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Non ci sono più le ragazze di una volta! (E meno male???)

Premessa: io adoro le nostre mamme e le nostre nonne e bis-nonne. Quello che farò da questo momento in poi non è un discorso contro di loro e contro le loro scelte di vita. Alcune sono state più coraggiose, altre hanno compiuto scelte meno auto-determinate, altre ancora sono state costrette dagli eventi e dalla società, giacché – per carità – nessuno di noi è veramente libero, altrimenti saremmo tutti dei buddha. (No, non sto diventando buddista).

E’ che, sempre più spesso, mi imbatto in una razza di maschilista davvero irritante, ovvero il Maschilista Nostalgico. Costui/o costei (ché purtroppo un buon 50% del maschilismo nostalgico appartiene alla sfera femminile) si lamenta perché le ragazze non sono più “come quelle di una volta.”

Ma di cosa si lamenta esattamente? Cosa fanno ste ragazze moderne di così abominevole?

Prima di tutto escono, ed escono anche alla sera. (Che puttane!) Magari bevono e si lamentano se succede loro qualcosa (perché i ragazzi sono “maschi selvaggi”, gente!).

Poi, si permettono di studiare e fare lavori che non siano la colf. (E che cazzo, dove andremo a finire?)

Poi avete visto come si vestono? Le minigonne non bastano più, alcune si mettono pure i leggings! E, pensate che orrore, se li mettono pure se sono – mio Dio! – grasse! E’ risaputo che solo le donne che corrispondono al modello estetico di Bianca Balti hanno il diritto di avere un armadio diverso da camicioni informi a fiori e di farsi vedere per strada, dove potranno adeguatamente essere fischiate.

E poi non sono più timide. Santo cielo, dov’è finito il virginal rossore di Shakespeariana memoria? Noi vogliamo la ragazza  che arrossisce e guarda per terra ogni volta che ci avviciniamo a più di mezzo metro e se una non è timida per carattere è perché è mignotta! Si capisce! Come osate, orribili ragazze moderne, guardare negli occhi per più di tre secondi? Ve la state forse cercando?

Quindi, visto che con il loro comportamento sconsiderato se la cercano, le ragazze di oggi non sono più innocenti e si sa che il valore di una donna passa dalle sue mutande, come no. Lo dice anche mio cugino Mario, quando picchia sua moglie.

Sul fatto che poi non sappiano più cucinare, cucire e fare i lavori considerati “femminili”, si potrebbe aprire un discorso a parte che ha a che fare con l’indipendenza, ma questo il Maschilista Nostalgico non lo considera, perché a lui importa solo di lamentarsi perché non trova la cena pronta quando torna a casa dal lavoro e poco importa se la compagna torna più tardi di lui…anche perché geneticamente il maschio sembra non essere predisposto a toccare le padelle. Io, Zitella Felice, ho prova certa del contrario, ma al Maschilista Nostalgico non importa perché la mia testimonianza, in quanto lurida femminista, è priva di fondamento.

Il fatto è che il Maschilista Nostalgico ti porta ad esempio, appunto, la tua mamma e la tua nonna e ti dice che come loro non ce n’è e tu sei d’accordo, ma è perché sono la tua mamma e la tua nonna e tu le ami, ma non sai se sono – o sono state – veramente felici delle loro scelte, se non se ne sono mai pentite, se avrebbero voluto, col senno di poi, comportarsi diversamente. Scegliere un lavoro autonomo, per esempio, rispondere male qualche volta, altro che arrossire. Chissà.

Quel che è certo è che mette le mani nel sangue sentire gente che pretende di dettare legge su come un intero genere dovrebbe essere. Spacciando per leggi non scritte limitazioni alla libertà personale oggi francamente inaccettabili e tentando di mostrare più desiderabile una vita sempre subordinata piuttosto che la libera scelta. Poi sono gli stessi che quando sentono parlare dei talebani in tv scuotono la testa e dicono che bisognerebbe andare là col Napalm, povere ragazze costrette dal burqa.

 

 

 

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  1. E una volta le donne capivano la sacralità del matrimonio, mica come oggi che, invece di aggiustare le cose rotte, le buttano via.

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  2. ma zittirli alla base è molto semplice!io elenco tutta una serie di cose che LORO non sanno fare che vanno dal cambio d’olio al usare una motosega, passando per la costruzione di un muro e che sono lavori che secondo questa mentalità loro dovrebbero saper fare per essere uomini. quando ho particolarmente voglia d’infierire gli parlo delle prese che so montare dei lavandini che so aggiustare e delle mie amiche (plurale) che sanno usare un trapano. e poi gli ricordo che con il loro stipendio difficilmente sarebbero comunque in grado di mantenere una donna che non lavorasse.si zittiscono e non vengono a disturbarmi una seconda volta

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  3. E’ vero, è vero, loro si che sapevano reggere – talvolta – le corna o le botte, mica come queste mammolette di oggi!!!

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  4. “Bisogna guardarsi le punte delle scarpe, quando si parla con i maschi.” Cos’ì mi riprendeva la maestra in prima elementare.. (1966) io invece li menavo, o meglio, spesso ero io a prenderle, e che piangeva, ma mi difendevo.. poi per la maestra ero io che aveva “grossi problemi comportamentali”. Non i maschi che facevano a botte con me!

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  5. Le ragazze occidentali moderne hanno il diritto di vivere come vogliono. E’ questo il motivo per cui devono rimanere libere e mai impegnarsi con dei trogloditi che desiderano la moglie illibata e le vecchie tradizioni. Ma chi le disturba ? Ma chi dice nulla ? L’importante al primo appuntamento – rigorosamente un caffè e non una cena (prima di pagare la consumazione) l’uomo deve capire chi ha di fronte e in caso sia davvero una ragazza moderna, salutare con grande ammirazione e lasciarla libera di vivere la propria esistenza come meglio le aggrada.

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