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La recensione che tutti hanno già fatto (e perciò inutile): “Dimentica il mio nome”, di Zerocalcare

Che cosa si può dire di Zerocalcare che non sia già stato ampiamente detto? Poco o nulla, eppure ci voglio provare lo stesso, anche se Colui-che-ormai-nomino-sempre-e-ci-ha-la-fumetteria-in-Via-Gramsci ieri mi ha accolta con uno sparaflesciante: “Sei l’unicaaaaah cheeeeeh ancoraaaaaahhhh deveeeeehhhh ritirareeeehhh Zerocalcareeeeehhh!”

Sorry.

(secondo me, nonostante le mie varie rassicurazioni, temeva che avessi commesso l’infamia di comprarlo tipo a Lucca – dove non sono andata se non con un vago pensiero – e gli volessi mollare lì la copia ordinata. Tsk. Giammai.)

L’importante è che comunque anche io vi abbia messo su gli artigli zitelli e abbia potuto leggerlo, giacché era questo il progetto di cui Zero parlava già un paio d’anni fa quando abbiamo avuto il piacere di averlo a Sarzana.

Mi aspettavo, quindi, che ci avesse messo cuore e così è.

E’ un racconto lungo che prende spunto dalla famiglia di Zerocalcare e scava nel profondo con risvolti fantastici e misteriosi, capaci di tenerci incollati pagina dopo pagina. Possiamo chiamarla “mitologia famigliare made in Rebibbia”? Direi di sì.

Ci sono varie chicche: assistiamo al momento della nascita dell’Armadillo (!!!), ci divertiamo con le follie del Secco, che pubblicizza la sua pagina di FB “Ti piacciono davvero le bombe carta se.” (esiste davvero!), ci commuoviamo in alcuni momenti, ritroviamo le citazioni care alla nostra storia di tardoalescenti nerd – che ormai non sono più una netta minoranza ma guardano con sfavore il trend modaiolo che ci ha travolti.

Il libro è composto di oltre 240 pagine, ma l’ho ingollato in quaranta minuti (con pausa cena). Certo, ci vorrà il ripasso, perché in così breve tempo non si possono ammirare le finezze. Il tratto di Zero non mi sembra cambiato, ma mi dicono le mie Spie a Lucca che ha acquisito una velocità disegnatoria del tipo che Flash je fa ‘na pippa. (Attento Miché, che ci ho i tentacoli come l’Hydra ^_^  e anche quando non ci sono ti vedo. Ecco, questo dovrebbe mettergli la giusta quantità d’ansia :P).

Scherzi a parte, io so che Zerocalcare è al momento uno dei disegnatori più quotati e di moda e perciò non serve che ve lo dica io, però, se avete dei dubbi sull’acquistare o no il suo albo…beh, concedetegli una possibilità. Non sempre ciò che piace alle masse è per forza scontato e “commerciale” nel senso brutto del termine. Questo libro a me fa molta tenerezza, specie per la piega fantasiosa che prende all’incirca dalla sua metà. Mi sa proprio di “Hei, io vi dico un po’ di me…ma poi la butto sul comico perché certe cose me le porto nel cuore”. E’ giusto così, ma di cuore se ne sente abbastanza, quindi credo che l’opera sia riuscita nel suo intento: farci frignare come se non ci fosse un domani.

PS: Il libro costa due euri più del solito (cioè 18. probabilmente è dovuta alla colorazione ROSSA del nonno Crowley. Stando con un Lui dai capelli rossi, approvo.)😀

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