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92 minuti di applausi

In questo post raccolgo 4 interventi, tre dei quali trovati su FB e uno sul blog della MITICA (signora Di Rienzo, che altre mitiche conoscete?). Sono interventi diretti che non indorano la pillola a nessuno. Sono, per me, più che giusti. Talvolta un po’ aggressivi, ma ogni tanto ci vuole. E siccome ho commentato (e potrei commentare solo) con la fantozziana frase che ho messo nel titolo, li riporto così come sono, cercando brevemente di introdurre il tema, in modo da non farvi pensare di esservi perduti nel paese dei balocchi.

Aaaaallora. 1° intervento sul nuovo governo. Come sapete (spero) tutti, Renzi ha staccato la spina al governo Letta e si è piazzato al suo posto. Il clima del paese è incerto: da un lato l’innegabile ottimismo italiano del “vabbe’-non-ci-eravamo-scelti- nemmeno- quell’altro-vediamo- cheffà”, dall’altro le grida al colpo di stato. Su tutto, alcune considerazioni del tipo che Renzi ha reputato inutile i ministeri delle pari opportunità e dell’integrazione. Per dimostrare  che lui tiene alle donne ha realizzato un esecutivo 50 e 50. Tra cui “una certa” Madia, incinta all’ottavo mese. Il fatto è che questa Madia pare essere una di quelle che “lafamigliaèsoloquellatradizionale, l’abortoèomicidio, l’eutanasiaperamordelcielonochisiamonoiperdecidere”. Brrrr. Come vedete, sul suo pensiero ci sarebbe quanto meno da discutere. Ma per cosa viene criticata, ancor prima di giurare sulla costituzione? Tà-dààààààn! Perché è incinta.

Così, Giuliana Maria Dea sintetizza per me:

Tutti a preoccuparsi se la Madia potrà fare il ministro durante i tre mesi di gravidanza obbligatoria. Mica vedo tutta quest’ansia per le gravidanze delle commercianti o delle libere professioniste in gestione separata. (ma davvero, c’è di peggio da dire sulla Madia, perché proprio sulla gravidanza rompete le palle? O meglio, perché non rompete le palle perché a lei è stato proposto il ministero nonostante la gravidanza mentre a donne che nemmeno hanno in previsione di mettere al mondo figli vengono fatti firmare impegni a non procreare se vogliono essere assunte? Perché non ne fate un precedente, invece di scassare gli zebedei?)

Sempre prima che il governo abbia giurato, sono fioccati articoli, status e tweet a corredo che -pensate un po’ – tutto ciò che sapevano fare (oltre a criticare il pancione della Madia) era dare un voto al look dei ministri donna (ma nemmeno una parola sulle cravatte di Alfano, ecchecchezz…), commentare l’atteggiamento della moglie di Renzi, ecc.

Così, Laura ZG Costantini ha espresso ESATTAMENTE quello che avrei tanto voluto scrivere io:

Capita a tutti. Anche ai migliori. A dimostrazione che la cultura e il condizionamento sociale hanno lavorato bene e inciso anche le pietre più pregiate. Ora, nessuno è perfetto e tutti/tutte sono criticabili. Ma:
– a me se vi piace o no la moglie di Renzi non me ne frega niente e, credetemi, non frega niente neanche a lei;
– a me se le ministre sono ben vestite o no, non me ne frega niente e, credetemi, neanche agli italiani alle prese con problemi veri;
– a me che la Madia veda Peppa Pig e sia (orrore?) incinta, non me ne frega niente, mi frega quello che dice e che pensa (che è orrore vero, reale e tangibile);

Fate uno sforzo. Lo so che vi chiedo molto. Ma fate uno sforzo. Titanico. Piantatela di giudicare le persone dall’aspetto, dal look e da ciò che, eventualmente, si ritrovano tra le gambe. Basta!

Pensateci, cosa chiedete a un/una amministratore della cosa pubblica? Che sia bello, che sia sorridente, che abbia un/una coniuge trombabile (a vostro insindacabile giudizio), che veda i programmi che piacciono a voi, che sia sterile/fertile? O, piuttosto, che sia onesto/a, leale, affidabile e capace?

