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Il gelato della ministra Madia.

Credo che in molti ormai sappiate dell’articolo apparso su “Chi”, che sparava a doppia pagina le foto della ministra per la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, nell’atto di mangiare un gelato con titolo allusivo “La Madia ci sa fare col gelato”.

Non pubblico il servizio, ché poi non mi si accusi di fare troppa pubblicità (negativa), ma tanto la faccio lo stesso.

Il popolo del web si scatena, tra folle di benaltristi, indignazione (a mio parere giusta) e grida al “gomblotto”, perché non è giusto che Signorini sia stato richiamato, quando “ai tempi di B.” le numerose ragazze che gli ruotavano attorno subivano attacchi anche più virulenti e nessuno diceva nulla.

Pochi, semplici punti -sperando di non incappare in quella percentuale sconfortante che ha perso la capacità di interpretare un testo di più di tre righe senza stravolgerlo completamente:

1. Non è affatto vero che ai tempi di B. le ragazze del bunga bunga non siano state difese da “certi” attacchi. Presupponendo che la corruzione è REATO e quindi non posso schierarmi dalla parte di una persona che corrompe un’altra (poco mi importa se offre in cambio la patonza o caramelle), ricordo molto bene le campagne femministe che puntavano il dito sui bavosissimi “utilizzatori finali”. Perché – come spesso sostengo – una donna potrebbe anche desiderare ardentemente prostituirsi, ma se dall’altra parte non ci fosse un CLIENTE disposto ad offrire dei benefici (economici o di prestigio sociale)…credo che il numero di queste “volontarie” scenderebbe a zero in tipo mezzo secondo. Quindi – parliamone – la “colpa” della piaga della prostituzione non sarà per un buon 80% di chi la sfrutta come usufruitore? Cmq, dicevo: non ricordo titoli su Carfagna e Minetti così POCO SOTTILI.

2. A me la ministra Madia non piace per niente. Lo dico in base alle dichiarazioni da lei fatte al tempo dell’acquisizione del ministero, che mi sembrava facessero tornare la condizione delle donne italiane a due secoli fa, con tutta l’enfasi sulla famiggghia tradizionale e il ruolo totalizzante della madre. Tuttavia, questo “articolo” non critica l’operato di un ministro. Come al solito si prende una donna (che sia di potere o no, poco importa) e, invece di criticarne il lavoro (cosa sacrosanta, specie da parte di una stampa libera) che si fa? Si prova ad espropriarla della dignità personale attraverso il mezzuccio meschino dell’allusione sessuale. E’ più o meno lo stesso giochino che alcuni uomini usano quando non hanno argomenti e cercano di zittirci pensando di metterci in imbarazzo.

3. Riassumendo ancora di più, il problema sta nel fatto che se la foto sul giornale fosse stata questa:

putin

credo proprio che NESSUNO si sarebbe sognato un titolo del tipo “PUTIN CI SA FARE…COL GELATO”.

Eppure, il gesto è lo stesso. Strano, vero?

»

  1. e meno male che mangiava un gelato e non un calippo o una banana se no sai i commenti😉

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  2. Putin ci sa fare col gelato, facciamola diventare virale!

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  3. vergognoso l’articolo di Chi!

    Rispondi

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