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Perché è così difficile amare il nostro corpo?

Scusate se scriverò un papiro lunghissimo, ma ne ho proprio bisogno.

PREAMBOLO:

Ieri, complici alcuni articoli di giornali modaioli che mi sono capitati sotto gli occhi, la domanda mi è sorta spontanea: quanto cavolo sarebbe rivoluzionato il mondo se ognuno di noi per davvero imparasse ad amare il proprio corpo comunque esso sia?

Ora, conosco decine e decine di persone che RAZIONALMENTE dicono di fregarsene, che non dobbiamo imporre canoni ed etichette e che ognuno è libero di avere il corpo che ha, di portarselo in giro, di addobbarlo come meglio crede…e io penso: FANTASTICO! Questa dovrebbe essere la conclusione più ovvia. Ma allora come mai, all’atto pratico, non è così?

Io sono tra le cosiddette “fortunate” magre naturali, che nella società occidentale sono invidiate perché “ci sta bene tutto”. E ci sta bene tutto perché qualcuno ha deciso che non è importante riempire i vestiti (ricordo paurosi vuoti sul davanti, dove avrei voluto il seno, mannaggia!), è importante che cadano giù senza fare pieghe…effetto scopa di saggina.

Ieri, all’improvviso, ho scoperto dai giornali che sono una taglia forte. No, non scherzo. Ora che – grazie al fatto che sono felice e serena ed ho qualcuno che la sera mi dà i bacini sul divano – ho messo su qualche etto, sono uscita dal canone della moda e posso tranquillamente spaparanzarmi tra le italiane medie. C’ho un culo 42, signori e signore. E se questa cosa vi sembra assurda, sappiate che non la è per chi non è mai, mai riuscita ad ingrassare perché il suo metabolismo di cognome fa Flash.

Riflettevo sul fatto che – nonostante questo – non mi sono mai stati risparmiati commenti sul mio corpo: “le ossa si danno ai cani”, “agli uomini piace tastare qualcosa”, “dio mio, mangia che sembri uscita dal Burundi e ti si vede solo il naso”…ma come, ma se avevo il fisico richiesto dalle passerelle? Era un po’ avvilente. Le uniche a farmi i complimenti erano le commesse quando provavo i vestiti (ma c’è da dire che una buona parte lo faceva per vendere e poi io il vuoto davanti – e anche un po’ dietro – non l’ho mai considerato così bello). Poi prendo due o tre chili che mi vanno tutti qui e qui e cosa mi succede? Salto nelle taglie CURVY.

Che è, uno scherzo?

FINE DEL PREAMBOLO.

Ho voluto darvi il riassunto della mia esperienza personale perché non vorrei che scambiaste questo articolo per il finto lamento di una ragazza magra che dispensa alle “grasse” il suo punto di vista non richiesto. Infatti, non vorrei parlare solo di peso corporeo.

Vorrei domandarmi, però, da dove vengono i “canoni” e perché ci sentiamo forzati ad osservarli con una devozione che fa un baffo ai peggiori talebani?

So di non dire una novità, ma dovremmo renderci conto dell’immenso interesse economico che c’è dietro al far sentire le persone inadeguate fisicamente. Se lo notiamo, infatti, in tutte le epoche il “canone” è rappresentato in maniera diciamo “naturale” da circa il 3% di una popolazione. La presenza di questi stronzi (eh eh) fa sì che tutti gli altri si sbattano in varie maniere per assomigliare loro con scarsi risultati. Ne deriva una serie sterminata di “trucchetti”, “metodi”, “diete”,”mode”, ed “indispensabili consigli” per migliorare se stessi esteticamente di modo che gli altri se ne accorgano e possiamo vivere per sempre felici e contenti.

Il problema è che tutto questo è fondato sul nulla. E che tutti insieme stiamo dando a questo nulla un’importanza tale da sconvolgere delle vite.

Come si può vedere dall’immagine, il canone cambia a seconda delle mode. Forse non viene sconvolto ogni decennio, ma possiamo dire che ogni secolo ha il suo. Quando nel 1800 “piacevano” le ragazze in carne, la maggioranza di queste non si sfamava abbastanza e non poteva raggiungere la pinguedine richiesta. Il canone cambia anche a seconda della latitudine: una secca in Centro America è piuttosto ciospa, meglio avere forme abbondanti e avvolgenti (vedi Kim Kardashian o Jennifer Lopez, i cui sederi addosso a un’altra sarebbero definiti “portaerei”).

Chi è che definisce “il canone”? Chi sono i suoi sacerdoti e le sue sacerdotesse?

E’ stato ampiamente dimostrato…dall’Università della Vita Quotidiana (eh eh eh) che non si tratta di attrazione amorosa, visto che altrimenti solo i modelli e le modelle potrebbero innamorarsi tra loro. Alla fine, sappiamo che i sentimenti sono imprevedibili e il cuore non ha il centimetro da sarta in mano.

E allora?

E allora funziona così: ricordo l’episodio delle Modelle Russe all’outlet. Ricordo di aver provato un senso di disagio, vedendo gli sguardi dei presenti calamitati da loro, perché c’era qualcosa di intrinsecamente fuori posto. Non perché la gente dovesse guardare ME, ma perché queste due ragazze (ricordo, alte almeno un metro e ottantacinque e se pesavano 48 Kg era festa grande) corrispondono ad un modello.

Ricordo Lui che sbavava…ed è lo stesso Lui che dice a me, tutte le sere, di mangiare di più.

Ma se mangio di più ingrasso, bello mio: scordati quel fisico. Quindi? Per essere coerente non avrebbe dovuto nemmeno guardarle, figuriamoci poi guardarle con interesse. E se fosse una mera questione di “bisogno d’evasione” allora perché non guardare qualsiasi altra ragazza presente alta un metro e sessanta per normalissimi cinquanta kg?

Ho fatto l’esempio su di me perché è magnificamente esemplificativo del contrasto di informazioni: Lui, come Me, è abituato a QUEL canone. Poi, su di me, si accorge che non è applicabile, se non a prezzo della mia salute.

I media fanno lo stesso: ci mostrano UN canone, poi ci bacchettano se non riusciamo a corrispondervi.Una pagina dice: “l’importante è essere in salute”, la pagina dopo propone la “dieta del grissino”. Sarebbe facile non comprare più giornali di tale risma, ma il problema è che con le persone è uguale.

Giudichiamo FEROCEMENTE chi non si adegua al canone e chi “non fa nemmeno uno sforzo” per appartenervi…e nei panni di chi viene giudicato diciamo che non ce ne frega, ma – di solito – ce ne frega eccome. E ci soffriamo.

Recentemente, Victoria’s Secret ha lanciato questa campagna:

Come vedete questi corpi sono quelli che noi siamo abituati a giudicare “perfetti”. Vorrei sapere, però, se c’è qualcuno tra voi che preferirebbe queste ragazze diversamente. Sono certa che c’è. Perché – grazie al cielo – la bellezza è per davvero negli occhi di chi guarda.

Dov’è il danno, qui? Il danno è suggerire alle persone che SOLO questo tipo di fisico possa essere accettato. Primo: non è vero, quando ero così magra TUTTI mi dicevano che dovevo mangiare di più “per il mio bene”. Secondo: si tratta come al solito di voler restringere gli orizzonti di qualcuno, quando il segreto di una più felice convivenza su questo pianeta sarebbe AMPLIARLI.

E questo perché? Perché farci sentire MALE è un modo come un altro per CONTROLLARCI MEGLIO. E’ qui che volevo arrivare: amare il nostro corpo comunque esso sia è una forma di rivoluzione positiva e non violenta.

Un primo sguardo alle ragazze sopra ci fa pensare “ciccione”. Giusto? Ecco dov’è il danno. Ci livellano, in modo che ci sembri naturale pensare che queste modelle abbiano bisogno di un ritocchino o di una bella dieta. E noi con loro. E così…mano al portafoglio, signore e signori! E soprattutto, la cosa più brutta, è che ce la fanno sembrare una cosa spontanea ed innata. Perché il gusto estetico è quel che è, c’è da sempre.

C’è da sempre ma il fatto stesso che non sia immutabile dovrebbe farci riflettere sul fatto che, forse, ci stanno pilotando.

