri, per esempio, con il tuo commento sul lavoro. Quando dici che le femministe sono “in carriera”. Scusa, eh, se ci sono ragazze che, dopo aver studiato tanti anni, e spesso in ambienti un po’ “ostili” (tipo ingegneria, dove se sei donna ti trattano come se fossi Hello Kitty, quando va bene) si permettono di avere anche delle ambizioni, eh. Che stronze. Cmq, sia io che le mie amiche non siamo “in carriera”, ahimé. Lavoriamo. Perché ne abbiamo la fortuna e vogliamo lavorare. Ma ho anche amiche che stanno a casa, per svariati motivi. E allora? Quello che intendo dire è che non faresti mai un discorso simile nei riguardi di un uomo, temo. Se uno puntasse alla presidenza del consiglio, tu lo troveresti normale. Ahimé.
        Per quanto riguarda il quadro da te dipinto, non sono nessuno per dire che tu non possa aver conosciuto persone del genere, compresa la carampana che giustifica le false accuse. Mi spiace per il tuo tipo di esperienza, capisco che debba essere stata odiosa, ma ti porgo una piccola provocazione: per tutta la vita, da sempre, le donne hanno dovuto avere molta più paura delle aggressioni sessuali. E in molti casi ci siamo sentite dire che “non dovevamo farci stuprare” invece di dire a certi uomini che lo stupro è un crimine. Ebbene, è come se tutti vi dicessero che se avete paura delle false accuse non dovete farvele fare. Antipatico, vero? Pensa un po’ che di falsa accusa, però, ce n’è una su 1000. Il resto sono vere (e si tratta di botte e abusi sui minori). Capisci anche tu che la prospettiva è un po’ diversa.E no, non vedo perché a noi è richiesta pietà e comprensione per cose del genere. Non dovresti averne neanche tu, secondo me.

        Guarda che sei stato tu a lamentarti del basso livello culturale per primo. E se poi mi citi personaggi conosciuti come se fossero di nicchia cosa ti aspetti che ti risponda? (Tra l’altro citi proprio Amelie, che è più femminista di me e di tutte le persone che frequentano questo blog messe assieme?) ^_^ Io non volevo offenderti, né andare sul personale, né tanto meno darti dell’ignorante e tuttavia non posso accettare – se stiamo facendo un discorso più puntuale – che mi parli per stereotipi. E i musulmani sono tutti terroristi. E i vegani sono tutti idrofobi. E gli uomini sono tutti stronzi. E anche no, scusa.

        Complimenti per l’articolo su Greta e Vanessa nel tuo blog, questo ci tenevo proprio a dirtelo.

        Alla prossima!😉

      • Si si lo so. E conosco anche Erika Lust, ne ho letto su Vice Magazine. Resta il fatto che molte femministe continuano a essere esplicitamente contro e vorrebberlo metterla fuori legge.
        Ti ripeto, da convinto indivisualista, che è impensabile voler legare a tutti i costi la gente a un’ideologia. Lo dico e lo ripeto, è possibile non essere femminista e CONTEMPORANEAMENTE non essere sottomessi a nessuno. Questo è il guaio di queste maledette idologie totalizzanti.
        E per il lavoro: sì, è giusto essere ambiziosi. Un po’ meno ottenere risultati non meritati e guardare gli altri con disprezzo classista. Soprattutto le altre donne. E mi fermo qui.
        Ti sembrerà strano, ma in parte concordo. A fare accuse false di stupro sono ragazze, diciamo “problematiche”, e a meno di non ragionare solo col pene, bisognerebbe pensarci due secondi prima di andarci con tipe così. Nel mio ultimo post ho raccontato un episodio (vero) in cui un mio amico ha rischiato di beccarsi una falsa accusa. Proprio perché ci ha provato con una con cui, beh, sarebbe meglio non provarci. Ecco, vedi che ti contraddici? Nel decalogo scrivi che le femministe sono una specie di fusione tra Gandhi e John Lennon, quando l’evidenza dice l’esatto contrario. Poi mi dici “non possiamo avere pietà”.
        Chiedilo a Caterina Simonsen quanto siano dolci e simpatici i vegani…

      • Beh, è possibile che molte femministe siano esplicitamente contro, ma – come ti dicevo – siamo contro lo SFRUTTAMENTO del corpo femminile, non del suo utilizzo in generale. Ciò che viene criticato nel porno è la stessa cosa che viene criticata nelle pubblicità sessiste, ovvero il porno viene giudicato negativo quando contribuisce a diffondere la mentalità secondo cui la donna è solo uno “sfogatoio”, il cui unico dovere è “subire” le voglia degli uomini. Il problema sta nel fatto che molti tendono a trasferire la mentalità che deriva dal porno nelle loro relazioni.
        Tu puoi essere anche un convinto individualista, ma non puoi negare che il mondo si cambi soltanto nella collettività. E se l’ideologia è la giustizia sociale…ben venga, a mio parere.
        Credo che tutti noi siamo legati a qualcosa e non siamo mai liberi, tuttavia penso sia giusto attuare un pensiero critico che ci permetta di riconoscerlo. Non serve essere femministi per sentirsi liberi…ma se ci pensi e pensi all’ideale di persona libera è proprio quella che ha mentalità femminista. Purtroppo che le donne che arrivano in alto siano lì non per i loro meriti può essere vero in alcuni casi, ma rifletti un attimo: la patata ce l’abbiamo in tante, in tantissime la sappiamo usare. Come mai, se è quella che conta, le donne non sono a capo dei governi e delle industrie di tutto il mondo? Come mai c’è ancora questo soffitto di cristallo? Ma soprattutto, come fai a sdegnarti per le ragazze che usano tutti i loro mezzi (compreso il sesso) per ottenere qualcosa, ma non batti ciglio verso chi – in un posto-chiave e UOMO – concede quel privilegio? Molte femministe si battono proprio perché non debba esserci mercimonio sessuale in nessun campo, quindi sei fuori strada, (a dire il vero il discorso sulla prostituzione è sempre in fase di riflessione, in quanto è difficile stabilire quali sono i limiti dello sfruttamento.) Ed il tuo è un pregiudizio che offende un sacco di donne che si sono fatte un mazzo così a studiare e nel cercare di superare stupidi pregiudizi come il tuo e poi si sentono dire che sono arrivate nella loro posizione perché sono state “carine” col capo. Non siamo tutte olgettine, direi. E, come volevasi dimostrare, non penseresti mai di un uomo che è dov’è per via di alcuni favori sessuali. Quando invece potrebbe essere vero.
        Il problema delle false accuse possiamo anche affrontarlo più seriamente, ma la statistica è talmente bassa rispetto alle violenze vere che di solito ci concentriamo su altro. Inoltre lo stupro è l’unico reato dove la vittima ha l’onere della prova, ci hai mai fatto caso? Nel decalogo definisco le femministe come Gandhi e John Lennon nei confronti delle persone che ci amano e che amiamo, non sto parlando degli stupratori o degli assassini, ma questo credo che anche un individualista possa capirlo benissimo.
        E anche per i vegani, commetti l’errore di generalizzare. Probabilmente parli per tue esperienze, perciò l’unico invito è quello a non fare di tutta l’erba un fascio. Io ne ho incontrati di infoiati, ma nella maggior parte dei casi si tratta di persone normalissime che semplicemente sulla pizza ci mettono le melanzane.😛

      • “E se l’ideologia è la giustizia sociale (…)”.

        I nazisti e i seguaci Komheini dicevano cose simili. Fondamentalmente lo dicono un po’ tutti gli aderenti a questa o quella ideologia. Lasciamo perdere, non c’è verso che ci si capisca. Per me le idologie sono fumo negli occhi, sono deragliamenti della razionalità, è un delegare a un fumoso apparato di idee quello che dovrebbe essere semplice buon senso.
        E detto tra noi, ho conosciuto “shampiste” molto più “libere” di certe femministe.

        “ma non batti ciglio verso chi – in un posto-chiave e UOMO”

        Certo che mi fa incazzare, ci mancherebbe. Nella mia facoltà ce n’erano un botto di questi baroni-magnaccia. Ma mi fa incazzare ancora di più la femminista che è diventata addetta stampa di un grosso partito politico andando a letto col tizio giusto, la femminista radicale che ha avuto una cattedra e ha piazzato anche sua figlia solo perché ex compagna di un barone, la lesbica che è andata a letto con un politico sessantenne bavoso ottenendo una grossa carica regionale attraverso la quale ha piazzato anche la sua compagna, la femminista compagna di un grosso giornalista RAI che ha fatto una carriera lampo in un autorevole quotidiano nonostante l’evidente incapacità, l’ultrafemminista (con la tessera politica giusta) piazzata a capo di un commissione regionale nonostante la palese incompetenza, che ha fatto assumere per nomina il suo amante, l’assistente di Letteratura piazzata in una cattedra che non le compete (devo spiegare come?) etc etc Devo andare avanti?

