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Mi piace Spiderman…e allora?, di Giorgia Vezzoli

Periodo felice, questo: ho ripreso a leggere (e ve ne accorgerete, mi sa!). Ho di nuovo una pila gustosa sul comodino e, soprattutto, ne ho ritrovato la gioia. Che sia passato il blocco del lettore? Ho solo da sperarlo. Il mio portafoglio lo spera un po’ meno, visto che in tempi normali viaggiavo su uno-due- tre libri a settimana (a seconda della lunghezza). Ma non siamo qui a parlare di me, bensì di un progetto fantastico, di una Casa Editrice come ce ne vorrebbero a pacconate e di una blogger che ha scritto un mini-gioiello.

Ma andiamo con ordine: la casa editrice SetteNove è di per sé una realtà da sostenere a mille. Si occupa, infatti, di promuovere l’educazione al di là degli stereotipi, attraverso pubblicazioni di particolare impatto rivolte al pubblico infantile.

Tra i suoi titoli spicca proprio questo racconto di Giorgia Vezzoli, già conosciuta e apprezzata blogger di “Vita da Streghe” che da sempre si occupa delle tematiche di discriminazione di genere.

Giorgia ci racconta di Cloe, una bimba di sei anni che, per il primo giorno di scuola, sceglie per sé la cartella di “Spiderman”, universalmente riconosciuta nel filone della cancelleria per maschi. Ma la piccola non capisce il perché di tutto questo trambusto perché vede il mondo con occhi privi di pregiudizio.

E quindi le prese in giro dei coetanei, le domande inopportune degli adulti, o i loro commenti la lasciano perplessa e la fanno arrabbiare.

Come si fa, per esempio, a considerare Spiderman un personaggio che può essere apprezzato solo dai maschietti e perché? Seguiamo Cloe nel suo viaggio alla scoperta della scuola e del mondo e, con occhi da adulti, riflettiamo sui suoi dubbi di bambina. Perché – ad un certo punto – la piccola ha davvero la sensazione che sarebbe meglio essere nata maschio, dato che loro possono fare tutto. Per fortuna ci pensa la sua saggia mamma a ricordarle che neanche i maschi possono fare tutto: vestire di rosa, per esempio. O piangere davanti a tutti. E allora la cartella di Spiderman diventa un simbolo di lotta contro lo stereotipo di genere  che vuole tutti rigidamente inquadrati, affinché si allarghino gli orizzonti ed ognuno sia libero di essere e di apprezzare ciò che sente davvero e non ciò che viene imposto.

Giorgia Vezzoli utilizza un linguaggio semplicissimo (d’altronde il testo è rivolto ad un pubblico infantile) eppure incisivo. Cloe è un personaggio divertente e coraggioso, perché nella sua ingenuità decide quasi subito da che parte stare. E’ una bambina curiosa. Non è una bambina che “vuole fare il maschiaccio”. Non vuole appropriarsi di spazi altrui – come molti maschilisti paventano – ma semplicemente si chiede perché quegli spazi non possano essere condivisi. E la risposta è che la consuetudine ha costruito delle barriere, che possono essere abbattute. Grazie ad una cartella di Spiderman, per esempio.

Se avete figli o figlie, nipotini o nipotine, cuginetti o cuginette approfittatene per mettere loro sotto il naso questo libro (e magari anche gli altri della SetteNove). A volte una storia ben raccontata può fare molto di più di ore ed ore insegnamenti accademici buttati giù con l’imbuto.

Quindi grazie, Giorgia, per l’importanza del messaggio che con tanta leggerezza hai saputo veicolare.

La copertina – come il libro – è illustrata (bene!) da Massimiliano Di Lauro

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