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Come ti diffamo un movimento con un minimo sforzo.

Volevo sorvolare sulla vicenda, ma sono troppe le volte in cui mi sono trovata ripetere che il movimento femminista non è composto da donne che odiano gli uomini, ma da donne E uomini che odiano le ingiustizie quotidianamente perpetrate sul genere umano in forme differenti e che, purtroppo, nella maggioranza dei casi vanno a limitare la libertà femminile.

Scorrendo le notizie, mi trovo sulla home un articolo di Leggo.it, con l’immagine di una ecografia. Questa immagine:

Leggo

L’articolo recita (copincollo): “Scopre di aspettare un bambino ma sceglie di interrompere la gravidanza proprio perché è un maschietto. La decisione choc è stata presa da una blogger che ha deciso poi di condividere il suo pensiero con la rete.
La donna ha premesso di aver sempre avuto brutte relazioni con il sesso maschile, si è definita una femminista e non avrebbe tollerato la costante presenza di un maschio nella sua vita.
Quando la donna ha scoperto il sesso del bambino, dopo una fecondazione volontaria e consapevole, ha ammesso, come riporta la stampa inglese: «Ero sotto choc, ho pianto e ho maledetto il mondo per quanto mi era accaduto». La donna era terrorizzata dall’idea di portare in grembo un mostro, un uomo, così ha interrotto la gravidanza. La femminista ha poi ammesso di voler riprovare ad avere un bambino, ma specificando: «Se dovesse ripetersi l’episodio, sono pronta ad abortire di nuovo».”

Ho letto l’articolo in inglese ed il tono è differente: tanto per cominciare la parola “femminista” è scritta tra virgolette, proprio a voler sottolineare che la donna si è definita tale. Vi è inoltre la frase :

She also claims to be a feminist, fighting women’s rights ‘to the point of eschewing a career’.

But from her writing – if what she’s saying is actually true – she appears to be something of a misandrist.” (Lei dichiara di essere femminista e di combattere per i diritti delle donne al punto di compromettere la propria carriera, ma da ciò che scrive – se ciò che dice è vero – sembra essere piuttosto affetta da misandria.

Il giornalista inglese ha ben chiara la differenza.

Quelli di Leggo no. Evidentemente.

Sembra, anzi, che non vedessero l’ora di poter sputare addosso a tutte le femministe prendendo a pretesto l’azione di questa donna. E quale ghiotta occasione di attirarsi un po’ di like rispettivamente da: associazioni di padri separati (in effetti questo articolo starebbe benone sulle centinaia di loro pagine fake), anti-abortisti, anti-femministi, MRA e compagnia cantante? Quale modo più subdolo di un titolo simile per instillare in centinaia di menti (disinteressate, o un po’ superficiali, o semplicemente prive del tempo necessario per approfondire) che la parola “femminista” corrisponde ad una donna che odia gli uomini al punto da abortire il frutto del suo grembo?

Vorrei ricordare a queste persone che, tanto per dirne una, è il Movimento Femminista che si è sempre battuto – SEMPRE – contro l’aborto selettivo. E che  – ahimé – l’aborto selettivo ha sempre riguardato sistematicamente SOLTANTO le bambine. Milioni, nel mondo, al punto che ad oggi un corrispondente numero di uomini – cinesi ed indiani soprattutto – si trova in sovrannumero.

Dopodiché parliamone pure.

…EH NO, NON C’E’ MOLTO DI CUI PARLARE PERCHE’, MENTRE SCRIVO VIENE FUORI LA NOTIZIA CHE IL BLOG DA CUI SAREBBE TRATTA LA VICENDA E’ FALSO. QUINDI, DOPPIAMENTE EMERGE LA MALAFEDE NEL VOLERCI SCREDITARE A TUTTI I COSTI.

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  1. Fermate il mondo voglio scendere! -.-

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  2. chissà perché il finale (blog falso) non mi ha minimamente stupito

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  3. Molto probabilmente la notizia origina dal Secolo XIX di Genova, oggi pare accadere così, e non è la prima volta che vengono date notizie false, tendenziose, travisate, “morbose” e altamente di parte … accadrà ancora (?) Meditiamo😉

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  4. Del resto, viviamo in un Paese che sta rinunciando (sempre di più) alle sfumature (importanti!) della propria lingua: femminismo e misandria sono termini ben distinti – a patto che si voglia (o si sappia) utilizzare la lingua con onestà intellettuale e consapevolezza.
    Le parole sono importanti, si diceva. Certo, perché sono lo specchio della mentalità dominante.

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