Ora, con i miei cinque chili in più, la verità è che fisicamente non mi sono mai sentita meglio. Purtroppo il vestito che una volta mi cadeva come su un attaccapanni ora si impalla sul giro vita in un rotolino che ho chiamato Humphrey, come Bogart. Humphrey e io stiamo facendo amicizia, perché non vogliamo separarci. Lo chiamo anche “il pancino del benessere”.

Sono anche onesta: non so come reagirei se ad Humphrey si aggiungesse un fratello. Il “canone imposto”, dentro di me, sta ancora lavorando. Ma io remo contro: io voglio amare il mio corpo ed anche il vostro comunque esso sia. Voglio amare chi ha i capelli grigi e chi i capelli proprio non li ha. Voglio amare chi ha gli occhi piccoli e le ciglia corte e diritte, chi ha il naso troppo grosso, le labbra troppo sottili, chi è alto, basso, medio, chi  pesa quanto un panda e chi quanto una libellula. Voglio non storcere il naso davanti a cellulite e smagliature, ma nemmeno smettere di ammirare una pelle liscia e levigata. Vorrei che entrasse in testa anche a me, come processo naturale, che ogni corpo ha una dignità meravigliosa per il solo fatto che è vivo, anche se qualche sua parte non funziona come dovrebbe.

Non è che razionalmente non la pensi così. Appunto, però, sono troppi quelli per cui è un pensiero ragionevole ma non istintivo. La rivoluzione parte dal conscio per scendere più in profondità. E quando sarà reale, non credo che danneggerà nessuno, nemmeno economicamente: infatti, come può venire un danno economico dal proporre una varietà di modi di essere piuttosto che uno solo?

 

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  1. Ottimo articolo, concordo pienamente con la tua opinione. La moda è diventata troppo strana. In special modo riguardo alle misure. Io trovo spesso difficoltà a trovare la taglia giusta, anche perché mi capita di provare capi di misure differenti e molte volte le taglie che mi stanno sono varie. Alle volte trovo jeans di taglia 48 più grandi di una 50. Mistero!

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  2. Parliamo di amor proprio. Anzi, parlo di me.
    … (lunghissima pausa di riflessione)
    ok, mi riassumo: 28 anni, da sempre tra quelle magre, con la fortuna che ogni cosa è rimasta finora nella posizione e nella forma giusta, reduce nonostante ciò da una scampata anoressia nel periodo adolescenziale e tutt’ora con seri problemi di salute, spesso invalidanti.

    Tengo molto al mio corpo, è la prima cosa che parla di me.
    Ciò che faccio di me e come sto con me stessa ricade sulle persone che amo: per i miei cari desidererei essere solo fonte di positività. Lo dice una che a tempo debito avrebbe potuto fare di meglio, per non portare oggi preoccupazioni e impedimenti causati dalla propria salute.

    Oggi per me è importante essere riconosciuta come una persona che ha AMOR PROPRIO: vorrei che il mio corpo esprimesse sempre EQUILIBRIO, perchè questo a sua volta parla di impegno, cura e consapevolezza (a me e a chiunque).

    Veniamo ora alla questione dell’integrazione sociale.
    Un corpo trasandato, ma anche solo trascurato, è prima di tutto un messaggio orribile su di noi: scarsi, insufficienti, assenti impegno, cura e consapevolezza.
    E qui i canoni non c’entrano proprio un bel niente.
    Mi spiace se da fastidio ma, sia a livello personale sia a livello sociale, il messaggio dato da un corpo “in equilibrio” è necessariamente migliore di quello portato da chi – evidentemente – non sta tenendo a sufficienza in considerazione l’importanza privata e sociale del proprio tenore fisico.
    Io penso che sia questo a fare più male:
    “sapere di poter fare di più per amare se stessi nel senso più concreto del termine.. e non farlo.
    Doversi accontentare di amare ciò che deriva da una nostra negligenza.. e non riuscirci.”

    Rispondi
    • Rilancio: capisco perfettamente il tuo concetto, ma…dimmi…al di là dell’igiene personale che serve a non creare effettivamente situazioni sgradevoli, dove si vede la negligenza? Negligenza in base a che cosa? Una persona può essere perfettamente equilibrata anche se non porta la 40 o ha i capelli bianchi “prima del tempo” o ha il viso solcato da rughe. Quello che chiedo io è: chi è che stabilisce A CHE COSA bisogna sforzarsi di aderire? E poi,trovo che l’idea dell’equilibrio sia un valore stupendo, ma pensi che il tuo stesso equilibrio sarebbe uguale per me o per qualcun’altro?

