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Non dite alla mamma che faccio la segretaria, di Debora Attanasio

Io Debora Attanasio l’ho “conosciuta” virtualmente dopo un suo articolo su Marie Claire, in cui denunciava una pagina fake che pur chiamandosi diversamente incoraggiava la violenza sule donne (ma si può? mi chiedo tutt’oggi). Solo dopo qualche mese, ho visto che era uscito un suo libro e che prometteva di essere simpatico e originale, in quanto la signorina è stata per nove anni l’assistente di un personaggio alquanto controverso: Riccardo Schicchi, presidente dell’agenzia Diva Futura. E siccome credo che tra i più giovani ci sia chi non ha idea di che cosa fosse, sappiate che è l’agenzia che ha lanciato le più famose pornostar: Cicciolina, Moana Pozzi, Milly D’Abbraccio. Questi sono tutti nomi che hanno fatto rizzare i capelli (e pure qualcos’altro) ai vostri fratelli maggiori, cari i miei pulcini.

Debora è stata, probabilmente, l’unica donna che ha lavorato per Schicchi completamente vestita. Il suo è un resoconto divertente, piccante ed anche affettuoso degli anni trascorsi con questo capo strano e ottimista, spiazzante e – sembra – un po’ pazzo (in senso buono). Conoscitore dei vizi e delle virtù degli italiani (questo senz’altro), Schicchi visto con gli occhi della sua segretaria appare come un uomo fuori dalle righe, inevitabilmente simpatico. E a chi pensa di storcere il naso davanti alla “oggettificazione” femminile nel porno rispondo: fantastico, parliamone.

Il libro parte con la protagonista che trova questo lavoro per “vie traverse”, presentata da un amico. All’inizio sembra che debba fermarsi lì per pochi giorni, ma, come ho già detto, il rapporto professionale con Diva Futura sarà un sodalizio  quasi decennale. Debora entra in contatto con una realtà un bel po’ diversa dalla sua alla quale, man mano, si abitua. Come assistente del capo e tuttofare ha il compito di accompagnare le star di qua e di là,di redigere comunicati e lettere farlocche, rispondere alle telefonate dei maniaci…e lo fa con una presenza di spirito ed un’ironia davvero fuori dal comune.

Una delle parti più interessanti del libro, secondo me, sono le finestre sulle vite comuni delle pornostar, che noi immaginiamo sempre come in scena e invece Debora ci presenta alle prese con i figli, con i compagni e con i problemi di tutti i giorni. Descrizioni brevi, accurate, ma secondo me molto azzeccate.

Sono molti anche gli episodi divertenti, come quello dell’incontro (solo visivo, per carità!) della protagonista con Rocco. Sì, lui. E soprattutto con il suo attrezzo, opportunamente  messo nel dimenticatoio per il bene dei fidanzati futuri. (Ah, ah, dai ragazzi è una battuta!).

Lo stile è dinamico e scorrevole, infatti il libro si legge in una giornata (salvo imprevisti!), i “personaggi” sono descritti con affetto e c’è quel tocco nostalgico che ingentilisce il tutto.

Un buon libro, una buona storia, un sacco di riflessioni utili anche se solo accennate. E nulla di scabroso.

Una risposta »

  1. Ho comprato questo libro in ebook su Amazon dopo aver letto la tua recensione e quest’altra: http://lara-cardella.blogspot.it/2013/07/una-femminista-alla-corte-di-schicchi.html
    Mi è piaciuto, ho riso molto. E penso che questo libro meriti i miei soldi, cosa che ultimamente faccio fatica a dire.

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