        Odiare stupratori e assassini è una cosa sacrosanta, ci mancherebbe. Li odio pure io. Ma non è vero che le femministe odiano solo loro. Odiano qualsiasi cosa non sia politically correct, qualsiasi cosa piaccia all’uomo medio, e in generale qualsiasi cosa non rientri nei loro canoni.

        “Qualsiasi rapporto sessuale, anche il sesso consensuale all’interno del matrimonio, è un atto di violenza perpetrato contro una donna”.

        Questa l’ha detta Catharine MacKinnon, una delle più famose femministe al mondo. Ma come si può sinceramente credere che un movimento che ha tra i suoi più autorevoli portavoci questa e (tante) altre fulminate sia un movimento pacifico, equilibrato, dedito alla pace e all’amore?
        A me sembra solo un movimento pieno di isteriche o di furbacchione, a caccia del “pasto gratis” di Heinleiana memoria. E alcune di loro, tipo quella tizia che faceva le truffe su kickstarter per realizzare documentari sul maschilismo nei videogames, ci sono riuscite.

        Mi spiace dirlo proprio a te, che magari non sei così, ma la realtà è questa.

      • Devo dirti che il tuo accostare il femminismo a movimenti totalitari ti fa cadere molto in basso ai miei occhi, un po’ al di sotto di uno che mi dice “sì, ma finisce in -ismo!” senza accorgersi che anche parole come pacifismo e altruismo hanno questo suffisso. Il femminismo non ha combattuto guerre, non ha mai fatto feriti. Le battaglie del femminismo sono sempre state per i diritti umani, per i diritti sociali e per l’educazione. Quindi, caro mio, se tiri in ballo la storia almeno vedi di tirarla in ballo con criterio.

        Tutti i casi di corruzione che mi citi, sono – mi pare – più che possibili eppure tutti vedono un “attore” uomo che in cambio di sesso “concede” un privilegio a una donna. Che sia femminista o no (teoricamente il femminismo non prevede il mercimonio sessuale perché si vorrebbe vedere il sesso come scambio tra due soggetti attivi), quindi davvero non capisco perché una donna che sfrutta a proprio vantaggio la corruttibilità di un uomo ti faccia incazzare di più. E poi, diciamocelo, ci saranno sicuramente casi del genere, ma se fosse così facile saremmo tutte in posti di grande prestigio e potere. La verità è che gli ometti che hanno una poltrona stanno bene attenti a mantenere lo status quo e a non concedere alcuno spazio. Tu credi che la sessualità possa essere moneta solo per le donne, ma sono gli uomini (che poi sono i “clienti”) che provocano questo fenomeno.

        Le femministe non odiano tutto ciò che piace all’uomo medio. E’ ovvio che, se ciò che piace all’uomo medio, è la solita – trita e dannosa – rappresentazione della donna…allora sì, ci poniamo contro un unico modello. La speranza è quella di arrivare ad un’educazione diversa che possa vedere le due metà del cielo come quello che sono, ovvero soggetti liberi e paritari. Non si tratta di eliminare – mio dio! – le Veline. Ne’ di aggiungere – ahimé – i Velini (!!!). Si tratta di creare modelli nuovi e di far sì che una bimba non debba sapere che, anche se studia come una matta, non potrà mai andare al di là del posto da segretaria anche se ne avrà le competenze, perché qualunque imbecille aviodotato le passerà davanti visto che il timore che lei rimanga incinta con conseguente Terremmmoto & Tragggedia è più forte di qualsiasi cosa.

        Catharine MacKinnon è talmente autorevole che ho dovuto googlarla per sapere chi fosse. Su di lei, ti porgo questo articolo, che riassume un po’ il pensiero di tutte noi https://ilragno.wordpress.com/2012/06/22/strade-sbagliate-femminismo-catharine-mackinnon-pensiero-differenza/ e ti invito a leggere il blog della signora Maria G. Di Rienzo, che trovi linkato qui a lato (Lunanuvola’s blog). Ma di femministe che sanno quello che dicono ce ne sono tantissime. Sulla frase della Mc Kinnon vorrei dire una cosa: è estremista e ridicola, ma è anche vero che la riflessione sul matrimonio e sui rapporti sessuali che avvengono all’interno di esso andrebbe presa in esame. Fino a pochissimo tempo fa, si chiamavano “doveri coniugali” e si imponevano anche con le botte. Contando che, sempre fino a pochissimo tempo fa, non sempre ci si sceglieva, io non dubito che ai tempi dei nostri nonni i rapporti sessuali anche matrimoniali potessero essere vissuti come violenze. Ma voi non ne avete idea.

        Io non mi offendo, se tu pensi che siamo isteriche e dedite a mangiare gli uomini a colazione: so che non è vero e sono qui a dirtelo…e posso anche dimostrartelo. La realtà non è questa, di certo è questo quello che TU vuoi vedere e su una precisa volontà non si può dibattere molto.

      • Eh il pacifismo…
        Una volta Churchill, forse l’unica testa pensante che le destre abbiano mai avuto, affermò che i pacifisti sono quelli che danno da mangiare al coccodrillo nella speranza di essere mangiati per ultimi.
        Ripeto, questo è proprio il problema delle ideologie e delle religioni: pretendono di adattare la realtà alla propria visione, anche se cozza col buon senso e la realtà delle cose. E il femminismo è una tra le peggiori in questo senso.

        “davvero non capisco perché una donna che sfrutta a proprio vantaggio la corruttibilità di un uomo ti faccia incazzare di più”.

        Perché è femminista, perché dall’alto della sua cattedra chiama “italianette” le studentesse che non la pensano uguale, perché da lezioni di morale dalle colonne del giornale che la stipendia non per merito vero, perché tiene conferenze e seminari sulla donna nella vita pubblica, perché era in prima fila a “Se non ora quando” etc. L’ipocrisia è una delle cose che più alimenta la mia rabbia. E’ un mio limite, non posso farci niente.

        Allora ti dico una cosa: sul tanto vituperato Playboy, una cosa, diciamolo, letta dall’uomo comune, ci hanno scritto giornalisti e autori con due palle così. Ad esempio questa bellissima intervista a Stanley Kubrick

        http://paulnahm.blogspot.it/2010/06/playboy-interview-wstanley-kubrick-in.html

        Playboy, voglio ricordarlo, era per le femministe IL NEMICO. Un numero di PB, in quanto a qualità, sta tre spanne sopra a qualsiasi pubblicazione femminista.
        Si ok, voi avrete anche sparato a Warhol, però…

        http://it.wikipedia.org/wiki/Valerie_Solanas#Il_tentato_assassinio_di_Andy_Warhol

        Se studi e sei ragionevolmente fortunata, ce la fai. Pochi cazzi. Io ho un’amica che si è laureata in fisica, ha fatto un master ed è stata presa al CERN come ricercatrice. Senza darla a nessuno. Poi vuoi sapere cosa ha fatto? Dopo sei mesi ha mollato il CERN e ha accettato una cattedra in una università privata (non italiana). Quando le chiesi spiegazioni, lei mi disse che era molto più comodo fare l’insegnante, anche in vista di una eventuale maternità, e che fare ricerca è “stressante”. Quindi vogliamo dire che se molte donne non sono nella ricerca, come lamentano molte femministe con laurea in scienze della comunicazione o gender studies, è forse a causa dell’innato senso pratico (anche se preferisco chiamarla furbizia) femminile? Ne conosco un’altra che era entrata in una società finanziaria come tecnico informatico, dopo qualche anno ha ottenuto di passare al marketing.
        Cos’è, troppo scorretto dire che alle donne, alla maggior parte almeno, non piace sporcarsi troppo le mani?
        Nell’azienda in cui lavoro io sono anni che non c’è un uomo alle HR. E sì, la cosa mi fa un po’ rosicare visto che ho fatto studi specifici e ho anche esperienza in merito. All’estero. E aggiungo: almeno due su tre sono lesbiche e da quando ci sono loro… l’azienda sembra un congresso dell’arci lesbica. Ma sarà un caso, è che sono io ad essere troppo malpensante.

        Dovrei sentirmi in colpa perché mio nonno (o meglio, uno della sua generazione, visto che mio nonno non si sarebbe mai permesso) ha violentato mia nonna? Dovrei sentirmi in colpa perché il diritto familiare italiano era – ed è – antiquato e retrogrado? Dovrei sentirmi in colpa perché i democristiani hanno tenuto il delitto d’onore fino agli anni 80 e hanno considerato lo stupro un crimine contro la morale fino agli anni 90? Dovrei sentirmi in colpa per decisioni prese prima che nascessi?
        No, perché voglio chiarirlo, non mi sento in colpa. Io rispondo solo delle mie azioni.

        E se invece di lamentarvi, frignare, piagnucolare e frantumare le palle su questioni ridicole, a là Boldrini, vi deste da fare seriamente, in maniera costruttiva, probabilmente l’Italia avrebbe raggiungo i livelli di parità di un Paese nordico.
        E per la cronaca, io in un Paese nordico ci ho vissuto. E vi posso garantire che lì vi riderebbero in faccia, se vi sentissero parlare. Così come ridevano e davano della verginella bigotta a una mia amica che lavorava lì, una femminista boldriniana.
        E lì le TV sono piene di nudi e in uno sketch comico che ho visto un tamarro picchiava una ragazza in topless perché gli aveva rubato una birra. E tutti, donne comprese, ridevano. Prova a farla in Italia una roba del genere…
        Per citare Oliviero Toscani, uno che certamente non è un maschilista, «Siamo un Paese dominato dagli uomini, ma le donne ci sguazzano».

      • Sai, eppure credevo che per il pacifismo mi avresti citato almeno uno che pacifista lo era. Tipo Gandhi, non so. Perché citarmi Churchill (lo stesso che scrisse che a lui per unirsi alla guerra, “bastavano” duemila morti) è come chiamare Mozart a difendere il metal. Quindi scusami, ma non sono io che adatto le ideologie al mio modo di vedere, mi pare più che tu, pur di non dover riconoscere che sono le ideologie che muovono il mondo, sia disposto ad arrampicarti sugli specchi con la retorica. Fai pure, ma non mi convinci.

        Non mi convinci neppure quando dici che le femministe giudicano le altre “italianette” ecc. ecc. Se tu guardi le varie “correnti” del femminismo comprendono sia le aderenti a SNOQ, che le pornostar. Nessuna pretende di essere più femminista dell’altra e ben venga che ci siano dibattiti anche accesi sui ruoli, sul senso morale ec ecc. Altrimenti vorrebbe dire, sì, che il movimento sarebbe totalitario e, soprattutto, morto. In realtà è più vivo che mai e per riassumertelo faccio anche io una citazione, di Caitlin Moran, giornalista femminista inglese: “Ricordate, lo scopo del femminismo non è creare un tipo di donna. L’idea che esistano tipi di donna intrinsecamente sbagliati o giusti è ciò che ha rovinato il femminismo: la convinzione che “noi femministe” non saremmo disposte ad accettare ragazze un po’ superficiali, o ignave, ragazze che fanno le stronze con le altre, ragazze che assumono collaboratrici domestiche, ragazze che stanno a casa con i figli, ragazze che guidano Mini Rosa con l’adesivo “Va a cipria!”, ragazze col burka o ragazze a cui piace credersi sposate a Zach Braff di Scrubs e che sognano di fare sesso con lui in ambulanza di fronte al resto del cast, con tanto di applauso finale. Sapete una cosa, care? Il femminismo vi abbraccia tutte. Che cos’è il femminismo? E’ la convinzione che le donne debbano essere libere quanto gli uomini, per quanto siano stupide, tonte, illuse, malvestite, grasse, pigre, compiaciute, o con i capelli un po’ radi.
        Siete femministe? Ah ah ah! Certo che sì.” Quindi, come puoi desumere, sei talmente imbottito di stereotipi che non riesci a discostartene nemmeno di un centimetro. Forse sei più ipocrita tu quando pensi che la tua amica si sia ritirata dal CERN perché era pigra e non perché sentisse sulle spalle un peso che nessuno voleva né ammettere, né aiutare a condividere. Perché puoi essere a capo del CERN ma per tutti, per come stanno le cose ora, sarai sempre la “donna di casa”. E senza un welfare propriamente detto, col cavolo che ce la fai a fare tutto, con un marito che in un buon 80% dei casi è convinto di lavorare solo lui e perciò di avere “solo lui” il diritto di essere stanco (perché non considera stirare un vero lavoro). Stiamo ancora a questi punti. Io ci credo che la tua amica si sia fatta due conti ed in vista di una vita del genere abbia detto “mah, meglio qualcosa di meno impegnativo, se no muoio”. E non la condanno davvero per questo. Sei tu che, forse, hai giudicato un po’ troppo presto le sue motivazioni. Per carità, poi, niente da dire se l’avesse fatto solo per comodità: ma se fosse stata un uomo l’avresti giudicata “furbetta” perché ha preferito un posto meno di responsabilità? Conosco uomini che si sono “adagiati” su lavori della pubblica amministrazione e tornano a casa alle due del pomeriggio. Sono “furbetti”, loro?😀
        Che poi tu abbia un po’ il dente avvelenato per la situazione della tua azienda è comprensibile, ma sai in quante siamo nella tua sistuazione? Nell’azienda di mia sorella, per esempio, tutte le donne sono laureate, gli uomini no. Indovina che occupa i posti di responsabilità? Gli uomini. Perché non devono tornare a casa se un bambino si sente male e possono starsene in ufficio a fare il solitario fino alle 8 di sera, tanto a casa troveranno la pappa pronta. E le aziende come quella di mia sorella, al momento, sono molte più di quelle come la tua, temo.
        Nessuno ti chiede di sentirti in colpa per fatti che non sono stati sotto il tuo controllo e che non lo sono tuttora, ci mancherebbe. Ti si chiede di riconoscere la possibilità che i nostri non siano solo lamenti, come invece ti permetti di dire.
        Il welfare – su cui si regge il lavoro maschile – che è sulle spalle femminili in una rete di lavoro sommerso che varrebbe milioni di euro e non viene riconosciuta, non è una stronzata.
        Le aggressioni sessuali, le violenze domestiche e una donna che muore per mano del partner ogni tre giorni, non sono stronzate.
        La reclusione in ruoli predestinati fin dalla più tenera infanzia, la preclusione di posti di lavoro, le dimissioni in bianco ed i colloqui che sembrano visite ginecologiche, non sono stronzate.
        Lo sfruttamento della prostituzione, l’assoluta assenza di attenzione sulla clientela che genera questo mercato, la presenza di un binomio “madonna vs prostituta” all’interno del quale si cerca di incasellare l’intero mondo femminile, non sono stronzate. E potrei andare avanti per molte, molte ore. Quindi, la domanda è: perché non te ne lamenti anche tu, visto che si tratta di violazioni dei diritti UMANI.
        Sono stata anche io un po’ nei paesi nordici (Finlandia, per la precisione) e le dfonne del Nord non ridono di noi: ridono di VOI perché avete ancora una mentalità così retrograda. Di noi, al massimo, si possono stupire perché non vi prendiamo a calci in culo quando ve lo meritate, ma riconoscono che le leggi e la mentalità sono ancora immature rispetto alle loro.
        Oliviero Toscani (ah no, non è maschilista? Allora, ti prego, dimmi un nome di un maschilista…tra un po’ casco dalla sedia!) come al solito spara un po’ la prima cosa che gli viene in mente per fare sensazione: più che “sguazzano” avrei usato la parola “si adattano”. Ci dobbiamo adattare, perché le teste sono dure, perché dobbiamo faticare il doppio per qualsiasi cosa, dato che tutto si riduce a quanto siamo scopabili o no. dato che essere prese sul serio è un’impresa e molto spesso chi è nella posizione di giudicarci è tre spanne al di sotto di noi. Questo lo puoi capire, perché succede anche agli uomini, ma almeno quando parli ad un uomo come te hai la certezza che non pensi al tuo culo mentre state discutendo di lavoro.

      • Uff… pensavo fosse chiaro. Io non credo che il pacifismo senza se e senza ma sia una buona ideologia, infatti ho citato un ottimo esempio a riguardo. (il “coccodrillo” è Hitler, per la cronaca) Esistono due tipi di guerre: quelle evitabili e quelle inevitabili. Ma in entrambi i casi sempre di merda si tratta.

        Allora devo farti parlare con la tizia, che per la cronaca è stata mia professoressa all’Univ e una mia amica è stata sua assistente.

        Ho letto la citazione, sinceramente mi sembra una furbata ecumenica degna dei copywriter del Papa attuale. Ma lo riconosco, sempre meglio così della fulminata che ho citato io. Dico, meglio sembrare furbi e magari un po’ ruffiani che estremisti e fuori di testa. Almeno non spaventa le gente.

        Non credo che il welfare svizzero faccia così schifo. Anzi, ne sono certo, avendo mezza famiglia che ci vive, in Svizzera. Semplicemente a quella non andava di farsi il culo perché essere un topo da biblioteca, cosa che lei è senza offesa, è ben diverso da essere ricercatore. Per carità niente di male, per quanto mi riguarda poteva pure fare la commessa a Zara o sposarsi e farsi mantenere, ognuno fa le sue scelte. Sinceramente come insegnante la vedo bene, molto meglio che come ricercatrice.

        “Conosco uomini che si sono “adagiati” su lavori della pubblica amministrazione e tornano a casa alle due del pomeriggio. Sono “furbetti”, loro?”

        Si, certo che lo sono.

        Le “stronzate” a cui mi riferivo, dio càn, sono altre infatti. Sono le menate contro i programmi tv, contro Miss Italia, contro le pubblicità sexy, contro i videogiochi, il porno etc Ma c’è pure bisogno di dire che non considero la violenza domestica e la discriminazione sul lavoro “stronzate”? Trovo offensivo anche solo che lo abbia pensato.

        Ah la prostituzione, peccato che siate tutte contro una regolamentazione che quantomeno renderebbe il fenomeno più controllato e cancellerebbe situazioni a dir poco disgustose e fuori da ogni radar. Visto che il proibizionismo non funziona. Non ha funzionato con l’alcol, non funziona con le droghe leggere e certamente non funziona con le mignotte. Il vostro sogno sarebbe di renderla totalmente illegale, di condannare come stupratori i clienti (visto che tali li considerate) e proibire di prostituirsi anche a quelle che lo fanno volontariamente, perché hanno voglia di soldi veloci e saranno un po’ cazzi loro il modo in cui li ottengono, no?

        Per il tempo in cui ho vissuto lì, in Olanda nello specifico, non ho mai avuto dei comportamenti tali da farmi “cicchettare” o definirmi maschilista dalle ragazze che ho conosciuto lì. Ma ricordo bene di una mia amica italiana, decisamente una catto-comunista, che veniva spesso presa in giro quando aveva da ridire per i nudi in Tv, per il fatto che le figure religiose non sono considerate sacre e inviolabili come in Vaticalia, per il fatto che molte donne olandesi organizzano riunioni non per i prodotti Tupperware, ma per i sex toys e per altre cose.

        Ti chiedi perché non stia dalla vostra parte? Perché dovrei stare dalla parte di gente che mi odia solo perché ho un pene? Di gente che considera un “atto di giustizia per il passato” le false accuse di stupro? Di gente che condanna la prostituzione dall’alto del suo posto prestigioso ottenuto, tra l’altro, scopando? Di gente che vive male la propria omosessualità e incolpa di questo gli uomini?
        Di gente che considera “maschilista” un genio come Toscani, nel Paese di Adinolfi, Ferrara, Berlusconi, La Russa etc.
        E ti dico una cosa: in questo Paese un uomo è avvantaggiato solo se ricco o molto bello (e possibilmente con una sberla > 20 cm). Tutti gli altri sono feccia.
        E il “capo” probabilmente non guarda il mio culo, ma guarderà bene quello di una furbona che alla faccia mia (e tua, suppongo) otterrà quel posto\promozione. Dunque, se questo Paese è ancora così arretato e maschilista, fatevi un bell’esame di coscienza. Che di colpe ne avete tante anche voi.

      • Dai primi commenti, ti facevo più ragionevole. Ma non perché tu resti attaccato a una tua idea e mentalità che – per quanto sia differente dalla mia – è degna di riflessione, piuttosto perché ogni volta che commenti mi poni esempi che regolarmente ti smonto e tu li liquidi come se quello che ti dico io fosse irrilevante ai fini della discussione. Possiamo parlarne all’infinito, ma ci sono delle contraddizioni in termini nel tuo modo di esprimere questi tuoi pensieri. Riprendo punto per punto ciò che non mi sembra molto coerente e cerco anche di ripetere quello che è il punto di vista di molte femministe (non di tutte, chiaro, siamo troppe e le “portavoci” non esistono). Allora:

        Che tu non creda nel pacifismo è un problema tuo. Esiste la non-violenza e anche, anche se sembra un ossimoro, la “lotta non violenta”. E’ difficile e non è alla portata di tutti. Le guerre sono inevitabili solo se due parti di potere decidono di spararsi addosso. Al giorno d’oggi i nostri governi non sono in grado di imporsi se non con le bombe. Che culo. Ma non era questo il fulcro della situazione e ti ho parlato di pacifismo solo per dimostrarti la stupidaggine di uno che mi dice che tutto ciò che finisce in -ismo lo schifa. Peccato che “individualismo” finisca nello stesso modo e se ognuno pensasse per davvero solo al proprio orticello poveri noi (ciò non toglie che tu sia liberissimo di farlo).

        Poi tu dici: “Allora devo farti parlare con la tizia, che per la cronaca è stata mia professoressa all’Univ e una mia amica è stata sua assistente.
        Ho letto la citazione, sinceramente mi sembra una furbata ecumenica degna dei copywriter del Papa attuale. Ma lo riconosco, sempre meglio così della fulminata che ho citato io. Dico, meglio sembrare furbi e magari un po’ ruffiani che estremisti e fuori di testa. Almeno non spaventa le gente.
        Non credo che il welfare svizzero faccia così schifo. Anzi, ne sono certo, avendo mezza famiglia che ci vive, in Svizzera. Semplicemente a quella non andava di farsi il culo perché essere un topo da biblioteca, cosa che lei è senza offesa, è ben diverso da essere ricercatore. Per carità niente di male, per quanto mi riguarda poteva pure fare la commessa a Zara o sposarsi e farsi mantenere, ognuno fa le sue scelte. Sinceramente come insegnante la vedo bene, molto meglio che come ricercatrice. ”
        E allora di che cosa ti stai lamentando? Che una persona abbia preferito un tipo di lavoro rispetto ad un altro? Io non la conosco come tu ben dici e non posso parlare per lei, ma non mi sembra, allora, che la tua argomentazione abbia a che fare col femminismo (mio o suo), quanto con la persona. Se tu reputi uno che lavora poco un furbetto, probabilmente hai ragione. Più furbo di noi due, sicuramente. Il fatto è che ci sono persone che vorrebbero lavorare tanto, ma a cui l’accesso al mondo del lavoro è ostacolato da pregiudizi di genere o, molto più prosaicamente, dal fatto che per come è strutturata adesso la mole di lavoro che spetta ad ognuno, a noi ragazze tocca circa il 40% di lavoro extraufficio in più. Vuol dire altre 6 ore, dopo che siamo tornate a casa. In Svizzera è lo stesso, non tanto perché non ci siano asili o strutture (per carità è molto meglio la loro situazione della nostra) ma non credere che la mentalità sia tanto diversa. Non è diversa in Cina, non è diversa negli USA, non è diversa a Timbuctù. E non è tanto diversa nemmeno in Svezia. Il bello è che tutto questo non è nemmeno riconosciuto.

        Tu dici: ” Le “stronzate” a cui mi riferivo, dio càn, sono altre infatti. Sono le menate contro i programmi tv, contro Miss Italia, contro le pubblicità sexy, contro i videogiochi, il porno etc Ma c’è pure bisogno di dire che non considero la violenza domestica e la discriminazione sul lavoro “stronzate”? Trovo offensivo anche solo che lo abbia pensato.
        Ah la prostituzione, peccato che siate tutte contro una regolamentazione che quantomeno renderebbe il fenomeno più controllato e cancellerebbe situazioni a dir poco disgustose e fuori da ogni radar. Visto che il proibizionismo non funziona. Non ha funzionato con l’alcol, non funziona con le droghe leggere e certamente non funziona con le mignotte. Il vostro sogno sarebbe di renderla totalmente illegale, di condannare come stupratori i clienti (visto che tali li considerate) e proibire di prostituirsi anche a quelle che lo fanno volontariamente, perché hanno voglia di soldi veloci e saranno un po’ cazzi loro il modo in cui li ottengono, no?”
        Partiamo da un presupposto: non ce l’abbiamo con la prostituzione in sé quanto con lo SFRUTTAMENTO del corpo femminile. Se a sfruttarlo è la proprietaria di quel corpo io ho da ridire solo per un motivo: la presenza di una percentuale irrisoria di escort che si prostituiscono per dei bei gruzzoletti conferisce agli sfruttatori un’arma in più per quella che è una vera e propria tratta di esseri umani e che genera un dolore che non riesco nemmeno ad immaginare. Tu puoi raccontartela come credi, se vuoi andare avanti con la favoletta che se le prostitute pagassero le tasse la crisi italiana sarebbe risolta fai pure, ma ti avverto che è un grosso errore, in quanto la prostituzione è un affare, come dici tu, al pari della droga, Ed anche peggio, dato che una dose di droga una volta venduta è esaurita, mentre una donna no. Quindi, la tanto richiesta “regolamentazione” è solo un favore a papponi delinquenti e mafiosi che speculano sulla pelle delle donne che non sono libere e davvero davvero uno che sembra attento come te è disposto a credere che con l’apertura delle case chiuse ci sarebbero allegri consorzi di ragazze volontarie e felici che si gestirebbero e renderebbero felici i nostri uomini (!!!) invece di rendere gli schiavisti degli imprenditori a tutti gli effetti? Ma per favore. La Germania, paradiso della prostituzione legalizzata, è costretta a fare una corsa indietro per via dell’aumento del fenomeno della tratta e dell’aumento di violenze in quelle case “chiuse” dove nessuno va a vedere. Umanamente, tu te la senti di avvallare una cosa simile perché quattrocento ragazze su quattro milioni devono avere la libertà di fare soldi facili? E se sì, ti chiedi mai come mai la prostituzione è un fenomeno che ha una clientela a larghissima maggioranza maschile, mentre sono davvero poche le donne che pagano una prestazione? Se fosse un “bisogno umano” le clientele sarebbero miste…o no? La prostituzione così come è intesa oggi non è che uno strumento per ribadire che il corpo della donna è un oggetto consumabile. E no, mi spiace, come donna non riesco ad essere d’accordo. Se parlassi con una escort, non le direi mai che non dovrebbe essere libera di fare quello che fa col suo corpo, non è questione di morale. Ma l’etica nel domandarsi che cosa vanno a generare le nostre azioni, ancorché individuali, non dovrebbe mai mancare e non è un fatto religioso né morale. Ancora, semplicemente, è umanità. E, parlando di rapporti umani, vogliamo spendere una parola per questi poveri clienti, così bistrattati da queste cagne femministe che li vorrebbero multare? Il pensiero medio di chi va a prostitute è: “Dio benedica le puttane, perché grazie a loro noi possiamo evitare le noie e le inevitabili rogne che ci costerebbero in un rapporto con una persona che non si fa pagare”. Non scherzo, l’ho letto pochi minuti fa proprio come commento ad un articolo riguardante le olgettine. E ti sembra che questa definizione dia l’idea di un rapporto umano? No, un rapporto umano non significa “tu fai tutto quello che dico io perché io ti pago e quindi di quello che pensi tu non mi deve importare una cippa”. Oltre al fatto che alle prostitute tocca soddisfare soltanto l’egoismo dei clienti, io trovo aberrante salvaguardare il diritto di questi uomini di usare un corpo altrui come nient’altro che uno sfogatoio, privandolo di ciò che ci rende esseri umani, ovvero disfacendosi dei tratti caratteriali della persona usata. E quindi, non c’è tassa pagata che tenga: disprezzo questo tipo di uomini e per me dovrebbe essere su di loro che si puntano le energie, per educarli all’affettività ed anche alla sessualità. Utopia, senza dubbio. Ma se non ci fossero stati sognatori nel mondo, staremmo ancora sulle palafitte. Da ciò puoi intuire perché posso capire l’avversione di molte femministe sul fatto che esistano programmi capaci soltanto di far emergere l’estetica, o che contestino l’uso del corpo femminile in pubblicità ecc. ecc. In Olanda la situazione sarà pure diversa, ma in Italia le uniche due figure in cui la donna può incarnarsi sono l’angelo del focolare (per essere usata tipo colf e magari cornificata) e la “vamp” che però viene additata come prostituta appunto e -benché appaia come ciò che gli uomini vorrebbero – viene anche disprezzata in quanto “facile” ( e infatti “troia” e i suoi sinonimi sono insulti). Ma non lo vedi il serpente che si morde la coda? Onestamente, credo che richiedere una pluralità di modelli che non ci rinchiuda in queste due “correnti” sia il minimo sindacale e il volerci reprimere in questo è segnale che il maschio faccia una fatica atomica a riflettere su come i tempi siano cambiati e su come sia tempo di svegliarsi, che la pappa pronta non c’è più.
        Nessuno ti odia solo perché hai un pene. E’ una vecchia fandonia per screditare il femminismo, il fatto che il femminismo corrisponda alla misandria. Altrimenti, questo post, che lo avrei scritto a fare? Non siamo noi ad incolpare gli uomini in generale, sono gli uomini che non riescono a fare alcun tipo di autocritica, nemmeno quando mettiamo loro davanti cose grosse, come la tratta e la domanda che la genera, la questione del welfare, ed anche le cose che li riguardano come il fatto che anche voi siete molto penalizzati da un canone virile che non corrisponde certo a tutti e che vi descrive vincenti solo se avete i soldi, solo se corrispondete all'”Uomo Che Non deve Chiedere Mai”, solo se vi mostrate avari di sentimenti, cosa che non siete. Feccia un corno, diciamo, noi, noi siamo qui a ribadire la dignità dell’essere come si è.
        E il problema del capo che guarderà il culo alla furbona, è che il capo è nella posizione di poterlo fare e lo fa, avallato da una società che invece di inveirgli contro lo applaude. E che, ad oggi, c’è un 98% di capi che sono uomini. Fai due più due.

      • “Ti smonto” lo dici tu. Ma anche tu non hai replicato a molte cose che ho detto, solo che io non te ne faccio una colpa.
        ” Al giorno d’oggi i nostri governi non sono in grado di imporsi se non con le bombe. Che culo.”

        E’ sempre stato così. Solo che prima del ‘900 non avevano le bombe.

        ” se ognuno pensasse per davvero solo al proprio orticello poveri noi”

        infatti l’individualismo è un’altra cosa. Non c’entra niente con l’egoismo liberista a là Ayn Rand. O se c’entra non è certo in questo che mi riconosco.
        Personalmente, se proprio ti interessa, mi riconosco nell’individualismo umanista di Fromm e Oscar Wilde, mi riconosco nell’individualismo “reponsabile” di Heinlein e Chomsky, nel relativismo di Margaret Mead e sono anche un grande ammiratore della filosofia di De Sade. Se proprio volevi saperlo…

        Infatti, la persona. E le idee compongono una persona. E una professoressa che è arrivata lì come è arrivata, ha piazzato sua figlia senza concorso, fa la superiore con le ragazze che non la pensano come lei e ha trasformato un bellissimo esame in una porcata “gender” degna della peggior Univ pubblica americana, permetti che un po’ me le fa girare?
        La mia amica (quella ex CERN) non è sposata e non ha figli. Per me la sua è solo furbizia. Furbizia che alimenta poi le solite, stupide polemiche sulle donne ricercatrici.

        Sulla prostituzione mi spiace ma sono d’accordo. Però voglio precisare che:

        1) non la considero necessariamente una bella cosa;
        2) non credo che le tasse delle mignotte salveranno il Paese, ma sicuramente aiuteranno e poi almeno si pagano i contributi. Molte prostitute, soprattutto quelle povere, di strada, da “vecchie” fanno la fame;
        3) No. Il favore ai delinquenti lo fa solo il proibizionismo, che tiene tutto nell’illegalità e nella clandestinità. Se non altro con una legalizzazione controllata si eviterebbero situazioni disgustose e rischi sanitari;
        4) Tu dici che gli uomini devono essere educati? Ma dimmi, tu sei davvero convinta che se un uomo sposato o impegnato va a fare sesso a pagamento la sua donna non ha alcuna responsabilità? Nemmeno piccola piccola? E aggiungo, dopo aver vissuto all’estero, che comincio a capire la lamentela diffusa sulle donne italiane. Bisogna davvero cambiare aria per rendersene pienamento conto;
        5) I clienti sono soprattutto uomini per un fatto culturale. In questo devo darti ragione, una donna beccata coi gigolò la fanno a pezzi (in senso metaforico…);
        6) A volte, per governare, occorre prendere decisioni sgradevoli. Spesso la cosa giusta non è la cosa che si fa più volentieri. Serve il pelo sullo stomaco. Pelo che un utopista sicuramente non ha.

        Sulla Tv posso darti anche ragione, ma tutto quello che avete ottenuto è stato “coprire” leggermente le Vamp. Problema risolto, vero?