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    • attenzione però: è convinzione comune che chi trascura il proprio aspetto fisico è perchè “non si ama”..certo a volte è vero, ma non sempre. Poi secondo me curare il proprio aspetto estetico è cosa che chi più chi meno facciamo tutti per noi stessi e per il prossimo e fa parte della nostra personalità

      diciamo che l’ideale sarebbe trovare per l’appunto un equilibrio tra attenzione alla mente e attenzione all’aspetto fisico. Anche perchè senza cervello, col tuo corpo, bello o meno bello che sia, non ci puoi fare molto

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    • il nostro corpo è la prima cosa che parla di noi, questo è vero. Poi il rispetto altrui ci dovrebbe sempre essere

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    • Annie parli di corpo in “equilibrio”, ma non dici in equilibrio con chi o con cosa. In equilibrio col mondo interiore, o in equilibrio sull’orlo di una crisi di identità?
      Annie se chi ti circonda valuta le persone da come sono d’aspetto SCAPPA, perché ti stanno facendo perdere tempo ed energie inutilmente. Chiediti perché ai maschi non è reso obbligatorio un corpo in equilibrio, ma la capacità di gestire forme di potere sugli altri, in primis le donne?

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  3. ma francamente io non penso affatto che le modelle di Dove siano “ciccione” (l’obesità è ben altra cosa) penso che tolto photoshop i loro corpi siano reali quanto i corpi delle colleghe di Victoria’s secret. Reali e anche belli perchè la bellezza anche fisica è molto più varia di quanto si creda..guardate gli uomini e le donne genericamente “belli”: mica sono tutti identici (non mi pare che Zac Efron,James Franco e Ian Somerhalder siano identici, e il fascino di Eva Green non è lo stesso di Scarlett Johansson. Sto citando attori e attrici perchè amo il cinema e forse sono uno dei pochi maschi etero a cui le fotomodelle dicono poco)
    Quanto ai gusti estetici secondo me è legittimo averli su noi stessi così come sugli altri. Io mi rifiuto di dire che trovo una persona fisicamente bella e/o attraente fisicamente se non è quello che provo..e non ho bisogno certamente di trovare bellissimo/a qualcuno per rispettarlo.
    Penso che vada accettato che in linea di massima i Jude Law sono più bellocci dei Danny De Vito e le Scarlett Johansson sono più bellocce delle Kathy Bates..questo non significa umiliare Danny De Vito e Kathy Bates e non significa che non possano piacere a qualcuno

    insomma voglio un mondo dove per un uomo e per una donna sentirsi dire “non mi piace fisicamente” non sia vissuto come un affronto (e ci sono anche maschi che la prendono malissimo questa cosa)

    Io non mi farei problemi se a “lui” piacciono le modelle russe, mi pare che pure tu “sbavi” dietro a qualche attore figo, non c’è nulla di male..solo che quando ti invita a “mangiare di più” tu, con tutta la dolcezza del mondo puoi invitarlo a farsi gli affari suoi.

    Rispondi
    • poi nella vita capita di essere attratti/e da chi è “bellissimo/a” come da chi non lo è ma in ogni caso lo è ai nostri occhi, ma questo è un altro discorso

      Rispondi
  4. È molto interessante la distinzione che nell’articolo si fa tre la posizione che molte perone assumono a livello razionale, rifiutando i canoni estetici, ed i comportamenti che poi involontariamente siamo portati ad assumere. Però, se veramente si vuole capire perché “è così difficile amare il nostro corpo”, dubito che sia sufficiente dare la colpa a chi imposta i canoni estetici nella società. Io penso che di fondo l’essere umano abbia un enorme bisogno di piacere, soprattutto per motivi banalmente “amorosi”. Questa condizione ci spinge a sentirci in continua competizione e tendenzialmente inadeguati. Chi costruisce i canoni estetici sfrutta il nostro bisogno di piacere offrendoci un miraggio: crea un canone di perfezione verso il quale incanala i nostri sforzi di migliorarci, le nostre ambizioni. Chi crea i canoni sfrutta la nostra insicurezza, la accresce, la modella… ma non la inventa.
    Penso poi che il sovrappeso sia un argomento particolare, al quale spesso si tende ad accorpare l’intera questione ma ha le sue peculiarità: oggi nella società occidentale, dove regnano il consumismo, i fast food e le multinazionali dell’industria alimentare di dubbia moralità, il sovrappeso è divenuto simbolo negativo di malattia, non solo fisica, ma anche morale. La persona magra è spesso considerata anche virtuosa moralmente e caratterialmente, chi è grasso è considerato degno di biasimo. Tutto questo contribuisce a costruire i nostri attuali canoni estetici.
    Prima piccola riflessione nella riflessione: perchè non si parla mai dell’avere il naso storto o gli occhi a palla? Trovo che su questo ci sia molta ipocrisia perché ho sentito anch’io tante storie sul “agli uomini piacciono le curve”, “le ossa datele ai cani” ecc. Ma perché non si sente mai nessuno che dica “C’è anche a chi piacciono i nasi adunchi e gli occhi storti”? Il problema è che oggettivamente esistono persone che hanno molte difficoltà a piacere esteticamente al prossimo ma questo argomento fa paura a tutti.
    Seconda piccola riflessione nella riflessione: Perché ogni volta che si affronta questo argomento si pensa quasi esclusivamente alle donne? È vero che questo problema riguarda, soprattutto nelle forme più estreme, più le donne che gli uomini ma io sospetto che questa disparità sia inferiore rispetto a quel che si crede, penso anche che tale percezione sia acuita anche dal fatto che l’argomento venga sempre impostato come se riguardasse quasi esclusivamente le donne.

    Rispondi
    • In realtà non avrei voluto parlare solo di sovrappeso o di donne, ma già l’articolo è venuto oceanico così e ho dovuto fermarmi alla mia esperienza e al poco che sono riuscita a ricamarvi su. Comunque, mi pare che da nessuna parte sia scritto che gli uomini non sono soggetti a canoni estetici, solo che…se devo dire il mio punto di vista l’aspetto fisico è un qualcosa su cui le donne vengono bombardate al 100% (perché parlandosi un po’ terra terra il prototipo di fascino declinato al maschile ha, mi sembra, un range estremamente più ampio e variegato della ventenne con almeno una quarta misura su una taglia 40), mentre gli uomini hanno questa scappatoia del fascino che fa sì che, parlando molto in generale eh, qualcuna li trovi interessanti anche con i capelli grigi o radi, un po’ di panza, il naso grosso…Questa potrebbe essere vista una cosa discriminante, tanto più che non è che un uomo si possa innamorare esclusivamente della bonazza, ma se parliamo di modelli ho sentito tante, tantissime donne a cui piace un “tipo”, piuttosto che il solito belloccio, mentre gli uomini mi appaiono piuttosto fissati con le solite due cose. Inoltre, fin da piccole alle bimbe è insegnato attraverso una quantità esorbitante di mezzi di comunicazione che il loro dovere principale è quello di essere “carine”. Non in gamba, non intelligenti, non determinate…carine. E anche da adulte, credimi, il messaggio del mondo non è differente.🙂

      Rispondi
      • innanzitutto il fascino ce l’hanno pure le donne, e le bellezze femminili come quelle maschili (e forse di più) non sono affatto tutte uguali

    • canoni estetici maschili e femminili ci sono sempre stati in ogni epoca e ad ogni latitudine, cambiano si allargano ma non svaniscono, non sono stati inventati da un gruppo di cattivoni. Quello che possiamo fare è dire che non è giusto offendere qualcuno solo perchè non corrisponde ai nostri legittimi gusti estetici (gusti che nascono dentro una certa cultura ma sono comunque “nostri”) e bisogna dire che curare il proprio aspetto estetico è qualcosa che tutti facciamo chi più chi meno per noi stessi e per il prossimo ma non si può esigere di piacere esteticamente a chiunque: se tu non piaci fisicamente all’uomo/donna dei tuoi sogni perchè hai il naso adunco piuttosto che un forte sovrappeso piuttosto che una deformità fisica vistosa..bè è un peccato ma lo devi accettare. O modifichi il tuo aspetto per quanto possibile o impari a conviverci e convivi col fatto che non sei un adone (o una venere), il che non significa che è giusto umiliarti e non significa che nessun uomo/donna potrà trovarti desiderabile (francamente non mi sembra che solo gli uomini e donne “bellissimi” abbiano le loro storie d’amore e/o di sesso)..significa solo che se lui/lei ti dice con tono gentile ma fermo “non sono attratta/o da te, non mi piaci fisicamente” non ti sta insultando.
      Se dico che sinceramente trovo Anne Hathaway più attraente di Melissa McCarthy non sto insultando la bravissima Melissa (che peraltro è felicemente sposata, mi pare)

      non è vero che a tutte le donne piace il solito belloccio palestrato, nè è vero che a tutti gli uomini piace una ventenne taglia 40 con tette enormi (mi sembra un po’ una caricatura) altrimenti tutte le coppiette che vedremmo in giro avrebbero tali caratteristiche e non è così..ma comunque uomini e donne hanno tutto il diritto di trovare esteticamente e sessualmente attraente (al di là di presunti “bombardamenti”) ciò che vogliono. E come detto, può capitare di essere attratti/e da chi è “bello/a” come da chi non lo è ma in ogni caso lo è per noi

      Rispondi
      • A volte mi domando se leggi i i miei articoli per intero. Scusami, ma è così. Mi pare di aver scritto che non sto parlando di questioni amorose e che l’attrazione gioca fortunatamente in un campo diverso. Sto parlando di quello che ci hanno abituato a considerare BELLO. E sul fatto che i nostri gusti sono PLASMATI, mi domandavo in base a cosa.

      • noi tutti siamo natura e cultura insieme..tutto ciò influenza i nostri gusti (non solo estetici ma pure alimentari se è per quest, fossimo nati in Cina non mangeremmo le stesse cose globalizzazione permettendo) ma ci appartengono lo stesso

  5. Ah sì, paolo? Allora dimmi quando una donna viene reputata “non bella ma affascinante”? Quando invecchia. E quando, quindi, non corrisponde più al canone.Può piacere lo stesso, ma ammettilo: non è la stessa cosa!😉

    Rispondi
    • Julianne Moore è over cinquanta ed è affascinante e io la trovo anche una bella donna (faccio fatica a discriminare tra bellezza e fascino proprio perchè di bellezze ce ne sono tante) anche Meryl streep (65 anni) è ancora affascinante anche se non mi ispira gli stessi pensieri che mi ispira la più vicina alla mia età Megan Fox ma il fascino ce l’hanno tutte e due solo che è di tipo diverso..la Fox punta più sul sex appeal e la Streep sull’eleganza ed entrambe fanno benissimo.

      quando una donna è “non bella ma affascinante”‘ E che ne so? Ognuno ha i suoi gusti (che nascono dentro una cultura ma ci appartengono)..ripeto per me Connie Britton e julianne Moore sono sia affascinanti sia belle alla loro età..Judi Dench e Maggie Smith invece sono un po’ troppo attempate per i miei gusti..immagino valga pure per gli uomini Clint Eastwood oggi è un vecchietto ma qualcuna lo reputerà ancora affascinate e pure bello relativamente all’età che ha..il sessantenne Pierce Brosnan mi pare invece che il fascino ce l’abbia ancora e anche esteticamente si è conservato bene

      Rispondi
      • Sì, ma l’articolo non parla di “secondo te”. Non so se mi spiego. Hollywood poi è proprio l’emblema di quanto stiamo dicendo, dato che le parti da protagonista che ha passato la cinquantina se le becca tutte Meryl Streep!😛 Poi, capisco che tu sia un appassionato di cinema, ma non credo che sia difficile capire che qui non parliamo solo di quello e che l’argomento è ben più vasto.

      • Mah..se le becca perchè è brava..non è certo l’unica attrice over 50 che lavora, checchè se ne dica. poi ogni attore e attrice preferibilmente interpreta personaggi adatti anche alla propria età, è normale (poi semmai si può dire che non ci sono molti ruoli per attori in età avanzata ma tra cinema e serie tv non sono assenti del tutto)

        mi spiace per l’OT

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