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Dodici, di Zerocalcare

Devono proprio essere contenti, quelli di Bao Publishing. Contentissimi. Certo, pubblicano sempre ottimi nomi, ma avere la fortuna di pubblicare il fenomeno del momento non è da tutti.

Zerocalcare ne ha fatta un’altra delle sue e, anche se sembra non sia questo il libro -superambizioso e personale – di cui ci parlava QUI, ovviamente il panorama editoriale ha subito il consueto scossone.

E così mi ritrovo fra le mani “Dodici”, un fumetto che parla di Zombie a Rebibbia.

Ve lo sareste mai aspettati?

Che Michele sia patito di telefilm già si sa ed il pensiero corre immediatamente a “The Walking Dead”, moda televisiva del momento con il suo corredo di morti viventi: ma, niente paura, non c’è plagio e tanto meno “omaggio”. Se qualcuno deve essere richiamato è il papà del genere: Romero. Ma anche in questo caso, non vi è altro se non un doveroso ricordo.

Si tratta senza dubbio di una storia molto diversa da quelle precedentemente pubblicate, della serie “Così non mi dite sempre che scrivo racconti per rappresentare la mia generazione”. Forse a questo proposito, Calcare si autoesclude dalla narrazione (in che modo è uno dei picchi comici del libro) e rende protagonisti i suoi amici: in particolare Secco – lo Scommettitore, Cinghiale, l’Erotomane e Katja, bionda punkabbestia che “passava di lì per caso” (Più o meno).

Niente sentimentalismi generazionali, ma tanti i richiami alla cultura pop anni 80 che ci rendono Calcare così vicino. Si tratta di un fumetto d’azione che si svolge su piani temporali diversi, con continui balzi avanti ed indietro per spiegare meglio gli eventi. Ed al contempo, almeno questo sembra a me, è una dichiarazione d’amore-appartenenza-insofferenza a Rebibbia, il quartiere in cui il nostro è cresciuto e vive.

Per noi  che siamo cresciuti in piccoli paesi è lo stesso, credo: quel senso che ci impedisce di abbandonare una realtà anche quando a volte ci va un po’ stretta…perché amiamo vedere sempre lo stesso panorama. E questo sarà abitudine o…paura di vivere? In ogni caso credo proprio che col successo nazionale, Calcare questa paura se la sia dovuta ingoiare, basti pensare alle decine di presentazioni in giro per l’Italia.

A me, che non piacciono gli zombies, questo fumetto è piaciuto. E’ più breve, ma più agile, quindi si può trovare molto di positivo. Io resto però affezionata al Calcare un po’ più introspettivo, con i ricordi dei Cavalieri dello Zodiaco che gli fanno da scuola di vita.

Consigliato, dato che costa 13 euro? ma assolutamente sì. Se siete fans dei telefilm di azione a tema soprannaturale lo adorerete.

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