Feed RSS

Frozen – Il Regno di Ghiaccio, di Chris Buck e Jennifer Lee

Capita sempre più spesso che mi perda dei film al cinema. Poco tempo, mancanza di voglia (da noi iniziano, di solito, alle 22.40 e tra pubblicità e tutto non partono davvero prima delle 23.00 YAAAAWWWNNN!), mancanza di soldi (e il biglietto è aumentato ancora! Uff!)…perciò mi risolvo a recuperarne parecchi al momento della loro uscita in DVD.

E’ il caso di “Frozen – Il Regno di Ghiaccio”, uscito per la Disney sotto Natale e reso disponibile giusto l’altroieri.

Che dire? Me ne avevano parlato benissimo, perciò avevo un po’ di timore. Invece devo dire che mi è piaciuto, e molto. Forse le parti cantate sono un po’ troppe rispetto al solito, ma a me i musical piacciono perciò non l’ho trovato troppo pesante. E poi l’animazione ed i disegni in alcuni momenti mi hanno fatto letteralmente venire i brividi di piacere (parlo in particolare della scena in cui Elsa si costruisce il palazzo di ghiaccio, cantando l’ormai celebre “Let it go”).

La storia prende spunto dalla fiaba di Hans Christian Andersen, “La Regina delle Nevi”, ma è – come quasi sempre accade con i prodotti di casa Disney – pesantemente rimaneggiata. In questo caso la Regina delle Nevi è Elsa, sorella maggiore della protagonista, ed erede al trono del Regno scandinavo di Arendelle. Elsa è nata con il potere di generare e maneggiare il ghiaccio e la neve, ma quello che all’inizio sembra un dono diventa la sua maledizione perché i genitori, temendo che possa fare del male a qualcuno – compresa la sorella minore,  Anna – decidono di recluderla e chiudere le porte del castello al mondo. Anna, più piccola e ingenua, non capisce perché la sorelle si sia improvvisamente allontanata perché il Re dei Troll, creature buone che abitano nella vicina foresta, le cancella la memoria dei poteri della sorella. Anna perciò cresce credendo che Elsa si sia allontanata da lei di sua volontà e spera sempre di poterla “riconquistare”.

Quando i genitori delle due fanciulle muoiono in un naufragio, Elsa diventa regina e il Castello viene riaperto per un giorno. In quell’occasione, Anna conosce Hans, un principe gentile e di bell’aspetto e i due decidono di sposarsi subito. Ma appena vanno da Elsa per chiedere la sua benedizione, questa gliela nega pronunciando una frase che a me ha fatto alzare dalla sedia, perché non pensavo potesse mai essere detta in un film Disney: “Non puoi sposare un uomo appena conosciuto!”

Questo gelido rifiuto sfocia in un litigio con Anna che le rinfaccia anni di tristezza e solitudine. Elsa si arrabbia e si emoziona e perde così il controllo dei suoi poteri vedendosi costretta a fuggire mentre a sua insaputa un inverno perenne si impadronisce di Arendelle.

Una volta raggiunta una montagna, Elsa decide di liberare i suoi poteri e di essere se stessa al 100%. Si costruisce un palazzo di ghiaccio dove poter vivere liberamente senza più nascondersi. Anna, rimasta sola con Hans, capisce che per liberare il Regno dalla morsa del gelo deve far pace con sua sorella e così si mette sulle sue tracce.

Durante il cammino incontra Kristoff, un venditore di ghiaccio ora disoccupato, che viaggia in compagnia della sua (simpaticissima) renna Sven. Kristoff, per il bene dei suoi affari, decide di fare da guida alla fanciulla. La compagnia è completata da Olaf, un pupazzo di neve parlante che è stato creato da Elsa per sbaglio. Olaf si dimostra un amico tenerissimo, al punto che nessuno ha il coraggio di dirgli che se l’estate che lui dice di amare tanto dovesse effettivamente arrivare, lui si scioglierebbe…

Arrivati al castello di ghiaccio, Anna tenta di parlare con la sorella e la informa dell’Inverno eterno che si è abbattuto sul regno. Le paure di Elsa, però, finiscono per farle litigare ancora e nella foga, la Regina colpisce inavvertitamente la sorella al cuore, poi caccia tutti con un gigante di neve. Non sa che così ha condannato Anna a morte, perché una volta che tutto il suo cuore sarà congelato anche la ragazza si trasformerà in una statua di ghiaccio.

Il re dei Troll torna in soccorso della principessa dicendo a Kristoff che solo un atto di vero amore la salverà. Il giovane allora pensa di riportarla da Hans affinché lui possa baciarla e così fa, benché tristissimo perché anche lui nutre un sentimento nei confronti dei Anna. Hans, però, una volta solo con lei si rivela per ciò che è: un approfittatore che meditava di sposare Anna per poi uccidere Elsa e conquistare il trono. Così lascia Anna a morire ed accusa Elsa di alto tradimento. La Regina viene catturata e riportata ad Arendelle in catene mentre una tempesta di neve mai vista infuria tutto attorno.  Hans dice ad Elsa che sua sorella è morta per causa sua e la regina crolla in lacrime. In quel momento la tempesta si placa e Anna, che sta correndo incontro a Kristoff, si accorge che Hans sta per uccidere la sorella e si frappone tra i due per fermarlo. In quel momento il suo cuore congela ed Anna diventa una statua di ghiaccio.

Tutti si disperano, ma il gesto di Anna ed il dolore di Elsa sono atti di vero amore che sciolgono il suo cuore…ed anche l’inverno di Arendelle.

Anna e Kristoff capiscono di essere innamorati, Elsa ora sa che la forza dell’Amore può aiutarla a controllare i suoi poteri e ad essere una splendida regina…e Olaf può vedere l’estate perché grazie ad un incantesimo di Elsa avrà sempre la sua nevicata personale, così tutti vivranno felici e contenti.

La trama, un po’ laboriosa di suo, è arricchita come dicevo da canzoni orecchiabili e da personaggi secondari deliziosi, come il gestore dell’emporio e della sauna locali che sembra tutto mansueto e amichevole, ma si rivela mooolto suscettibile…

Credo che sia stato fatto un bellissimo lavoro da parte degli animatori in merito alle colorazioni e ai riflessi della luce del sole sul ghiaccio e poi i personaggi – con mio grande piacere – continuano la loro evoluzione verso la modernità già intrapresa con “Ribelle – The Brave”, in cui il matrimonio è “parte” della vita della protagonista ma non il fine ultimo. Elsa, per esempio, un personaggio molto carismatico, affronta questa avventura per ritrovare se stessa ed il suo lieto fine è molto diverso da quelli a cui siamo abituati.

Anna, che dovrebbe essere la vera protagonista, è goffa ma simpatica ed anche Olaf, il pupazzo di neve, in certi casi è proprio tenerissimo.

In definitiva è un bel racconto, piacevole per chi ama i musical, molto ben realizzato a livello visivo e con protagonisti che strappano più di una risata. Ottimo per i bambini (e le bambine!), gradevole per gli adulti.

Il marchio Disney, secondo me, vuol dire ancora qualcosa. 🙂

 

Una risposta »

  1. concordo, anche a me è piaciuto molto!

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: