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Scotland the Brave 3: Di mostri, di luci, di castelli…

Se vuoi leggere le avventure prima di questa devi andare QUI e QUI.

5° Giorno: Inverness  e Loch Ness. 13 Agosto

Tutte le guide dicevano che Inverness, pur essendo la porta delle Highlands, non fosse granché. Troppo turistica. Niente di speciale. Ci arriviamo col naso un po’ arricciato e ci troviamo invece in una cittadina deliziosa e davvero accogliente. Una volta preso possesso dei Bed&Breakfast (per la prima volta ci siamo separati da Abilù e Tamshit!) abbiamo deciso di pagare il tributo che ogni turista paga alla Scozia e ci siamo diretti verso il Loch Ness.

Allora, l’impressione che ha fatto a me è che gli scozzesi siano dei geni. Nel senso che hanno trasformato uno dei loro luoghi più anonimi in una meta turistica imprescindibile. In realtà Loch Ness è un bel posto, ma il resto della Scozia toglie il fiato, quindi diciamo che si tratta di un luogo “nella media”. Il Loch (che non è un lago come molti credono, ma un’insenatura!) ha la particolarità di essere più profondo di molti punti dell’oceano. E questo rende le sue acque molto scure.

Sul perché la leggenda del mostro sia fiorita proprio qui possono esserci molte teorie, ma l’atmosfera, nonostante le truppe di turisti, c’è.

L’unico mostro che ho visto io era nelle riproduzioni che sulla riva del Loch si trovano nei negozietti. C’è addirittura un centro ricerche dedicato a Nessie ed un parco giochi,ma a nostro parere non valeva la pena andarci. Se uno crede al mostro deve crederci senza prove, altrimenti che fede è?

Sul lago c’è anche un bellissimo castello che però abbiamo visto solo dalla strada perché era davvero troppo visitato per i nostri gusti.

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Abbiamo trascorso mezza giornata sulle rive del Loch Ness cercando di avvistare un lungo collo emergere dall’acqua, ma visto che non succedeva niente dopo un po’ abbiamo deciso che potevamo tornare a Inverness.

Mentre eravamo immersi nel traffico, mi è capitato per caso di posare gli occhi su un manifesto attaccato alla porta di una libreria. Pubblicizzava il tour di Neil Gaiman. Purtroppo sarebbe passato da Inverness la settimana successiva al nostro ritorno a casa, quindi non c’era proprio verso. Da quel momento nella mia testa, questo viaggio ha preso un titolo: “Quella volta in cui ho QUASI incontrato Neil.”

Mi sono detta che era lo stesso e non ci ho più pensato per un po’.

Anche perché Inverness ci ha stupiti con le sue splendide vie, in particolare la passeggiata lungofiume, illuminata per coloro che vanno a fare jogging da centinaia e centinaia di lucine natalizie.

Anche girare per negozi è stato davvero piacevole, per non parlare della sera, in cui, credo, la città dà il meglio di sé. Non mi credete?

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E se ancora non siete convinti:

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Sì, certo, Inverness è un posto di interesse turistico,come diceva la guida. Ma vorrei avercelo davanti, quello che l’ha scritta, per chiedergli – se davvero ha trovato questa città così scialba, qual è la sua idea di “posto carino”.

6° Giorno: Heading to North! Dunrobin Castle – Wick – John O’Groats – Keyss.  14 Agosto.

E finalmente viene il momento di dirigerci a Nord! Pacificati dalla simpatica atmosfera di Inverness, ci stipiamo nel potente mezzo e ci rimettiamo per strada in direzione Wick (ridente borgo di pescatori).

Troviamo una splendida giornata di sole e questo ci agevola nel fare tappa presso uno dei castelli più famosi di Scozia: il Dunrobin Castle. Avete presente “La Bella Addormentata nel Bosco”? Una cosa del genere, ma senza principessa narcolettica dentro.

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Gli interni del castello sono visitabili, appartiene ai conti di Shuterland i cui discendenti sono ancora in vita (le loro foto infatti tempestano le stanze. E non per essere offensiva, ma sono tutti bruttozzi.), ma la parte più bella sono forse i grandissimi giardini che hanno persino una parte dedicata da uno spettacolo di falconeria.

Ci siamo fermati a Wick solo per pranzare e poi, via, ancora verso nord.

Ora, a nord c’è la magia. Arrivati sulla punta all’estremo nord-est, abbiamo trovato un’atmosfera davvero particolare, come essere in qualche modo distaccati dal mondo.

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Davanti a noi, solo azzurro. In lontananza, le Orcadi, come un’ombra tra le nuvole.

Ci siamo fermati a prendere una cioccolata in un localino sulla costa, poi ci siamo diretti verso il faro, che si trovava su una dolce collina vicino ad un ampio pascolo.

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Ora, accanto a questo faro c’era un parcheggio. Il panorama di cui si poteva godere da questo parcheggio non era affatto male, così io e Tamshit ci mettiamo a girellare, mentre Luie Abilù esplorano il pascolo alle nostre spalle.

Io e Lei rimaniamo tipo mezz’ora a commentare quanto sono belle le isole in lontananza, che bel venticello, che bel faro. Nel parcheggio.

E loro non tornano.

Dopo un po’ ci preoccupiamo e decidiamo di attraversare i dolci pendii costellati di cacche di pecora per andare a salvarli, già figurandoceli preda degli ovini mannari. E invece, superato il primo declivio, troviamo semplicemente questo:

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E Loro Due tutti felicini che non avevano pensato minimamente a venirci a chiamare, ma dopo essersi scaricati la coscienza con un sms, saltellavano tra le pecore scattando foto ed ammirando. E se noi eravamo nel parcheggio chissene.

Bah.

Comunque questo è di certo stato uno dei panorami più belli mai visti, se penso che stavamo per perdercelo! Rapiti, abbiamo camminato a piedi per tutta la costa, nonostante il vento pazzesco che quasi riusciva a spostarci.

Che dire? Ne è valsa la pena e non abbiamo preso neppure il raffreddore!

…to be continued…

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  1. Pingback: Scotland the Brave 4: Into the Wild | La Zitella Felice

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