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“Nel mezzo del cammin”…ma facciamo anche “a un terzo”, va!

Sì, lo so, sono un po’ ottimista. Se la cosa vi stupisce forse avete dimenticato dove vi trovate. E comunque mi rifiuto di essere già “nel mezzo del cammin di nostra vita”. Combatto ancora con i brufoli, io! (Che poi sti brufoli spuntino tra una rughetta e l’altra è un altro paio di maniche, non stiamo a pignolare!).

Come avrete capito, oggi è il mio compleanno. Tempo di bilanci, giacché i lustri qui passano come treni in corsa. Non sono una fanatica dei compleanni, non delle feste, almeno.

Però mi piace tanto ricevere gli auguri e credere che le persone mi abbiano pensata almeno un momento (anche se credo che dovrebbero pensare più a mia mamma, giacché la fatica l’ha fatta lei, mi pare).

Che stavo dicendo? Ah, sì, che mi piacciono gli auguri. Che siamo a un giro di boa. E che forse è tempo di bilanci.

Ebbene quando il numero 2 è scomparso dalla mia carta di identità ho sentito come un tuffo al cuore. Mi sembrava di affacciarmi su un baratro. Ora mi viene da ridere perché mi sa che questi sono stati gli anni più belli della mia vita. Quelli dove ho imparato ad essere veramente felice (o comunque ho deciso di esserlo).

Scheletro nell’armadio: io prima – soprattutto in amore – ero una lagna che lévati. Come molti di noi, il lamento era il mio sport preferito. Se penso a quanto tempo ho perso lamentandomi me pija male. Non che non ne avessi motivo, ma di sicuro spesso il mugugno prendeva il sopravvento. Invece, dopo i famigerati 30 mi sono avvicinata al pensiero positivo e…anche si dicono che si dovrebbe tacere per non attirarsi chissà quali malignità diciamocela tutta senza paura: sta andando benissimo. Tutto.

E la cosa bella è che non so se effettivamente tutto sta andando così perfettamente, ma a me pare proprio così. Forse è davvero una questione psicologica. O forse è l’Universo che – zitto zitto – dà una mano.

Cmq da quando avevo 20 anni, sono cambiate tantissime cose per me: Lui (con cui ogni giorno incrocio le dita, perché so che nulla può mai essere dato per scontato), che è arrivato davvero quando non me l’aspettavo, amici che ho perso, amici che ho acquistato…quelli che sono rimasti e ci sono da sempre. Non mi posso lamentare, perché a rimanere sono stati in pochi. Ma proprio per questo ritengo siano quelli veri.

Il lavoro traballa, ma c’è. E mai come oggi so quanto questo conti per poter pensare ad un futuro.

E poi le esperienze: mi sono accorta di essere femminista (bene) e di avere ancora tanta strada da fare per comprendere cosa significhi per davvero (altrettanto bene, credo). E mi sono accorta di avere ancora tante cose da fare, da chiedere, da imparare.

Mi sono fatta la domanda: era questa la vita che volevi? E la risposta, in linea di massima, è sì. E non perché abbia già realizzato tutti i miei sogni, ma per il semplice fatto che quei sogni sono ancora vivi e vegeti e mi danno uno scopo.

Più fortunata di così, non saprei che pensare.

Per dire un grazie cosmico so ringraziando uno ad uno tutti gli utenti FB che si stanno ricordando di me. Scrivere GRAZIE così tante volte è salutare!

Qualcuno vuole una fetta di torta?

 

Una risposta »

  1. Auguri! Tra qualche anno smetterai anche di contarli, ma niente paura ti seguiranno e non ti abbandoneranno mai..

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