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Scotland the Brave 4: Into the Wild

Episodi Precedenti:

1.  Come innamorarsi delle Highlands.

2.  Bravehearts on the seaside

3.  Di mostri, di luci, di castelli…

 7° Giorno. Da Keyss a Ullapool: la Costa Nord.  15 Agosto.

Dopo la notte passata in un hotel che tutte le recensioni davano per SCARSO ma che noi abbiamo trovato più che decente (cibo compreso, ho mangiato un ottimo salmone affumicato quella sera!), siamo saliti di nuovo in macchina. Il nostro itinerario prevedeva la Costa Nord.

Non sapevamo dove saremmo arrivati, l’idea era di proseguire finché ne avremmo avuto voglia, fermandoci quando ci andava (aaaah, questa sì che è mentalità da vacanza!).

Ora, la cosa più bella delle Highlands del Nord è l’atmosfera. Non c’è nessuno (o quasi), a parte te, i tuoi amici e un oceano verde. Se esistono le fate (ed io sono abbastanza sicura che esistano) ecco, la loro casa non deve essere poi così lontana. Le strade si snodano come nastri lungo la costa, o tra dolci colline. Ogni tanto si incontrano spiagge immense e deserte, baciate da acqua di un blu che più blu di così solo gli zaffiri. E il confine tra cielo e terra si fa un po’ meno distinto…

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I ruderi, come quello che vedete qui sopra, contribuiscono a dare un sapore fiabesco al tutto. Ed ho capito perché è proprio lì che sono nati tanti miti e leggende: la magia è nell’aria. Ogni volta che mi voltavo verso una collina o che le nubi si aprivano a lasciar filtrare il sole, la respiravo. E mi venivano in mente nuove storie.

La giornata è praticamente volata. Ci fermavamo ogni tanto per ammirare un paesaggio particolarmente accattivante, o per sgranchire le gambe, ma dopo poco ci riprendeva la curiosità rispetto a cosa ci avrebbe aspettato pochi chilometri più avanti.

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E di magia in magia…

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…siamo arrivati a Ullapool. Indovinate un po’? Ullapool è un ridente paesino di pescatori. Scherzi a parte, abbiamo rimpianto di non aver previsto un po’ più di tempo da passare in questa cittadina, perché oltre ad essere graziosa sembra offrire anche molti diversivi per i turisti. Noi, trovata una bellissima guest house, vi abbiamo passato solo la sera, ma ne è valsa la pena perché abbiamo assaggiato anche un’ottima aragosta. (Maaaa sìììì, a me e a Lui in quanto a mani bucate Nostro Signore ci fa un baffo!).

8° Giorno. Verso Skye. L’Eilean Donan Castle e la maledizione dello Stregone Scozzese.  16 Agosto.

Ora, era tutta la vacanza che Abilù e Tamshit pensavano ad una meta e questa era l’Isola di Skye. Avendo fatto tutta la costa nord in una sola tirata ce la siamo presa comoda scendendo allegramente da Ullapool a velocità-lumachina. Ci siamo fermati a Gairloch, dove mi ha sfiorata l’idea di andare a fare la gita in gommone che mi avrebbe permesso (forse) di vedere le balene, uno dei miei sogni di una vita. Però ci sarebbe voluto tutto il giorno, era costoso e avremmo dovuto smollare Abilù e Tamshit per via del bambino e del fatto che lui non si sentiva granché a suo agio così a largo su un canotto… così ha cominciato a farsi largo nella mente l’idea di tornarci, allungando la permanenza mia e di Lui di qualche giorno…insomma, per il momento ho rinunciato ed abbiamo ripreso la macchina.  C’è anche da dire che quel tratto di strada è un po’ più solitario degli altri in quanto a strutture, così, dopo la mattinata passata in auto, ci siamo detti che era meglio cercare di prenotare per la notte il prima possibile.

Non l’avessimo mai fatto.

Succede che ci troviamo ad accordarci con un tizio che aveva un motel praticamente in cima ad una collina (tipo un po’ quello di Psycho, ma in versione scozzese, avete presente?) e  questo avviene attorno all’una del pomeriggio. Decidiamo comunque di scendere verso Dornie, la cittadina che le guide indicavano come più prossima a Skye, e famosa in tutta la Scozia per via del famoso “castello di Highlander”. La cittadina in sé non è che un agglomerato di case sparse, ma il caso vuole che, attorno alle quattro del pomeriggio, troviamo un bed & breakfast me-ra-vi-glio-so proprio lì e, soprattutto, costava 20 sterline di meno! Così a me viene dato l’ingrato compito di chiamare Psycho.

Teeeerroooooore e raccapriccio. Una volta capito che avevamo disdetto la prenotazioe, il tipo ha iniziato ad insultarci in tutti i modi possibili, lasciandomi tipo broccolo con telefonino in mano. In fondo erano solo le quattro e chissà quanti altri turisti sarebbero passati di lì! Contando che, non avendo lasciato alcuna caparra, potevamo anche sbattercene le palle e non chiamarlo nemmeno, direi che la reazione di Psycho è stata leggermente spropositata, ma va be’. Alla facciazza sua abbiamo pernottato da zia Angela, la quale SI E’ PALESEMENTE INNAMORATA DI LUI.

