Feed RSS

Maleficent, di Robert Stromberg

Dopo queste giornate “intense”, ho proprio voglia di parlare di qualcosa di un po’ leggero. E quale occasione migliore di una delle mie “recensioni inutli”, ovvero il commento ad un film che tutti hanno già visto?

Su “Maleficent”, che vuol essere una rilettura in live action del classico Disney “La Bella Addormentata nel Bosco”, ho letto opinioni abbastanza discordanti: c’è chi l’ha trovato una boiata pazzesca e chi invece l’ha amato.

Io appartengo alla seconda categoria. Diciamo che se Angelina Jolie non è mai stata nella mia top ten di attrici per cui strapparmi i capelli, con questa pellicola ha scalato rapidamente la classifica.

Non che non ci sia qualche incongruenza. A partire dal nome della protagonista: una fata così bella, coraggiosa e virtuosa che si chiama Malefica fa domandare cosa aveva fatto di male ai suoi genitori, ma va be’….una ci passa sopra.

Nel film, dunque,Malefica non è una vecchia strega invidiosa, ma una fata di incomparabile potere. Vive nella Brughiera, un’enorme foresta piena di creature magiche e meraviglie, che confina col regno degli uomini. Possiede una bellezza selvaggia e non convenzionale: ha infatti un corpo di donna bellissima dotato però di corna ed ali che le permettono di innalzarsi nell’alto dei cieli in una felicità senza limiti, ma anche di essere veloce e piombare sui nemici con la furia di un tornado. Si intuisce, infatti, che Malefica sia nata per difendere la Brughiera grazie ai suoi poteri e per esserne l’anima e la condottiera.

Qualcosa si incrina quando, dal vicino regno degli esseri umani, arriva Stefano. Stefano è poverissimo, arrabbiato e molto impaurito. All’inizio tra i due è scontro, ma poi Malefica comprende che il ragazzo sta soltanto soffrendo, perciò gli concede un po’ di fiducia ed i due diventano prima amici e poi, crescendo, iniziano a provare l’uno per l’altra un dolce sentimento, nonostante le diversità.

Ma Stefano è pur sempre un essere umano e quindi soggetto a debolezze. Una di queste è l’ambizione. Quando il re morente offre il trono a chi gli porterà la prova della morte di Malefica, Stefano non esita a recarsi alla Brughiera. Con una scusa, fa bere a Malefica un potente sedativo e passa con lei una notte d’amore al termine della quale non ha il coraggio di ucciderla, ma le taglia le ali che porta al vecchio re, diventandone così l’erede.

Malefica si risveglia con le ali strappate, incredula e disperata per la fiducia tradita e l’amore violato. I torto subito la fa diventare furiosa. La perdita di un bene prezioso come le sue ali, l’umiliazione di non poter più volare ed il cuore spezzato fanno il resto: con la magia la fata erige una barriera di rovi tra  i due regni e si ritira in un cieco isolamento, in attesa di vendetta. L’occasione si presenta quando Stefano e la nuova moglie hanno una bambina, Aurora.

Malefica si presenta al battesimo e scaglia la maledizione che tutti conosciamo: prima che il sole tramonti sul suo sedicesimo compleanno, la principessa si pungerà il dito con il fuso di un arcolaio e cadrà in un sonno privo di sogni che potrà interrompersi soltanto con il bacio del vero amore (che secondo Malefica non esiste, quindi….mai!).

Questo è il pezzo che più si accosta al classico Disney: con il re che affida la bambina a tre fate imbecilloidi sperando di tenerla al sicuro e Aurora che cresce in grazia e bellezza (per fortuna senza cantare).

Mentre, però, nel cartone animato Malefica cercava Aurora con ferocia, qui è costretta suo malgrado a vegliare su di lei, perché la incontra quando la piccola ha circa tre anni e da subito ne viene conquistata. Malefica diventa per Aurora prima una strana confidente, poi un’amica misteriosa, poi una fata madrina in tutto e per tutto. E sono vani i tentativi della “strega” di non affezionarsi a questa ragazza vivace, affettuosa e solare. Man mano che i sedici anni si avvicinano, Malefica tenta in tutti i modi di spezzare la maledizione, ma invano. Alla fine, è costretta a rivelare il pericolo ad Aurora che fugge e torna a palazzo.

