Feed RSS

Jamaica: One Love 3

La cosa che mi piaceva di più quando ero in Jamaica era stare a mollo, anche se sono il tipo a cui viene freddo quasi subito. Devo però dire che più di una volta mi sono meravigliata di quanto fosse spettacolare fare il bagno in un’acqua che sembra davvero fatta di pietre preziose nella sua limpidezza.

Ciò che ho trovato di davvero mutevole è stato il tempo. Non c’è stato giorno in cui non si rannuvolasse e allora se eravamo in spiaggia anche il mare prendeva i toni del grigio e del blu cobalto. Ma poi il sole spunta sempre dopo un poco, caldissimo, e l’acqua è come se si accendesse da sotto, diventando turchese e azzurra. E’ un effetto visivo mozzafiato, che tuttora mi manca.

Nell’unico giorno di pioggia vera (scrosci con gocce che sembravano  secchiate), è stato Enrico a venirci in soccorso: doveva andare a fare la spesa a Kingston, sei ore di macchina tra andata e ritorno. Si trattava solo di andare al supermercato, ma anziché rimanere ad annoiarci, abbiamo accettato ed abbiamo fatto la cosa giusta, infatti questa gita si è rivelata una tra le giornate più interessanti, sia per l’ambiente che per la compagnia.

Tanto per cominciare, a circa metà strada ha smesso di piovere.

Secondo: Enrico è una persona per me estremamente interessante. Condividiamo l’interesse per il Giappone, per alcuni aspetti di giustizia sociale, per alcune visioni della politica e della vita (mi pare). Abbiamo parlato tanto, d’altronde i viaggi in auto servono anche a questo. Ovviamente ha soddisfatto le nostre curiosità su una scelta di vita che ai nostri occhi appare piuttosto radicale. Mi è apparso una persona che ha perseguito i suoi sogni, ne ha avuto il coraggio e, nonostante non sia tutto rose e fiori, li sta vivendo. C’è qualcuno che può dirsi più fortunato? Da ammirare sotto diversi aspetti, secondo me. (Ma ora la smetto, se no poi sembra che  voglia sviolinare. Però vi rimando al suo blog: mi ha promesso che tornerà ad aggiornarlo, quindi mi aspetto che lo faccia!).

Terzo: quella che doveva essere un semplice “fare la spesa” si è rivelata una super gita. Enrico è un dj reggae di una certa levatura. Non so se ho capito bene, ma quando era in Italia si dedicava anche a promuovere questo tipo di musica. Quindi molti suoi amici sono “spacciatori di vinili”. Eh eh, uso questa metafora perché credo che in ogni cantina jamaicana ci sia una scatola di 45 o 33 giri che per loro valgono poco, mentre per alcuni sono tesori.

Enrico ci ha portati senza troppe esitazioni nella Down Town di Kingston, dove vive un suo amico giapponese da cui, appunto, compra spesso dei dischi. Il tizio, vive in una sorta di soffitta incasinatissima, non è stato per niente stupito del fatto che io potessi parlare un po’ della sua lingua, ed è stato molto gentile nonostante la mia scarsa pronuncia.

La cosa che più mi ha colpita, però, è stata la passeggiata che abbiamo fatto in sua compagnia: tutte le guide dicono che è meglio, per i turisti, non avventurarsi nella Down Town. Capisco il motivo: per carità, nessuno ci ha sfiorati, non è successo nulla, ma si avverte l’atmosfera e personalmente mi sono sentita come  in un posto che non è il mio. In realtà, di giorno non c’è nulla di così pericoloso se non sfoggi un rolex e fingi di sapere dove andare. Ma non consiglierei questa esperienza senza una guida. Diciamo che, anche se avevo vestiti modesti e nessuna borsetta, certi sguardi mi sono rimasti un po’ appiccicati addosso. Magari era solo per curiosità verso la mia pelle bianca, ma non ci giurerei.

Sì, c’è COSI’ TANTA gente.

Lasciato il nostro amico giapponese, siamo andati nell’Up Town, perché a questo punto Enrico aveva deciso di recuperare il suo regalo di Natale, un vinile piuttosto raro che si trovava presso il negozio di un altro suo amico. Ci ha portati dunque in un negozio-studio di registrazione. Il sogno di ogni appassionato, credo: corridoi strapieni di dischi (credo fossero più di 300.000), dischi ovunque. E nell’ufficio, Lucas un ragazzo di origini italo-svizzero-haitiane con i rasta fino alle ginocchia. Pure belloccio, la dico tutta anche se mi prenderanno in giro!!!😀 Mi ha colpita moltissimo per la gentilezza nei modi, per la pazienza che ha avuto a far ascoltare a Lui i dischi che voleva comprare (nella moltitudine dei suoi interessi, Lui colleziona vinili. Ve l’avevo già detto che gli piace il vintage se no con me che ci starebbe a fare, scusate?). Dopo un’ora e mezza buona spesa in questa sorta di tempio della musica abbiamo dovuto cedere ed andare a fare la spesa, anche perché stava venendo sera!

Siamo dunque passati in questo immenso supermarket di stampo americano, dove solo chi ha la tessera può fare la spesa perché si compra all’ingrosso. Qui c’è di tutto ed i prezzi sono altissimi. Infatti, sono rimasta sconvolta quando ho visto il prezzo della pasta Barilla, che Enrico utilizza per il suo ristorante e che fa pagare in modo contenuto. Probabilmente, l’avidità non è tra i suoi difetti.

Noi abbiamo comprato alcune bottiglie di vino cileno e della California e dei biscotti. E lo stesso ci siamo svenati, ma ne è valsa la pena!

Siamo usciti dal supermarket che era ora di cena. Ci siamo perciò risolti a mangiare qualcosa in città e già che c’eravamo abbiamo richiamato Lucas, dato che eravamo in zona. Siamo andati in un locale in stile America anni 50 che serviva dei discreti hamburgers. Tra una chiacchiera e l’altra si sono fatte le dieci e allora che facciamo? Non ce lo facciamo il bicchierino della staffa? E certo che ce lo facciamo. E via, in un bellissimo ed elegantissimo locale poco distante, a raccontarci aneddoti davanti ad un rhum&Pepsi  (ché la Coca Cola laggiù non è molto di moda).

Siamo arrivati a Long Bay che albeggiava, dopo un viaggio fatto di risate, nebbia, storie di fantasmi e cani che spuntano all’improvviso tentando il suicidio sotto le ruote e facendo prendere un coccolone a tutti…fossero così tutti i giorni di pioggia!!!

Foto di travelblog.org che ringrazio.

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: