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Transformers 4 (e un pisolino di mezzo).

Aaaaallora, ieri siamo andati al cinema dopo un fracco di tempo che non ci si andava, per vedere i robottoni. Sala gremita, aria condizionata…e io che ero partita già prevenuta.

A me i Transformers non dispiacerebbero affatto…se durassero un’ora. Purtroppo il film sembra infinito e l’impressione ogni volta è la stessa: dopo che li hai visti trasformarsi tre, quattro volte da camion a robot, da robot a camion, da camion a robot, da robot di nuovo a camion, Morfeo ti salta in braccio e ti dice “Portami tu!”

Duuunque. Diciamo che questo film si distacca dalla precedente trilogia: è passato qualche anno dalla battaglia di Chicago, il protagonista non è più Shia La Beouf, ma Mark Whalberg (e questo potrebbe piacermi), che interpreta un inventore del Texas un po’ naif. Stavolta la Bonazza non è Megan Fox, né la biondazza precedente. E’ la figlia del protagonista che – come si spiega più volte nei dialoghi – l’ha avuta giovanissimo (per errore) e quindi è un genitore mai risolto, anche perché rimasto vedovo. La ragazza, Tessa, ha dovuto perciò crescere in fretta…e uno avrebbe anche pena di lei, se ogni tanto la smettesse di piangere, urlare e dire che non sa fare una minchia.

D’accordo, il suo ruolo è di puro fan service, per far vedere gli occhioni verdi e le coscette in shorts che non si toccano tra loro, ma diciamocela tutta: quando una viene descritta così cogliona viene a noia al minuto tre (e anche qui Morfeo mi faceva i grattini).

Insomma, troviamo Mark Whalberg e figliola in una sperduta fattoria del Texas dove lui ripara robe elettroniche e lei lo sfava perché con le riparazioni e invenzioni de sta ceppa non riescono a pagare le bollette.

Lui invece la sfava perché non vuole che abbia dei ragazzi, nonostante tutti abbiano l'”Ah gnocca!” automatico appena la vedono (non scherzo, glielo dicono in tre. Proprio così. Strizzatina d’occhio, tem,  al tredicenne brufoloso a cui il film è rispettosamente dedicato).

Nel frattempo, Mark (che nel film si chiama Cage Yager) e il suo collega e schiavetto Luke portano a casa in riparazione un vecchio camion.

Morfeo si butta da una rupe in quanto non c’è alcun colpo di scena: anche mia nonna sa che quello è il super ricercatissimo a livello spaziale Optimus Prime en travesti.

Dopo l’ultima guerra, l’ala ombra della CIA ha stretto un’alleanza con una specie di cacciatore di  taglie  robottone spaziale che vuole catturare Optimus Prime (gli altri possono  schiattare tutti) per riportarlo ai misteriosi creatori.

 

Mentre Prime riunisce gli Autobot, si capisce che la stessa ala della Cia ha preso accordi con la redazione di Vogue…ah no, è una specie di Apple, ma più fiiiiqua in cui una sorta di Steve Jobs de noantri ha trovato il modo di ricreare la materia di cui sono fatti i transformers. Un metallo che si chiama …Transformio. (Morfeoooooooooo!). Steve Jobs De Noantri ha anche però compiuto un errorino: nel voler costruire un robot somigliante a Megatron, con le parti rinvenute di Megatron stesso…ha finito per ridargli la vita (il furbacchione). Questa è solo la base da cui il film dovrebbe spiccare il volo. Per il resto è tutto un PUM PUM PAM, da robot a camion, da camion a robot, da robot a camion, da camion a robot…

…E poi correvo in una distesa di prati verdi sconfinati, tipo Georgie, ma più brutta e più mora e soprattutto senza braccialetto tempestato di pietre preziose…

Apro gli occhi e mi ritrovo Optimus che cavalca un dinosauro transformer, brandisce una spada e dice banalità. La tipa bionda che urla e frigna perché non riesce ad attraversare un ponte fatto di cavi ENORMI. Il fidanzato di lei (ché in realtà ce l’aveva, il fidanzato, ma è un altro essere inutile) che non la va nemmeno ad aiutare.

Mark Whalberg  che spara con una specie di fucile che però non ha munizioni, spara e basta…

…buio. Georgie che corre sulla collina assolata…

E PUM PUM PAM, PUM PUM PAM, E da camion a robot e da robot a camion (ché ormai l’abbiamo visto, eh, che siete bravi a realizzare le trasformazioni), e Bumblebee che fa le facce, ma fa meno ridere del solito.

QUA-SI TRE O-RE-DI-STA-SBOB-BA!

Troppo, per me.

Consolazione: Lui è uscito dalla sala tutto felicino, che con i robottoni e la retorica un po’ retro di Optimus ci va a nozze. Segue spiegone delle parti perdute in auto, mentre tornavamo a casa. A occhio e croce, non mi sono persa granché.

 

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  1. Guarda, l’ho visto anche io martedì sera in un cinemone qua a Londra. Troppo lungo. Punto.
    Il resto è in puro stile Michael Bay: telecamera mai ferma, elicotteri in parata e tutto il resto.
    Nel senso, si sa che i suoi sono filmozzi da teenager con figone, roba militare supersegreta ed esplosioni.
    Voto 6, solo perchè è fatto benino e perchè ci giocavo da piccolo😀

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