Stefano, nel frattempo, è impazzito e ossessionato dall’idea di uccidere Malefica. Ha fatto costruire armi in ferro, l’unico materiale che può indebolirla e non gli importa niente della figlia, per la quale non nutre la minima affezione. Per lui è solo un mezzo per ottenere la vittoria completa sulla fata. Quando la maledizione colpisce Aurora, Malefica è al suo fianco perché ha condotto fin lì Filippo, un ragazzino che Aurora aveva incontrato pochi giorni prima e col quale era sorta una simpatia. Filippo bacia Aurora, ma la principessa non si sveglia perché non si tratta del bacio del vero amore. Malefica, credendo di aver perso per sempre la sua bambina, piange lacrime amare chiedendo perdono e la bacia sulla fronte. Magicamente, Aurora riapre gli occhi.

Re Stefano ingaggia allora con la fata una battaglia all’ultimo sangue dando fondo a tutte le sue energie, ma è proprio Aurora che con un atto di coraggio restituisce a Malefica le Ali, grazie alle quali la magica creatura diventa invincibile.

Il lieto fine vede il malvagio re giù da un burrone, e Malefica ed Aurora che uniscono i due regni. Aurora sposa Filippo diventando una regina amata da tutti, a fianco della sua splendida fata madrina.

Ora, ci saranno i puristi che storcono il naso, ma a me questa variazione sul tema è piaciuta moltissimo. Inutile dire che la parte più toccante è il tradimento di Stefano. C’è chi ha visto una metafora dello stupro nel taglio delle ali, sembra che la stessa Angelina lo abbia confermato ed in effetti la reazione di Malefica – il dolore, l’umiliazione, il danno fisico irreparabile – fanno riflettere su questo. Al di là di ciò, però, è molto bello vedere come l’amore vero sconfigga il dolore e la vendetta restituendo “le ali” ad una persona.

La parte è senza dubbio concepita su misura per Angelina Jolie senza la quale il film avrebbe un altro sapore: la bellezza statuaria dell’attrice è accompagnata da una prova artistica intensa. (Nessuno ha mai detto che non sia brava, ma qui – con corna e tutto l’armamentario fantasy) lo dimostra pienamente.

Infine – come non notarlo – la Disney cavalca l’onda della rottura degli stereotipi e della modernità. Non si può pretendere il vero amore da un ragazzo incontrato un paio di giorni prima, ma si può contare – ancora e sempre – sull’amore e sulla solidarietà tra donne, anche se non tutto è rose e fiori e gli errori si pagano cari.

A impreziosire il tutto: splendidi costumi ed effetti speciali. Insomma, film promosso a pieni voti.

»

  1. quanto alla bravura della jolie, forse nessuno lo ricorda ma vinse l’Oscar per Ragazze interrotte

    Rispondi
  2. Bel film davveo, l’unica nota per me stonata (nome a parte , e concordo ancora con te), è il fatto che invece di prendersela con Stefano, maledica Aurora.
    E’ vero che poi si redime, ma forse forse il prendersela con una bambina le fa meritare in pieno il nome di Malefica.
    Certo, sarebbe venuto meno il centro della “favola” cambiare questo nodo ma… per il resto, concordo in pieno.
    Capolavoro😀

    Rispondi
    • se non avesse maledetto Aurora sarebbe caduto tutto l’assunto del film

      Rispondi
      • Più che altro il fatto che lei abbia maledetto Aurora a mio parere è chiaro segnale della sua rabbia folle. In fondo, una figlia con Stefano è quello che forse in origine Malefica avrebbe anche desiderato, visto che lo amava…ma il suo tradimento così profondo e così insensato la rende cieca al suo amore e così si scaglia contro ciò che vi è di più sacro e innocente, in una sorta di pan per focaccia. Dopodiché si pente amaramente, a dimostrare che l’amore vince sulla vendetta. A me piace, come costrutto.🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: