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E intanto in un’Italia parallela…

italiamarco

Grazie a Marco Albiero per l’immagine, dal suo NUOVO sito: http://marcoalbiero.altervista.org/

Attenzione: questo articolo è infarcito di un altissimo tasso di utopia e totale ignoranza delle bassezze umane e procedure burocratiche  che rendono così difficoltoso (per non dire impossibile) l’avverarsi dei fatti qui vagheggiati. Lo si prenda per quel che è: un sogno a cui abbandonarsi ogni tanto senza che faccia male.

La Crisi azzanna, morde, distrugge. Il territorio è ridotto in briciole e pozzanghere, i giovani emigrano, la prepotenza regna, la violenza conquista il campo, i politici mangiano sulle ossa della classe media che non ne può più di tirare la carretta perché spolpata dalle tasse…e ci prendono anche in giro dicendoci che siamo “liberi”. Perciò perdonatemi se ogni tanto mi capita di sognare un’Italia diversa, parallela.

In un’Italia parallela, prima di tutto, la Politica e la Mafia sono due cose ben distinte e una combatte l’altra. La seconda, anzi, non c’è affatto – se parliamo di un’Italia diversa! – ma se vogliamo fare un bagno nella realtà del mondo e ammettere che anche nel migliore dei mondi possibili il male farebbe capolino, allora facciamo sì che lo stato lo combatta e non si limiti a sterili proclami quando c’è da commemorare i soliti due magistrati eroi saltati in aria…quando poi la sera si festeggia l’anniversario della morte di due che si stavano rivelando grossi ostacoli…ma che dicevo?

Nella mia Italia parallela le istituzioni hanno la I maiuscola. Ti puoi fidare delle istituzioni. Non hai paura che, se subisci un’ingiustizia, verrai preso a pedate nel sedere o aspetterai per anni un risarcimento che non arriva. Non avrai paura di vedere a piede libero la persona che ha provato ad usare violenza verso di te, perché le Istituzioni sono al tuo fianco e ti tutelano, osservando caso per caso cosa è successo. E non c’è corruzione perciò chi sbaglia paga, proporzionalmente alla propria colpa. Non esiste proprio che la truffa sia punita più severamente di un omicidio. Ma non esiste nemmeno che la truffa, benché lieve, non venga punita. Non so se mi spiego.

Nell’Italia parallela la crisi non c’è. Sapete perché? perché abbiamo fatto fruttare una ricchezza enorme. Noi il petrolio non l’abbiamo, ma -scusate se è poco – abbiamo paesaggi che il mondo ci invidia e una storia di millenni che il mondo aspettava solo di poter ammirare. Prima di tutto ci siamo occupati della sicurezza. Fior fior di opere di rinnovo, i nostri ingegneri e ricercatori impegnati a trovare le soluzioni migliori per un felice connubio tra sicurezza e sviluppo! Eh sì, ci ha aiutati anche l’Europa con i soldi, sapete, ma è servito solo all’inizio. Sono fiorite cooperative per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio: non vi dico quanti posti di lavoro. Abbiamo preso esempio dalla Scozia, che di ogni sasso ha fatto un sito turistico. Noi pure. Con tutti i laureati in materie umanistiche, abbiamo creato una rete turistica che lèvati. Altro che emigrare. C’è gente che vuol venire da fuori, anzi.  Eh sì, perché attorno ai siti turistici c’è un fiorire di strutture di accoglienza da sogno. Siti internet che ci fanno da vetrina. Agenzie che lavorano a piè sospinto. La voglia stessa di scoprire ogni angolo della nostra bella terra…che ha davvero tanto da offrire. La cucina migliore del mondo. L’eccellenza dell’artigianato. Perché andare a spendere soldi ai caraibi quando si sta benissimo in Italia, scusate?

Nell’Italia parallela chi fa ricerca è valorizzato e pagato ben più di uno che corre dietro ad una palla. Senza nulla togliere agli sportivi, che comunque mica sono spariti eh. Solo che…diciamola così, la situazione è un po’ più equilibrata e viene dato valore sia a chi se la gioca bene con i piedi, sia a chi – tanto per fare un esempio – ogni giorno salva vite o studia per rendere il mondo un posto in cui ci va davvero di stare.

Per questo, nell’Italia parallela e all’interno delle nostre super cooperative a difesa del territorio, largo spazio è dato all’ecologia, perché ci siamo fatti furbi e abbiamo capito che se non pensiamo a un modo per aiutare la Terra, la Terra smetterà di aiutare noi.

Ve l’avevo già detto che nell’Italia parallela le Istituzioni sono degne di questo nome? Ebbene, un modo per arrivare a guadagnarsi la stima di tutti è stato l’istituzione di un welfare che tutti ci invidiano. Abbiamo smesso con il buttare tutto addosso alle donne e ora ci sono un sacco di servizi in più per tutti. Infatti è diminuita un sacco la disparità salariale, si fanno più bambini perché ce li possiamo permettere sia a livello di tempo, sia per quanto riguarda il denaro necessario.

Non c’è la dittatura delle banche e, grazie al bassissimo tasso di disoccupazione, chi ha debiti è in grado di ripagarli in fretta. Anche la pressione fiscale è ai minimi registrati. E le tasse si pagano volentieri perché grazie ad esse sappiamo di avere servizi che funzionano.

Non c’è clientelismo, non c’è nepotismo, è il regno della meritocrazia. Se vali emergi, perché non c’è proprio la mentalità per cui piuttosto che assumere te che hai un curriculum degno di rispetto prendo mio cugino salumiere (e poco importa se il posto di lavoro è in un museo).

Anche perché oh, se beccano qualcuno a evadere o corrompere gli fanno chiudere baracca. Ve l’ho detto o no che le istituzioni ci sono e non sono lì solo per burla?

Siamo diventati un paese veramente accogliente. D’altronde abbiamo sviluppato un’abbondanza tale che non ci pesa troppo condividerla con chi è meno fortunato. Lontani i tempi della guerra tra poveri, dove ci si dava una mazzata in testa solo perché si aveva la pelle un po’ più scura o un po’ più chiara.

Abbiamo investito un sacco nell’educazione. Non abbiamo perso le nostre tradizioni, ma siamo diventati uno stato veramente laico, in cui la chiesa è un interlocutore importante (perché rappresenta il credo di molti) ma non smaccatamente privilegiato.  Il vaticano è uno stato a parte, ci parliamo, lo ascoltiamo, ma non gli lasciamo il timone se non – liberamente – in merito allo spirito di chi ripone fede. Perché c’è libertà di fede, parola, stampa.

E la stampa non è prezzolata per abbellire ogni giorno pillole amare o per rappresentare organi di questo o quel partito. E comunque quasi tutti si interessano attivamente alla politica, anche se non ci sono molti ritorni economici per questo, dato che i politici sono pagati meno di tutti e chi è lì lo fa per passione.

Se c’è da fare una manifestazione per chiedere qualcosa, la si fa senza paura e il servizio d’ordine marcia coi manifestanti. Non c’è bisogno di attrezzatura da fanteria pesante.

Il bullismo, questo sconosciuto. Sono ANNI che non si sente una notizia in merito, perché fin dall’asilo ai nostri ragazzi viene insegnato che la diversità è una ricchezza e che non c’è un unico modello a cui aderire.

…avrei ancora tanto da sognare, ma ahimé le sette del mattino arrivano sempre troppo in fretta. Ma rilancio: nella “vostra” Italia parallela cosa c’è?

»

  1. Carissima,
    vorrei vivere nella tua Italia parallela…invece di pensare a un modo per scappare dalla mia…
    che tristezza… conta ancora sperare? lottare?😦
    come mostra il tuo blog pensare positivo aiuta,ma a volte è veramente difficile…
    un abbraccio e buona giornata!🙂

    Rispondi

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