E allora basta! 
Giudicate e criticate i fatti, quando saranno giudicabili e criticabili. Non a prescindere.

L’ho già detto basta? Sì? Lo ridico: B A S T A!

Quindi veniamo ala signora Di Rienzo. Vi invito a leggere il suo post “Non puoi avere tutto” a questo link. Ma da questo post voglio trarre una citazione, perché si è parlato tanto in questi giorni del “conflitto”  tra grillini e la presidente della Camera Boldrini. E i toni dei grillini sono stati da mani nei capelli. A coloro che si incazzano perché si pone l’attenzione sulla misoginia insita in molti atteggiamenti del Movimento 5 Stelle (E no, non c’è BEN ALTRO di cui parlare, a me interessa QUESTO.), Maria risponde con queste righe:

“Dire su Facebook che metterei a pecora la Boldrini e poi la fotterei in culo fa di me un potenziale stupratore?” Sì. Hai appena attestato pubblicamente che la stupreresti per punirla dei suoi comportamenti a te sgraditi. Perciò: Sì. Sì. Sì. E non solo. Quel che hai detto dà una pacca sulla spalla al prossimo violentatore, ridicolizza e umilia e ferisce chi è stata vittima di violenza sessuale, insegna con l’esempio ai più giovani come si maneggiano le donne e che il consenso nei rapporti sessuali non è necessario. Non sei solo un potenziale stupratore, sei un emerito e meschino stronzo.

“E se in Parlamento dico “figli di troika” ai miei avversari o sventolo il cartello con su scritta tale frase, sarei un sessista?” Sì. Se per prendertela con un uomo devi passare attraverso sua madre (o un’altra di quelle che ritieni essere le “sue” donne: figlia, moglie, amante) sei un sessista. Non solo, poiché pensi che la lotta politica si faccia a palate di insulti, sei anche uno sguaiato incapace. L’unico risultato che ottieni con i “figli di troika” è il gonfiare il tuo ego, già ipertrofico, con la “visibilità” che l’essere cafone ti guadagna.”

(aggiungo qui ai 92 minuti di applausi la mia personale standing ovation).

E infine, ho letto, condiviso, piacciato (e volevo pure tatuarmelo in fronte, ma mi sembra una soluzione un po’ estrema) questo status di una ragazza che non conosco (ma che spero non se ne avrà a male), che è rimbalzato su praticamente tutte le pagine che seguo. E’ una sintesi diretta di quello che penso quando certi commenti, certi atteggiamenti, certi “ma tu sei esagerataaa” mi fanno cascare le braccia.

 Alessandra Pacelli, senza saperlo, ha scritto un bignami per avere a che fare con me senza che io pensi qualcosa tipo “ma guarda quest* che stronz*”. Tranquilli, perché non è lungo:

– “Troia” (o qualsiasi variante) usato come insulto nei confronti di una donna vi garantirà un immediato calcio in culo (no, non metaforico) da parte della sottoscritta. No, non mi importano le vostre ragioni. Anche perché dubito che la persona che avete in mente si faccia pagare per prestazioni sessuali. That word doesn’t mean what you think it means, gente.

– Con l’uso della parola “friendzone” in maniera non ironica il calcio vi arriva nei coglioni. Se non siete in grado di apprezzare l’amicizia di una donna non meritate nemmeno quella. Figurarsi la gnocca.

– Se una donna si incazza e alza la voce magari – ma MAGARI, eh! – ha motivo di incazzarsi. A torto o a ragione. Qualsiasi battuta quale “ha le sue cose” o “ha bisogno di cazzo” vi qualifica come un pezzo di merda misogino. Nessuno si mette a sminuire le vostre incazzature con “ha solo bisogno di svuotarsi le palle”.

– Se vi viene in mente di uscirvene con “frocio” o “travella” come insulti, aprite bene gli occhi. Un po’ di più, che ci devo sputare bene.

Mi scuso per le parolacce, ma quando ce vò ce vò.

Sfogarsi con parole altrui non è proprio il massimo, ma non so se sarei riuscita a scrivere qualcosa di più efficace, quindi tanto vale fare un passo indietro e lasciare il microfono a queste “voci amiche”. A proposito di “amiche”, la signora Di Rienzo ha messo il link a questo blog tra le sue. Cosa che mi onora e mi rende “La Zitella Felicissima”. Spero che legga e che sappia che ogni giorno mi fa sorridere, anche quando scrive di cose difficili da sopportare.

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  1. Perdonami, non sto trollando ma… veramente, che insulti fanno con la parola “friendzone”? Perché non mi è mai capitato e francamente non riesco a capire a cosa ti riferisci.
    Grazie ^^
    Vale

    Rispondi
    • Per un uomo, la friendzone (“zona amico”) é umiliante. Significa che non sono riusciti a farsi la donna. Perchè, sempre più spesso, per l’uomo non esiste più il concetto di “fare amicizia”, ma solo il concetto di “farsi la X ragazza”. Come se non fossimo esseri umani con dei sentimenti, ma solo pezzi di carne esposti in macelleria.

      Rispondi
    • La parola “friendzone” non ha in sé e per sé nulla di male. Si tratta di quel rapporto di stretta amicizia (alla “Harry ti presento Sally”, per esempio) che però per uno dei due non sfocia in amore. Che una profonda amicizia sfoci in amore ed attrazione è cosa piuttosto rara, succede ogni tanto, ma di solito si rimane amici e uno dei due ne soffre un bel po’. Questo avviene sia ai ragazzi che alle ragazze. Purtroppo, però, ultimamente la cosiddetta “friendzone” ha avuto una deriva molto negativa: se capita ad una ragazza pazienza, ma se è un ragazzo ad essere rifiutato lei è matematicamente definita cagna, troia etc etc (solito campionario di vecchi insulti). Ci sono pagine e pagine sulla friendzone in cui le ragazze vengono descritte come provocatrici, come istigatrici, come perfide creature che si divertono a far soffrire i ragazzi che “reputano” amici. Come se l’amicizia fosse una cosa brutta. Il peggio è che a queste ragazze arrivano continuamente auguri di stupro e linciaggi mediatici. “Perché poi scelgono quello stronzo” che le tratta male. Ebbene è il perpetuarsi di un luogo comune: non è sempre così. E un ragazzo può essere rifiutato senza che caschi il mondo, deve solo imparare, da persona matura, a gestire la delusione.

      Rispondi
      • Ah, grazie mille, ora mi è chiaro. Anche a me sono capitati pacchi di amici che invece avevano secondi fini (mai capito perché: il modo migliore per NON farti considerare come “possibile fidanzato” è proprio spacciarsi per amico), ma io sono così tonta che manco l’avevo capito. Anche se loro non se la sono mai presa per questo, i rapporti poi sono destinati a finire, perché loro soffrivano troppo e io stavo male a vederli così. Peccato: molti miei amici mi mancano, ma in questi casi c’è poco da fare. Non credevo che la cosa avesse preso questa deriva on line, però.
        Vedo che hai fatto anche un post a riguardo. Grazie mille, ora vado a leggerlo.

  2. Cmq dobbiamo smetterla, noi donne, di rimanere in silenzio a soffrire. Dobbiamo imparare a reagire davanti agli insulti (come per esempio hanno fatto la ragazza e la sig.ra Di Rienzo). Tu mi dici “hai le mestruazioni” se mi sono incazzata? E io ti rispondo a tono! Mi parli della friendzone? E io ti rispondo a tono! Sei aggressivo con me? E io lo sono con te! Mi spiace, ma “l’occhio per occhio, dente per dente” a volte ci vuole. A volte bastano sarcasmo e/o ironia. Ma non dobbiamo più stare zitte, andando a piangere in un angolo, come creature fragili. Col c***o!

    Rispondi
    • Ben detto, la gentilezza funziona sino ad un certo punto.
      C’è bisogno di dare una bella svegliata e ri educare, molto, molto , molto a fondo certi tipini. Ed è anche per il loro bene, oltre che per chi deve stargli vicino.

      Rispondi
  3. Avermene a male? Mi sento discretamente figa, altroché. U_U

    Ah, e condivido quanto detto negli altri interventi citati. Virgole e spazi compresi.

    Rispondi

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