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E tu quando hai smesso di credere a Babbo Natale?

ATTENZIONE:

questo post è ad alto contenuto felicino-natalizio. Consiglio a chi pensa che il Natale sia una cosa a caso tra: trionfodelconsumismo,festadeprimente,festadichiesaperciòbléperòlevacanzemelefaccio, momentoperpensareaquantotuttisonoipocriti,trionfodelbuonismosterile ecc. ecc. di tornare domani.

Detto ciò, ieri sera ero a cena dai miei e si parlava, tra le varie cose, di come prepararci a questo Natale, ricordando quelli passati – moooolto passati – in cui io ero così piccola e innocente che credevo ciecamente a Babbo Natale.

Oltre all’operazione nostalgia – i miei assumono sempre un’espressione di dolcezza e un po’ di rimpianto quando si ricordano lo scalpiccio dei miei piedini alle 4 del mattino e la mia vocina che chiamava mia sorella quando vedevo l’albero illuminato e i pacchi sotto – si parlava di come in questi giorni sia divenuto di moda evitare di far credere ai bambini l’esistenza di Babbo Natale.

Certo, mentire loro dicendo che esiste un signore buono che osserva il loro comportamento e alla fine li premia se sono stati bravi e obbedienti è davvero fuorviante per le loro piccole menti…ehmmm.

Scherzo. So per certo che ogni genitore crede di agire per il meglio, però devo ammettere che a me rattristano un po’ quei bambini di 4 o 5 anni che già non credono più nella magia. E mi sono sempre stati sulle balle quei bimbetti che ti si avvicinano mentre tu pettini i mini pony all’asilo e con fare saputo ti dicono: “Ma tu sei piccola! Credi ancora a Babbo Natale? Guarda che Babbo Natale sono mamma e papà!”

Piccoli stronzi.😛

Ok, la realtà è quella, ma c’è proprio bisogno di infrangere i sogni altrui? C’è davvero gusto in questo tipo di cinismo?

Io non l’ho mai capito.

E, soprattutto, secondo me un bimbo che non crede mai a Babbo Natale si perde qualcosa. Andare a scegliere un giocattolo con mamma e papà sapendo che se potranno te lo compreranno non è come scrivere con il loro aiuto una letterina, tutto trepidante, immaginando elfi indaffaratissimi, renne scalpitanti, neve che cade su una piccola casa della Lapponia…e poi un volo in una notte gelida, un volo che sfiora tutto il mondo, ogni porta, ogni bimbo buono e lascia un premio tanto a lungo desiderato. Un bambino che non crede a Babbo Natale non si sveglierà mai col batticuore in piena notte, perché ha sentito spacchettare, non proverà mai a cogliere sul fatto il grande signore vestito di rosso col desiderio di abbracciarlo e dirgli grazie, grazie, grazie!

E non crediate che i genitori perdano molto. Perché poi si cresce. Quel sentimento, quel grazie, resta nel cuore anche molto tempo dopo che quei sogni di elfi e renne sono sopiti.

E’ bello poi capire che possiamo essere Babbo Natale uno per l’altro. E a volte non serve nemmeno aspettare Natale.

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  1. Ah come ti capisco, vorrei quasi crederci ancora a babbo natale! Poi io penso che un pochino si divertano anche i genitori a fare tutta la messa in scena e tornino un po’ bambini anche loro con questa “missione segreta “

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  2. Io da piccola non credevo a Babbo Natale, ma a Santa Lucia. Dalle mie parti tradizione vuole che sia lei a portare i regali. Per me è stato un periodo veramente magico, però quando i miei genitori mi hanno detto la verità (che avevo già cominciato ad intuire…) verso i nove anni, mi sono sentita veramente tradita. E’ stato orribile. Per questo ho riflettuto a lungo se continuare questa tradizione con mio figlio, oppure no… Non sono ancora giunta ad una risposta, ma per fortuna ho tempo, dato che il mio bimbo ha solo 11 giorni! In tutti i modi, ritengo che il Natale, per chi crede (non per chi si dichiara ateo tutto l’anno ma poi si gusta volentieri le feste…….) sia comunque magico, anche senza Babbo Natale o Santa Lucia. A prescindere dai regali, spero di riuscire a trasmettere a mio figlio questa magia, a insegnarli che il Natale non è la festa del consumismo, del cibo o di chissà cos’altro, ma della speranza e della bontà.

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  3. io sono di una generazione ancora precedente quando i regali li portava Gesù Bambino. Ma il sistema era più o meno simile. Si scriveva una letterina con i regali che si desideravano e si metteva sul davanzale della finestra; ci avrebbero pensato gli angioletti a portarla al Bambino Gesù. Ricordo che il più grosso dispiacere e delusione lo ebbi quando, aprendo per caso la borsa della mamma, ci trovai la letterina di quel Natale😦

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