Non scherzo. Mentre ci mostrava le stanze mi ha detto una cosa come: “Volete che vi accenda il riscaldamento?” e poi, dandomi di gomito “Mmm, direi di no, tu ce l’hai già qualcuno che ti scalda di notte!”

Hai capito, la vecchia con l’occhio lungo? 😀

Comunque, abbiamo passato il resto della giornata ammirando l’Eilean Donan Castle, che credo sia il secondo luogo più famoso di Scozia, quello su tutte le brochure…e ne ha ben donde.

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Peccato soltanto che Psycho si è scoperto essere anche un potente stregone e probabilmente si è piazzato sulla cima della sua montagna a sparare maledizioni in elfico quenya. In poche parole dopo un poco il tempo si è guastato. Ce la siamo cavata entrando nel castello, che è perfettamente conservato ed in cui sono ricostruite scene di vita quotidiana mediante statue di cera.

9° Giorno. Pioggia a Skye. 17 Agosto.

La Maledizione di Psycho è arrivata a destinazione. I nostri amici, che più di tutto volevano vedere Skye, se la sono beccata con il tempo peggiore mai trovato in Scozia. Una sfiga pazzesca. Non che Skye possa mai essere brutta, ma con pioggia e vento non è possibile godersela.

A questo punto, Lui mi guarda e mi promette che saremmo rimasti una settimana di più. Zitto zitto quatto quatto già si stava guardando le offerte per il volo di ritorno.

Passiamo comunque la giornata sull’Isola, visitando l’ingresso della distilleria del Talisker e poi proseguendo fino al Dunvegan Castle, che non è stato usato per Highlander, ma appartiene al “vero” clan dei McLeod. Tuttavia il maltempo non ci ha permesso di visitare come avremmo voluto i bellissimi giardini. Maledicendo Psycho, abbiamo fatto il possibile per goderne al massimo, ma poi a orecchie basse siamo tornati verso Dornie.

10° Giorno. Sulla via di Glasgow. 18 Agosto.

A questo punto io e Lui avevamo deciso di restare per un’altra settimana. L’idea era quella di accompagnare Abilù e Tamshit all’aeroporto di Glasgow e poi risalire. E così abbiamo fatto: abbiamo dedicato l’ultimo giorno avvicinandoci a Glasgow il più possibile, passando anche da Fort William, una delle città più frequentate dai turisti, non perché abbia qualcosa in particolare, ma perché è un crocevia per chiunque non voglia passare dalla costa.

Non l’ho trovato niente di che, anche perché la Maledizione di Psycho perdurava e anche se non pioveva fortissimo, gli sprazzi di quella pioggerellina gelida ed insistente davano molta noia. Sarà però che eravamo talmente felici da non accorgercene…

Infatti, ad ora, non ricordo niente- niente! – che sia andato male in questa vacanza. Ed anche se ora scrivo di pioggerellina fastidiosa devo ammettere che lì per lì non la sentivo nemmeno. L’unica cosa un po’ triste è che quello era l’ultimo giorno con i nostri amici. Infatti la sera, nel Bed & Breakfast dalle parti di Crianlarigh, che si trovava esattamente DIETRO il Centro Turistico in cui ci avevano detto che non c’era un posto per dormire nemmeno a pagarlo in oro (!), abbiamo fatto un brindisi con un vinello trovato per miracolo allo spaccio locale.

Le cose notevoli di quel Bed & Breakfast erano: la camera con veranda, che sembrava infinita, il gatto Tinkerbell, che noi abbiamo ribattezzato allegramente Think About in onore del comprensibilissimo accento locale, ed il proprietario che poco dopo che eravamo arrivati ci ha gratificato mostrandoci le sue doti di tuffatore sull’asfalto, nel senso che mentre noi lo guardavamo dalla veranda ha preso un tonfo in terra che pensavamo non si sarebbe più rialzato. Ma invece, per la cronaca, ce l’ha fatta.

L’ultima sera c’è sempre un po’ di malinconia in più. E questa volta, contrariamente a quanto accaduto in Marocco, eravamo io e Lui a rimanere. Il giorno dopo ci aspettava la tappa a Glasgow per mettere i nostri amici sani e salvi sull’aereo del ritorno e poi…chissà?

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  1. BELLISSIMO RACCONTO!! Me lo sono letta tutto d’un fiato (tutti e 4 ‘Scotland The Brave’) !!! Mi é venuta una voglia immensa di visitare la Scozia che, per la cronaca, mi ha sempre incuriosita! ^_^
    In ogni caso questi finali con “..e poi………chissá?” non ci piacciono 😀 manca una bella settimana di vacanza!! E raccontacela su!!! 😛 haahahhaha
    Grazie di questo racconto e dei simpatici dettagli che mettono pepe alla giá affascinante meta! 🙂

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