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Té, pasticcini e spoilers 2 – Arrow – by Only

Ed eccoci al secondo articolo spoileroso di Only. Questa volta parliamo del giustiziere di Sterling City  che risponde al nome – in borghese – di Oliver Queen. Per gli amici Freccia Verde.

Only

Attenzione, ultimo avvertimento: come dice il titolo, questa recensione riguarderà al seconda stagione di Arrow e soprattutto, ma non solo, la season finale.

Siete ancora in tempo a fermarvi qui.

Vi ricordate dove avevamo lasciato il nostro eroe mascherato alla fine della prima stagione?

In una scena straziante e per molti fans inaspettata: la morte di Tommy, uno dei personaggi cardine di Arrow.

Una scena strappalacrime, perché purtroppo a Starling City la gente ha il brutto vizio di rimanere morta, non come a Mystic Falls!

E mentre le fans di Tommy Merlin (presente!) passavano l’estate a strapparsi i capelli, i mesi galoppavano e si è tornati a ottobre.

E come li ritroviamo i nostri nell’inizio della seconda stagione? Molto, ma molto male direi.

Oliver, affranto dai sensi di colpa di non essere riuscito a salvare il suo migliore amico, è tornato all’isola infernale da cui era stato salvato un anno prima. Tocca a Felicity e Diggle farlo rinsavire e ricordargli che non può lasciare che tutto il resto del suo mondo, azienda, famiglia e città, vada a puttane mentre lui gioca a fare Tom Hanks.

Laurel è rimasta a Starling City ma, afflitta dagli stessi sensi di colpa di Oliver, si è rifugiata nell’oblio confortante delle pillole e dell’alcool. La brutta china che prende il suo personaggio nella prima parte della stagione non è poi così irreale, se pensiamo a cosa debba rimproverarsi la poverina nelle notti insonni: Tommy è morto mentre andava a cercarla sul suo posto di lavoro, certo di trovarla là nonostante l’allarme meteo desse Terremoto su tutti i fronti. In realtà lei urla che la colpa è di Arrow, che non ha salvato Tommy in tempo quindi da eroe le è sceso nella stima a bandito della peggior specie, ma non ci crede neanche lei a questa bugia che si racconta. Aggiungiamoci il carico da novanta: poche ora prima che Tommy morisse, lei si stava divertendo tra le lenzuola con Oliver, anche se “forse” (seee) non si poteva considerare un vero tradimento visto che lei e Tommy si erano lasciati.

Ma Laurel all’inizio di questa stagione non è poi così importante, perché è quasi inesistente: fa solo il grosso favore alle Olicity fans di dire a Oliver che non possono stare insieme e poi scompare, nell’oblio dell’alcool ma soprattutto della sceneggiatura. Fino a Sebastian Blood almeno, ma lì ci arriveremo più avanti.

Oliver intanto, come dicevamo, torna  a Starling City e deve iniziare a fare i conti con i casini successi durante la sua assenza: riprende in mano le redini della sua vita, e riprende in mano anche l’arco del giustiziere.  Qualcosa è cambiato dalla morte di Tommy ma anche, a mio parere, dal confronto con il Dark Archer, aka Malcom Merlin, in cui si è tremendamente rispecchiato: Oliver non vuole più essere lo stesso killer spietato di prima. Sa che il suo migliore amico, che è morto in parte disapprovando i suoi metodi, vorrebbe che lui cercasse di essere diverso, e Oliver vorrebbe tanto cambiare per la memoria di Tommy. Ci prova per tutta la stagione, a onor del vero, a cambiare approccio: credo che la vera essenza di questa seconda stagione di Arrow sia il tentativo che Oliver Queen fa per migliorarsi, per provare a ottenere gli stessi risultati ma in un modo completamente diverso. Giustizia, senza più giustiziare nessuno. E qua, più che nella prima stagione, il parallelo con quello che è accaduto sull’isola è palese e calzante: il percorso dell’Oliver di cinque anni prima ci fa vedere una serie di errori che l’Oliver di adesso vorrebbe evitare. Ed è inevitabile, da questo discorso, arrivare a Slade Wilson.

Non credo che sia stata una sorpresa per nessuno che il grande villain di questa stagione sarebbe stato lui: un po’ per il discorso fumettistico (quando ti introducono un personaggio che esiste anche nel fumetto, non ti aspetti che faccia qualcosa di troppo diverso dal diventare Deathstroke prima o poi), un po’ perché Sebastian Blood era difficile che fosse di più di quello che sembrava, ovvero un fantoccio in mani più abili.

Questo paladino della giustizia benvestito che mira a diventare sindaco di Starling City, è solo un pazzo affetto da manie di grandezza con seri rapporti genitoriali: è chiaro come il sole che non ha lo spessore per fare da contraltare a The Arrow. Certo, i suoi danni li fa eccome, mentre cerca di mettere insieme un vero esercito al soldo dello stesso Slade: Laurel a tanto non arriva, ma che ci sia del marcio nel (quasi) boyfriend arriva a capirlo. Peccato che quando non è impasticcata è ubriaca quindi neanche Oliver riesce a crederle davvero e casca con tutti e due i piedi nella trappola messa in piedi da Blood, una trappola che scagiona il politicante folle da ogni accusa.

Povera Laurel, per una volta ne aveva azzeccata una… ma almeno dopo questo episodio si dà una svegliata o meglio, qualcuno si ricorda che c’è pure lei sul libro paga di questa seconda stagione ed è ora di cominciare a farle fare qualcosa di costruttivo! Così, in un percorso così rapido da stordire, inizia a ripulirsi e a riprendersi la sua vita indietro. Ma come dicevamo il tutto è stato troppo veloce, persino per i ritmi abituali della CW, e Laurel comincia a sembrare affetta da una doppia personalità: passa dall’urlare contro a Oliver ad abbracciarlo nella puntata dopo. Un giorno  lancia bicchieri contro la sorella Sarah, pure lei tornata come Slade dal mondo dei morti, quello dopo le dice quanto le vuole bene. Ecco, Sarah…appunto, parliamo un attimo di lei. Siccome le cose per Oliver non erano abbastanza complicate, il secondo colpo di scena della  seconda stagione è l’arrivo di un nuovo superoe della DC Comics, Black Canary, impersonato da Sarah Lance, che non è morta sull’isola neanche lei (mi sbagliavo, forse Arrow è un po’ come The Vampire Diaries in fondo..). Qui ammetto di essere andata in tilt, e aver iniziato a googlare come una folle: non mi risultava che ci fosse questa cosa nei fumetti, e google mi ha rimesso in pace con le mie convinzioni. Se c’è stato un prima di Laurel come Black Canary, era stata sua madre. E quando ho iniziato a temere che gli autori avessero del tutto stravolto il fumetto, Sarah pianta una salutata a tutti nella final season (grazie Signore, grazie), passa il suo giubbino di pelle da mille dollari a Laurel(ad avercene di sorelle così), passando idealmente il testimone alla futura Black Canary. Gli sceneggiatori si salvano in corner e la qui presente tira un sospiro di sollievo.  C’è da dire che lo sdoppiamento di personalità rimane un grosso difetto delle sorelle Lance, suggerirei una mappatura del DNA per vedere se è un gene ballerino: Sarah la puntata prima abbraccia Oliver, progettano di vivere insieme e quella dopo decide che se rimane con lui lo rovinerà ed è meglio che torni a fare l’assassina al soldo dell’uomo-dal-nome-impronunciabile-che-è-anche-il-padre-della-sua-amante ( qui non si capisce bene perché Oliver glielo lasci fare, forse era distratto dal problema Slade e non aveva capito bene). Ma non importa: l’importante è che ci siamo levati dalle palle quella parentesi imbarazzante che è stata Sarah Lance, e si possa andare avanti.

In tutto questo casino inenarrabile, mentre ci si chiede con timore cosa ci inventeranno gli autori per la terza stagione per la povera Starling City, visto che in solo due stagioni abbiamo avuto un terremoto e un esercito di superuomini drogati e cazzutissimi, succede l’inaspettato. Un altro dei protagonisti di Arrow ci lascia, non proprio nel finale di stagione ma quasi ci siamo: Moira Queen viene trafitta a morte da Slade Wilson davanti agli occhi di Thea e Oliver. Siamo rimasti tutti COME-DEI-BACCALA’.

Nonostante i trascorsi tra Oliver e la madre non fossero proprio idilliaci, specie ultimamente (lei in fondo in fondo era po’ una stronza che rigirava sempre la frittata come le faceva comodo, diciamocelo), è sempre sua madre che Slade fa fuori. Eppure lui non reagisce come l’Oliver che era, ma come l’Oliver che è diventato: plauso agli autori per aver dimostrato coerenza. Nonostante tutto, lui non vuole uccidere Slade, vuole tentare di salvarlo, perché sente che è la cosa giusta da fare. Perché ha preso una strada da cui non vuole tornare indietro. E perché, e qui lo vediamo nei flash back sull’isola che quest’anno sono stati davvero grandiosi, lo ha già ucciso una volta (o almeno così pensava), quando era un uomo diverso. E non vuole farlo di nuovo, perché si era reso conto che quella decisione era stata un errore.

Questo ci porta a un finale di stagione davvero pazzesco: un finale di stagione che è quasi uno scontro apocalittico tra diverse forze in campo, con Oliver che fino alla fine cerca di fare la cosa giusta, che anche quando si rende conto che non è neanche in grado di fare quella sbagliata, cioè uccidere Slade, perché non ne ha la capacità. Alla fine, ci dimostra il suo vero cambiamento, con un vero colpo da maestro che è il risultato di ventitré episodi di evoluzione dell’eroe mascherato: meno forza bruta e più cervello, anche se ci mancherà vederlo fare tutta quella ginnastica addominali al vento.

L’unica vera debolezza di Slade è l’odio che nutre per Oliver, quest’ultimo lo sa e  se ne serve per farlo cadere in una trappola che sarà la rovina del superuomo.

Slade rapisce Laurel, convinto di aver portato via a Oliver la donna che ama. Vuole ucciderla, come Oliver ha ucciso la sua Shado tanti anni prima, la donna che ora gli appare nel delirio della droga e guida la sua mano.

Fin qui nessuna vera emozione, è tutto come da copione poi.. colpo di scena: Oliver porta Felicity alla Queen-magione, le dice che la ama e che deve stare nascosta qui perché Slade ha preso la donna sbagliata e lui deve saperla al sicuro. Il fandom Olicity è in delirio, la lacrime scorrono a fiumi, alcuni si chiedono come mai non la baci o la abbracci almeno ma poco importa, la contentezza è troppa per contenersi. Slade ovviamente in tutto questo rapisce anche Felicity mentre noi tutti pensiamo che Oliver sia stato un po’ allocco a smollarla così, si sapeva che sarebbe successo. E poi…colpo di scena di nuovo, o lo definirei addirittura una badilata sulle  gengive: Felicity si rileva essere l’asso nella manica di Oliver. Mentre Slade sta per ucciderla davanti a Oliver lei approfitta del momento di distrazione di lui, che la considera ovviamente inoffensiva, per iniettargli la cura alla Mirakuru. Il fandom della coppia, costernato, assiste nei minuti successivi  alla rivelazione che la dichiarazione di Oliver a Felicity era stata tutto un trucco per dare la chance a Felicity di fare quello che andava fatto.

Le lacrime scorrono di nuovo a fiumi tra gli Olicity, e stavolta sono di cocente delusione.

Tirando le somme di una stagione in cui è successo di tutto è di più (mi sono sicuramente dimenticata qualcosa), direi che è il finale è stato all’altezza di una grandissima stagione. Tutto è stato di alto livello: il percorso di crescita fatto da Oliver, che ha iniziato a scendere a patti con il suo passato e capire che ci sono diversi modi di fare le stesse cose. La gestione dei vari comprimari di Arrow, il cui ruolo è sicuramente stato definito con più precisione nel corso di questa stagione: Diggle, meno ombra dell’eroe e più eroe lui stesso, Felicity, splendida dal primo episodio all’ultimo, senza dimenticare Roy Harper che credo si sia avviato al ruolo che gli spetta di diritto, anche se forse per farlo dovrà rinunciare a Thea. Quest’ultima è sicuramente stata meno ragazzina e più donna in questa stagione, e penso non sarà del tutto un bene: staremo a vedere dove la porterà la sua scelta di andarsene via con suo padre. Ecco un’altra che quando tornerà menerà botte da orbi. Alla fine, ma non meno importante , abbiamo avuto un grande cattivo, uno dei miei preferiti in assoluto in questa stagione telefilmica americana: Slade Wilson chiaramente non poteva morire, è la Nemesi di Oliver Queen, e spero di rivederlo molto presto.

Qualche ex cattivo ci ha fatto vedere qualcosa di notevole, e credo che meriti più chances in stagioni future: segnatevi il nome di Deadshot, che penso che ne risentiremo parlare. Il Detective Lance ci ha finalmente spiegato, nella bella puntata intitolata in maniera emblematica “The man under the hood”, che non è poi quel tonto che non sa fare due più due. Bellissima la sua motivazione sul perché non voglia (o preferisca far finta di non, a mio parere) sapere chi si nasconda dietro l’incappucciato: uno dei momenti recitativi più belli, a mio parere, del bravo Paul Blackthorne.

Ora attendiamo con trepidazione Ottobre: non dimentichiamoci che Oliver ci deve ancora parecchie spiegazioni sul suo passato. Io sono curiosissima, e voi?

Una risposta »

  1. anche qui.. la nostra Only è stata così completa ed esplicita nella descrizione che non saprei proprio cosa aggiungere.. visto che mi trovo completamente d’accordo con lei…
    Io sono una Ollicity sfegatata.. e la scena dell’ultima puntata mi ha lasciato un gran amaro in bocca… però spero che la mia pusher.. così fiduciosa su questa storia ci abbia preso!!
    D’altro canto proprio non sopporto Laurell.. assolutamente no… ed il pensiero che li metteranno (in un futuro moltoooo remoto) insieme, mi fa venire i brividi!!
    Grande plauso a tutta la seconda serie, che mi è piaciuta ancor più della prima che già era splendida! Ed il nostro (che brava che sono a condividere) Oliver.. è un figo fuori misura!!
    Titty

    Rispondi

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