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Scuola di Felicità 20 – Perdonati!

Trovo che uno degli ostacoli più grossi in merito alla ricerca della Felicità e – di conseguenza – al nostro rapporto con il prossimo, sia una sorta di “rancore” che lentamente nutriamo verso noi stessi, quando le cose non vanno come vorremmo. A questo tipo di insoddisfazione sono spesso legate le nostre aspettative nei confronti degli altri e il nostro rapporto con loro subisce immensi danni da questa inflessibilità che ci fa amare noi stessi ed il prossimo solo nella misura in cui corrispondiamo (e facciamo corrispondere gli altri) alla nostra personale visione.

Essere indulgenti con noi stessi non significa comportarsi con estrema noncuranza tantoèlostesso. No, noi siamo responsabili della nostra visione della vita, che poi corrisponde al filtro attraverso cui l’universo comunica con noi. Però non possiamo alimentare una spirale di insoddisfazione nei nostri stessi confronti e poi sperare di essere felici lo stesso.

Cominciamo con un primo passo: ascoltare i nostri pensieri, più che le nostre parole. Anche il più “spocchioso” penserà almeno venti volte al giorno di non essere all’altezza di qualcosa, di non aver fatto bene qualcos’altro, di aver mancato, di aver fallito. Magari si tratta di situazioni minuscole, di cui il Mondo non si accorgerà mai, altre volte sarà un errore bello grosso, per cui rimanere con gli occhi al soffitto per tutta la notte. Succede, perché siamo esseri umani.

Il secondo passo è rendersi conto di ciò che veramente pensiamo di noi stessi, in termini di autostima. Si può mentire agli altri, ma sono pochi quelli che ce l’hanno veramente altissima. Tutti gli altri si barcamenano, come dicevo, nelle acque agitate dell’insoddisfazione e del”si può dare di più”. Ma, stranamente, i risultati migliori non si ottengono autoflagellandosi, bensì incoraggiandosi. Ciò significa che ci vuole una buona base da cui partire, un terreno soffice e avvolgente. E questo terreno ha il nome di perdòno. 

Questo è un esercizio che si può fare cinque minuti prima di andare a dormire. Ripensate alla vostra giornata, a ciò che non è andato come vorreste, alle vostre preoccupazioni. Invece di arrovellarvici sopra, ripetete più volte una frase come: “Io mi perdòno e tutto andrà per il meglio.” Chiedete scusa a voi stessi per esservi messi in una situazione di vita che non vi piace, ma disponetevi a non autoaccusarvi, a non essere  duri con i vostri errori. Ricordate che l’unica persona che non sbaglia mai è chi non fa mai niente. Siate gentili con il vostro cuore. Pensate che poteva capitare a tutti e bandite pensieri duri come “Sì, ma non doveva succedere!”. Non potete cambiare il passato, ma solo predisporvi al meglio per il futuro. Discolpatevi. Abbandonate il senso di angoscia che vi opprime e liberate la speranza.

Lo so, in questo caso il concetto si fa un po’ generale, ma se volete fare qualcosa di pratico potete scrivere sul vostro quaderno le tre cose che avreste voluto cambiare della vostra giornata e poi accanto “MI PERDONO”.  Una volta che un nodo cruciale come questo è venuto meno, la mente si schiarisce ed in molti casi la soluzione di un problema affiora.

Perdonare noi stessi è anche un ottimo modo per sviluppare l’empatia e la gentilezza nei confronti degli altri. L’allenamento al perdono – forse la lezione più difficile – può poi estendersi a tutte le situazioni della vita. Saper perdonare è un’arte e non è un apprendimento immediato, anche perché occorre distinguere tra il vero perdono e l’ingoiare il rospo.

Ingoiare rospi fa male. Meglio sfogarsi (a parole, mettete via le mazze da baseball!) e chiarire le situazioni che ci fanno soffrire. Il vero perdono è raggiungere la serenità del cuore.

Se pensate che io la faccia facile…avete ragione. Ma nessuno ha detto che ci dobbiate riuscire entro la prossima mezz’ora. Mettersi in cammino su questo sentiero, secondo me, è cosa buona e giusta (citazione Pasquale!) e vi avvicinerà alla meta agognata: ESSERE VERGOGNOSAMENTE FELICI!!!

Leggete QUESTA NOTIZIA: un bella storia di perdono!!!

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