        Voglio chiudere il flame con una piccola riflessione. Belle parole le tue, ma vediamo qualche fatto:

        Nikola Tesla, inventore geniale. Franz Kafka, genio della letteratura. Giovanni Pascoli, poeta. Giacomo Leopardi, poeta. Immanuel Kant, filosofo, padre dell’idealismo. Isaac Newton, fisico e scienziato.

        Cos’hanno in comune queste persone? Tutti morti vergini o senza una donna.

        War Machine, lottatore professionista. Arrestato dopo aver tentato di uccidere e stuprare la sua ex compagna. Numerosi precedenti per droga e reati violenti.
        Ted Bundy, serial killer. Charles Manson, serial killer. Henry Lee Lucas, serial killer. Angelo Izzo, assassino, stupratore, criminale, neofascista. Renato Vallanzasca, assassino, criminale.

        Cos’hanno in comune queste persone? Popolarissimi tra le donne.

        Non aggiungo altro.

      • Tu non ti riconosci nell’egoismo di Ayn Rand, ma volevi incasellare me nel femminismo di Sex and The City o di qualche altra esaltata americana. Com’è che tu puoi decidere in che cosa riconoscerti e io no?
        Parlare sulla base delle tue esperienze a me va bene, e mi spiace che molte cose ti siano andate male, ma grazie a dio non sei il centro del mondo perciò rilassati e – come da molti post ti si dice – prova a compiere lo sforzo di guardare oltre te stesso. Da tutto quello che scrivi sembra che tu non ce la faccia proprio e questo è demotivante anche per una persona che deve risponderti.
        Come già ti ho detto, quella che tu chiami “furbizia” io la chiamo libertà di scelta. Non credo che, se tu avessi avuto le stesse possibilità della tua amica, avresti voluto qualche ingerenza in qualunque decisione tu avessi preso in merito. Senza che arrivasse il primo livoroso che passa a dirti che sei un “furbetto”.
        Per quanto riguarda la prostituzione, se pensi davvero che è l’illegalità dello sfruttamento il danno, a mio parere non hai la più pallida idea di quello che queste ragazze devono sopportare. Magari fatti qualche domanda in più e ti ricordo che una donna ( un bambino!) non è né una bottiglia di whisky né un pacchetto di sigarette, che la prostituzione non la abbiamo solo in Italia, ma – ahimé – anche nelle altre parti del mondo gli italiani fanno la parte del leone in quanto a turismo a scopi sessuali. Che vuol dire andare in un paese povero, pagare e violentare delle bambine. No, dico, vuoi davvero dare la colpa alle eventuali compagne?
        Ora ti dirò perché la risposta alla tua domanda, cioè se le donne italiane non abbiano delle colpe se i loro uomini vanno a puttane, è un NO grosso come una casa. Se c’è un tradimento, di solito, la responsabilità si va a cercare in qualcosa di irrisolto nella coppia, ma un tradimento presuppone un rapporto umano con un’altra persona. Il tizio sposato che va a prostitute non cerca il rapporto umano. Cerca l’appagamento del proprio egoismo e, talvolta, della propria bestialità. Quanti clienti si sentono che dicono di amare la moglie, ma lo stesso di non poter fare a meno delle prostitute? E le mogli che colpe dovrebbero avere in questo? Per me all’estero ci puoi anche tornare, se le italiane ti snobbano io un’idea del perché me la sono fatta. D’altronde ho sempre pensato che tutti questi italiani che lodano le donne straniere e vanno a cercarsi bellissime ragazze in Bulgaria sono quelli a cui non frega di approfittare della miseria di una ragazza per illudersi di essere amati. Sono uomini terrorizzati, il cui ritornello è “ma le italiane rompono le palle!”, mentre sono loro che hanno problemi relazionali e non lo vogliono ammettere ed allora è più facile farsi accettare da persone che pur di sfuggire alla povertà bacerebbero il rospo. Che tristezza.
        Come triste è il tuo ultimo commento: l’apoteosi di quello che si definisce bravo ragazzo, si chiede come mai non ha una ragazza e quando la sua amica gli preferisce un altro le augura che quest’altro la stupri. Hai toccato il ridicolo, complimenti. Non era facile.

      • Ok… ok… ok… Ci sono dei limiti, anche nel battibecco. Possiamo anche non essere d’accordo, punzecchiarci etc ma queste offese non le accetto. Soprattutto perché io non ho offeso te.

        1) Non accetto, nè giustifico in nessun modo quei porci depravati pedofili di merda che vanno in Thailandia o in Marocco o in qualsiasi altro posto a violentare bambine/i a pagamento. E trovo offensivo che tu abbia anche solo pensato il contrario.

        2) Non sono le italiane a snobbarmi. Vabbè, non tutte almeno. Ho avuto delle storie, cosa credi. Si ok, mi descrivo come uno sfigato, ma nel caso non si fosse capito, la descrizione che faccio di me è molto esagerata e non del tutto aderente alla realtà. Io non andrei MAI in un Paese povero ad approfittarmi di una ragazza affamata. E’ totalmente contro tutto ciò in cui credo. Io ho vissuto in Olanda, non in un Paese povero. Un Paese con un welfare che permette a una ragazza povera di poter campare senza darsi a un cesso venuto da lontano. Un Paese dove una pacca sulla spalla sul posto di lavoro è MOLESTIA. Un Paese in cui le donne quando sentono parlare di “ruoli” e roba simile tirano calci nelle palle. Un Paese in cui la mancanza di rispetto per le donne non è tollerata. Un Paese dove c’è piena parità e rispetto per tutti gli orientamenti. MA ANCHE un Paese in cui le donne non sono sessualmente represse, dove si può discutere e magari litigare, ma non LITIGARE SEMPRE E COMUNQUE, dove se sbagli ti dicono chiaramente, in maniera anche piuttosto rude, che hai fatto una cazzata, senza i giochetti tanto cari alle italiane. Dove le donne sono interessanti e hanno hobby interessanti e non ti rompono con la loro famiglia. Si ok, sono toste, ma vuoi sentire? Preferisco. Meglio una donna così, una che fissa paletti molto chiari, che una scassacazzo italiana senza interessi, scialba, litigiosa, immatura, che pesta i piedi per essere “rispettata” e poi ti dice che devi “fà l’omo”. Con una olandese mi sono trovato benissimo, anche se per poco tempo.

        3) Questa cosa mi ha fatto letteralmente incazzare. Non ho mai augurato una cosa del genere a nessuna ragazza che mi ha rifiutato. (Al massimo le ho augurato le corna…) Mai. Anche se una mi rifiuta, comunque non sopporterei MAI che le accadesse qualcosa di brutto. Dopotutto provare qualcosa per qualcuno significa questo, no? Ho scritto quella cosa per sottolineare, ma forse devo essermi espresso male, che spesso le donne scelgono male. Voi femministe dite che dobbiamo essere “rieducati”, ma non avete mai pensato che forse forse molte donne non sono brave a scegliere l’uomo? Che guardacaso uomini orribili e violenti non restano quasi mai soli. Ora, capisco che magari tipi come Kafka e Leopardi non sono esattamente il sogno di ogni donna, ma, cazzo, qualcuno mi può spiegare come fa una donna a mettersi con un animale come War Machine? Com’è possibile che una donna ricca e intelligente abbia sposato un mostro come Angelo Izzo? E in scala ridotta, perché le donne continuano a mettersi con teste di cazzo violente e possessive?
        Questo volevo dire, non augurare il male a chi mi rifiuta. Sinceramente ho trovato molto offensiva la tua risposta. E comunque non sono il classico “bravo ragazzo”…

      • Mi fa piacere che tu ti sia offeso, non perché intendessi offenderti, ma perché hai scritto esattamente le stesse cose che mi scrivono le persone ho descritto e perciò – mi spiace – ma devi essere tu a dirmi che sei diverso. Il Femminismo sono DECENNi che combatte per un cambiamento nell’educazione, anche femminile. Ma ciò che manca è l’autocritica maschile, perché – parliamoci chiaro come con le olandesine – i giochetti di cui parli non sono giochetti, sono i tentativi di aggirare le vostre resistenze a non avere più la compagna che è mamma-colf-sexystar. I tentativi di definire VOI cosa deve è femminile e cosa non lo è. E i modi in cui voi stessi tentate di “punire” le voci fuori dal coro. Una donna si mette con War Machine perché molti uomini orribili sono dei fantastici manipolatori. Perché lei si fa di lui un’immagine che non corrisponde alla realtà. Viene educata da tutto ciò che ha intorno che, grazie al suo amore, lui cambierà e che se lui non cambia è perché lei non lo ama abbastanza. E ogni volta che lui la picchia, le chiederà scusa e lei penserà che sia romantico, perché in fondo l’amore è sacrificio…no? Non la pensi così? E allora come mai quando le femministe criticano le disparità di educazione delle bambine, la scarsità di modelli di riferimento che si discostino dalla “principessina disney”, il fatto che una donna deve essere vista diversamente dalla mamma, dalla velina o da quella cosina romantica a metà tra un uomo e un bambino…hai anche da ridire? A me importa relativamente cosa sei tu. Posso interagire con te solo attraverso commenti di questo tipo, perciò sono esclusivamente quelli che critico, perché mi sembrano molto confusionari, anche se citi filosofi ed autori. Hai mai pensato che forse Kafka e Leopardi avessero problemi relazionali? Uno può essere un genio, ma lo stesso non riuscire ad interagire col prossimo.

      • Da ridire? Tu dici? La Zanardo e la Boldrini hanno fatto un tale macello per ottenere cosa? Le veline più coperte? Non mi sembra che la Tv ITA sia tanto migliorata. Si è imbacchettonita ulteriormente, tutto qui. Toh adesso due tette in Rai devono sembrare un incidente da ballo. E’ proprio questo che mi fa storcere il naso: si fanno solo cose di facciata, si rompe con la pubblicità dove sta la mamma che serve a tavola, si toglie Miss Italia dalla RAI, ma alla fine questa grande pluralità di modelli non è che si veda eh. E’ tutto uguale a prima, con le gonne più lunghe. Tutto più bacchettone e democristiano.
        Era questo lo scopo?
        Va bene, qui non ci si capisce. Ti porgo comunque la mia mano, anche se la pensiamo diversamente (ma non così tanto come credi) comunque ti considero un’ottima interlocutrice e una degna “avversaria”.

      • Quindi riduci tutto al fatto che – accidenti – non riesci più a vedere le cosce delle letterine? Il problema sollevato da Zanardo e Boldrini è rilevante: le cosce e le tette delle vallette sono talmente prominenti nel panorama televisivo italiano da “oscurare” tutto il resto. Implementano l’immagine della ragazza carina e possibilmente muta e si incanalano nel tanto vituperato modello unico. Nessuno ce l’ha veramente con le Veline e le loro consorelle, ma crediamo che le ragazze italiane meritino di più. Certo, si era tanto abituati a produrre programmi in cui bastavano tette & culi per fare audience che il livello delle idee è finito giù dal cesso. Ben venga un nudo, quando non è strumentalizzato al solo uso dello sbavazzamento maschile. Peccato che quando succede allora è un nudo da censurare (NB: su Facebook, per esempio, esistono tranquillamente pagine poco meno che pornografiche con immagini ultrasexy, ma viene censurata l’immagine di una donna che allatta). Le donne non si vergognano del proprio corpo, ci vergogniamo di come viene usato, perché ci espropria della parte più importante di noi, che è la personalità. E da questa, che sembra una piccolezza, vengono tanti tanti problemi: l’accettazione di sé, la scarsa autostima che fa finire in rapporti sbagliati, la depressione, l’ansia del multitasking per cui se non corrispondi ad un canone di super-donna-madre-e lavoratrice sei una fallita…il bullismo deriva da tutto questo e investe anche il mondo maschile. Quindi, né Boldrini né Zanardo si battono per stronzate. Solo che fa tanto comodo al popolino mostrarle come “bacchettone”, perchè…dacci oggi il nostro culo quotidiano, amen!
        Io non ho l’impressione di non capirti, né di non farmi capire. Solo che – come spesso capita – le posizioni sono distanti. Il blog è qui praticamente apposta per stabilire qual è la mia.🙂

      • In sostanza a te sta bene non aver ottenuto comunque nulla di significativo, perché la logica della Tv ITA non è cambiata per niente. Tranne nel coprire un pochino le sgallettate.
        E comunque no, per me non è una sofferenza. Delle cosce delle Veline non ne ho bisogno. Tra l’altro, “Velina” è una parola orribile, del ventennio fascista. Non mi è mai piaciuta. La Tv non la guardavo prima, figurati adesso. Non è voglio “ridurre”, a questo o quello, è che io vedo i risultati, non le intenzioni o le ideologie.
        Senza rancore.

      • Se mi stesse bene non aver ottenuto nulla non sarei qui ancora a parlarne. Non farei il tipo di volontariato che faccio, e non esprimerei le idee che esprimo. La bacchetta magica non ce l’ha nessuno. Di certo non è rifugiandosi nella critica ad oltranza che le cose si cambiano: ci si può solo rimboccare le maniche e fare qualcosa almeno nel proprio piccolo. “Io guardo il risultato” è lo slogan di una casa di cosmetica. Il problema è che per arrivarci, al risultato, bisogna intraprendere un cammino e questo, grazie anche a resistenze che sfiorano l’ottusità nelle teste delle persone, è lungo e faticoso.

      • Grazie per l’ottuso.😀

      • Quello te lo sei detto da solo!

      • Si, certo😀

    • Giusto per avere un altro punto di vista , maschile.
      Sono un uomo femminista, perchè non giudico a priori uomini e donne per il ruolo che impone a noi la società.

      Vedo i danni del machismo e della dicotomia santa/puttana quanti danni fa a uomini e donne e si: so benisimo che uomini e donne sanno essere dei grandissimi stronzi/e.
      E allora?
      Il femminismo nasce e vive, come ideale se non altro, per eliminare le disparità di diritti e doveri e mandare a monte il machismo e porcate varie.

      Esistono donne che si definiscono femministe, e sono delle malate mentali? Ovvio che si.
      A secondo degli ambienti, mi giudicano una persona tollerante e di sincera convinzione, mentre in altre del misogino maschilista di merda che si infiltra per seminare zizzania.

      La realtà non è fatta di un unica serie di divisioni: ci sono gruppi di DEMENTI e IPOCRITI in QUALSIASI GRUPPO.

      Rispondi
      • Perfetto: non sai come ribattere e ti rifugi nella difesa estrema degli incapaci e insicuri.
        Non rispondere alle affermazioni e fare le pulci sulla grammatica🙂

        Ora ti dico di cosa mi occupo io🙂

        Dei diritti di persone omosessuali e transessuali, ho finito pochi mesi fa un corso su stalking e mobbing e sul pacchetto della Diossologia: la scienza delle persecuzioni.
        Sono un laureando in psicologia, pro choice , per la legalizzazione delle droghe leggere e del diritto all’eutanasia.

        MI preoccupo che noi uomini non abbiamo diritto alla tenerezza e alla Paternità mi preoccupo del bullismo delle scuole e dell’integrazione razziale.

        Dei militari e delle cariche pubbliche che devono nascondere il proprio orientamento sessuale, del razzismo in base al colore della pelle che tutt’ora permane.

        Questo è il mio “odio” per gli uomini e l’umanità in generale.
        A parte scrivere che le “donne femministe sono tutte cattive” , tu nella vita …per la società che minchia hai mai fatto e fai?

    • E per l’amor del cielo, prova anche a fare un esame dei clichè che hai tu fradici in testa Calamity: secondo te io odio gli uomini o il mio pene?
      Sono etero per tua informazione, in caso vuoi fare battutine ;

      Onestamente non ho la pazienza dell’autrice del blog, ma detesto l’ipocrisia: tu che dici di essere contro tutto, che c’è falsità ovunque, pensa a guardarti allo specchio.
      Pensa a fare anche un po di autocritica, perchè hai tanto materiale qui che mostra UN ALTRA realtà che non collima in tutto e per tutto con la tua.

      Ma è molto più facile rimanere ancorati ai preconcetti e alle esperienze passate che dare una svecchiata ai neuroni.
      Vuoi pensare che il femminismo è fatto da donne cattive che odiano gli uomini?

      E sticazzi, mica ci fai un favore a riconoscere un altra realtà: il favore lo faresti a te stesso semmai.

      Rispondi
      • “Sono un uomo femminista”

        Ti ringrazio per i trenta minuti di risate che mi ha scatenato questa frase. Sul serio, ne avevo bisogno.

        Gli uomini che odiano gli uomini. Wow. Il top del top dei raggiungimenti della cultura Occidentale. Insieme al porno furry e ai breathariani.

        Ah, e UN’ALTRA si scrive con l’apostrofo.

      • Davvero non sapevi dell’esistenza di una marea di uomini femministi? Gioia, ma tu devi ripartire dalle basi!!!

        Poi va be’, vedo che probabilmente non leggi quello che scrivo, perché se stai ancora a “il femminismo = misandria” o lo fai apposta, o, appunto, non hai letto, oppure c’è un misterioso microchip nel tuo cervello che censura quello che non vuoi sentirti ripetere.

      • Cioè, per ergerti su di me mi hai appena squirtato tutto quello che fai?
        E io sarei quello insicuro?

        Guarda, preferisco restare anonimo in quello che ho fatto e in quello che faccio, nelle associazioni di cui faccio parte (ebbene si…), perché preferisco essere amato (o più realisticamente, odiato) per quello che sono. Non per le cose di cui mi bullo.
        Ti preoccupi di bullismo, ma che ne sai? Non sei nemmeno laureato, mica sei un educatore con esperienza. Suppongo ne abbia subito molto a scuola… esperienza sul campo?
        E comunque, se proprio vuoi saperlo, io ho passato quasi trent’anni di vita a combattere combattere combattere per quello in cui cred(ev)o. Passare una vita a combattere in questo Paese ti rende duro, cinico, amaro. Questo lo ammetto.
        Ma a differenza di molti altri, io lottavo perché ci credevo, perché volevo davvero che le cose fossero migliori, non per compensare le mie insicurezze. Chiaro?

      • Poverino, ti sent pizzicato 🙂
        Mentre tu parli a vanvera di cose che non conosci, come il femminismo, e parli delle tue piccole picine esperiene delle brutte donne cattive che fano le furbe.

        Mi spiace ma la mia auostima non la puoi nemmeno sognare: non sono io quello che ride in faccia ad una persona perchè diversa da se stessa.

        Sul fatto che sei odiato, non lo metto in dubbio visti i tuoi modi : c’è un limite alla sopportazione umana e tu fai di tutto per ridurla all’osso.
        Problemi tuoi e di chi deve avere la disgrazia di sopportati purtroppo.
        MI hai accusato di essere una persona che odia gli uomini e ti ho spiegato perchè hai sparato una cazzata.
        Sulla mia formazione: accidenti, che ne posso sapere io dopo i laboratori, gli interventi di esperti, le lezioni… e vabbeh.
        Ma ovviamente tu sai tutto e ami fare il leone da tastiera🙂 senza nessun titolo, pontificando su chi invece si è fatto una istrzione apposita.

        Ripeto quello che ho detto: hai avuto ampio materiale er riflettere, e per crescere un poco oltre i tuo orticello “buhaaaha le donne sono cattive, cattivecattive, la mia vicina di casa è una strega!”

        Ti auguro di rinascere donna in Italia, e di vivere in un famiglia cattobigotta : forse cosi provandola sulla tua pellaccia otterrai il dono della comprensione.
        Tanto sarà una pacchia no?😉

        Ho sprecato abbastanza tempo, utile più per chi legge che potrà farsi un opinione, che per una testa di marmo placcata di titanio come la tua.

      • Eccerto, due corsi, quattro esami e ta-dà! Ho imparato tutto su questioni complesse e delicatissime, che risultano difficili anche per chi ci sta dentro da anni.
        Sinceramente non vedo molta autostima in uno che fa il Paladino per salvare la donzella dal cattivissimo drago maschilista.
        L’unico uomo femminista degno di rispetto è Ian Astbury. Punto. (Guarda caso, però, non ho mai conosciuto una fan dei The Cult ma decine e decine di fan di Guns’n Roses e Motley Crue, band apertamente misogine…)
        Ah certo, o si è zerbini o si è odiati, giusto?
        E tu che ne sai? Sei forse una donna? Non lo sai tu come non lo so io.

        E aggiungo un’ultima cosa: io sono di mente aperta, molto più di quanto mi abbia dipinto tu. Ma se il tipo di uomo “femminista” corrisponde a te, non ti stupire che il femminismo sia inviso a tanti uomini. Nessun uomo, per quanto aperto e paritario vuole essere così.

      • Per me puoi continuare all’infinito, anzi grazie: mostri perfettamente cosa c’è di sbagliato e infantile nel NON essere femminista.
        Non ho mai detto di essere esperto, ma di essermi voluto preparare in tale tema e che agisco in tal senso.
        Non sono io ad aggredire le persone senza nessun costruttoe poi agitandomi come un bambino perchè “non sono compreso”.

        E non sono io a dare motivazione ad ogni azione e pensiero in base al tornaconto sessuale come stai facendo tu.
        Quindi, continua pure a dare triste spettacolo di cosa significa avere pregiudizi, ancorarsi a esperienze personali e rifiutare sistmaticamente ogni prova contraria presentata.
        Ci sei utile, grazie.

  4. Spostata da enne anni. E femminista dalla culla (ma l’ho scoperto da grandicella). E mio marito è più femminista di me😀

    Rispondi
  5. Ciò che avete scritto sono scemenze prive di un benché minimo senso logico e reale .
    La regola generale è questa : le donne femministe odiano gli uomini e hanno comportamenti asociali con il sesso M e queste donne femministe con i loro comportamenti da femministe maniache pericolose fanno scappare via a gambe levate qualsiasi uomo che gli si avvicina perciò queste donne femministe -maniache inevitabilmente restano zitelle a vita .
    Ci sono delle eccezioni ma non sono né la regola né la norma .
    Anni fa ho conosciuto ben 3 femministe dichiarate in due luoghi differenti e con il gruppetto di femministe sfegatate stranamente abbiamo scambiato 4 chiacchiere da vecchi amiconi e ho fatto pure colpo su tutte è tre le ragazze .
    Le prime due femministe sfegatate ufficialmente maniache che odiano gli uomini appartenevano al movimento lesbiche femministe è le trovate simpatiche e si comportate benissimo entrambe le ragazze con me .
    Un “altra donna femminista era una turista USA appartenente alle Pantere Rosa di cui si vantava di appartenere poiché pensava che non sapessi nulla di cosa fossero le Pantere Rosa .
    Ed è rimasta molto sorpresa la donna USA quando gli ho comunicato che ben sapevo cosa fossero le Pantere Rosa anche con lei il ghiaccio si è rotto subito .
    Purtroppo in tutti i due i casi di questi miei strani incontri casuali con donne femministe sfegatate che però erano socievoli normali e molto corrette non ho mai potuto approfondire il discorso .
    Non abito negli USA né frequento ambienti Universitari italiani .
    Queste però sono solo eccezioni rare che non confermano una regola generale .
    P.S.
    Personalmente tutte le ragazze o donne stronze ,maleducate ,asociali che senza motivo mi hanno offeso le ho sempre mandate a cagare perciò ho la fama di colui che odia le donne !
    Però tutto ciò non è vero !

    Rispondi
  6. Se tutte le donne femministe fossero donne serie e a posto da amare è da sposare subito non ci sarebbero in Italia tante donne zitelle libere né ci sarebbero molte donne divorziate che saranno future zitelle !

    NOTA BENE : : la donna zitella o single se supera i 30 anni di età è estremante logico e ovvio che questa donna resta zitella o single perché ha qualcosa che non va !
    Non è affatto normale che una donna possa restare zitella se è una persona a posto !
    Le donne non fanno nessuna fatica e nemmeno devono farsi avanti nel cercare di conoscere qualche uomo .

    Rispondi
    • Sei il motivo per cui scrivo questo blog. Ma sei serio???😀

      Rispondi
      • La realtà dei fatti è questa !
        (Con le ovvie rare eccezioni che ci possono essere ).
        Se a voi donne non vi piace che qualcuno osi divulgarla perché vi infastidisce quello è un “altro paio di maniche .
        Si seria e non arrabbiarti !
        P.S.
        Sono solo fatti reali che chiunque può constatare di persona se vuole farlo .

      • Scusami, ma non ci riesco a essere seria quando leggo le cose che scrivi. E sono stata gentile, chiamandole “cose”. Penso che la realtà dei fatti sia molto diversa da quella che dici, ma oh, se sei convinto te…chi sono io per farti cambiare idea?😛

      • E’ riuscito a far ridere pure me, non ho voglia manco di rispondergli😄
        Porino, un altro che ci avrà provato con le “donne cattivissime”: una valanga di risate😄

  7. Poverini quanto mi dispiace che vi siate arrabbiati ?
    Mi diverto un mondo a far polemiche giuste e a far arrabbiare qualche cretinetti quando leggo idiozie folli è assurde qua è la in internet !
    Spazio da settore ad un “altro completamente diverso e faccio sempre arrabbiare qualche fanatico\a folle .
    Sono un vero guastafeste è mi diverto un mondo !

    Rispondi

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